L’Angolo del dialogo – Fatti e opinioni

  Barra div.  due linee argentate Le_nostre_ru_58005   A   LAngolo_del__55752Fatti_e_opin_56011 Lorenzo__61429   Barra div.  due linee argentate    

Capire_lamor_56890

   

E’ un articolo di Francesco Alberoni pubblicato su Il giornale di lunedì 21 ottobre 2013. Ve lo sottopongo perché mi sembra molto utile per chiarire gli attuali problemi relativi ai rapporti fra i sessi.

Capire l’amore per curare l’odio L'epidemia di femminicidio che abbiamo ora in Italia ha avuto un inizio e avrà una fine.

 

Fiore - Margherita multic. anim.   Francesco_Al_57433    Commenta_57718  

L'epidemia di femminicidio che abbiamo ora in Italia ha avuto un inizio e avrà una fine. È all'apice oggi perché molti maschi continuano a concepire l'amore come un possesso, come un diritto, mentre le femmine usano talvolta con leggerezza la libertà conquistata da poco. Un tempo la coppia era tenuta insieme dalla legge, dalla condanna religiosa e da quellasociale. Non c'era il divorzio, veniva punito l'adulterio. Ma oggi l'unica forza che la tiene unita è l'amore e, quando l'amore finisce, la coppia si rompe. E, in alcuni casi, si scatena una violenta reazione nel maschio: di qui il femminicidio.

Fiore - Margherita multic. anim.

Noi cerchiamo di porvi rimedio con la legge. Ci comportiamo cioè come nel medioevo, quando, in caso di peste, si arrestavano gli untori. Ma se il femminicidio è il prodotto di una malattia del processo amoroso uomo-donna, è questo processo amoroso che bisogno studiare e noi non lo abbiamo mai fatto. Non ce n'era bisogno, ma ora sì. Per esempio, molti uomini non sanno che la donna ha una grande fantasia amorosa,

Fiore - Margherita multic. anim.

sogna l'amore appassionato, immagina nei dettagli la vita domestica, sociale, erotica che avrà col suo uomo e, se la realtà è troppo diversa da ciò che ha immaginato, oggi può andarsene, prendersi un altro. Niente può impedirglielo. Il maschio non ha questo tipo di fantasie amorose, non parla delle sue emozioni, spesso non sa cosa pensa e cosa sente sua moglie. Quando lei non lo sopporta più e lo lascia, viene preso alla sprovvista.

Fiore - Margherita multic. anim.

Alcuni non capiscono, non accettano, diventano violenti. