Archive for gennaio, 2014

L’angolo del dialogo – Politica

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Abituiamoci_a discutere

   

Leggo su Italia Oggi  del 17 0ttobre 2013 un articolo di Alessandra Ricciardi che può fungere, al solito, da apripista.

 

Si intitola

 

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Come si sa, la legge nel  frattempo è stata approvata, Trascrivo , pertanto, l'articolo come materia di dibattito

   

“Il day after non è affatto scontato. Dopo i messaggi ottimistici giunti dalla conferenza stampa di Enrico Letta per gli scansati tagli alla sanità, la legge di Stabilità, provvedimento a ieri ancora da ufficializzare, è stata subissata dalla critiche. Dai sindacati, che, anche se con qualche Distinguo,  si dicono pronti allo sciopero generale. Dagli industriali, che la ritengono «timida» sul fronte della riduzione del cuneo fiscale. Da una parte del Pdl, quei falchi alla Sandro Bondi che parlano di nuove tasse in arrivo, mentre le colombe, a partire dal vicepremier Angelino Alfano, difendono la manovra. E in qualche misura pure dal Pd che la ritiene «migliorabile». Per finire, anche dal senatore a vita Monti, che da premier lo scorso anno firmò la sua di legge di stabilità, e che oggi dice che la manovra del governo Letta non gli piace proprio, «come Scelta civica abbiamo molte perplessità, ma aspettiamo di leggere il testo definitivo». La sensazione è che la manovra vera sarà scritta in parlamento, fatto salvo il saldo finale che dovrà restare inalterato. E che in quella sede la maggioranza dovrà trovare il suo equilibrio. Intanto Bankitalia indica la ripresa da fine 2013. E lo spread tra titoli italiani e tedeschi è ai minimi: sotto quota 230.

  stab. legge di stab.  

Maggioranza agitata, nuovo scontro nel Pdl;   (nota della redaz.: com'è noto, nel frattempo, il Pdl si è diviso in Forza Italia e Nuovo Centro Destra e Forza Italia ha abbandonato il Governo Letta)

«Di questa stabilità l'Italia può morire”. Si tratta di un provvedimento che non aiuta l'economia a crescere e che prevede un aumento consistente delle tasse per ora abilmente camuffate», attacca il coordinatore del Pdl, Bondi. Mentre Daniele Capezzone parla di «impianto generale conservativo e deludente» e Raffaele Fitto critica la manovra perché «priva dello choc positivo che era ed è necessario al Paese». Alfano difende l'operato del governo: «La legge di stabilità non mette le mani nelle tasche degli italiani. Anzi per la prima volta dopo molti anni la pressione fiscale sui cittadini, famiglie e imprese diminuirà». E anche sulla nuova service tax, Alfano chiarisce: «Pesa meno dell'Imu». Il presidente dei deputati Pdl Renato Brunetta si congratula con il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, per aver evitato tagli alla sanità. Dice Fabrizio Cicchitto: il provvedimento è «equilibrato» e non giustifica «i toni da ultima spiaggia», usati da alcuni colleghi di partito, «che tradiscono solo l'ossessione di riproporre ad ogni occasione la caduta di questo Governo». Insomma, tra lealisti e governisti, falchi e colombe, lo scontro prosegue senza esclusioni di colpi.

 

stabilità vignetta 6

 

Ma pure dalle parti del centrosinistra i toni non sono tranquillizzanti. Il nodo principale riguarda il taglio del cuneo fiscale, su cui sono stati sollevati dubbi. Il segretario del Pd Guglielmo Epifani interviene per dare la linea ufficiale del partito: «Credo che sia una manovra che vada apprezzata e credo che possa essere migliorata nel passaggio parlamentare e anche nel corso dell'anno». Le risorse messe in campo, «pur prevedendo interventi sul cuneo fiscale e sulla riduzione delle tasse sul lavoro, non sono quelle che ci si aspettava, specie da parte di sindacati e imprese. Da questo punto di vista è necessario il lavoro parlamentare per destinare queste risorse nel modo socialmente ed economicamente più proficuo».

