Archive for luglio, 2014

L’Angolo del dialogo – Fatti e opinioni

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Un articolo adatto alla calura estiva. Lo posto sperando che sia gradito.

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C’era un allevamento di purosangue in Toscana. Nascevano ed erano addestrati cavalli e cavalli. Ed il padrone n’era giustamente fiero. In quel periodo aveva un cavallo bellissimo, dalla lunga criniera, nervoso e scalpitante. Sapeva passare dal passo, al trotto, al galoppo senza problemi e correva come il vento. Il figlio del sindaco lo voleva provare ad ogni costo ed il padrone resisteva. Ma mica tanto, poi. Gli disse: “ E va bene, montalo, ma ricordati queste due parole. Sai, son sempre  cavalli e si possono imbizzarrire. Allora, per farlo fermare immediatamente digli “Cacca” (veramente era un sinonimo meno elegante), e per farlo correre come un lampo digli “Culo”.

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Il ragazzo monta e si diverte.  Ma, improvvisamente il cavallo si mette a correre per ogni dove a velocità supersonica e ad un certo punto salta la staccionata e galoppa, galoppa come il vento, si allontana pericolosamente ed il ragazzo non ricorda più la parola per farlo fermare. Il cavallo continua a correre, correre, mentre finalmente il ragazzo ricorda la parola sul ciglio di un precipizio. Urla: “Cacca”, e il cavallo si inchioda immediatamente al suolo. A questo punto il ragazzo, con la fronte imperlata di sudore, aggiunge: “Che culo”. Ed il cavallo immediatamente fa un balzo e precipita nel burrone con il suo passeggero.

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Giovanni Marradi -  Summer

 

LA DOMENICA DEL BOSCO

 

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    Felice Domenica   Giuseppe_05735   Barra div. - Piccoli rombi multic. anim.     Weekend_a_Vi_05997  

 

Dopo aver descritto il Castello di Schönbrunn non potevo esimermi dal raccontarvi il mio secondo giorno di vacanza nella capitale austriaca.

Sono al centro di Vienna con mia figlia, il nipotino Luca ed il genero Ivan. Andiamo a visitare per prima la Cattedrale di Santo Stefano. Leggo che la prima costruzione della chiesetta originale risale al 1220 circa. Molti anni dopo era stata modificata e fu dichiarata Santuario nazionale dal Duca Rodolfo IV d’Asburgo.

 

Vienna Cattedrale S. Stefano

La Cattedrale di Santo Stefano

 

Lo stile in tardo gotico con la sua guglia del campanile alta quasi 137 metri è una delle più alte del mondo. Impiegarono 74 anni per portarla a termine. In alto vi posarono una falce di luna con una stella a sei punte, ma essendo troppo simile all’emblema turco decisero, nel 1686, dopo la vittoria degli Ottomani di mettere al suo posto una croce a doppia traversa sorretta da un’aquila bicipite.

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Stemma dell'Impero Asburgico

 

Molti anni più tardi veniva disegnata sul tetto l’aquila bicipite degli Asburgo: la data del restauro è del 1831. L’interno ha una navata imponente sostenuta da alte colonne fastosamente lavorate. Sopra l’ingresso principale è stato installato un organo nuovo in sostituzione di quello che era stato distrutto a seguito dei disastrosi eventi bellici. Domina la navata centrale il pulpito gotico realizzato nel 1510, è decorato con quattro statue di padri della chiesa e da sculture di animali diabolici scacciati da un cane.

 

Maria Teresa d'Austria

Maria Teresa d'Austria

 

L’altare maggiore barocco in marmo risale al 1641. Al centro un grande dipinto che rappresenta il martirio di Santo Stefano, patrono della Città. Su un lato dell’altare c’è la tomba dell’imperatore Federico III. Dall’altro lato dell’altare, un altare minore decorato con 72 dipinti di Santi e da pannelli scultorei raffiguranti scene della Vergine Maria e del Gesù. Molte le statue del Cristo e della Madonna; sembra che le statue siano associate a leggende popolari.

