Archive for aprile, 2014

LA DOMENICA DEL BOSCO

 

Barra div. fissa - Fioewll. delicati con fogl. Le_nostre_ru_54273     B.C.-  Z   Giuseppe_54319     Barra div. fissa - Fioewll. delicati con fogl.      I_Papi_della_55132     Pzza S. Pietro    

Pio X – Giuseppe Melchiorre Sarto (1835-1914) eletto Papa nel 1903;

 

Benedetto XV – Giacomo Della Chiesa (1854-1922);

 

Pio XI – Achille Ratti (1857-1939);  

            

  Papa Pio XII

Pio XII – Eugenio Pacelli (1876-1958)

  Giovanni XXIII

Giovanni XXIII – Angelo Giuseppe Roncalli (1881-1963)

    Paolo VI

Paolo VI – Giovanni Battista Montini

(1897-1978)

    Papa Luciani

Giovanni Paolo I – Albino Luciani

(1912-1978) Papa per soli 34 giorni

    Papa GP. II

Giovanni Paolo II – Karol Woityla

(1920-2005)

  Benedetto

Benedetto XVI – Aloisius Ratzinger

(1927---) dimissionario febbraio 2013

    Papa Francesco

Francesco – Jorge Mario Bergoglio

(1936---) eletto Papa il 13 marzo 2013

 

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Questo è l’elenco dei Papi dell’ultimo secolo che sono stati, in parte, nostri contemporanei e dei quali conserviamo nella nostra mente tanti ricordi di vita. Ciascuno ha lasciato o sta lasciando la sua impronta nella storia della Chiesa ma, in particolare, due di essi, oggi, vengono proclamati Santi e, noi del Bosco, con la dovuta umiltà, non possiamo perdere l’occasione di ricordarli anche nella nostra ormai consolidata rubrica della Buona Domenica.

Due uomini con percorsi di vita differenti, travagliati e pieni di insidie ma che sono arrivati allo stesso traguardo della Santità.

    I Papi       Barra div. fissa - Fioewll. delicati con fogl.       Giovanni_XXI_55584

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Papa Giovanni XXIII, al secolo Giuseppe Angelo Roncalli (Sotto il Monte 25 novembre 1881 – Città del Vaticano 3 giugno 1963)

Papa Roncalli aveva un compito non facile, cioè, risvegliare le coscienze assuefatte alla austerità dogmatica del periodo temporale del papato di Pio XII, ma ci riuscì benissimo.

Riuscì, infatti, ad attirare subito il benvolere dei fedeli che gli attribuirono l’appellativo di “Papa Buono”. Molti che allora pensavano ad un pontificato di transizione dovettero subito ricredersi.

Giovanni XXIII aveva cognizione di ciò che doveva essere fatto in un momento difficile per la Chiesa e per il Mondo. Fu il promotore del Concilio Vaticano II del quale vedeva le estreme necessità ma non riuscì a portarlo a termine per il sopraggiungere della Sua morte il 3 giugno 1963.

 

Viaggio a Loreto Papa Giovanni XXIII1962 - Primo viaggio papale , in treno. Giovanni XXIII a Loreto.

 

L’opera fu portata a termine dal Cardinale Montini, Suo successore, che divenne Papa con il nome di Paolo VI e che, contrariamente al parere corrente dei Cardinali che miravano alla sospensione dei lavori del Concilio, vedeva ben chiari quali fossero gli obiettivi primari del Sinodo.

Ritengo utile, a questo punto, riportare le parole di Papa Giovanni XXIII nel discorso di apertura

del Concilio ecumenico Vaticano II, pronunciato in Piazza San Pietro la sera dell’11 ottobre 1962, al termine della fiaccolata che conclude la giornata. Sono parole pronunciate in tono familiare che conquisteranno e commuoveranno il mondo intero (1)

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"Cari Figliuoli, sento le vostre voci. La mia è una voce sola, ma riassume la voce del mondo intero: qui tutto il mondo è rappresentato. Si direbbe che persino la luna si è affrettata stasera, osservatela in alto, a guardare questo spettacolo. La mia persona conta niente: è un fratello che parla a voi, diventato padre per la volontà di nostro Signore... Ma tutti insieme, paternità e fraternità e grazia di Dio, tutto, tutto...inuiamo dunque a volerci bene, a volerci bene così; guardandoci così nell'incontro: cogliere quello che ci unisce, lasciar da parte, se c'è, qualche cosa che ci può tenere un po' in difficoltà...

 

Papa Roncalli con bambina ammalataPapa Roncalli  parla ad una bambina malata di leucemia

 

Tornando a casa, troverete i bambini, date una carezza ai vostri bambini e dite: questa è la carezza del Papa. Troverete qualche lacrima da asciugare: dite una parola buona. Il Papa è con noi, specialmente nelle ore della tristezza e dell'amarezza. E poi, tutti insieme ci animiamo: cantando, sospirando, piangendo, ma sempre pieni di fiducia nel Cristo che ci aiuta e che ci ascolta, continuiamo a riprendere il nostro cammino".

 

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Giovanni Paolo II, ossia Karol Wojtyla (Wadowice, Cracovia 18 maggio 1920 – Città del Vaticano 8 aprile 2005).