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Sindacati tentati dallo sciopero, imprese tiepide

Solo un mese fa i sindacati avevano sottoscritto un accordo unitario per delineare le priorità della manovra (dal fisco alla politica industriale) e per sostenere l'azione del governo. «Bisogna cambiare questa legge di stabilità. Decideremo tutte le cose utili per questo fine», ha detto ieri il segretario della Cgil Susanna Camusso. Lo sciopero? «Non lo escludo, ma è giusto prima parlarne con Cisl e Uil, abbiamo una piattaforma unitaria, nelle prossime ore vedremo come trasformare una mobilitazione in tutte le forme utili a sostenere la nostra piattaforma». Appello subito recepito dal leader della Uil, Luigi Angeletti: «Siamo pronti a proteste molto forti ed anche allo sciopero contro le misure della legge di stabilità che riguardano il pubblico impiego: dal blocco dei contratti a quello del turn over, dal taglio degli straordinari alle misure sulla liquidazione». Più cauto il giudizio del segretario della Cisl,

STABILITA vign. 4

 

Raffaele Bonanni a cui preme notare: «Dopo anni e anni è la prima volta che invece di caricarci di tasse c'è addirittura un segno positivo». Quel che è certo è che l'idea dello sciopero non piace agli industriali: «Con gli scioperi non risolveremo nessun problema», dice il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, che però concorda: «Il provvedimento nei numeri manca di coraggio, non incide realmente sul costo del lavoro. Noi avevamo indicato come priorità assoluta il cuneo fiscale». E pure l'ex premier Mario Monti punta il dito contro: «La legge di stabilità è timida per quanto riguarda la riduzione delle tasse, necessaria e possibile in questa fase non più caratterizzata dall'emergenza, e che potrebbe essere sensibilmente maggiore, a vantaggio delle famiglie, delle imprese e della competitività”.

 

Stabilità, vign. 5

   

Insomma, sulla legge di stabilità ci sono diverse inquietudini. Alla fine, comunque, è stata approvata nei termini richiesti dalla UE, quindi sembrerebbe ormai ozioso occuparsene. Ma a me interssa, come sempre, suscitare un dialogo sereno fra gli eldyani. Anche in questa materia così delicata,

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 Giovanni Marradi  - Peacefully

 

LA DOMENICA DEL BOSCO

   

NELL' EDIZIONE   DI  LUNEDI'  27  GENNAIO  2014

 

PREMETTIAMO  UN  COMMOSSO  RICORDO  DELLE

 

VITTIME  DELLA  SHOAH.

LA  REDAZIONE

 

       

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  B. D. - B

 

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                           Clio                                                                                  Euterpe
CLIO

CLIO

                                                                         
EUTERPE

EUTERPE

                                               

                                                                                                                                        

                                                                                                                                                                                            

         Fin   dalla   civiltà   greca   e   poi   romana la storia ci tramanda che le ispiratrici, nonché protettrici delle arti e delle scienze erano Dee, ovvero rappresentanti del genere femminile.

                          Thalia
                                                                                                                                                                                   Melpomene                      .
Thalia

Thalia

Melpomene

Melpomene

                                                                                                             

Elenchiamo le più significative: CLIO, Musa della Storia; EUTERPE, della Poesia Melica e della Musica;

                           Tersicore
Erato                      .
TERSICORE
TERSICORE
Erato
Erato

                        

TALIA, della Commedia e della Satira; MELPOMENE, della Tragedia; TERSICORE, della Danza; ERATO, della Poesia Lirica e Amorosa;

                Polyhymnia
     Calliope                  
Polyhymnia

Polyhymnia

CALLIOPE

CALLIOPE

POLYHYMNIA, dell’eloquenza; CALLIOPE, della Poesia Epica ed Elegiaca ed infine

 Urania                    .
URANIA

URANIA

URANIA, Musa dell’Astronomia e della Matematica.

                                                                                               
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In tempi più recenti, la letteratura ci ha lasciato ricordi di Muse più reali e concrete che hanno ispirato Grandi Poeti e che grazie a loro ci hanno lasciato opere che fanno parte del patrimonio poetico/letterario dell’umanità.

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Ricordiamone alcune:

 

- Beatrice, ispiratrice di Dante Alighieri:

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Tanto gentile e tanto onesta pare

 la donna mia quand’ella altrui saluta,

 ch’ogne lingua deven tremando muta,

 e li occhi no l’ardiscon di guardare.

Ella si va, sentendosi laudare,

benignamente d’umiltà vestuta;

 e par che sia una cosa venuta

da cielo in terra a miracol mostrare.

