L’Angolo del dialogo – Politica ed Economia

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 L’ho trovato in una rivista religiosa, “Il Messaggero di Sant’Antonio”, di giugno 2014, questo articolo a firma di Ritanna Armeni, prestigiosa firma del giornalismo di sinistra, e mi sono chiesto perché. Ma, prima di tutto, l’ho letto. E mi è piaciuto molto. E ne ho tratto anche una morale, che ha a che fare con Papa Francesco.

Dunque, ecco l’articolo, che si intitola:

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“La corruzione è ancora viva e diffusa come vent’anni fa, quando iniziò Tangentopoli: è la triste verità che emerge dalle cronache. Tangenti, favori, connivenze regolano ancora il funzionamento del sistema e il rapporto tra politica e imprese.  Persino i protagonisti sono gli stessi, in ruoli analoghi e con colpe equivalenti. Eppure le differenze ci sono, ed è opportuno segnalarle.  La prima riguarda i colpevoli. Vent’anni fa, i responsabili vennero individuati innanzitutto nei partiti: per finanziarsi, facevano favori e ricevevano mazzette. L’opinione pubblica, di fronte a questa verità sempre sospettata, reagì con rabbia  e indignazione, provocando in pochi mesi un terremoto politico che cambiò il volto del Paese. Da Tangentopoli furono  colpiti quasi tutti i partiti –in primis la Dc e il Psi, in modo più marginale il Pci-Pds- e con conseguenze inimmaginabili. I primi due scomparvero dalla scena politica, che fu occupata da Lega e Forza Italia. Lo sconvolgimento fu tale che, per indicare il periodo seguente a Tangentopoli, si parlò (e si parla) di seconda repubblica.

 

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Oggi, al contrario, gli episodi  di corruzione (non solo questi ultimi che riguardano l’Expo, ma tutti gli altri che li hanno preceduti, a cominciare da quelli regionali) non vedono il protagonismo dei partiti, anche se questi sono sempre implicati, ma di uomini, faccendieri, mediatori che praticano in modo che potremmo definire provocatoriamente “istituzionale” il sistema tangentizio. Ne emerge una sorta di cupola che rappresenta il modo  in cui il sistema continua a funzionare a dispetto di ogni richiamo alla legalità. La seconda novità è rappresentata dalla reazione dell’opinione pubblica. Non più arrabbiata come ai tempi di Tangentopoli, ma sostanzialmente fredda e indifferente, come se considerasse  quel che avviene immodificabile.

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E’ una reazione comprensibile. Se vent’anni fa alcuni partiti sono stati considerati direttamente responsabili e, quindi, è stato possibile pensare di cambiare eliminandoli, oggi la responsabilità  è dello stesso meccanismo di funzionamento del sistema. Non c’è un nemico concreto  da abbattere, ma un sistema pervasivo che ci colloca nei posti peggiori  delle statistiche mondiali sulla corruzione. Viene da pensare che, se pure si eliminassero quei corrotti, altri ne emergerebbero  e agirebbero come loro. Il cambiamento appare impossibile: Se, come sembra, nulla si può modificare, se la politica è incapace  di bloccare la corruzione, qual è allora la sua funzione?

 

Persona che riceve mazzetta

 

Non è difficile prevedere che quanto sta avvenendo  avrà come inevitabile conseguenza un ulteriore distacco dei cittadini dalla vita pubblica. Sappiamo che esso è iniziato da un pezzo,  sappiamo anche che in molti soffiano sul fuoco  di questo avvenimento diffuso. La percezione dell’ineluttabilità della corruzione lo irrobustisce. Ne possono derivare molti più danni di quelli di vent’anni fa”.

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Questo è l’articolo, che spinge davvero ad un senso di frustrazione e di sconforto. Tanto più se si raffronta la diagnosi all’incerto equilibrio politico in cui siamo impantanati.