Primo papa non italiano dopo 455 anni, cioè dai tempi di Adriano VI (1522 – 1523)  di Utrecht (Paesi Basssi). L’elezione al pontificato di Karol Wojtyla fu una vera sorpresa per la gran massa dei fedeli ma non, forse, per gli addetti ai lavori. Rimane famosa e direi anche storica la Sua frase pronunciata all’atto del Suo insediamento, in un italiano non perfetto: “Se mi sbaglio mi corrigerete” che ne ha attirato subito le simpatie.

Il pontificato di Giovanni Paolo II è durato 26 anni, 5 mesi e 17 giorni ed è stato il terzo pontificato più lungo della storia (dopo quello di Pio IX e quello tradizionalmente attribuito a Pietro Apostolo..

 

attentato a Papa Wojtila1981 - Attentato a Giovanni Paolo II in Piazza S. Pietro

 

Tra le molteplici attività di Papa Giovanni Paolo II, da ricordare la creazione delle “Giornate Mondiali della Gioventù” che sono servite a coinvolgere le giovani generazioni di tutto il mondo, anche di religioni diverse.

Già all’annuncio della Sua morte (2 aprile) dall’enorme adunata di fedeli si sollevò il grido «Santo sùbito». Lo stesso slogan fu ripetuto e apparve su numerosi striscioni il giorno dei Suoi funerali (8 aprile). Erano soprattutto i giovani che reclamavano la rapida canonizzazione di

Papa Giovanni Paolo II.

Papa Wojtila Giornata mondiale della gioventùRoma - 2000  Giornata mondiale della Gioventù

 

Fu lo stesso successore, Benedetto XVI ad avviare il processo di canonizzazione, abbinandolo a quello di Giovanni XXIII, affidando i compiti al classico

“Avvocato del Diavolo"

 

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Dal latino advocatus diaboli. Si dice di chi, a fini puramente dialettici, cerca ogni argomento, anche il più capzioso, per contestare una tesi. Deriva dal nome popolarmente dato al "promotore della fede", ossia all'avvocato concistoriale, che, nei processi di canonizzazione, ha il compito di sollevare tutte le obiezioni possibili affinché, confutate queste oltre ogni dubbio, sia dimostrata la santità di colui che ci si propone, attraverso il processo, di elevare all'onore degli altari. (1)

 

Oggi tali processi sono conclusi e, non solo Roma ma tutto il mondo festeggia i due nuovi Santi.

L’evento è seguito con ampi servizi TV non solo in Italia ma in tutte le Nazioni.

 

Quali episodi, legati a questi avvenimenti, sono rimasti maggiormente impressi nella nostra mente?

Vogliamo aggiungere qualcosa?

Il Bosco attende i vostri pensieri, Grazie.

 

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 (1) - Fonte web.

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Johan Sebastian Bach   -  Aria sulla quarta corda per organo

L’Angolo del dialogo – Fatti e Opinioni

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L’ho preso da Leonardo.it e mi sembra un argomento che ci può spingere a dialogare e approfondire. L’invito è di farlo senza alcuna remora.

Giorgia Würth nuovo libro: L’accarezzatrice, il tabù della sessualità nei disabili.

 

Dopo il successo di Tutta da rifare, dal 1 aprile Giorgia Würth torna in libreria con il suo secondo  romanzo,

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Copertina del libro L'accarezzatriceCopertina

 

   

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Un romanzo coraggioso, che affronta un tema quanto mai attuale: il tabù legato al rapporto tra sesso e malattia, tematica recentemente affrontata dalla serie tv The Undateables, in onda su Real Time dal 23 marzo e da oggi al cinema, con il film The Special need di Carlo Zoratti, in sala per due date uniche, l’1 e il 2 aprile.

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Gioia è una ragazza come tante, trent’anni e molti progetti nel cuore: ancora non sa che la vita le riserva una missione straordinaria, e che il suo destino è racchiuso nel suo stesso nome. Gioia ha appena perso il lavoro da infermiera in ospedale, il fidanzato l’ha lasciata, è preoccupata per suo padre malato. I giorni passano, l’ansia cresce, nulla si muove: non c’è lavoro, gli orizzonti sembrano chiusi. Finché una mattina Gioia risponde a un annuncio nel quale si richiede “un’infermiera con spiccata sensibilità” a Bellinzona. È così che conosce Rosaria, una donna malata di sclerosi multipla, che cerca per il suo amatissimo marito, anch’egli gravemente invalido, un’assistente sessuale…

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Comincia per Gioia – dopo l’iniziale turbamento – la scoperta di un mondo, quello dei disabili, dei loro bisogni, dell’apartheid in cui spesso la società li confina. La scoperta di un universo vibrante di speranza e di coraggio. Un lungo lavoro che ha appassionato Giorgia per 5 anni che, attraverso testimonianze dirette e ricerche, racconta la storia di una ex infermiera che diventa un’assistente sessuale per portatori di handicap.

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Una storia forte, che qui da noi rischia di far discutere, ma in Olanda, Germania, Belgio, Svizzera e Paesi Scandinavi la figura degli “assistenti sessuali” – dotati di  una formazione medica e psicologica – è prevista dalla legge, poichè il sesso è un diritto di tutti e la sessualità una sfera inalienabile e naturale. Certo non si riscontra la stessa apertura se pensiamo a paesi come l’Italia, dove un diffuso moralismo finisce per lasciare sulle spalle delle famiglie la gestione di queste esperienze, fondamentali per dare dignità alla vita.