 Mostrasi sì piacente a chi la mira,

che dà per li occhi una dolcezza al core,

 che ’ntender no la può chi no la prova:

 e par che de la sua labbia si mova

 un spirito soave pien d’amore,

 che va dicendo a l’anima: Sospira.

 

- Silvia, ispiratrice di Giacomo Leopardi:

  farfalla anmate   A_Silvia_47264

Silvia, rimembri ancora

Quel tempo della tua vita mortale,

Quando beltà splendea

Negli occhi tuoi ridenti e fuggitivi,

E tu, lieta e pensosa, il limitare

Di gioventù salivi?

……………..…………

 

- Laura, ispiratrice di Francesco Petrarca:

  farfalla anmate

Erano i capei d'oro a l'aura sparsi

che 'n mille dolci nodi gli avolgea,

e 'l vago lume oltra misura ardea

di quei begli occhi, ch'or ne son sì scarsi ……………..…………

   

- E infine Fiammetta che ispirò tanti sonetti di Giovanni Boccaccio:

  farfalla anmate

 ……………..…………

Move nuovo disio la nostra mente,

donna gentile, a volervi narrare

quel che Cupido graziosamente 

In vision li piacque di mostrare

all'alma mia, per voi, bella, ferita 

con quel piacer che ne' vostri occhi appare. ……………..…………

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Probabilmente ci sono state e ci sono donne che hanno scritto opere importanti  ispirandosi ad un uomo, ma non ne ho conoscenza per cui invito voi tutti a volerle ricordare.

 

La donna è molto più pratica e concreta, cioè, bada alla sostanza, scrive i suoi versi, magari senza rime ma pur sempre poetici.

La donna innamorata pensa all’uomo ma inneggia all’amore.

 

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Presento queste righe inviatemi da un’amica che chiede di non rivelare il nome ma che, avendo trovato l’amore  in età matura, propone al vostro giudizio i suoi versi spontanei, scaturiti da un cuore innamorato.

 

Ecco la poesia:

  farfalla anmate  

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I tuoi baci tra i capelli 

vento sul viso e risate cristalline

protetta dal tuo abbraccio

nella corsa in bicicletta 

torno ragazzina spensierata 

felice di amare e di essere amata 

perdutamente innamorata

dolce tenerezza dimenticata  

momenti un pò pazzi, solo nostri  

per sempre incancellabili, indelebili.

Stupore di un amore 

che non ci aspettavamo più.

 

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Spero di essere riuscito anche oggi a riempire la nostra Buona Domenica del Bosco senza annoiarvi.

 

Grazie, auguro una serena giornata festiva per tutti.

 

Giuseppe_ B

 

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§ -  I titoli, i Gif,  le immagini e il video musicale sono di  Giovanna _________________________________________________________________________    

Giovanni Marradi  - Prélude

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Pensieri e non solo…!!

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  Diffamazione_14813  

Spesso si sente parlare di diffamazione, calunnie, menzogne, falsità e quant’altro, su vari  siti o blog,  che danneggiano  qualsiasi  cittadino. Ci domandiamo, quindi,  se  questi atti siano perseguibili a norma di legge e quale  sia l’iter da seguire per tutelarsi. Inoltre, se una persona viene  offesa o calunniata, si possono richiedere danni morali e materiali?  Quest’argomento potrebbe interessare un po’  tutti coloro  che “bazzicano” in rete,  Forum , Blog e altro ancora. Da questo punto di vista, Internet è uno strumento di comunicazione come gli altri, per cui i reati di ingiuria ( art. 594 C.P.) e  di  diffamazione ( art.595 C.P.), così come possono compiersi  attravrso  lettera, telefono, o tramite  i tradizionali mezzi di comunicazione di massa,  quali radio o  tv,  possono senz’altro considerarsi tali anche  via  posta elettronica, newsgroup o  contenuti pubblicati all’interno di un  sito.