 

Francesco Carlo d'Asburgo-LorenaFrancesco Carlo d'Asburgo-Lorena

(Padre di Francesco Giuseppe)

 

Usciamo all’aperto perché all’interno c’è molta ressa ed è impossibile cercare di ampliare la visita. Andiamo a vedere la colonna della Peste, fatta erigere da Leopoldo I, come promessa per la fine della peste che in quel periodo si propagava rapidamente.

 

Colonna della peste - ViennaLa Colonna della peste

 

É una colonna in stile vecchio barocco, di una bellezza incredibile. Sopra il piedistallo, riccamente lavorato, la figura di una vecchia che precipita nel vuoto. Nella parte sinistra la figura femminile che regge una croce elevata al cielo, simbolo del trionfo del cattolicesimo sull’Islam che cercava di dilagare.

 

250px-L'impératriceMarie-Louise d'Asburgo Lorena - Imper. di FranciaMarie Louise d'Asburgo-Lorena - Imperatrice di Francia

 

Alzando gli occhi si nota Leopoldo I in ginocchio con il viso alzato a guardare i nove cori degli angeli e la Trinità dorata che incorona il monumento. Con la sua altezza di 18 metri è il monumento più alto di Vienna e rappresenta il potere degli Asburgo fondato sulla fede.

 

Sofia - Arciduchessa d'ustria - suocera di SissiSofia - Arciduchessa d'Austria - (Suocera dell'Imperatrice Sissi)

 

Avevo sentito parlare della camera del Tesoro, ma mai avrei pensato a tanto oro, pietre preziose, corone non solo piene di gemme, ma dalle lavorazioni fiabesche, come la corona dell’imperatore Rodolfo II, insigne ufficiale dell’Impero Austriaco 1804. La corona del Sacro Romano Impero Germanico ancora più bella se possibile. La tunica dell’araldo dell’imperatore austriaco è uno dei pezzi molto belli della collezione, è ornata da un’aquila bicipite risalente probabilmente all’inizio del XIX secolo.

 

Francesco Giuseppe D'Austria  - marito di SissiFrancesco Giuseppe d'Austria - (marito di Sissi)

L’aquila è sormontata dalla corona imperiale austriaca. Sul petto l’aquila porta lo stemma della casa degli Asburgo. Per spiegare la bellezza delle parure delle imperatrici, bisognerebbe averle fotografate, ma le foto non erano ammesse. Basta dire: chiudete gli occhi e sognate. Si decide di andare a vedere il municipio, almeno dall’esterno.

 

Municipio di Vienna  aIl Municipio di Vienna

 

L’edificio in stile gotico è maestoso, la struttura verticale è continuamente interrotta da elementi orizzontali del Rinascimento. Il municipio ospita uno dei più vasti cortili interni d’Europa, 331 gradini portano in cima alla torre principale. Francesco Giuseppe I aveva posto una condizione all’architetto: cioè, che la torre non superasse i 99 metri di altezza come le torri gemelle della chiesa Votiva lì vicina.

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L’architetto Friedrich von Schmidt riuscì a mantenere l’impegno con l’altezza della torre che misura solo 97,9 metri ma superò l’ostacolo con la statua che la sormonta, un cavaliere di rame, che regge lo stendardo della città ed è alto 5,4 metri, realizzando così un’altezza complessiva di ben 103,3 metri. L’uomo a cavallo è uno dei simboli della città. Il Rathausmann o “uomo a cavallo” pesa 650 kg. e mantiene la sua staticità baricentrica, grazie ad un contrappeso sferico di 800 Kg. Passiamo alle statue dei più grandi musicisti e compositori che Vienna abbia avuto,

 

Monumento a MozartStatua di Mozart

Wolfgang Amadeus Mozart (1756/1791), se posso, vorrei ricordare una nota biografica del Mozart bambino: a soli quattro anni ebbe l’onore di essere invitato a corte con i genitori per ascoltare un concerto. In una delle sale c’è un dipinto dove lui è leggermente cerchiato, per poterlo riconoscere. L’anno dopo presentò lui stesso un concerto per i reali e alcuni libri dicono che finito il concerto andò a rifugiarsi tra le braccia di Sissi per riceverne un bacio.