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Nessuno si scandalizza se qualcuno legge per i ciechi. Perché allora indignarsi se qualcuno si occupa di far sperimentare la tenerezza a una donna o un uomo intrappolati nel proprio stesso corpo? Questo romanzo racconta di come Gioia decida di diventare un’accarezzatrice, di come un incontro speciale faccia cadere tutti i suoi pregiudizi e di come, da quel giorno, la sua vita e quella di tante persone intorno a lei cambi per sempre. Giorgia Würth illumina con coraggio esistenze difficili, tocca il nervo scoperto di tante nostre paure, prova con semplicità e con forza a immaginare un futuro più umano per tutti noi.

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Giorgia Würth nasce a Genova da mamma ligure e papà svizzero, di Zurigo. Inizia presto la sua carriera di attrice lavorando in teatro in opere come Antigone e Cecità. Dopo la laurea in Scienze della comunicazione, prende parte a diversi film, tra cui i campioni d’incasso Ex (per cui vince il Nastro d’Argento nel 2009) e Maschi contro Femmine di Fausto Brizzi. Partecipa inoltre a fiction di grande popolarità come Un Medico in famiglia, Moana (in cui interpreta Cicciolina) e Le tre rose di Eva. Nel frattempo scrive racconti e canzoni, tiene un suo blog, e nel 2010 pubblica per Fazi il suo primo romanzo, Tutta da rifare, storia di una ragazzina che si ammala di dipendenza da chirurgia estetica.

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Questa estate  Giorgia tornerà sul set della fiction Le Tre Rose di Eva 3 e sarà una delle protagoniste di Oro Verde, di Mohamed Soudani uscito in Svizzera e prossimamente in Italia. Il film racconta la storia di una gang di disoccupati, uno più improbabile e disperato dell’altro, tutti convinti di avere fra le mani “l’oro verde” ovvero un carico di Cannabis che cambierà definitivamente la loro vita. Ispirato a fatti realmente accaduti in Ticino all’inizio degli anni 2000.

 

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Nessun commento finale. Parliamone fra noi,  se   vi   va.

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Fausto  Papetti  - "Amantes"

BUONA PASQUA !!

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E’ Pasqua nel mondo: curiosità,tradizioni

Nel nostro Paese, le tradizioni pasquali si differenziano da una regione all’altra. Da Nord a Sud è un susseguirsi di processioni, riti sacri e feste popolari. A Firenze, il giorno di Pasqua si festeggia con l’accensione del fuoco sacro e lo “scoppio del carro”, uno storico calesse trainato da buoi bianchi inghirlandati e scortato da armati, musicisti e sbandieratori. A Enna, come in gran parte della Sicilia, si celebrano cerimonie religiose e folcloristiche durante tutta la Settimana Santa. Particolare interesse suscitano le sfilate in costume medievale delle singole Confraternite verso il Duomo. Nelle tradizioni culinarie italiane, immancabile l’agnello pasquale, la distribuzione delle uova di cioccolato e i dolci a forma di colomba.

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Spagna

La tradizione pasquale a Barcellona è sentita soprattutto durante la domenica delle Palme, in cui si ricorda l’ingresso di Gesù nella città di Gerusalemme, dove fu accolto con palme e rami d’ulivo.Tempo fa i rami di palma venivano tagliati, le foglie intrecciate e messe da parte in un luogo scuro e umido, quindi veniva mantenuto il loro originale colore bianco con lo zolfo. Le palme pasquali dono fatte da rami intrecciati, ma ci sono anche i “palmons” ossia rami interi che vengono portati dai bambini in chiesa perché siano benedetti. Esse vengono decorate con un rosario di zucchero e dolci. E’ usanza appendere alle porte e alle finestre palme e “palmons” per proteggere la casa da streghe e spiriti maligni. In Catalogna, è costume mangiare una torta pasquale, chiamata “Mona”, decorata con uova di cioccolato, piume e una piccola figura di cioccolato che rappresenti o un personaggio noto ai bambini o uno proveniente dal mondo delle fiabe. Questo dolce viene tradizionalmente dato al proprio figlioccio dal padrino . La ricetta è molto semplice, facile e veloce da preparare e adatta soprattutto per i bambini: che poi somiglia molto al dolce tipico del sud Italia.

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Germania

In tedesco si chiama “Ostern” probabilmente dal nome anglosassone “Eostre” della dea della primavera. Gli aspetti religiosi sono simili a quelli italiani, la festa pasquale in Germania è felicità per la resurrezione di Cristo, ed insieme per il ritorno della primavera. Le scuole chiudono per circa tre settimane. Nessuno lavora il venerdì Santo, sabato e domenica di Pasqua. In questo giorno sacro in cui il bene prevale si attribuisce all’acqua e al fuoco la proprietà di purificare, di favorire la fertilità dei campi, di smascherare i malefici . I fuochi di Pasqua, sono un costume ancora vivo specialmente nella Germania settentrionale, e offrono un incantevole spettacolo notturno. Il fuoco di Pasqua deve essere acceso o con la silice o strofinando due pezzi di legno, o con una grossa lente; qualche volta i lumi delle chiese vengono spenti e poi riaccesi con la fiamma di questo “fuoco sacro”. Anche alle ceneri vengono attribuite proprietà divine: la sera, soprattutto in campagna, si fanno dei fuochi, dove i contadini bruciano tutti rami secchi che trovano e che simboleggiano la fine dell’inverno e la venuta della primavera. La domenica di Pasqua le famiglie fanno insieme la prima colazione. I genitori nascondono i cestini di Pasqua con dolci, uova ed i piccoli regali. Le uova, dipinte a mano e decorate con disegni tradizionali, vengono scambiate fra gli amici. Tempo fa,era abituale in molte regioni che le ragazze del villaggio si presentassero ai loro corteggiatori con un uovo rosso. Per i bambini il simbolo della Pasqua è un coniglietto che la sera prima nasconde le uova nel giardino. Le finestre vengono abbellite con disegni di coniglietti, uova e altri motivi. Nei vasi si mettono alcuni rami che vengono poi addobbati. La domenica di Pasqua è il giorno in cui i bambini vanno alla ricerca delle uova di cioccolato nascoste dai genitori nel giardino o in casa.Molti usano mangiare pesce il Venerdì Santo. Il pranzo pasquale è quasi sempre a base di agnello e anche il dolce tradizionale ha la forma di un agnello.

