Archive for gennaio 7th, 2014

L’Angolo del Dialogo – Pianeta Donna

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 Questa parola, sconosciuta ai più,  che  da qualche tempo viene usata nelle cronache televisive e nei  quotidiani, ma  che è entrata, soprattutto,  nel linguaggio dei giovani,  significa: “autofotografarsi in pose sexy,  mettersi in mostra. Mi è  sembrato opportuno affrontare  questo argomento, poiché si tratta di una nuova moda pericolosissima, che si sta diffondendo tra i giovanissimi,  soprattutto tra le ragazzine,  che si auto scattano o si filmano con il cellulare per poi inviare le foto al fidanzatino, agli amici  o, peggio ancora, ad estranei, dietro compenso,  con conseguenze imprevedibili.  Poiché  abbiamo tutti  figli o nipoti, dovremmo  confrontarci con loro circa questo  nuovo dannoso sistema,  in modo tranquillo, ma deciso,  senza drammi – poiché in tal caso si otterrebbero risultati contrari -   ma soprattutto  metterli in guardia e far loro capire che questo materiale fotografico, nei vari giri, potrebbe  arrivare nelle mani di  gente senza scrupoli, che  potrebbe utilizzarlo a scopi illegali.  Si tratta di un vero fenomeno di esibizionismo,  per potersi  affermare e vantarsi, diventare popolari  ed essere accettati  nel proprio gruppo.

 

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Al giorno d’oggi, tutti i ragazzi dispongono di  un cellulare “touch screen” e sono collegati  con  internet. Il gioco, la goliardia, l’invidia  possono portare, quasi sempre, ad un ricatto nei confronti della protagonista, per  salvaguardare la  sua reputazione  e  quella della famiglia.  Una volta diffusa, l’immagine o il video, possono diventre un vero boomerang e rovinare la vita del soggetto e di chi gli sta intorno. “L’orco” è sempre in agguato:  una volta pubblicate  le foto o il video  in web, le stesse o, lo stesso, potrebbero essere riutilizzati da terzi con finalità e modalità diverse da quelle iniziali, richieste dal fidanzatino come prova d’amore o altro.  Le giovani menti, ancora immature, e talvolta ingenue, non sanno cosa rischiano.  Lo stesso “orco”, in seguito,  può ricattare la ragazzina e, lei stessa,  per paura e vergogna,  diventa prigioniera delle sue trasgressioni, che hanno come finalità  altri filmini, per poi  passare alla prostituzione.

 

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Basta un click, su qualsiasi motore di ricerca, per comprendere la portata, in termini di diffusione,  di questo fenomeno. Tutto ciò  conduce a una attenta riflessione da parte nostra e di itutta l’opinione pubblica. Da un’indagine, si rileva che l’età media è compresa tra i 13 e 18 anni; i messaggi che questi ragazzi inviano hanno contenuti sessuali  per il 48%. Sono usati più frequentemente dalle ragazzine che dai loro coetanei. Infatti, mentre per le ragazze  si tratta di un modo divertente per flirtare, i ragazzi pensano all’utilizzo  dei messaggi e del materiale  per pianificare relazioni sessuali nella vita reale o, peggio ancora,  formano il branco  per sfruttare le varie situazioni, con conseguenze che tutti conosciamo.

 

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Abbiamo poi le Web-Girl, nuova formula di prostituzione, ovvero senza contatti,  ma che si ricollega a quella parola “Sexting”, che nel tempo è aumentata in modo esponenziale. In una parola - Business - e in questa nuova formula, non ci sono solo ragazze/i  minorenni ma anche casalinghe, in versione matura e no, che si mostrano in cambio di regali vari o bonifici bancari: quando  c’è richiesta c’è offerta e  se c’è offerta c’è richiesta.    Ovviamente ci sono conseguenze legali da parte di chi condivide foto e video con ragazze/i  ancora minorenni: l’accusa è molto pesante, pornografia minorile, perseguibile penalmente. Sarebbe  anche opportuno  e non rinviabile, da parte  nostra, parlarne con i nostri figli o nipoti, spiegando  loro la pericolosità di questa moda,  perché la stima e l’affetto verso una persona non si ottengono né con una né con  mille  foto osè.

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Occorrerebbe, altresì, controllare  (questo forse è più difficile ma fattibile) che i ragazzi non passino tempi incalcolabili con  gli “ smartphone”:  ricordiamo che i giovani oggi maneggiano questi strumenti con grande capacità e furbizia. Vengono usati molti acronomi per indicare messaggi con chiare allusioni, a noi sconosciute. Ad es: Paw in maiuscolo,  significa…stai attento/a a cosa scrivi…ci sono i miei genitori che a volte visualizzano lo schermo. Il raggiungimento dell’autonomia dei nostri figli, nipoti, è una tappa importante e inderogabile. Questa nostra vita quotidiana, senza pausa per chi lavora, è molto faticosa e non lascia margini.

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Tuttavia, è   nostro  preciso compito  seguire e controllare i nostri ragazzi, in modo  continuativo: è necessario, quindi,   trovare i modi e i tempi. In primo luogo, occorre far riferimento ad una famiglia compatta, comprensiva e rispettosa dei  ruoli di ciascuno. Una collaborazione nell’ambito familiare  rappresenterebbe un aspetto  sicuro e impagabile. Cerchiamo, pertanto di fare affidamento, per quanto possibile,  su questa struttura per le esigenze quotidine, non rinunciando ai nostri doveri  diretti con i ragazzi, appena si rientra a casa  a casa dal lavoro. Parliamo con i nostri figli, sempre, soprattutto quando li vediamo, preoccupati, di cattivo umore, o anche senza ragioni apparenti. Non deve essere solo la mamma a farlo ma anche il papà. Sarà sempre una buona regola, per carpire, anche dalle  più lievi sfumature, se esiste  qualche malessere.

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Nicola Piovani - La voce della luna