 

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Il problema, semmai,  è  quello di individuare l’autore del reato, sia giuridicamente che tecnicamente,  visto che il documento elettronico, già previsto a livello no competent, è ancora ben lungi dall’essere diffuso nella pratica.  Ad esempio, come si può individuare   con sicurezza l’autore di un posting,  all’interno di un newsgroup della rete usenet, quando il messaggio fosse stato inserito attraverso un computer pubblico, come  un internet-point o una biblioteca,  dove decine e decine di persone chattano? Al di là di queste ipotesi, in cui   è impossibile accertare l’identità del colpevole, quando, dall’esame delle circostanze e/o magari  dall’analisi dei files log,  dei collegamenti fosse possibile risalire ad un computer preciso,  appartenente a   una determinata persona che, per varie coincidenze, appaia  simile  all’autrice  del messaggio stesso, il giudice penale può accertare se  quella  persona  sia l’autrice del reato e condannarla conseguentemente.

 

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Rispetto ai  delitti di ingiuria e diffamazione, c’è da dire che  sono tecnicamente diversi dalla calunnia: quest’ultima si ha quando, sporgendo un’apposita denuncia-querela  alle autorità competenti,  si accusa falsamente una persona di un reato, sapendola innocente. E’ pertanto praticamente impossibile compiere il reato di calunnia via internet, perché, a tutt’oggi,  non si possono inviare querele via internet con posta elettronica. L’ingiuria e la diffamazione sono  i reati che si  compiono quando viene offeso l’onore o la dignità di una persona,  (reato di evento non fisico), rispettivamente solo in privato o anche  in pubblico.  Ad esempio,  il reato di ingiuria  si compie inviando  una  e- mail privata,  contenente offese ad una determinata persona, mentre il reato di  diffamazione  interviene  nel caso in cui le qualifiche offensive vengano  pronunciate e scritte in  un forum o in un newsgroup.

 

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Ingiuria e diffamazione sono  reati di  competenza del “Giudice di Pace”. Per richiedere la punizione del colpevole di uno di questi reati, è  sempre necessario presentare apposita denuncia-querela,   effettuata presso le autorità competenti. A seguito di tale denuncia, se la Procura la riterrà fondata,  dopo gli accertamenti di rito  (in questo caso verifica da parte della Polizia Postale),  e perseguibile, la notizia di reato e il procedimento relativo  avranno luogo alla  presenza del G.d.P. territorialmente competente.  Quest’ultimo,  se individuerà un colpevole,  a seguito  delle recenti modifiche legislative, potrà condannarlo  solo ad una - multa -, cioè una sanzione pecuniaria, oppure alla permanenza domiciliare o allo svolgimento di lavori socialmente utili.

 

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Denuncia e querela sono strumenti diversi,  sia dal punto di  vista  formale che sostanziale. La denuncia da parte di privati, è l’atto con il  quale il cittadino  porta a conoscenza, per via orale o scritta,  dell’autorità competente o di un ufficiale di P.G. (Polizia Giudiziaria),  un reato perseguibile d’ufficio,  del quale ha notizia. Colui che presenta la denuncia ha diritto a un’attestazione di ricezione.  La querela è una dichiarazione scritta o resa oralmente  alle autorità competenti,  con la quale, personalmente o a mezzo di procura speciale, la persona offesa  o il suo legale rappresentante,  chiede espressamente che si proceda per via legale al reato relativo. Tale  diritto deve essere esercitato, pena  la decadenza, entro tre mesi dal giorno  nel quale è avvenuto il   reato stesso.

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Si ricorda che se l’offesa è recata a una personalità  politica, amministrativa,  giuridica,  a  un rappresentante o a un’autorità, o in presenza di più persone,  la pena viene maggiorata. Al di là di quanto premesso,  delle leggi,  delle querele-denunce e altro,    aver rispetto per gli altri vuol dire, anzitutto,  rispettare se stessi e saper gestire le proprie emozioni e  i contrasti che si presentano nel corso della   vita. Tutto ciò può accadere anche  frequentando i Network. E’ un argomento molto attuale, vogliamo parlarne?

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Giovanni Marradi -  Winter breeze

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LA DOMENICA DEL BOSCO

  

barra div. rondelline gif colorate Le nostre rubriche       B.G. 23   Giuseppe_A   barra div. rondelline gif colorate     La_lavagna_d_64918      

La seconda guerra mondiale era finita. Iniziava il dopo guerra, si doveva riorganizzare il riordino e la ricostruzione di un’Italia distrutta che usciva malconcia da un conflitto bellico al quale non eravamo preparati. Imposto dagli eventi e, forse, da alleanze sbagliate. Avevamo perso!