 

Ludwig van BeethhovenLudwig van Beethoven

 

Continuiamo con i musicisti Ludwig van Beethoven (1770/1827) - in realtà è nato in Germania, ma è vissuto a lungo in Austria ed è morto a Vienna.  Ricordare qui i suoi concerti sarebbe inutile, almeno per sentito nominare,  tutti li conoscono. Subito dopo ecco Strauss padre (1804/1849), autore dei notissimi valzer viennesi ma, ancora più nota, la Marcia di Radetzky che fu eseguita per la prima volta nel 1848 e penso sia una delle marce più conosciute e ancora eseguita e ascoltata nell’ambiente musicale mondiale.

 

Johann Strauss (padre)Johann Strauss (padre)

 

Johann Strauss figlio (1825/1899) noto come il compositore del famosissimo valzer ”Sul bel Danubio blu”. Franz Schubert (1797/1828) grande compositore con “L’Ave Maria” che penso sia uno dei suoi pezzi più conosciuti oltre che famoso. Io mi fermo qui. Compositori l’Austria ne ha tanti altri, ma i monumenti sono distanti, ci accontentiamo di quando abbiamo visto.

 

230px-Franz_Schubert_by_Wilhelm_August_Rieder_1875Franz Schubert

 

Percorriamo una via che incanta me e mia figlia, la classica strada dei negozi con i prodotti firmati! Ci sono tutte le firme: degli abiti, profumi, scarpe, borsette, lingerie, di tutto e di più. Nel pomeriggio Ivan decide per una visita ad un castello fuori Vienna, è un ottima idea. Partiamo e dai cartelli segnaletici dell’autostrada capisco che andiamo verso l’Ungheria, si vedono distese di campi di frumento, granturco e moltissimi girasoli.

 

schloss-hof-Castello vicino a ViennaSchloss Hof

 

Per un po’ ci fa compagnia il Danubio. É per me una novità; moltissime pale eoliche che non avevo mai visto, da noi, in Alto Adige, non ci sono. Dopo meno di 50 Km siamo arrivati allo Schloss Hof. Nel castello non s’è potuti entrare, ma abbiamo visitato il giardino molto grande e ricco di fiori, oserei dire che i fiori sono più belli ad Hof che nel castello di Schönbrunn. Tutti i fiori possibili sono coltivati con aiuole molto ben disegnate, uno spettacolo da mozzare il fiato e da non perdere. Da una terrazza si può vedere tutta l’estensione del giardino. Si notano tre fontane molto belle, una al centro del giardino, un’altra alla fine e l’ultima in fondo dove comincia un parco grandissimo.

 

3063341-prater--vecchio-gigante-ruota-panoramica-di-vienna-austriaLa ruota panoramica del Prater

 

Facciamo il giro del giardino, per vedere da presso i fiori. Subito dopo l’entrata dello Schloss Hof c’è un bar, ne approfittiamo per bere un caffè, ci avviamo poi a vedere il cortile che ci incuriosiva; abbiamo visto un camino alto come un palazzo di tre piani e in cima due cicogne che vi avevano sistemato il loro nido. Sembravano piccole data la distanza ma ogni tanto si alzavano in volo per un giro attorno al nido ed è uno spettacolo piacevole a vedersi. Dopo un po’decidiamo di ritornare a Vienna per accontentare Luca che si era informato che anche a Vienna come da noi c’è il Prater. É un luogo che certamente hanno tutte le città, è il parco dei divertimenti, giostre, autoscontro, montagne russe, la ruota panoramica, tiro a segno, il tunnel del terrore e altro ancora. La sera sta calando e piano, piano andiamo a cercare un ristorante, dove Ivan ci assicura si mangi bene. E’ finita la lunga giornata di sabato, stanchi ma felici di tutto quello che in un giorno abbiamo potuto vedere: una immersione totale nella cultura di Vienna.

