L’Angolo del dialogo – Fatti e opinioni

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Un articolo adatto alla calura estiva. Lo posto sperando che sia gradito.

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C’era un allevamento di purosangue in Toscana. Nascevano ed erano addestrati cavalli e cavalli. Ed il padrone n’era giustamente fiero. In quel periodo aveva un cavallo bellissimo, dalla lunga criniera, nervoso e scalpitante. Sapeva passare dal passo, al trotto, al galoppo senza problemi e correva come il vento. Il figlio del sindaco lo voleva provare ad ogni costo ed il padrone resisteva. Ma mica tanto, poi. Gli disse: “ E va bene, montalo, ma ricordati queste due parole. Sai, son sempre  cavalli e si possono imbizzarrire. Allora, per farlo fermare immediatamente digli “Cacca” (veramente era un sinonimo meno elegante), e per farlo correre come un lampo digli “Culo”.

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Il ragazzo monta e si diverte.  Ma, improvvisamente il cavallo si mette a correre per ogni dove a velocità supersonica e ad un certo punto salta la staccionata e galoppa, galoppa come il vento, si allontana pericolosamente ed il ragazzo non ricorda più la parola per farlo fermare. Il cavallo continua a correre, correre, mentre finalmente il ragazzo ricorda la parola sul ciglio di un precipizio. Urla: “Cacca”, e il cavallo si inchioda immediatamente al suolo. A questo punto il ragazzo, con la fronte imperlata di sudore, aggiunge: “Che culo”. Ed il cavallo immediatamente fa un balzo e precipita nel burrone con il suo passeggero.

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Giovanni Marradi -  Summer

 


COMMENTI

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  1. il 30 luglio, 2014 Riccardo dice:

    non importa le parole che dici, ricordale sempre, potranno ritorcersi contro di te.
    Bella storiella Lorenzo, molto istruttiva,

  2. il 30 luglio, 2014 lorenzo.rm dice:

    Già, Riccardo. Ricordarsi sempre delle parole. Soprattutto, al momento opportuno.

  3. il 30 luglio, 2014 giuseppe57 dice:

    cè sempre il modo di far rompere il silenzio a quelli che stanno zitti, basta toccarli nei punti dove si mantiene il silenzio.lo stiamo vedendo proprio in questi gioni dove vengono a galla alcune persone in cui si era riposta un pò di fiducia.

  4. il 30 luglio, 2014 lorenzo.rm dice:

    Magari, Giuseppe, magari! Abbiamo davvero bisogno che si sciolgano i silenzi e si scoprano i cosiddetti altarini.

  5. il 30 luglio, 2014 nembo dice:

    Tutte le storie e, tutte le parole alla fine hanno un senso e questa storiella ce ne da atto…sai Lorenzo io su quel cavallo tutt’ora metterei chi ci sta illudendo solo a parole… Un Saluto

  6. il 30 luglio, 2014 sandra vi dice:

    Bella la storia Lorenzo ,purtroppo la parola l’abbiamo lasciata che venisse detta ed ora stiamo tutti precipitando nel vuoto…………….

  7. il 30 luglio, 2014 giuseppe3.ca dice:

    Occorre sempre ponderare prima di pronunciare una parola: quante parole sbagliate si dicono nei momenti meno opportuni e una volta pronunciate è troppo tardi per poter riparare. La morale della storiella è tutta qui. Grazie Lorenzo è proprio una bella storiella.
    Grazie anche a Giovanna: ho deliziato vista e udito con il bel video musicale.

  8. il 30 luglio, 2014 giovanna3rm dice:

    Molto divertente e saggia la tua storiella, Lorenzo!
    Evidentemente, nei momenti decisivi della vita, quando le nostre azioni sono determinanti, occorre riflettere seriamente su ciò che si esprime, pena un’inevitabile stangata!

  9. il 30 luglio, 2014 Lorenzo.rm dice:

    Ma ti pare, Nembo, che quello a cui pensiamo noi ci si metta su quel cavallo?

  10. il 30 luglio, 2014 Lorenzo.rm dice:

    Grazie, Pino. Hai ragione: occorre riflettere e ponderare prima di parlare. Ma occorre anche parlare, soprattutto in caso di necessità.

  11. il 30 luglio, 2014 Lorenzo.rm dice:

    Eh sì, Giovanna, hai ragione. Ma, attenti alle parole: possono essere quelle sbagliate.

  12. il 30 luglio, 2014 Lorenzo.rm dice:

    Sandra, tu dici saggiamente che la parola l’abbiamo lasciata ad altri. E allora, di che cosa possiamo lamentarci?

  13. il 30 luglio, 2014 gianna dice:

    Questa racconto e bello di parla di un cavallo puro sangue, ma io ho avuto una brutta esperienza, i Cavalli sono belli lasciamo galoppare a quelli che sono capaci,ero piccolina volevo solo giocare la mia esperienza e stata negativa,ciao…

  14. il 31 luglio, 2014 lorenzo.rm dice:

    Sì, Gianna. Lasciamo i cavalli a chi li sa guidare.

  15. il 31 luglio, 2014 lieve dice:

    Morale della favola: ” quando si ha culo è meglio non dirlo”
    hahahahahaha .Bella Lorè, molto divertene ed istruttiva!!!

  16. il 31 luglio, 2014 lorenzo.rm dice:

    Naturalmente, è sempre meglio averlo il culo, ma stare attenti a non dirlo quando si cavalca.

  17. il 31 luglio, 2014 mario33,co dice:

    Quando si prova una cosa che non si conosce, mai fidarsi delle proprie possibilità! Ci vuole molto fortuna, quel culo che poi ha fregato il ragazzo. Morale: “fortuna si!!!! ma… meglio esperienza, capacità”. Meglio l’uomo che sussurrava ai cavalli.

  18. il 31 luglio, 2014 lorenzo.rm dice:

    Meglio, molto meglio, Mario. Ti abbraccio.

  19. il 31 luglio, 2014 franco muzzioli dice:

    Metafora …non solo estiva…mi ricorda i figli di (non solo sindaci)……ad esempio le “trote” varie ……ai quali danno strumenti che non sanno usare …e al primo scoglio si trovano nella merda ….ho scusate “cacca”.

  20. il 31 luglio, 2014 lorenzo.rm dice:

    Ah Ah Ah, Franco. Hai ragione. Ma ne escono sempre bene. Purtroppo.