Anno 1944 riaprivano le scuole dopo il disastroso periodo bellico. Classi numerose, superiori anche a 40 alunni e non tutti coetanei perché, nella prima classe, oltre ai bambini di sei anni venivano inseriti quelli di sette ed otto anni in quanto nei due anni precedenti non avevano frequentato per via degli eventi di guerra, degli sfollamenti e vicende varie.

 

banchi di scuola classici

 

Aule con tre file di sei banchi per un totale di 36 posti per cui in almeno 5 o 6 banchi ci si doveva stringere per stare in tre. Una pedana, una cattedra, una sedia e una lavagna di ardesia, completavano l’arredamento dell’aula. Un crocifisso appeso dietro la sedia dell’insegnante. Qualche bacchetta di gesso e uno straccio o una cimosa per la cancellatura del piano di scrittura della lavagna.

  Lavagna  

Spesso, durante le ore di lezione, bussava alla porta una delle bidelle che comunicava alla maestra di essere convocata dal Direttore in sala riunioni. La classe, rimasta senza controllo si scatenava in un vociare chiassoso. Per ovviare a tale inconveniente l’insegnate aveva escogitato lo stratagemma della nomina di un caporale di giornata: un alunno che fungeva da capoclasse. Sulla lavagna veniva tracciata una linea verticale al centro in modo da formare due colonne, su una veniva scritto “BUONI” e sull’altra “CATTIVI”. Il capoclasse prendeva posto sulla pedana della cattedra con l’impegno di scrivere sulla lavagna, nella colonna dei cattivi, i nomi di coloro che vociavano ad alta voce o che non si comportavano bene e nell’altra i nomi di quelli giudicati bravi.

  libri animati  

Il capoclasse veniva scelto generalmente tra i più grandi sia d’età che di corporatura fisica in modo da poter incutere una certa autorevolezza su coloro che doveva controllare.

Io già da allora e ancora di più oggi diffido di chi ha poteri di comando perché, da che mondo è mondo, chi esercita il potere ne fa un uso prevalentemente personale e non a beneficio della comunità della quale dovrebbe avere la responsabilità.

Infatti, il caporale di classe era solerte a scrivere tra i cattivi non solo chi si comportava male ma anche chi gli stava antipatico o aveva con lui qualche “conto” in sospeso, originando, in quel caso, ulteriore motivo di scontro. Non erano escluse reazioni di minacce o anche di eventuali ricompense da parte del soggetto scritto tra i cattivi al fine di ottenere la cancellazione del proprio nome. Ne veniva fuori una trattativa vera e propria con i risultati che si possono facilmente immaginare. Una matita, un temperalapis o qualche figurina erano sufficienti ad ottenere l’agevolazione richiesta.

  cattedra classica  

Il nome dei “buoni”, cioè di coloro che si comportavano veramente da bravi scolari, raramente veniva scritto nella lista dei “buoni”, al limite in quell’elenco poteva comparire il nome dell’amico del capoclasse. In occasioni successiva la maestra nominava un altro capoclasse ma appurato che il sistema del responsabile di classe non funzionava, aveva chiesto di mantenere in aula la bidella durante la sua assenza. Quando, però, si trattava di riunione generale di tutto il corpo insegnanti, le bidelle presenti non erano sufficienti per tutte le aule per cui l’incarico al capoclasse di giornata si ripeteva con tutte le conseguenze già descritte. Eravamo bambini ma nella mia formazione mentale avevo già visto i primi segnali dell’uso del potere in modo dispotico o per interessi personali.

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Vi racconto un altro episodio dell’uso difforme del potere e stavolta i caporali di turno sono adulti.

Per l’istruzione della prima classe elementare erano previsti due libri: il Sussidiario e il Libro di Lettura. La mia mamma chiese alla maestra quale era il più importante perché non avrebbe potuto acquistarli tutt’è due. L’insegnante consigliò di acquistare il Sussidiario (era quello che costava di più), dicendo che le letture si sarebbero fatte in classe e quindi potevo affiancarmi al compagno di banco. I miei, privandosi di qualcosa che sarebbe stato necessario per l’alimentazione della famiglia, mi acquistarono il Sussidiario che io divoravo avidamente con gli occhi pieni di curiosità e voglia di sapere. Era il mio primo libro.