Buona domenica amici del Bosco.

 

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    Barra div. - Piccoli rombi multic. anim.   Johann Strauss  -  Voci  di Primavera                      

L’Angolo del dialogo – Politica ed Economia

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 L’ho trovato in una rivista religiosa, “Il Messaggero di Sant’Antonio”, di giugno 2014, questo articolo a firma di Ritanna Armeni, prestigiosa firma del giornalismo di sinistra, e mi sono chiesto perché. Ma, prima di tutto, l’ho letto. E mi è piaciuto molto. E ne ho tratto anche una morale, che ha a che fare con Papa Francesco.

Dunque, ecco l’articolo, che si intitola:

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“La corruzione è ancora viva e diffusa come vent’anni fa, quando iniziò Tangentopoli: è la triste verità che emerge dalle cronache. Tangenti, favori, connivenze regolano ancora il funzionamento del sistema e il rapporto tra politica e imprese.  Persino i protagonisti sono gli stessi, in ruoli analoghi e con colpe equivalenti. Eppure le differenze ci sono, ed è opportuno segnalarle.  La prima riguarda i colpevoli. Vent’anni fa, i responsabili vennero individuati innanzitutto nei partiti: per finanziarsi, facevano favori e ricevevano mazzette. L’opinione pubblica, di fronte a questa verità sempre sospettata, reagì con rabbia  e indignazione, provocando in pochi mesi un terremoto politico che cambiò il volto del Paese. Da Tangentopoli furono  colpiti quasi tutti i partiti –in primis la Dc e il Psi, in modo più marginale il Pci-Pds- e con conseguenze inimmaginabili. I primi due scomparvero dalla scena politica, che fu occupata da Lega e Forza Italia. Lo sconvolgimento fu tale che, per indicare il periodo seguente a Tangentopoli, si parlò (e si parla) di seconda repubblica.

 

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Oggi, al contrario, gli episodi  di corruzione (non solo questi ultimi che riguardano l’Expo, ma tutti gli altri che li hanno preceduti, a cominciare da quelli regionali) non vedono il protagonismo dei partiti, anche se questi sono sempre implicati, ma di uomini, faccendieri, mediatori che praticano in modo che potremmo definire provocatoriamente “istituzionale” il sistema tangentizio. Ne emerge una sorta di cupola che rappresenta il modo  in cui il sistema continua a funzionare a dispetto di ogni richiamo alla legalità. La seconda novità è rappresentata dalla reazione dell’opinione pubblica. Non più arrabbiata come ai tempi di Tangentopoli, ma sostanzialmente fredda e indifferente, come se considerasse  quel che avviene immodificabile.

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E’ una reazione comprensibile. Se vent’anni fa alcuni partiti sono stati considerati direttamente responsabili e, quindi, è stato possibile pensare di cambiare eliminandoli, oggi la responsabilità  è dello stesso meccanismo di funzionamento del sistema. Non c’è un nemico concreto  da abbattere, ma un sistema pervasivo che ci colloca nei posti peggiori  delle statistiche mondiali sulla corruzione. Viene da pensare che, se pure si eliminassero quei corrotti, altri ne emergerebbero  e agirebbero come loro. Il cambiamento appare impossibile: Se, come sembra, nulla si può modificare, se la politica è incapace  di bloccare la corruzione, qual è allora la sua funzione?

 

Persona che riceve mazzetta

 

Non è difficile prevedere che quanto sta avvenendo  avrà come inevitabile conseguenza un ulteriore distacco dei cittadini dalla vita pubblica. Sappiamo che esso è iniziato da un pezzo,  sappiamo anche che in molti soffiano sul fuoco  di questo avvenimento diffuso. La percezione dell’ineluttabilità della corruzione lo irrobustisce. Ne possono derivare molti più danni di quelli di vent’anni fa”.