Ecco perché è indispensabile una Voce forte, che scompagini i giochi e li renda impossibili da realizzarsi. Che cosa più e meglio della voce di Papa Francesco, il quale, con lucidità  e convinzione, ha lanciato un vero messaggio di speranza? No, la corruzione non è un indispensabile connotato dei nostri tempi tristi, e i corruttori sono scomunicati!

Tu dici: ma chi tiene in sommo conto la voce di un papa in questi tempi tristi di materialismo imperante? Io non sarei dell’idea che la presa di posizione di un papa come Francesco venga sottovalutata. E lo vedremo nei prossimi giorni , nei prossimi mesi. Che avvenga un miracolo? Magari.

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Ennio Morricone  - Finale

 

 

 


COMMENTI

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  1. il 23 luglio, 2014 lorenzo.rm dice:

    E così, aspettiamoci un miracolo. Non sarebbe la prima volta, né l’ultima.

  2. il 23 luglio, 2014 franco muzzioli dice:

    Caro Lorenzo , vent’anni non sono passati invano ! Abbiamo un ex Capo del Governo condannato per frode fiscale ! La corruzione , come predica il pensiaro liberale, anzi liberista , è diventata individuale e se si è beccati e condannati e solo frutto di cospirazioni e di colpi di Stato. La comicità degli eventi e la loro frequenza hanno omologato ed anestetizzato la coscienza dei cittadini.

  3. il 23 luglio, 2014 lorenzo.rm dice:

    Sì, Franco, appunto per questo sarà utile ripartire dalla scomunica di Papa Francesco.

  4. il 23 luglio, 2014 elisabetta8,mi dice:

    Ciao Lorenzo,nn siamo anestetizati come dice Franco,ma siamo stanchi di farci prendere in giro e purtroppo nn si vede uno spiraglio di luce nella politica e sembra che tutto giri intorno in una spirale senza fine.il messaggero arriva puntualmente a me e questo articolo lo avevo letto con molta rabbia,so che nn posso fare nulla e questo è un motivo in piu’.Mi auguro semplicemente che questi cuori duri e corrotti possano ravvedersi(cosa nn faile) ma la speranza ,,,,almeno quella nn possono rubarcela,,,,,,

  5. il 23 luglio, 2014 gianna dice:

    Ciao Lorenzo,un argomento direi molto vecchio sono passati 20 anni e molto stressanti,Tangentopoli,Mazzette, Corruzion
    e la parola “VERGOGNA” e troppo bella per parlare dei nostro Governo,EX Presidente, e tantissimi parlamentari che sapevano solo promettere e truffare, il Popolo Italiano,senza distinguere i partiti,credetemi la torta veniva e viene sempre divisa tra loro non in parti uguali, ma tutti la mangiavano! dunque c’è pochissimo da dire le cose le sappiamo tutti,le leggi le hanno sempre fatte su misura a loro favore, ma ricordiamo che eravamo noi andare alle urne, dunque occhio siamo stati noi a votarli!!! quando vedo certe persone piangere, dispirati senza lavoro che dire amici.(TUTTO IL NOSTRO GOVERNO ITAIANO SI DEVE VERGOGNARE) scusate la mia rabbia. ciao

  6. il 23 luglio, 2014 franco muzzioli dice:

    Anzi dirò di più ….nessuna anestesia …..ma un “così fan tutti ! ” che è peggio dell’accettazione supina di un sistema. Poi non c’è bisogno di scomunicarli …la “comunione” …anche nel modo più laico non sanno neppure che cosa sia.