Il primo trimestre era abbondantemente avanzato quando arrivò la commissione che doveva assegnare gratuitamente i libri di testo agli alunni meno abbienti ma ne consegnavano solo uno, o il Sussidiario o il libro di lettura. Quando venne il mio turno, mi chiamarono e mi misero tra le mani una copia del Sussidiario al che dissi che quello lo avevo già, sperando che mi dessero il libro di lettura ma mi riportarono via quello che avevo già in mano e non mi diedero niente altro. Morale: rimasi senza libro di lettura. Che fine ha fatto il libro che doveva essermi assegnato? Chi ne ha tratto benefici?

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Voglio raccontare anche un altro episodio che mi è rimasto in mente e che non è certamente edificante per chi deteneva allora il potere. É avvenuto all’inizio dell’anno scolastico nel quale frequentavo la terza classe elementare. Per ovviare al sovraffollamento delle classi era stato reperito un altro edificio in periferia decidendo di mandare nel nuovo caseggiato, preso probabilmente in affitto dal Comune, una parte degli alunni di ogni classe assegnando altra insegnante. Anche stavolta si presentò in classe la Commissione incaricata che decideva chi mandare nella nuova sede e chi invece restava. Tre persone di cui uno con un camice bianco.

La scelta non venne fatta sulla base della residenza al fine di favorire la vicinanza degli alunni alla sede scolastica da frequentare ma con una sorta di sommaria visita oculistica fecero una decimazione a giudizio insindacabile della Commissione incaricata. Fu così che ci separarono in due gruppi: a destra tutti i “signorini” ben pettinati, con il viso pulito che avevano il grembiulino blu e il fiocco giallo e a sinistra quelli con le scarpe bucate e i pantaloni con le toppe. Io ero tra quelli con le scarpe bucate e dal giorno dopo dovevo alzarmi più presto e farmi una lunga scarpinata per  raggiungere la sede lontana, con la pioggia, il vento e il tempo freddo.

Dopo un anno altra commissione e altra visita oculistica. Quando venne il mio turno spalancai gli occhi con tutta la mia rabbia per dimostrare che i miei occhi erano sani e non meritavo di essere lasciato in questa classe di esiliati. Non so se sia stato questo mio atteggiamento quasi di sfida ma fui messo da quelli da riportare alla sede centrale ritornando ai problemi del sovraffollamento delle aule.

 

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Dovevamo essere in democrazia ma i sistemi instaurati dal potere del ventennio continuavano a mantenersi secondo il volere dei piccoli capi che avevano il momentaneo potere.

 

Sono trascorsi settant’anni e moltissime cose sono cambiate ma l’uomo che arriva al potere, ieri come oggi, continua a gestire la cosa pubblica secondo i propri punti di vista e in moltissimi casi per il proprio tornaconto personale.

 

Cosa ne pensate? Un invito ad esprimere il vostro giudizio ma anche a raccontare qualche analogo episodio vissuto personalmente nelle vostre esperienze di vita passata e presente.

Il Bosco sarà lieto di pubblicarle.

 

Grazie cari amici, Buona Domenica.

 

Giuseppe

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§ - La grafica, le immagini e il video musicale, sono di Giovanna.

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Paul Mauriat -  Les deux guitares

 

ARTE !!

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Oggi  vorrei  parlarvi  delle  splendide porcellane di Limoges, mostrandovi qualche  esemplare  di  notevole fattura.  Mi sono,  pertanto, documentata, in modo da fornirvi  alcune informazioni rispetto alla creazione di questi oggetti artistici di grande raffinatezza.  Il Web, in questo senso, è di grande  aiuto. Limoges è un’antica città francese. Le origini del suo insediamento urbano risalgono  probabilmente ai romani, tanto che le fonti storiche ne datano le fondamentaa all’anno 10 a.C.,  quando era conosciuta con il nome di Augustritum.  E’ situata  a circa 300 Km.  da Parigi, ed è considerata la capitale della Porcellana Reale Francese.

 

Portagioie

 

Questa è nota in tutto il mondo per la sua particolare eleganza e l'alto pregio. Sono inoltre noti anche gli smalti di Limoges, usati nella creazione di opere in porcellana e applicato al rame: è il famoso champlevé, conosciuto sin dall'arte medioevale con il nome di opus lemovincense (in latino).  Limoges è anche conosciuta per l'arte del vetro, famose sono infatti le lavorazioni delle vetrate policrome. Quest’arte deriva dalla capacità che hanno per tradizione gli abitanti di Limoges alla lavorazione del fuoco che,  con orgoglio,  qui viene chiamata ars du feu.