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Francia

In francese di chiama “Paques”.

La celebrazione principale si svolge il Venerdì Santo con una nota solenne. Le campane delle chiese non suonano per tre giorni a partire dal Venerdì Santo fino alla domenica di Pasqua: questo in segno di dolore per la crocifissione di Cristo. Nella prima mattina di Pasqua i bambini corrono veloce nei giardino per guardare le campane che volano nuovamente verso casa. Al loro ritorno, i bambini troveranno le piante di sambuco che nascondono le uova di cioccolato. Attorno alla fine del ’700, veniva messo da parte l’uovo più grande, che doveva essere destinato al re, che a sua volta lo affidava a maestri della pittura o agli orafi migliori, arricchendoli di pietre preziose, smalti o gemme, trasformandolo in un uovo gioiello.

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Gran Bretagna

In inglese si chiama “Easter”

In Inghilterra, una delle cerimonie più sentite è quella del Giovedì Santo, giorno dedicato alla carità. A Londra nell’abbazia di Westminster vengono donate ai poveri borse di denaro. Le borse, vengono distribuite dal Sovrano su di un vassoio d’argento, dopo la cerimonia religiosa. Il Venerdì Santo vive ancora l’antichissima tradizione di mangiare dolci a protezione contro il fuoco. A Preston le uova colorate si fanno rotolare su di un prato o lungo una strada, fino a quando tutti i gusci non siano stati spezzati. Altra tradizione è quella di contendersi le uova e le torte con battaglie, combattute principalmente da ragazzi. La Pasqua anche è celebrata con lo scambio di uova e altri regali ingegnosi. In particolare si creano cofani o cestini di Pasqua, contenenti mini uova o grandi giunchiglie. I bambini a volte partecipano alle gare organizzate dai ritrovi comunali locali per eleggere il “cofano più bello” e vincere un uovo di Pasqua. Come in Germania, anche il coniglietto fa parte della tradizione pasquale. I negozi ne hanno a migliaia e la gente li compra per regalarli. Altra usanza culinaria è quella degli “Hot-cross buns”, panini caldi che si mangiano il Venerdì Santo. Sono sandwich dolci alla frutta con delle croci sulla parte superiore: i negozi ne vendono migliaia nella settimana precedente la Pasqua. Il nome deriva dal fatto che sopra a ciascuna di queste focaccine è disegnata con la glassa una croce che ricorda la Passione e la Morte di Cristo sulla croce. Una leggenda narra che un tempo una vedova, madre di un marinaio, avesse la consuetudine ogni anno di preparare questi dolcetti per il ritorno del figlio dai suoi lunghi viaggi per mare. Quando un giorno, però, questi non fece più ritorno, inghiottito dai flutti dell’oceano in tempesta, la vedova, sempre secondo quanto si dice, continuò tutti gli anni a preparare gli Hot-Cross Buns che si accumularono così fino alla morte della donna. Ora la sua casa è un pub (The widow’s son, Il figlio della vedova) e a Pasqua il proprietario prepara le focaccine e le vende ai clienti devolvendo parte del ricavato alla Società Britannica dei Marinai. Altra usanza tipicamente inglese è quella di comprare vestiti nuovi da indossare la domenica di Pasqua Esiste anche una filastrocca che si intitola proprio Hot Cross Buns  che i piccoli anglosassoni imparano a memoria nel periodo pasquale e durante la primavera che recita più o meno così:

Hot cross buns!

Hot cross buns!

One a penny,

Two a penny,

Hot cross buns!

If you have no daughters,

Give them to your sons;

One a penny,

Two a penny,

Hot cross buns!

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Danimarca

A Pasqua, in Danimarca, la tradizione vuole che tutto sia colorato di giallo, dalle candele alla tovaglia, mentre le case vengono decorate con rami fioriti e uova dipinte. Tradizioni antiche usavano, per l’inizio della Settimana Santa, a dimostrazione del rispetto a Gesù ed alle sue sofferenze, mettere al posto dei batocchi di metallo dei batocchi in legno nelle campane delle chiese per attutire il suono. Per la maggior parte dei danesi la Pasqua oggi significa primavera, narcisi ed altri fiori da bulbo, rami decorati, conigli pasquali e agnelli – e naturalmente uova di cioccolato. Durante la notte tra la vigilia e Pasqua i genitori nascondono le uova colorate attorno alla casa, che i bambini cercano e raccolgono il mattino seguente.