  7. il 23 luglio, 2014 mario33,co dice:

    FACCIAMO UN PO DI’ CRONOSTORIA DEL VENTENNIO E PIU, CON L’AIUTO DELLA RETE.
    Sono stati smantellati tutti i sistemi di controllo dopo tangentopoli. Se la storia è maestra in Italia non si imparare mai nulla. Ogni anno il nostro paese ricorda l’arresto di Mario Chiesa nel 1992 sono passati più di 20 anni, quante leggi e leggine salva questo salva quello sono passate??? Marcello Dell’Utri, (fondatore del principale partito politico della seconda repubblica) è considerato da una sentenza passata in giudicato il mediatore del patto di protezione stretto negli anni Settanta tra i vertici di Cosa nostra e quello che diventerà ‘l’anima’ di questo ventenni, Silvio Berlusconi. Il quattro volte presidente del consiglio, evasore fiscale, corruttore di senatori etc. I vertici dei DS D’Alema e Fassino finiscono intercettati mentre parlano con uno dei ‘furbetti del quartierino’, quel Giovanni Consorte protagonista della scalata BNL sostenuta senza se e senza ma dal centrosinistra. “Abbiamo una banca” diventerà uno slogan-boomerang, che riemergerà prepotente nel caso Monte dei Paschi di Siena scoppiato un anno fa. da Filippo Penati, uno che faceva il capo della segreteria politica di Pierluigi Bersani, salvato dalla prescrizione e dalla Ex Cirielli, legge ad personas e ammazza processi che il centrosinistra si è sempre guardato bene dal cancellare? Lo stesso centrosinistra che oggi scarica il sindaco di Venezia arrestato per lo scandalo MOSE, ma non si accorge che 24 ore prima il sempreverde Fassino, nel frattempo diventato sindaco di Torino, metteva la mano sul fuoco sulla sua onestà. Come non si è accorto di aver dato la tessera a Primo Greganti, tre volte pregiudicato durante Mani Pulite, ma di nuovo in prima fila sull’affare Expo. in vent’anni abbiamo Claudio Scajola, oggi in galera per aver favorito la latitanza di un ex deputato colluso con la ‘ndrangheta. Sottosegretario all’Economia è stato Nicola Cosentino, al suo secondo soggiorno in cella, stavolta per estorsione, dopo l’accusa di concorso esterno in associazione camorristica. Abbiamo avuto l’onore di annoverare tra i ministri Cesare Previti, due volte condannato per corruzione in atti giudiziari. O Umberto Bossi, leader di una Lega entrata in Parlamento al grido di Roma ladrona e che ne stava quasi uscendo un anno fa dopo lo scandalo Belsito. Nicola Mancino, oggi imputato per falsa testimonianza nel processo sulla trattativa stato-mafia, noto per aver estromesso dai propri ricordi l’incontro con un tal Paolo Borsellino, è stato presidente del Senato. Come Renato Schifani, da tempo indagato per concorso esterno in associazione mafiosa, oggi fa la stampella di Renzi assieme al NCD di cui è presidente. Giancarlo Galan ha governato il Veneto per quindici anni e su di lui pende una richiesta di arresto per lo scandalo MOSE. Roberto Formigoni ha guidato la Lombardia per 17 anni e oggi è imputato per corruzione nell’inchiesta sulla sanità lombarda. Giuseppe Scopelliti, già sindaco del primo Comune capoluogo che sarà sciolto per mafia due anni dopo il suo addio, condannato in primo grado a sei anni per averne falsificato i bilanci, è stato subito ricandidato alle Europee. Raffaele Fitto, recordman di preferenze lo scorso 25 maggio, quattro anni in primo grado per