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Questo è l’articolo, che spinge davvero ad un senso di frustrazione e di sconforto. Tanto più se si raffronta la diagnosi all’incerto equilibrio politico in cui siamo impantanati.

Ecco perché è indispensabile una Voce forte, che scompagini i giochi e li renda impossibili da realizzarsi. Che cosa più e meglio della voce di Papa Francesco, il quale, con lucidità  e convinzione, ha lanciato un vero messaggio di speranza? No, la corruzione non è un indispensabile connotato dei nostri tempi tristi, e i corruttori sono scomunicati!

Tu dici: ma chi tiene in sommo conto la voce di un papa in questi tempi tristi di materialismo imperante? Io non sarei dell’idea che la presa di posizione di un papa come Francesco venga sottovalutata. E lo vedremo nei prossimi giorni , nei prossimi mesi. Che avvenga un miracolo? Magari.

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Ennio Morricone  - Finale

 

 

 

LA DOMENICA DEL BOSCO

 

 

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 "Dedicato a delle amiche molto religiose che mi accettano nella mia non religiosità".

 

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 Per me è difficile credere in un qualcosa di Supremo, qualcosa che viene definito onnipotente che tutto vede e tutto sa. Sono solita dire che credo a quel che vedo ma, facendomi delle domande, mi rendo conto che credo anche a cose astratte, non tangibili, all'amicizia, all'amore. Molto spesso mi sono affezionata a persone, credendo che fossero amiche, o forse, mi sono illusa che avessimo un tipo di affetto amicale, queste persone comunque, erano reali, mi rapportavo con qualcuno, di astratto c'era il sentimento che io avevo riposto.

 

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La Madonna  di Fatima

 

 Poi c'è l'amore, quel sentimento che non comperi al mercato, che ti consente di fare progetti, e ti spinge a fare tantissimi sacrifici per realizzare gli obbiettivi prefissi, quell'amore che spesso viene tradito, umiliato, deluso, ma che proprio per amore, cerchi di superare, a volte non ci si riesce, va tutto come non dovrebbe, ma il sentimento non cambia, sei arrabbiata, a volte diventi cattiva, ma il bene che hai voluto non lo cancelli, forse per alcuni di noi, si modifica, ma non si gettano via le cose positive anche se sono pochissime.

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I pastorelli di Fatima

 Io credo in queste cose nelle persone e nei sentimenti. Poi c'è la religione: Guardo la mia cagnolina Luna, non ha religione, non venera nessuno, ma quando arrivo dal lavoro mi aspetta, saltella intorno a me, e questo è, ancora una volta, la dimostrazione di un sentimento. Gli unici esseri sulla terra che hanno bisogno di credere in qualcosa di astratto siamo noi, gli uomini. Fin dai tempi più antichi ogni popolo ha venerato degli dei, lo dimostrano i tanti disegni rupestri e le tombe che vengono scoperte dagli archeologi. "Non c'è popolo che non abbia avuto una religione".

La grotta della vergine di LourdesLa Grotta e la Vergine di Lourdes

 

 Ho conosciuto una persona molto religiosa ultimamente, convinta nel proprio credo, che è riuscita a trasmetterlo a tutta la sua famiglia. Alle mie obiezioni, risponde dicendo che la fede o c'è o non c'è, dice che di fronte a tante bassezze, i dubbi vengono anche a lei, che questo fa parte del fatto che siamo menti pensanti. Ma dice anche che forse il mio pensiero, non è sbagliato ma troppo concentrato su cose troppo concrete. Mi spiego meglio: Per la mia amica, credere, è parte di se stessa, nei suoi pellegrinaggi non si aspetta il miracolo, lei va perché crede profondamente, la sua è una ricerca interiore. La meta che lei raggiunge, è meta si di preghiera, ma di pace interiore, non si aspetta nessuna manifestazione, per lei è scontato che sia così. Non c'è Madonna che sia Lourdes, Fatima o Medjugorje, che le deve dimostrare nulla, non si aspetta nulla. 

