Archive for gennaio 22nd, 2014

Pensieri e non solo…!!

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Spesso si sente parlare di diffamazione, calunnie, menzogne, falsità e quant’altro, su vari  siti o blog,  che danneggiano  qualsiasi  cittadino. Ci domandiamo, quindi,  se  questi atti siano perseguibili a norma di legge e quale  sia l’iter da seguire per tutelarsi. Inoltre, se una persona viene  offesa o calunniata, si possono richiedere danni morali e materiali?  Quest’argomento potrebbe interessare un po’  tutti coloro  che “bazzicano” in rete,  Forum , Blog e altro ancora. Da questo punto di vista, Internet è uno strumento di comunicazione come gli altri, per cui i reati di ingiuria ( art. 594 C.P.) e  di  diffamazione ( art.595 C.P.), così come possono compiersi  attravrso  lettera, telefono, o tramite  i tradizionali mezzi di comunicazione di massa,  quali radio o  tv,  possono senz’altro considerarsi tali anche  via  posta elettronica, newsgroup o  contenuti pubblicati all’interno di un  sito.

 

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Il problema, semmai,  è  quello di individuare l’autore del reato, sia giuridicamente che tecnicamente,  visto che il documento elettronico, già previsto a livello no competent, è ancora ben lungi dall’essere diffuso nella pratica.  Ad esempio, come si può individuare   con sicurezza l’autore di un posting,  all’interno di un newsgroup della rete usenet, quando il messaggio fosse stato inserito attraverso un computer pubblico, come  un internet-point o una biblioteca,  dove decine e decine di persone chattano? Al di là di queste ipotesi, in cui   è impossibile accertare l’identità del colpevole, quando, dall’esame delle circostanze e/o magari  dall’analisi dei files log,  dei collegamenti fosse possibile risalire ad un computer preciso,  appartenente a   una determinata persona che, per varie coincidenze, appaia  simile  all’autrice  del messaggio stesso, il giudice penale può accertare se  quella  persona  sia l’autrice del reato e condannarla conseguentemente.

 

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Rispetto ai  delitti di ingiuria e diffamazione, c’è da dire che  sono tecnicamente diversi dalla calunnia: quest’ultima si ha quando, sporgendo un’apposita denuncia-querela  alle autorità competenti,  si accusa falsamente una persona di un reato, sapendola innocente. E’ pertanto praticamente impossibile compiere il reato di calunnia via internet, perché, a tutt’oggi,  non si possono inviare querele via internet con posta elettronica. L’ingiuria e la diffamazione sono  i reati che si  compiono quando viene offeso l’onore o la dignità di una persona,  (reato di evento non fisico), rispettivamente solo in privato o anche  in pubblico.  Ad esempio,  il reato di ingiuria  si compie inviando  una  e- mail privata,  contenente offese ad una determinata persona, mentre il reato di  diffamazione  interviene  nel caso in cui le qualifiche offensive vengano  pronunciate e scritte in  un forum o in un newsgroup.

 

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Ingiuria e diffamazione sono  reati di  competenza del “Giudice di Pace”. Per richiedere la punizione del colpevole di uno di questi reati, è  sempre necessario presentare apposita denuncia-querela,   effettuata presso le autorità competenti. A seguito di tale denuncia, se la Procura la riterrà fondata,  dopo gli accertamenti di rito  (in questo caso verifica da parte della Polizia Postale),  e perseguibile, la notizia di reato e il procedimento relativo  avranno luogo alla  presenza del G.d.P. territorialmente competente.  Quest’ultimo,  se individuerà un colpevole,  a seguito  delle recenti modifiche legislative, potrà condannarlo  solo ad una - multa -, cioè una sanzione pecuniaria, oppure alla permanenza domiciliare o allo svolgimento di lavori socialmente utili.

 

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Denuncia e querela sono strumenti diversi,  sia dal punto di  vista  formale che sostanziale. La denuncia da parte di privati, è l’atto con il  quale il cittadino  porta a conoscenza, per via orale o scritta,  dell’autorità competente o di un ufficiale di P.G. (Polizia Giudiziaria),  un reato perseguibile d’ufficio,  del quale ha notizia. Colui che presenta la denuncia ha diritto a un’attestazione di ricezione.  La querela è una dichiarazione scritta o resa oralmente  alle autorità competenti,  con la quale, personalmente o a mezzo di procura speciale, la persona offesa  o il suo legale rappresentante,  chiede espressamente che si proceda per via legale al reato relativo. Tale  diritto deve essere esercitato, pena  la decadenza, entro tre mesi dal giorno  nel quale è avvenuto il   reato stesso.

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Si ricorda che se l’offesa è recata a una personalità  politica, amministrativa,  giuridica,  a  un rappresentante o a un’autorità, o in presenza di più persone,  la pena viene maggiorata. Al di là di quanto premesso,  delle leggi,  delle querele-denunce e altro,    aver rispetto per gli altri vuol dire, anzitutto,  rispettare se stessi e saper gestire le proprie emozioni e  i contrasti che si presentano nel corso della   vita. Tutto ciò può accadere anche  frequentando i Network. E’ un argomento molto attuale, vogliamo parlarne?

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Giovanni Marradi -  Winter breeze

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