corruzione, avendo ricevuto un finanziamento illecito da mezzo milione di euro in cambio di appalti quando era governatore della Puglia. Ottaviano Del Turco, 9 anni in primo grado per corruzione, concussione e associazione a delinquere nell’ambito dell’inchiesta sulla sanità privata in Abruzzo. In Sicilia i predecessori di Crocetta sono rispettivamente in galera per favoreggiamento a Cosa nostra (Cuffaro) e condannato in primo grado per concorso esterno (Lombardo). Senza dimenticare le mutande verdi di Cota pagate dai contribuenti, come milioni e milioni di euro dello scandalo spese pazze che travolge i consigli regionali dello Stivale. O il caso Durnwalder (Trentino), lo scandalo che ha travolto la Polverini (Lazio), il coinvolgimento di Cappellacci (Sardegna) nell’inchiesta P3. Expo e MOSE sono gli ultimi tasselli di un puzzle della paura. Sistemi, potentati, associazioni a delinquere quasi sempre bipartisan, chiamati a ingollare pezzi sempre più grandi di torte milionarie. Ed ecco le risate preventive al telefono, mentre l’Aquila non ha ancora smesso di tremare, di chi si immagina gli affari sulla ricostruzione. Oppure Guido Bertolaso, in quei giorni descritto come se fosse il Messia, e il ‘sistema gelatinoso’ sugli appalti del G8 alla Maddalena. I grandi affari sulla sanità, settore in cui spendiamo meno degli altri paesi europei ma una fetta finisce nelle tasche di privati corruttori o pubblici corrotti. O il TAV di Firenze per cui è finita agli arresti l’ex governatrice dell’Umbria Lorenzetti. O il business dell’eolico, che ha visto tornare in scena vecchi personaggi della Prima Repubblica come Flavio Carboni. Fortuna che hanno stoppato il Ponte sullo Stretto. A partire dallo scandalo che travolse Lorenzo Necci, allora numero uno delle Ferrovie dello Stato, per arrivare a Mauro Moretti, oggi imputato di disastro colposo, uno “spiacevole episodio” (parole sue) che a Viareggio si portò via 33 persone. Oggi Moretti guida Finmeccanica, uno spaccato della Seconda Repubblica per le mille inchieste che la vedono protagonista (commesse indiane, brasiliane, sistema di tracciabilità dei rifiuti, etc) e che ha ‘perso per scandalo’ due degli ultime tre AD: prima Guarguaglini, poi Orsi. ENI è stata guidata per quasi un decennio da un reo confesso di Mani Pulite, quel Paolo Scaroni (oggi indagato per corruzione in merito ad una commessa Saipem, controllata Eni, in Algeria) sostituito da Emma Marcegaglia, la cui azienda di famiglia aveva utilizzato tra il ’94 e il 2004, negli acquisti di materie prime, “società off-shore, creando fondi neri su 17 conti esteri, intestati a Steno Marcegaglia e ai figli Antonio ed Emma. La parte che riguarda l’evasione fiscale viene archiviata perché quei capitali sono stati condonati e scudati” (Report).Vent’anni fa Tangentopoli ci presentò il conto: una manovra lacrime e sangue del governo Amato, con tanto di prelievo forzoso sui conti correnti. Oggi stiamo a ‘pettinare le bambole’, come direbbe qualcuno, su una riforma della Costituzione che non era nell’agenda di nessun partito. Ora viene spacciata per una questione di vita o di morte. Sul fronte corruzione (per non parlare di evasione fiscale e mafia, tre tumori che si alimentano a vicenda) solo chiacchiere. In attesa che arrivi il conto. Quello definitivo. a voi le considerazioni!!!!