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Finlandia

In finlandese si chiama “pääsiäinen”. A Pasqua, i finlandesi accolgono la primavera, anche se essa cade alla fine di marzo quando, in aprile, l’ inverno ancora regna. Molto prima di Pasqua, i bambini piantano i semi del loglio in piccoli vasetti. L’ erba verde è un sicuro segno della primavera, anche se germogliano soltanto sui davanzali. I salici sono antiche decorazioni di Pasqua ed i ramoscelli della betulla sono disposti in vasi. Al giorno d’oggi i tulipani, i gigli ed le giunchiglie vengono portati dal continente, infatti questi “particolari” fiori sono fatti a mano, con carta velina e piume tinte. Il significato della Pasqua cristiana non è molto sentito in Finlandia in quanto l’86% della popolazione appartiene alla chiesa Evangelica Luterana e quindi è la ricorrenza è semplicemente un giorno di vacanza. La tradizione vuole che le notti tra il venerdì e la domenica di Pasqua, le streghe escano dai loro nascondigli e volino nel cielo. La Pasqua in Finlandia ha gli stessi riti e tradizioni della vicina Svezia. Durante il pranzo pasquale, si mangiano il “Pasha” a base di formaggio e il “Maemmi”, il tradizionale budino pasquale di segale.

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Olanda

in olandese si chiama “Pasen” o “Pasen Zontag”. In tutto il paese la Pasqua è celebrata come una grande festa di primavera. La gente si prepara per il pranzo di Pasqua in anticipo, decorando le uova colorate con i fiori e si usa appendere una corona decorata alla porta di casa. Il pane dolce farcito con uva passa ed il ribes, è uno dei piatti favoriti della festività. Anche qui, come in Germania, il coniglietto pasquale nasconde in giardino le uova sode colorate che poi i bambini cercheranno per tutta la mattinata La maggior parte della gente appende una corona decorata alla porta di casa. Si pitturano le uova che poi vengono appese ad un albero nel giardino. Una delle specialità culinarie di questo periodo è il “Paasbrod”, un buonissimo pane dolce pieno di uvetta.

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SVEZIA

In svedese si chiama “Påskdagen”e la maggior parte delle celebrazioni avvengonodurante la settimana santa che precede la domenica di Pasqua . Il giovedì santo (o in alcune regioni il sabato) le bambine si vestono da Streghe di Pasqua, ossia befane con grembiuli e scialli scuri, labbra e guance rosse, e viaggiano da porta a porta (stile Halloween) offrendo disegni fatti a mano in cambio di dolci. Questa tradizione risale al medioevo e deriva da una vecchia credenza svedese che narra come le streghe fossero più potenti e distruttive durante la settimana santa. La domenica delle Palme è celebrata con le fronde della palma, mentre la vigilia con i falò. Anche i fuochi d’artificio fanno parte della tradizione. In tutto il paese l’ uovo, simbolo di vita e resurrezione, è presente in tutti gli alimenti e nei giochi di Pasqua. Ogni famiglia partecipa a feste per la colorazione delle uova. I concorsi di decorazione dell’ uovo di Pasqua sono l’attività preferita dei ragazzi e ragazze più giovani. Durante il giorno delle Palme vengono benedetti i gattici (rami del pioppo bianco con le gemme che assomigliano alla coda di gatto) e la domenica di Pasqua, gli svedesi festeggiano con un grande pasto mattiniero con uova sode con il guscio colorato, pane, dolci e caffè.

e  colombeGrecia

In greco e latino si chiama “pascha”

La Pasqua greca, è la manifestazione religiosapiù sacra e importante del paese. Molte sono le tradizioni che legano insieme le diverse generazioni durante queste festività. La settimana santa è dedicata al digiuno, e durante i 40 giorni di preparazione possono essere mangiati soltanto alimenti naturali. Niente carni, latticini, pesci, o pollame. La domenica delle palme, che è il primo giorno della settimana santa, sono serviti soltanto piatti di pesce. Il giovedì santo vengono colorate le uova di un rosso profondo, ad indicare l’anima di Cristo. Queste vengono utilizzata sia come decorazione per lo “sweet-bread” oppure, la domenica di Pasqua durante la cerimonia, vengono rotte e aperte in ricordo del miracolo della rinascita e della resurrezione di Gusù. Il proprietario dell’ultimo uovo rotto viene considerato fortunato. Nella notte di Pasqua vengono suonate le campane. I fedeli si recano in chiesa, che è tenuta al buio, ed accendono una candela che successivamente porteranno a casa. Il pranzo pasquale inizia intorno a mezzogiorno per prolungarsi fino alla sera. Il sabato prima di Pasqua, i cibi che saranno serviti la domenica vengono portati in chiesa e benedetti dal prete. I greci festeggiano l’interruzione del digiuno con un grande pranzo composto da alimenti tradizionali come la “soupa mayeritsa” accompagnata da riso alla greca, le uova colorate di rosso, il pane pasquale e la tipica “Maghiritsa”, una zuppa fatta con le interiore dell’agnello.