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Io penso ai malati, soprattutto ai bambini, ai viaggi della speranza, pensando a un miracolo di una guarigione. Una mia famigliare, che avendo perso un figlio di vent'anni, con la fede ha raggiunto una serenità interiore, la quale molto spesso, nei miei momenti di difficoltà, mi dice, entra in chiesa la porta è sempre aperta a tutti. E l'amica di Desio, che si accolla tutti i problemi esistenziali dei suoi amici virtuali, e si preoccupa, dice che Dio è dappertutto. Una ragazza che lavora con me, di religione musulmana, quando le ho offerto una caramella, mi ha detto che, dalle tre di notte alle nove di sera, non avrebbe messo nulla in bocca, né cibo né acqua, per rispettare il Ramadan.

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La Madonna di Medjugorje

 

Non cambio idea, non posso cambiare il mio modo di pensare, ma rispetto, chi riesce a trovare il modo di continuare anche attraverso la fede. Poi, come molto spesso mi ricordano, siamo tutti peccatori, a volte si commettono errori, anche involontariamente, perché sbagliare è umano. Un'altra amica ancora usa la preghiera per stabilire un rapporto, un’unione in famiglia, basta prendersi per mano e dire una preghiera. Io non l'ho mai fatto, nemmeno quando ero con i miei genitori, eppure mio padre ringraziava per quel che avevamo, poco per la verità, mi chiedevo sempre perché ringraziasse..... Non ho mai sentito la chiamata, dicono che Dio vede e provvede, nel mio scetticismo ho pensato e detto che dopo 2000 anni deve avere un po' di cataratta. Mi dicono che sono una monella, e ci ridiamo sopra insieme, se la diversità di pensiero e di credo unisce, viva la religione.

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    Barra  spaz. viola chiaro   Placido Domingo -      Ave Maria... Bach-Gounod  

L’Angolo del dialogo – Pianeta Donna

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«Aiuto, lo Stato ha deciso di trasformare mia figlia 16enne in un maschio. E la mia parola non conta nulla». Lettera di una mamma disperata.

 

Ho letto questa storia nella News letter di Tempi.it di Maggio 22, 2014 La racconta Benedetta Frigerio

La denuncia di una donna al Daily Mail:

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«La mia Megan non ha ancora l’età per tatuarsi o votare, ma è abbastanza grande per questo passo radicale?» Megan è una ragazzina inglese di soli 16 anni che il Sistema sanitario nazionale vuole aiutare a cambiare sesso e diventare Morgan. A raccontare la drammatica vicenda è stata la madre, Isabel Robinson, che ha scritto una lettera al Daily Mail: «È difficile comprendere o anche solo immaginare la portata di quello che proverò guardando la mia piccola ragazza – la mia amata e unica figlia – trasformata in unadolescente maschio».

 

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IL NOME CHE LE HO DATO. Oltre allo «shock per l’alterazione fisica» e per «i bellissimi capelli di Megan» che «saranno usurpati da un taglio corto e rasato», scrive la madre, «dovrò imparare ad abbandonare il nome che le ho dato». Ma a causare la rabbia e il dolore della donna è soprattutto il fatto che la figlia, colpita da «un disagio adolescenziale e transitorio», anziché trovare «la stabilità, il supporto e la costanza» di cui avrebbe bisogno, si è imbattuta in medici ed esperti che hanno preferito assecondare i suoi dubbi proponendole «un totale e radicale – probabilmente irrevocabile – cambiamento dell’identità», e proprio «durante gli anni della formazione, quelli dell’adolescenza in cui si è più vulnerabili»