  8. il 23 luglio, 2014 lorenzo.rm dice:

    Elisabetta, l’indignazione ce la mettiamo tutti ma, come è mostrato nell’articolo, c’è quasi una sorta di rassegnazione. Ci sentiamo impotenti e siamo dibattuti fra un naturale senso di rivolta ed il desiderio di mandarli tutti al diavolo. E’ un fatto che, per quanto si dica, il debito pubblico aumenta, e le mazzette stanno sempre lì, incombenti. E non hanno colore, a quanto pare.

  9. il 23 luglio, 2014 lorenzo.rm dice:

    Gianna, d’accordo, non dobbiamo rassegnarci. Forse, davvero, un Papa così diverso come Francesco ci può soccorrere. Intanto ha scomunicato i corruttori, come ha scomunicato i mafiosi. Crediamoci.

  10. il 23 luglio, 2014 lorenzo.rm dice:

    Sì, Franco, hai ragione, a loro non importerà nulla di essere scomunicati, ma il popolo, vedrai, sarà impressionato e reagirà favorevolmente: non solo quello che fanno non si fa ma è anche giudicato, sia in terra che sopra.

  11. il 23 luglio, 2014 lorenzo.rm dice:

    Mario, intanto ti ringrazio per il sapiente e circostanziato excursus storico-politico, che mette il fenomeno, per così dire, con i piedi per terra.Spesso anch’io osservo, in famiglia e con gli amici, che si parla sempre d’altro, da parte della classe politica. E a proposito delle cosiddette riforme, all’ordine del giorno oggi, dico che sono fatte apposta per alimentare finte divisioni e per non centrare i veri problemi. Ci vuole davvero la mano di Dio. Il nostro vertice non ha avuto alcuna reazione di fronte alla condanna del papa: probabilmente non gliene importa nulla.

  12. il 23 luglio, 2014 gianna dice:

    Lorenzo, ben detto nessuna rassegnazione, crediamo a Papa Francesco, ma nessun perdono aspetteremo la mano di Dio!!

  13. il 23 luglio, 2014 giuseppe3.ca dice:

    É molto difficile che avvenga un miracolo così come è difficile che la banda di arraffatori di soldi pubblici si intimoriscano per la scomunica. Papa Francesco conosce la piaga e sta facendo la sua parte ma non basta. Occorrebbe una giustizia onesta e l’applicazione di punizioni esemplari ma finora abbiamo visto che i ladri si salvano l’uno con l’altro e il cittadino continua a piangere miseria.

  14. il 24 luglio, 2014 lorenzo.rm dice:

    Proprio così come dici, Pino. Ma funzionerà finalmente una giustizia!

  15. il 24 luglio, 2014 nembo1 dice:

    Venti anni fa la corruzione aveva aiutato la vita politica purtroppo,ad oggi ben poco è cambiato, anzi è peggiorata. Alla luce delle considerazioni ovvero la sostanziale immobilità del parlamento su questa piaga, il voto sulla immunità e altro…ci porta a pensare che nulla cambierà anche se c’è un Dlgs del 2009 sul tema della trasparenza per combattere questo fenomeno. I politici corotti andrebbero condannati per alto tradimento allo Stato. Credere ancora in questa politica, a questa corruzione dilagante come ha espresso ampiamente in modo esaustivo nel suo commento Mario33-co-è lontana anni luce, la casta fa quello che vuole compromessi per salvaguardare i propri politici, leggi a loro favore e altro ancora, la stessa però va sempre contro ai propri cittadinispecialmente i governi eletti non del popolo che è sovrano. La corruzione è percepita come fenomeno consueto e diffuso,abbiamo una legge 06 Novembre 2012-N°190 alla stessa sono state appropriate diverse disposizioni per la prevenzione e repressione della corruzione nella P.A.,finalizzata al perseguimento di questo fenomeno con l’incandibilità, divieto di ricoprire cariche elettive in vari enti ecc…, eppure vediamo che abbiamo sempre i soliti noti. Papa Francesco che ammiro molto, ha anche detto:Preti corrotti per aver dimenticato la parola di Dio. Non voglio elencare gli scandali singolarmente fatti dai rappresentanti della chiesa, sulla corruzione, è una debolezza che coinvolge tutti. Bisogna fare una sfida etica, il cittadino credo che davanti a questo fenomeno si fermi, si sente smarrito e tradito a prescindere dell’ira che prova dinanzi a tutti gli eventi che sentiamo ogni giorno.

  16. il 24 luglio, 2014 lorenzo.rm dice:

    Grazie Nembo. Ecco, dalla constatazione del tradimento, all’ira, non dovrebbe passarsi più alla rassegnazione e al disimpegno. Ritroviamo grinta e decisione. Per cambiare, politica e personaggi. In questo senso credo che il messaggio del papa possa aiutare. Questi sono addirittura scomunicati, cioé senza alcuna speranza per il loro futuro ultraterreno, che comunque, per i credenti, c’è. Sono votati alla dannazione perpetua. Qundi devono essere combattuti decisamente come espressione del Maligno. Altro che segretamente ammirati.