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Russia

 

Per la Chiesa ortodossa russa la Pasqua è la festa più importante dell’anno e nelle città e nei villaggi la si celebra con grande solennità: la messa di mezzanotte, che termina con la scambio di un triplice bacio rituale e un canto composto da inni di esultanza, mentre tutte le chiese scampanano. Lunghe processioni escono da ogni tempio, s’accendono tutte le luci, e fuochi d’artificio; nelle campagne il corteo dei fedeli, una volta ultimata la messa, si avvia con i ceri vacillanti verso il cimitero per rendere onore ai defunti. Nella cittadina di Sagorsk, il rito pasquale inizia a mezzanotte di sabato con una processione attorno alla cattedrale. La mattina della domenica le famiglie si recano sulle tombe dei parenti e lì consuma un picnic. Il banchetto è composto da diversi tipi di carne, pesce e funghi. Piatto tipico è il “Pabcha”, una pietanza sostanziosa a base di quark e il panettone pasquale “Kulitch” accompagnato dalla ricotta dolce. In Russia le uova sode vengono colorate di rosso, simbolo di nuova vita ottenuta mediante il sacrificio di Cristo. Per il popolo Russo tutti i riti e le festività legate alla Pasqua sono un saluto alla primavera, un segno d’esultanza per il suo arrivo e in questo periodo, si liberano le bestie nei pascoli e ogni contadino per fare ciò usa un ramoscello d’olivo. Il Pope benedice i pastori e santificava le mandrie. I giovani vanno in campagna per spogliare le betulle con i quali compongono delle corone con le quali ornano la testa.

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Romania – Pastele

 

Il Giovedì Santo è per i rumeni il giorno dei morti ed è chiamato il “gioia mare” (in italiano “giovedì grande”). In questo giorno si portano in chiesa dolci fatti con farina o con grano bollito ricoperto di zucchero e noci, del vino e della frutta, che sono offerti in memoria dei morti e distribuiti ai vecchi e ai poveri. Il Venerdì Santo si pone davanti alla Croce un tavolo molto alto, in modo che vi si possa passare sotto. Sul tavolo si mette l’epitaffio, un pezzo di stoffa che porta ricamato o dipinto il seppellimento di Cristo, e i fedeli, recandosi in chiesa, portano fiori al Cristo e ai loro morti, passando per tre volte sotto il tavolo sul quale è sistemato l’epitaffio. In Romania a sera si svolge il canto Prohod, una cerimonia affascinante alla quale partecipa tutto il villaggio, diviso in gruppi seguendo il cammino della Croce. Qualcosa che rassomiglia alla nostra Via Crucis. Il sabato mattina donne e bambini fanno la Comunione, mentre gli uomini intervengono alla messa di mezzanotte portando in chiesa un gallo bianco e uova colorate. La cerimonia si conclude con una processione intorno alla chiesa, con le candele accese.

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L’Angolo del dialogo – Politica ed Economia

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Nel ringraziare Giulio per il suo "pezzo", devo fare un'osservazione. Sì, a causa delle difficoltà economiche che attraversiamo , siamo diventati un paese esportatore d'oro, ma da questa esportazione, spesso irregolare, non ricaviamo alcun beneficio, sia come Italia che come operatori. Solo, ci priviamo, o depriviamo, di articoli e ricordi. Vi ricordate dell'oro alla Patria, cui fummo costretti prima della guuerra? Allora ci fecero i cannoni o semplicemente ce lo portarono via. Così vanno le cose del mondo, e dell'Italia, in particolare.

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Alcuni giornali, pochi per la verità, hanno riportato l’intervento del presidente della federazione delle camere di commercio d’Italia, Ferruccio Dardanello, che si è tenuto circa un mese fa alla Commissione industria del Senato.

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Ha detto cose impressionanti,  dati da brivido,  in questo momento di crisi per moltissime famiglie.  17 milioni di italiani hanno venduto 200 tonnellate d’oro,  che fanno circa 8 miliardi di euro. Un italiano su tre ha dovuto aprire i cassetti dei ricordi, degli affetti e vendere anelli, catenine etc.  agli strozzini,  per placare i morsi della fame o pagare qualche bolletta .

 

Bracciale 3

 

E l’Italia è diventata un paese esportatore d’oro con la benedizione dei nostri politicanti,  incapaci di dare risposte concrete. Pur non avendo miniere d’oro, abbiamo un record:  il  primato di questo forzato  mercato in Europa è nostro.

 

Spilla d'oro A

 

E infatti sono stati aperti moltissimi negozi con la scritta:  compro oro usato, ci sarà pure stato un motivo no? Avevano fiutato un immediato guadagno, non si sono posti la domanda se era giusto o sbagliato quello che facevano, no, avevano le carte in regola per truffare la gente con la complicità dello Stato.

   

anello con pietra

 

Caspita!  Ma 200 tonnellate di oro  sono tantissime: dieci camion da venti quintali ciascuno, una colonna di circa trecento metri di veicoli pesanti: : non sembra neanche vero;  e  tutto questo sotto gli occhi di Polizia, Finanza, Carabinieri etc . Hanno permesso che si svuotassero gli scrigni delle famiglie. E’ logico che per non fare la fila per un piatto di minestra o rovistare fra i rifiuti dei mercati,  alla ricerca di qualche mela,  molti hanno preferito vendere l’oro custodito  gelosamente, così ci hanno privato anche dei ricordi, della memoria,  di quell’anello o braccialetto che era un simbolo prezioso.

 

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Ricordo un titolo di un film :- Italiani brava gente – Si!  Infatti, troppo buoni, ci hanno svuotato anche l’animo; ma è anche vero che l’Italia è un paese meraviglioso: ci vuole fiducia. Il solito Maledetto Toscano.

