Archive for luglio 6th, 2014

LA DOMENICA DEL BOSCO

 

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  Scoiattolo - simbolo della radio fino al 2010Simbolo della radio fino al 2010

   

La storia di Piero non è finita e oggi raccontiamo un altro episodio.

Il desiderio di Piero di possedere un apparecchio radio parte da lontano, infatti,

quando il bambino era ancora in età prescolare, nel paese dove erano sfollati, Piero si fermava spesso vicino ad una finestra semiaperta di una casa dove avevano la radio, per sentire soprattutto la musica ma anche i comunicati sugli episodi di guerra. La padrona di casa che lo conosceva e aveva capito questa sua curiosità, lo faceva entrare in casa e gli permetteva di operare sulle manopole della radio per la ricerca di qualche stazione emittente, raccomandandogli di tenere basso il volume.

 

radiorurale anni 1940(la  meno cara dell'epoca , circa 600 Lire)Radiorurale, anni 1940,  voluta da Mussolini.

(La meno cara dell'epoca, circa 600 Lire)

 

Il padre, che conosceva questa ‘fissa’ del proprio figliolo, un giorno portò a casa una scatola metallica, residuo di una radio che aveva recuperato dalla carcassa di un aereo francese che era stato abbattuto dalla postazione antiaerea della caserma militare dove prestava servizio come richiamato alle armi nel periodo bellico. Si trattava solo di un telaio a forma di parallelepipedo, ormai internamente vuoto ma che esternamente aveva sul frontale due manopole colorate ancora in grado di girare e quello divenne il giocattolo preferito di Piero che, manovrando queste manopole, immaginava di avere a disposizione un apparecchio radio e di ricevere le trasmissioni imitando egli stesso voci e musica.

Questo fu un episodio che legò ancora di più Piero al desiderio di possedere la sua radio personale, era il suo pallino e abbiamo raccontato la scorsa domenica con quanta fatica riuscì a realizzarlo.

  Scoiattolo - simbolo della radio fino al 2010

Ma ci fu anche una vicenda intermedia che, purtroppo, ebbe esito negativo e costrinse Piero a rimandare il suo sogno. Anche da questa vicenda il ragazzo riuscì a trarre esperienza. Fu un episodio che gli servì per conoscere il comportamento di certe persone quando detengono un seppur minimo potere.

Piero, ragazzo inizi anni ’50, nel suo bisogno di conoscenza, si approcciò agli studi di radiotecnica e riuscì, con mezzi semplici procurati per vie traverse, a costruirsi una radio a galena ma gli mancava la cuffia d’ascolto per verificarne il funzionamento.

 

Radio a Galena DarioRadio a Galena

 

La galena è un minerale che si trova abbondante in Sardegna ma anche in Lombardia, nel Varesotto e Valsassina. É un solfuro di piombo contenente anche tracce d’argento e il suo cristallo ha la proprietà di rivelatore delle onde hertziane. Nella struttura più semplice erano sufficienti un’antenna, una messa a terra, una bobina di filo di rame, una punta metallica da appoggiare sul minerale di galena, il tutto opportunamente collegato ad una cuffia sensibile che permette di ricevere le onde elettromagnetiche delle trasmissioni radio.

imagesSchema della ragio a Galena

 

Voci, musiche ed anche trasmissioni radiotelegrafiche in codice ‘Morse’. Ma a Piero mancavano proprio le cuffie, il pezzo più pregiato di tutto l’apparato ricevente. Ne aveva visto diversi tipi in una vetrina di un negozio specializzato, aveva chiesto il prezzo che partiva dalle 3.500 lire: troppo caro per le sue misere finanze.

 

Cuffia d'ascoltoCuffie d'ascolto

 

Ma ecco un colpo di fortuna, a Piero capitò di leggere su un giornale un trafiletto pubblicitario di una ditta del continente che vende per corrispondenza una radio a galena, completa di cuffia, per la modesta somma di 1.850 lire, comprese le spese di spedizione, il tutto da pagare alla consegna. Controlla i suoi risparmi, un gruzzoletto accumulato con cura facendo le commissioni e qualche piccolo lavoro a due anziane vicine di casa che, nella maggior parte dei casi lo ricompensavano con una manciata di semi di girasole o un dolcetto ma a volte anche con qualche moneta che lui conservava gelosamente.

Scoiattolo - simbolo della radio fino al 2010

 

Poteva farcela ad arrivare a quella somma, era un’occasione da non perdere, acquistò una cartolina postale e inviò la richiesta. Due settimane dopo ricevette l’avviso per ritirare il pacchetto all’Ufficio Postale. Si presentò allo sportello pronto a pagare la somma di 1.850 lire faticosamente racimolata. L’impiegato postale gli chiese cosa fosse il contenuto del pacco e Piero ingenuamente rispose: “Una radio a galena”. Bene rispose l’ufficiale di posta, in totale c’è da pagare 2.550 lire.

 

Radio a Galena Ruma dei Fratelli RomagnoliRadio a Galena Ruma, dei Fratelli Romagnoli

 

Come?, rispose Piero con grande sorpresa, il costo previsto è di 1.850 lire. Si, disse l’impiegato, ma c’è da pagare una tassa di 700 lire prevista per le radio. A nulla valse il tentativo di Piero per spiegare che non si trattava di una vera e propria radio, ma di una coppia di auricolari e di una aggeggio che avrebbe permesso, si, di ricevere, se tutto andava bene, uno scorcio di trasmissioni dall’etere ma che in fondo non era una radio. L’impiegato fu categorico: 2.550 lire.

Piero tornò a casa deluso, non possedeva una simile cifra ma era deciso ad avere quel pacchetto. Sapeva che la mamma non poteva dargli niente e lui non ebbe neppure il coraggio di chiedere ma si rivolse alle sorelline più piccole, nella speranza che anche loro avessero qualche piccolo risparmio, in fondo si trattava di 700 lire.

 

RadioaGalena-viAltra radio a Galena

 

Promise che anche loro avrebbero potuto ascoltare, a turno, questa sorta di radio per una persona alla volta e riuscì, dopo una settimana di trattative, ad avere il prestito della differenza fino alla somma totale di 2.550 lire come richiesto dall’impiegato postale. Tornò all’ufficio postale, si presentò allo sportello felice di poter avere finalmente il suo agognato pacchetto. Stavolta c’era una impiegata che alla richiesta di Piero si voltò verso il collega chiedendo di quel pacchetto con la radio. Il collega rispose, quasi in malo modo, che era già stato restituito al mittente. Piero sentiva che aveva subito un torto e tornò a casa, mogio, mogio, in uno stato di disillusione pietosa, restituì le 700 lire alle sorelline e si rinchiuse nella sua cameretta a piangere in solitudine. Il suo desiderio più grande era stato tradito e negato. Da come si erano svolti i fatti aveva avuto l’impressione che l’ambito e prezioso pacchetto se lo era furbescamente ritirato l’impiegato delle poste e, probabilmente, senza pagare alcuna tassa.

 

Scoiattolo - simbolo della radio fino al 2010  

Così andava l’Italia e gli italiani in fase di lenta e faticosa ripresa economica: chi aveva un minimo di potere prevaricava sui più deboli. In questo caso, l’impiegato delle poste, con il suo potere di sportello, per un proprio tornaconto, aveva abusato dell’ingenuità dello sprovveduto ragazzino. Per Piero era stata una lezione molto negativa ma sicuramente formativa sul comportamento degli esseri umani nei confronti dei propri simili. Da quel momento in poi sarebbe stato più guardingo.

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