  17. il 24 luglio, 2014 pino vangone dice:

    Lorenzo, si dice “che ogni Popolo ha il governo che merita”, questo per dire che anche quando lasciamo correre, nel quotidiano vivere, le piccole infrazioni alle regole è come se incoraggiassimo il dilagare di quella mentalità che chi può fa tutto quello che vuole, e non importa se a danno degli altri. Quante volte ho sentito dire: votiamo “Quello” perché è capace di forzare le norme per farci avere quello di cui abbiamo bisogno, una raccomandazione per un posto di lavoro, una licenza edilizia in zona proibita ecc. nessuno o quasi richiede o spinge per bisogni collettivi bensì per quelli individuali ed egoistici. Su questo humus sociale attecchisce facilmente l’agire disonesto di chi esercita il potere che avendo più volte forzato le norme per altri lo fa fraudolentemente anche per se stesso. Pertanto, penso che il cambiamento deve partire da noi stessi che nel vivere quotidiano non dobbiamo accettare compromessi, anche col rischio di diventar antipatici perché tanti altri fanno diversamente; poi nel momento del voto, se ci viene consentita la scelta, scegliere il meno peggio magari onesto.

  18. il 24 luglio, 2014 lorenzo.rm dice:

    Grazie, Pino. Sono d’accordo con te quando dici che i governanti sono espressione del popolo che governano. Quindi, corruttori loro e corrotti anche gli altri, il rovescio della medaglia. Ma le responsabilità non sono identiche perché gli elementi di conoscenza che ha chi governa mancano a chi è governato. Tuttavia, dicimamo che ambedue le categorie sono responsabili allo stesso modo. Dobbiamo cambiare, è vero, a cominciare dai cittadini. Non è, però, per spezzare una lancia a loro favore: ma mi sembra che negli ultimi anni siamo stati più vittime che complici.

  19. il 24 luglio, 2014 giovanna3rm dice:

    Pino, il tuo commento ha descritto perfettamente l’atteggiamento del nostro rappresentante politico attuale – con assai poche eccezioni – nonché la posizione di cittadini, anche loro senza scrupoli, che di questo disdicevole andazzo cercano di trarre vantaggio. E’ pacifico che alla luce di questi comportamenti, c’è ampio adito per compiere azioni disoneste, privilegiare aspetti personali. senza alcuna considerazione per la solidarietà civile, la buona conduzione amministrativa e così via.
    Saremo capaci di cambiare totalmente il nostro modo di essere? Vigilare attentamente sulle iniziative disoneste di chi detiene il potere, denunciarle puntualmente, e noi stessi dare l’esempio di un corretto vivere civile, solidale, che non danneggi il prossimo, e così via? Per ora, non abbiamo nemmeno la possibilità di votare le persone il cui curriculum potrebbe, almeno in parte, rassicurarci, Quanto lavoro dovremmo fare per raggiungere un sistema di conduzione della cosa pubblica corretta? E gli uomini adeguati che intendano fare politica in modo serio a favore dei cittadini chi li formerà ex novo?

  20. il 24 luglio, 2014 lorenzo.rm dice:

    Insomma, Giovanna, ci salvi davvero Iddio dalle insidie della politica disonesta. Io non vedo altre possibilità di salvezza. A parte che si vota con sempre maggiore difficoltà, il personale politico è corrotto per convinzione e discendenza. Papa Francesco, facci il miracolo di convertire i cuori dei corrotti e dei corruttori.

  21. il 24 luglio, 2014 Enrica Bosello dice:

    vent’anni fa erano i finanziamenti ai partiti, ora sono i finanziamenti, personali,non credo che il Papa, con tutto il rispetto per la sua persona e per il ruolo che gli compete, possa far cambiare le cose.
    nella mia personale esperienza, mi sono accorta che i politi disonesti ci sono, ma a mio avviso si lamentano delle tasse da pagare anche chi( e lo so per certo) non le paga. adducendo a mille motivi e scuse.Finchè l’italiano continuerà ad essere disonesto, anche nel quotidiano, non ci salveremo più. manca l’educazione a fare il proprio dovere e come dice una persona che non conosco, le tangenti sono l’eccedere dell’arrivismo pensando di essere furbi a scapito degli altri.
    Troppe persone che non dichiarano il proprio reddito,troppe persone che non pagano televisione, troppe persone che lavorano in nero, in primis i pensionati, troppi politici disonesti.
    LA MIA RABBIA E’ CHE SI LAMENTANO I LADRI….SIAMO PROPRIO ALLA FRUTTA .