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Fausto papetti  -  Los molinos de tu pensamiento

 

LA DOMENICA DEL BOSCO

 

   

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Tutti gli elementi della natura si adeguano alle variazioni climatiche ed alle situazioni ambientali senza conservare ricordi né avere rimpianti. Anche noi ci adattiamo alle situazioni della vita ma conserviamo i ricordi del passato e, qualche volta, ritornano alla mente piacevoli episodi o rimpianti della vita vissuta.

Ne prendiamo atto e leggiamo insieme questo bel raccontino di Gabriella.bz, affezionata amica di Eldy e del Bosco in particolare.

Tributiamole l’onore che merita, grazie.

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Sono otto anni che ho lasciato il mio vecchio rione, ci sono arrivata subito dopo il matrimonio e sono andata via, dopo tanti anni, quando ero quasi vecchia. Come si può immaginare ho lasciato il cuore, oltre a tanti mobili e tantissimi libri. Ho portato con me tutto ciò che era possibile mettere nel mio nuovo appartamentino. Ho scelto i libri che non avevo ancora letto, mio marito che era un cultore della lettura ed era svelto a leggere, me ne ha lasciati davvero tanti. Ho portato con me soprattutto quelli che sono per me dei tesori non come valore in sé stesso ma per quello che mi ricordano.

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Peccato che i miei figli se ne siano riservati ben pochi. Posso dire che i libri li ho  lasciati a persone che sapevano apprezzarne il valore e ciò quello che poteva significare avere centinaia di libri: un tesoro inestimabile. Tutt’ora, quando vado a trovare le amiche alle quali ho regalato miei vecchi libri, li osservo e penso a quanto ero orgogliosa di averli.

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Ma tutto passa nella vita, ricordo quando sono ritornata a casa dopo la nascita dei bimbi, nel condominio eravamo tutti amici e, se mancava un panino ce lo si prestava a vicenda. Era una palazzina con tredici famiglie e tutte avevano bimbi. Nell’anno che è nata mia figlia ne sono nate altre due, e lo stesso per mio figlio, altri due maschi. A quei tempi, non c’era l’ora del silenzio nel pomeriggio, anche perché con tanti bimbi il silenzio era pressoché impossibile. Nei primi anni che abitavo in quella casa, tutto intorno c’era solo campagna, meli, più di tutto.

   

bolzano - bozen

 

Dopo poco hanno cominciato a costruire, dapprima un condominio, dove al piano terra, in un grande salone un giorno hanno portato una grande e bella croce, si cominciava a bisbigliare che avrebbero fatto una chiesa. Io le chiese le avevo sempre viste, con la loro tipica forma ed il campanile vicino se non adiacente. Mi ero chiesta come avrebbero fatto a costruire la chiesa, e con me le donne del vicinato, ma è stato facile: una croce, un quadro dell’Ultima Cena, un altare fatto con del legno chiaro come la croce e poche sedie. Ecco la chiesetta che fu chiamata Cenacolo. Da quel giorno il Cenacolo è cambiato molto, ha dei quadri molto belli, delle panche ai lati e sedie nel mezzo della chiesetta in modo che nessuno debba più stare in piedi.

 

pnorama di bolzanoPanorama  di  Bolzano

 

Il sabato e la domenica viene celebrata la S. Messa, da un Pastore che sa tenere il suo gregge ben riunito e sa dire “pane al pane e vino al vino”.  Nei giorni feriali un gruppo di donne vanno a recitare il rosario. Dimenticavo, a destra su una mensola c’è la statua della Madonna, è piccola e appena portata non c’era da posare né un pizzo né un ricamo, allora ho ricamato su un pezzo di bisso delle rose, quello è stato il primo dei  ricami che ho fatto per la Madonnina, forse l’ho fatto in fretta perché non volevo vederla senza un ricamo, ma è stato il più bello. Dopo alcuni anni ecco un altro cantiere sempre a poche decine di metri, questa volta sono le Scuole Elementari. Con l’andare delle settimane diventa un enorme cantiere e, finita la scuola, una sorpresa, ecco due entrate ai lati opposti della stessa, una per gli italiani una per i tedeschi. Con l’inizio della scuola il grande cortile viene simbolicamente diviso, da una parte gli italiani e dall’altra i tedeschi. Da pochi anni è sorto anche un asilo, non mi sono mai informata se per italiani o tedeschi. 

 

baite in motagna alto adigeBaite  di  montagna  in  Alto  Adige

 

Quante comodità che non abbiamo avuto, le scuole le hanno fabbricate quando i miei figli erano già grandi. Nel frattempo altre case sono state costruite, e bimbi ne sono nati tanti, anche se non più nella mia vecchia casa. Quante volte scendo dal quartiere dove vivo non solo per trovare le amiche, ma per respirare l’aria del vecchio rione dove tutti ti salutano gentilmente, ti offrono magari di andare a vedere come hanno tenuto bene il divano che avevo regalato perché io non avevo lo spazio per sistemarlo nella mia nuova casa. Gente alla mano, non osservano che lingua parli e sono sempre gioiosi. In primavera cominciano a mettere a dimora le piantine dei gerani nei vasi sui balconi e, poco dopo, sbocciano dei magnifici fiori in prevalenza di colore rosso.

