Archive for luglio 23rd, 2014

L’Angolo del dialogo – Politica ed Economia

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 L’ho trovato in una rivista religiosa, “Il Messaggero di Sant’Antonio”, di giugno 2014, questo articolo a firma di Ritanna Armeni, prestigiosa firma del giornalismo di sinistra, e mi sono chiesto perché. Ma, prima di tutto, l’ho letto. E mi è piaciuto molto. E ne ho tratto anche una morale, che ha a che fare con Papa Francesco.

Dunque, ecco l’articolo, che si intitola:

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“La corruzione è ancora viva e diffusa come vent’anni fa, quando iniziò Tangentopoli: è la triste verità che emerge dalle cronache. Tangenti, favori, connivenze regolano ancora il funzionamento del sistema e il rapporto tra politica e imprese.  Persino i protagonisti sono gli stessi, in ruoli analoghi e con colpe equivalenti. Eppure le differenze ci sono, ed è opportuno segnalarle.  La prima riguarda i colpevoli. Vent’anni fa, i responsabili vennero individuati innanzitutto nei partiti: per finanziarsi, facevano favori e ricevevano mazzette. L’opinione pubblica, di fronte a questa verità sempre sospettata, reagì con rabbia  e indignazione, provocando in pochi mesi un terremoto politico che cambiò il volto del Paese. Da Tangentopoli furono  colpiti quasi tutti i partiti –in primis la Dc e il Psi, in modo più marginale il Pci-Pds- e con conseguenze inimmaginabili. I primi due scomparvero dalla scena politica, che fu occupata da Lega e Forza Italia. Lo sconvolgimento fu tale che, per indicare il periodo seguente a Tangentopoli, si parlò (e si parla) di seconda repubblica.

 

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Oggi, al contrario, gli episodi  di corruzione (non solo questi ultimi che riguardano l’Expo, ma tutti gli altri che li hanno preceduti, a cominciare da quelli regionali) non vedono il protagonismo dei partiti, anche se questi sono sempre implicati, ma di uomini, faccendieri, mediatori che praticano in modo che potremmo definire provocatoriamente “istituzionale” il sistema tangentizio. Ne emerge una sorta di cupola che rappresenta il modo  in cui il sistema continua a funzionare a dispetto di ogni richiamo alla legalità. La seconda novità è rappresentata dalla reazione dell’opinione pubblica. Non più arrabbiata come ai tempi di Tangentopoli, ma sostanzialmente fredda e indifferente, come se considerasse  quel che avviene immodificabile.

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E’ una reazione comprensibile. Se vent’anni fa alcuni partiti sono stati considerati direttamente responsabili e, quindi, è stato possibile pensare di cambiare eliminandoli, oggi la responsabilità  è dello stesso meccanismo di funzionamento del sistema. Non c’è un nemico concreto  da abbattere, ma un sistema pervasivo che ci colloca nei posti peggiori  delle statistiche mondiali sulla corruzione. Viene da pensare che, se pure si eliminassero quei corrotti, altri ne emergerebbero  e agirebbero come loro. Il cambiamento appare impossibile: Se, come sembra, nulla si può modificare, se la politica è incapace  di bloccare la corruzione, qual è allora la sua funzione?

 

Persona che riceve mazzetta

 

Non è difficile prevedere che quanto sta avvenendo  avrà come inevitabile conseguenza un ulteriore distacco dei cittadini dalla vita pubblica. Sappiamo che esso è iniziato da un pezzo,  sappiamo anche che in molti soffiano sul fuoco  di questo avvenimento diffuso. La percezione dell’ineluttabilità della corruzione lo irrobustisce. Ne possono derivare molti più danni di quelli di vent’anni fa”.

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Questo è l’articolo, che spinge davvero ad un senso di frustrazione e di sconforto. Tanto più se si raffronta la diagnosi all’incerto equilibrio politico in cui siamo impantanati.

Ecco perché è indispensabile una Voce forte, che scompagini i giochi e li renda impossibili da realizzarsi. Che cosa più e meglio della voce di Papa Francesco, il quale, con lucidità  e convinzione, ha lanciato un vero messaggio di speranza? No, la corruzione non è un indispensabile connotato dei nostri tempi tristi, e i corruttori sono scomunicati!

Tu dici: ma chi tiene in sommo conto la voce di un papa in questi tempi tristi di materialismo imperante? Io non sarei dell’idea che la presa di posizione di un papa come Francesco venga sottovalutata. E lo vedremo nei prossimi giorni , nei prossimi mesi. Che avvenga un miracolo? Magari.

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Ennio Morricone  - Finale