  22. il 25 luglio, 2014 lorenzo.rm dice:

    Sì, Enrica, quelli che si lamentano di più sono proprio i disonesti. Nelle mie scorribande lavorative frequentavo una volta anche le terre notoriamente di mafia e mi diceva, uno che li conosceva, che si lamentavano dei misfatti della mafia proprio i mafiosi. Che cosa dobbiamo fare? Non perdere mai la speranza.

  23. il 25 luglio, 2014 sandra vi dice:

    Purtroppo Lorenzo ,arrivati a questo punto ,le persone che hanno sempre agito onestamente ,pagato fino al’ultimo centesimo tutte le tasse ,si trovano colle tasche vuote e si sentono degli emeriti cretini.Pensano nn valeva la pena guarda i furbi come se la spassano bene……..Si vai con la testa alta ma che rabbia …ma possibile che nn si possa smscherare tutta sta gentaglia ,e le persone oneste debbano solo ingoiare rospi e basta….VERGOGNATEVI,quali esempi e cosa lasciamo ai nostri giovani ,con tutto il lavoro fatto per costruire con tanti sacrifici ……..

  24. il 25 luglio, 2014 lorenzo.rm dice:

    Sandra, solo le persone che possono andare a testa alta possono, a loro volta, giudicare severamente chi va contro la legge e sperare di far cambiare le cose. Sai perché io insisto sull’importanza del messaggio del Papa? Perché nessuna autorità, fino ad oggi, si era espressa in termini così chiari. Anche e soprattutto le autorità civili.

  25. il 25 luglio, 2014 giuseppe57 dice:

    ma esiste qualche organo dello stato dove non cè corruzione?io ancora non lò indivituato,quindi dobbiamo avere il coraggio di risanare la società.forse abbiamo bisogno di un grande commissario.

    corruzione è in og

  26. il 26 luglio, 2014 lorenzo.rm dice:

    Sì, Giuseppe, abbiamo bisogno di Qualcuno che ci costringa a cambiare registro. E siamo noi cittadini che dobbiamo assumercene il carico. Grazie.

  27. il 26 luglio, 2014 lieve dice:

    Il Santo Padre dovrebbe scomunicare tutta la classe politica , perchè è fra loro che si annidia la corruzione..
    Noi non possiamo fare nulla, il voto, che è l’unica arma che abbiamo, non serve,perchè in Italia è possibile fare governi anche senza il nostro consenso. E’ il capo dello stato che decide,ma non ci è data possibilità di sceglierlo; vedi dunque, caro Lorè, che possiamo sbraitare quanto vogliamo,non c’è picchio che tenga… Tanto non serve a nulla, per loro siamo solo S.S.P.P. (in questo caso”ServiamoSoloPerPagare”)…. saluti amari a tutti!!!

  28. il 26 luglio, 2014 lorenzo.rm dice:

    Non c’è picchio che tenga, cara Lieve? Diciamo che dall’analisi nasce un sentimento, e quindi una reazione, un incentivo all’azione. Se un Capo religioso come Papa Francesco scomunica, qualche importanza il suo gesto lo può e deve avere. E se le persone non se ne curano hanno qualche colpa, no? Sia ben chiaro: non possiamo, da imgannati e sfruttati, pagare per i potenti che ci vessano. Ma, Buon Dio, non possiamo fare la nostra parte, anche rivoltandoci? Per usare il tuo acronimo, Saremmo Servi Piccoli Piccoli. SSPP, appunto.