Cestino di PorciniCesto di Porcini

 

  Se passo nel periodo dei funghi sono sicura che me ne offrono in memoria delle vecchie scarpinate che facevamo insieme. Con questo non intendo che tutti mi offrano i funghi, ma solo quelle persone amiche con le quali, nei tempi passati, si andava insieme a raccoglierli. Questo è il mio vecchio quartiere ora forse un po’ impolverato per tutte le case che stanno costruendo, a mò di villaggio. Ormai vecchi tempi. La campagna di una volta non c’è più: ricordo quando si andava a fare la spesa tutte insieme e si lasciava correre i bambini su quei prati meravigliosi.

Se una di noi non poteva uscire, le altre facevano la spesa anche per lei.

Lentamente ritorno a casa con una leggera malinconia, forse non dovrei, la casa è bella anche se piccola, ma nessuno che sorrida e se vuoi parlare con qualcuno devi prendere il telefono. In questo quartiere le amicizie sono dure da fare anche se ci sono parchi, prati, giardini e i boschi con sentieri che ci indirizzano verso la montagna ma manca lo spirito di aggregazione e l’anima sociale del vecchio rione.

 

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 Fausto Papetti  -   Ballade pour Adéline

 

 

 

 

Pensieri e non solo…!!

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Sono stato a Lourdes per una promessa fatta in un momento critico e  difficile    della mia vita,  a causa del mio lavoro. Non è semplice per me scrivere questo articolo e sintetizzarlo soltanto  a  parole, poiché si tratta di  un’esperienza unica, che ho vissuto intensamente .

Accadde   una  domenica di settembre, di vent’anni fa.  Verso sera ci trovammo nella  piazza del paese, insieme al resto del gruppo Unitalsi, una trentinadi persone,  in partenza per Milano (Stazione di Porta Romana), dove ci aspettava un treno,  appositamente attrezzato  per il trasporto dei malati  e dei pellegrini. Arrivammo a Milano e subito,  con altri barellieri e dame,  iniziammo a sistemare le cose,  mettere  i malati sulle barelle  e  i bagagli  sul treno.  Nel frattempo arrivarono anche gli altri gruppi dell’Unitalsi della Lombardia. Sui volti delle dame e dei barellieri trasparivano sentimenti diversi: per alcuni  si trattava di  un’esperienza già consolidata  e  erano felici di poterla ripetere, per altri, come il sottoscritto,   che era  alla sua  prima prova,  erano tutte  novità, da scoprire e da vivere.

   

Copia di Lourdes-001Gruppo di Volontari

 

Finalmente partimmo  e,  fin dall’inizio,  ogni accompagnatore ebbe la propria mansione  nell’assistenza   ai malati,  fino all’arrivo a destinazione. Viaggiamo tutta la notte e dopo tredici  lunghe ore arrivammo a Lourdes. Mentre aiutavamo i malati nel trasbordo su automezzi,  appositamente attrezzati  per il loro trasferimento all’ospedale assegnato, pensai:  sicuramente questa gente è venuta per cercare qualcosa, ma cosa?

   

LourdeswLa Cattedrale

 

La risposta non fu  tanto semplice.  Una cosa, tuttavia, era  certa: si avvertiva   un impulso  interiore che accomunava  tutti,  che invitava  a partecipare a questo pellegrinaggio, una spinta che derivava  dalla fede e dalla speranza che nascevano e crescevanodentro di noi.  Poco dopo le dame erano già all’opera presso l’ospedale Acceuil –Notre Dame, situato all’interno del recinto sacro dove si trovavano  la grotta e  le piscine.   Mi fu  assegnato il compito di assistere  i fedeli  al bagno,  poi a condurli  alla Basilica superiore,   a quella Sotterranea e a numerose altre cappelle. Tutto mi sembrava  immenso e particolarmente toccante.

 

OLYMPUS DIGITAL CAMERALa  grotta

 

Chi non ha mai partecipato e vissuto una simile esperienza,  avrà  difficoltà  a capire ciò che si provava  in un simile luogo di pace e di preghiera,  anche perché  era  tutto  diverso dalla solita vita quotidiana e dall’abituale  stile con cui si partecipava  ai vari riti religiosi. Durante la mia esperienza di una settimana,  oltre ad accudire gli ammalati nelle  loro esigenze quotidiane , li accompagnavo alle funzioni e vivevo con loro i vari momenti della giornata.

 

Piscine di LourdesPiscine di Lourdes

 

Fu sicuramente  un’esperienza di fede che ha  lasciato   una traccia consistente nell’animo di ognuno di noi.  Ed è ancora più forte per chi non si  aspetta più di essere aiutato e  incomincia ad aiutare gli  altri; allora scoprirà  che ci sono persone che hanno bisogno  di aiuto, che credono in noi , tanto quanto noi crediamo in noi stessi. Ogni giornata  era caratterizzata da una particolare funzione religiosa  (Via Crucis, Rosario, Processione eucaristica, Flambeaux , ecc..) ed anche se l’atmosfera  e lo scenario erano  sempre variati, lo spirito con cui venivano vissuti era unico e coinvolgente,  quasi a  trasformarsi in un solo elemento, con la preghiera  e la  meditazione.

 

La  Grotta di LourdesLa Madonna nellla Grotta

 

Ora comprendo   quanto sia  deterninante  ricordare, meditare  sul cammino percorso,  riflettere sull’esperienza personale e comunitaria vissuta al santuario e,  infine,  è importante avvertire quotidianamente la presenza del prossimo nella nostra vita.

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Richard Clayderman - Av e Maria (Bach-Gounod)