Alzata

 

Il senso artistico di Limoges è probabilmente innato, tanto che uno dei suoi figli prediletti,  il celebre pittore Pierre Auguste Renoir, uno dei massimi esponenti dell'Impressionismo francese,  vi nacque nel 1841. La storia della Porcellana di Limoges affonda le sue origini intorno al 1760,  quando Jacques Turgot, Ministro delle Finanze di Re Luigi XVI, volle aiutare la città di Limoges emanando un editto Reale che conferiva a quest'ultima il diritto esclusivo di produrre  “Porcellana Reale per il Regno di Francia”.

Centro-tavola

Forte di una tradizione di qualità ed eccellenza, la creazione della Porcellana Francese di Limoges si identifica in un processo lungo ed elaborato, che prevede diverse fasi di cottura e smaltatura. La cottura finale, che avviene ad una temperatura di 1400°C,  è un'esclusiva  di questa  porcellana, che acquisisce in questo modo una finitura estremamente  delicata e naturale, di colore bianco intenso, e ne distingue la raffinatezza del manufatto.

Piatto di portata

 

Il processo di lavorazione viene svolto interamente a mano, è quindi normale che vi siano piccole differenze fra un oggetto e l'altro; questo fa sì che ogni pezzo sia veramento unico. Lo stile di questa produzione, si esprime in splendidi oggetti come scatole e porta- gioielli, ma soprattutto negli eleganti servizi di piatti con zuppiere e centri-tavola, che nel XVIII secolo venivano esibiti a corte nei suntuosi pranzi come gioielli, suscitando invidia da parte degli ospiti.

 

Zuppiera

 

Furono proprio i bellissimi piatti di Limoges che iniziarono a sostituire tra gli aristocratici quelli in argento, un tempo segno di nobiltà e potere. Le piccole scatole divennero simbolo di moda ed elevata distinzione, da quando l’Imperatrice Josephine, moglie di Napoleone,   iniziò a collezionarle nei design più intricati. Dopo di lei, tutte le Famiglie Reali in Europa iniziarono a collezionare scatole di Limoges. Lo Zar di Russia, ad esempio,  ordinò una serie speciale di uova al Gioielliere Fabergé, da  donare,  come simbolo di fertilità alla Zarina.

 

Servizio porcellana royale

 

Oggi le scatole e i portagioielli di Limoges vengono collezionati in tutto il Mondo, pur essendo ben più di semplici oggetti da collezione: ogni scatola di porcellana di Limoges porta un messaggio assolutamente personale e significativo. Esse simboleggiano momenti positivi e importanti della nostra vita: Amore, Passione, Festa ........ in un elegante, esclusivo e romantico stile Francese! Gli oggetti di Limoges trasmetteranno la gioia dei giorni più importanti della nostra vita; sono un modo per conservarne il ricordo per sempre.

Vassoio dipinto a mano

 

Mi auguro che questo servizio sia di gradimento ai lettori di Eldy e del Bosco, in particolare,  dal momento che già, in passato,  avevamo  presentato creazioni  di eccellenza del nostro Paese,  quali  il vetro soffiato di Murano, le porcellane di Capodimonte, di Faenza, di Caltagirone ecc., che avevano riscosso grande interesse. Buona lettura.

       

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LA DOMENICA DEL BOSCO

 

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IN RICORDO;;;;;

       

Ottorino

   

Dotato di intelligenza non comune, grande capacità di riflessione, acume e perspicacia, fece in gioventù una scelta apparentemente sbagliata secondo il giudizio di molti ma che, alla lunga, diede ragione a Ottorino che aveva scelto il modo di vivere la sua vita. Mentre fratelli e sorelle furono avviati agli studi e iniziarono la loro vita di pendolari per raggiungere la città, sede degli istituti scolastici, licei prima e università poi, Ottorino scelse di restare al paese, accogliendo l’invito di uno zio paterno che lo aveva preso a benvolere e gli chiese di affiancarlo nei lavori della coltura di uliveti e vigneti per la produzione dell’olio extra vergine e di vini doc, in particolare del rinomato ‘malvasia’ di Bosa. Lo avrebbe poi avviato al commercio di questi rinomati prodotti della terra.