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. L’INCUBO. Nella lettera al Daily Mail la signoraRobinson racconta anche come è cominciato quello che lei ora definisce senza mezzi termini «incubo»: «La scorsa estate Megan è stata affidata a unconsulente del Sistema sanitario nazionale per nulla più di un aiuto nell’affrontare i suoi sbalzi d’umore e il suo desiderio di essere accettata. Contro il mio volere e con una rapidità allarmante, mia figlia è stata indirizzata alla Tavistock andPortman NHS Foundation Trust clinic di Londra, l’unico centro del Regno Unito specializzato nel trattamento dei ragazzi a cui è stata diagnosticata la disforia di genere». «Là, dopo avere incontrato gli psichiatri, loro – e Megan – hanno annunciato con certezza che mia figlia, che fino ad allora a me non aveva mostrato alcun problema riguardo alla sua identità sessuale, soffre di disforia di genere. Da quel momento, a quanto pare, il dado era tratto». «È stato preparato un piano per Megan – una bambina che amava giocare con le bambole e inseguiva allegramente ogni mania e ogni moda da ragazzina – da allora in poi sarebbe vissuta come un ragazzo.

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Io ho protestato con veemenza. Lo stesso ha fatto il padre di Megan, Mark, il mio ex marito. Ma anche se, oltre a essere una mamma, sono una professionista non incline all’avventatezza o all’irrazionalità, mi sono sentita come se il mio punto di vista non contasse nulla. Megan è stata ritenuta abbastanza grande da prendere questa decisione radicale senza il nostro contributo». «Nei prossimi mesi le saranno somministrati farmaci che le bloccheranno gli ormoni femminili estrogeno e progesterone. Il suo ciclo mestruale si interromperà, si fascerà il seno per appiattirsi il petto e cambierà il suo titolo da Miss a Mr».

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NON PUÒ ANCORA VOTARE. Allo Stato – protesta la madre – «non importa se Megan è considerata troppo giovane per tatuarsi o per votare, a quanto pare è abbastanza grande per prendere questa decisione importante che le cambierà tutta la vita». Alla ragazza i medici hanno anche detto di cominciare subito a vestirsi e comportarsi come un maschio, in attesa che le cure ormonali facciano effetto, «dopodiché le sarà dato il testosterone, affinché le cresca la barba, le sue curve prosperose siano estirpate e lei acquisisca un corpo e una voce maschili». Megan, insiste la signora Robinson, «non ha mai avuto relazioni sessuali» e «non è abbastanza matura per capire le implicazioni di questa decisione», ma «nonostante tutto questo, il sistema sanitario ci esclude, noi, i suoi genitori, dalla scelta».

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L’INFANZIA SBALLOTTATA. Eppure scavando nel passato di Megan gli specialisti avrebbero potuto trovare molti elementi su cui provare a lavorare. La signora Robinson cita la separazione col marito, gli spostamenti della famiglia ormai spaccata, l’isolamento della ragazza anche da parte dei compagni di scuola e i suoi tentativi di attirare su di sé attenzione e ammirazione, ottenendo solo la propria «alienazione». A quattordici anni, racconta la madre, Megan «si tagliò i capelli corti e annunciò che era lesbica – anche se non aveva mai avuto una relazione con un’altra ragazza. Ingrassò e divenne infelice, arrabbiata e incline a cambiamenti violenti di umore. Ma sono ancora convinta che non fosse nulla di più di una dolorosa angoscia adolescenziale».

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NON È UN CASO ISOLATO. Una volta appresa la drastica decisione presa dalla figlia con gli specialisti, aggiunge la donna, «ho provato disperatamente a dar voce alle mie preoccupazioni, ma ogni volta che lo facevo il personale medico sembrava pensare che avessi pregiudizi contro le persone transessuali», anche se «io voglio solo che mia figlia trovi la felicità» e che «non prenda una decisione che può distruggerle vita». La signora ha scritto al quotidiano britannico dopo aver scoperto che «il caso di Megan non è isolato», dal momento che – come ha spiegato ieri tempi.it in questo articolo – il sistema sanitario ha annunciato che fornirà medicine per preparare i bambini al cambiamento chirurgico di sesso fin dai nove anni di età». E quando pensa all’impatto che tutto questo avrà sulla vita di sua figlia, scrive la Robinson, «mi sento impotente, arrabbiata e terribilmente triste». E la sua paura più grande è che «Megan, un’adolescente infelice, diventi un adulto emarginato, che un giorno mi chiederà: “Perché non mi hai fermato?”».

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Tempi.it, come avviene per tutti gli argomenti che propone, ha avviato un ampio dibattito sull’argomento. Io non voglio, naturalmente, parteggiare per questo o per quello, voglio  soltanto fungere da apripista per un dialogo fra noi. Che ne pensate?

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Giovanni Marradi  -  Once upon a time   (C'era una volta.....)

Il Mondo degli animali

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Ogni anno, in prossimità delle vacanze estive, il Bosco, nella sua rubrica “Il mondo degli animali”,  cerca di sensibilizzare i possessori di cani e gatti che, sistematicamente,  vengono abbandonati in prevalenza sulle autostrade, condannandoli a morte certa, di evitare questo scempio. Quest’anno se n’è occupato Nembo, che ringraziamo di cuore.  Se non potete portarli con voi, sappiate che, in città, ma anche nei piccoli centri, ci sono persone che, con un moderato  compenso, possono occuparsi di loro. Sono persone che svolgono questa attività specifica, si chiamano “Cat and dog sitters”. Pensandoci con un certo anticipo,  attraverso amici o conoscenti  che ne usufruiscono, si possono contattare, conoscere e prendere accordi. Talvolta, alcune persone, sono disposte anche ad innaffiare le piante di casa. Secondo il mio parere, sono anche un buon deterrente per evitare sorprese di furti, al ritorno dalle vacanze.

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Arrivano le vacanze.  L’estate, purtroppo,  non è sempre la stagione migliore per gli animali domestici, di conseguenza la storia   si ripete, puntualmente, ogni  anno. Secondo un’indagine,   vengono abbandonati circa 135.000 animali domestici e l’80% di questi muore per incidenti, fame o altro, mentre il restante è destinato a vivere in un canile, con tutte le conseguenze che ne derivano.

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L’abbandono degli animali è un reato   -   in base alla legge 189/04, che ha modificato in parte l’art. 727 C.P., ( che ora tratta separatamente l’abbandono e detenzione in condizioni incompatibili) -      e chi la viola può essere punito con l’arresto fino a un anno o con l’ammenda sino a 10.000 Euro. Se assisti a un caso di abbandono, fai sentire la tua voce   e denuncia l’evento all’autorità giudiziaria competente ( Polizia di Stato, Carabinieri, Polizia Municipale-Locale, Forestale, ecc…).  I colpevoli di tale  comportamento sono da condannare, perciò occorre  raccogliere tutti gli elementi possibili e  necessari ad individuare i responsabili: targa del mezzo, località, ora, tipo di veicolo, meglio se si potesse  filmare l’accaduto. Così facendo si contribuisce all’applicazione delle sanzioni previste  dalla legge e  a  limitare  gli abbandoni.

cane abbandonato

La raccolta di fondi contribuirà a contrastare la piaga dell’abbandono di animali, che ancora oggi affligge il nostro paese. E’  possibile inviare un SMS solidale di 1 Euro al n° 45599: aderiscono tutte le compagnie telefoniche.  Citiamo un esempio.  In Lombardia ci sono 65 canili autorizzati e costano annualmente quasi 7Milioni di euro. In  tutta Italia le strutture autorizzate al ricovero sono 915.

 

X AMICI

 

Per chi invece dovesse notare animali sulle autostrade o strade statali  il numero  da chiamare è:  800.137.079. Siate vigili e fate in modo, ove possibile, di evitare la morte certa dei nostri amici a quattro zampe.

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Ennio Morricone  - Il Gatto