Affascinato dall’idea, accettò la proposta dello zio ma la mente di Ottorino non restò inoperosa nei confronti della cultura: studiò da autodidatta dedicandosi alla lettura di tantissimi libri prima e successivamente divenne scrittore egli stesso raccontando le sue storie e le storie dei personaggi della sua terra, l’amata isola di Sardegna.

La sua indole lo portò ad esprimere i suoi pensieri in poesia, tantissime poesie. Autore di affermate opere letterarie in prosa e in versi. Socio onorario di validi Circoli Nazionali di cultura letteraria, partecipò a importati concorsi, aggiudicandosi numerosi primi premi e risultando sempre tra i primi classificati. Corrispondente giornalistico dei più importanti quotidiani isolani e non solo. Fu insignito del più alto riconoscimento onorifico della Repubblica: Grande Ufficiale della Repubblica Italiana. Ha assolto i suoi obblighi militari come Ufficiale nel periodo più tragico e triste della storia bellica dell’Italia.

Tre donne accompagnarono il suo percorso di vita: la prima gli diede cinque figli ma lo lasciò presto per una malattia che non le ha lasciato scampo. La seconda, sorella della prima moglie e quindi sua cognata, si prese cura dell’uomo rimasto solo con cinque pargoli da accudire ma anche questa abbandonò presto la vita terrena e Ottorino rimase nuovamente solo. Infine incontrò la sua adorata Lollina che gli è stata sempre vicino, compagna inseparabile negli ultimi 34 anni della sua vita arrivata alla soglia dei 99 anni.

Questa, in breve, la storia del Poeta Ottorino Mastino che tante volte, ha allietato, con i suoi versi, arguti, sagaci e soavi allo stesso tempo, le domeniche del nostro meraviglioso Bosco incantato. Un grazie meritato da parte della Redazione e di tutti i lettori che lo hanno apprezzato e ne conservano sempre una grandissima stima.

Non possiamo trascurare il pensiero di Ottorino relativamente all‘elogio sempre espresso nei confronti della donna considerata compagna indispensabile nella vita dell’uomo, punto fermo del focolare domestico e sostegno insostituibile della famiglia per la crescita e la formazione dei bambini, educandoli ed accompagnandoli, mano nella mano, giorno per giorno, momento per momento, ad una consapevole e responsabile vita da adulti.

Riportiamo oggi questa sua composizione scritta come omaggio in occasione di un compleanno della sua amata Lollina, ma che risulta essere anche una traduzione in versi di quando abbiamo appena detto relativamente al percorso di vita dell’uomo Ottorino.

Grazie Ottorino, sarai sempre tra noi.

  Giuseppe_59955    barra   div. multicolore         Ottorino Mastino - defunto il 29.10.2013 a 99 anni    

A_Lollina_60661pr il suo compleanno

  fiori rosa rossa che ruota  

Nella mia vita

due neri turbini

mi avvolsero tra lampi e tempeste.

Rimase la barca mia

con vele a brandelli

ed a poppa i miei cinque “Gabbiani”,

in balia dei cicloni.

 

Un giorno riuscii a portare

la barca in acque tranquille.

Con Fede, forza e coraggio

e i miei cinque “Gabbiani”

volarono felici

per lidi tranquilli,

aurore di luce

e vita serena.

 

Un mattino in uno sfolgorio di

astri lucenti

rividi un sole radioso

in un cielo azzurro,

tra una fioritura di rose rosse,

gerani e di verdi

mirti e rosmarini.

 

Con gioia ritornai alla vita

ed alla felicità,

immerso nei tuoi occhi

Lollina.

 

Ricordi? Ci demmo la mano

per mai lasciarci.

Ancora felice mi sento

perché tu, dolce sposa

la vita mi hai ridato.

 

Oggi, Lollina,

per il tuo compleanno,

con l’aiuto del Signore,

ti faccio gli auguri

più dolci e cari,

assieme ai nostri amici,

parenti ed ai tuoi meravigliosi alunni.

 

Permettimi di brindare,

cara sposa,

con la fragrante

malvasia di Bosa.

 

Tuo_Ottorino_60457

  oroncina     barra   div. multicolore  

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§ - La grafica, le immagini e il video musicale sono di Giovanna

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Giovanni Marradi -  Park on sunny morning

https://www.youtube.com/watch?v=45_ivaVY9Do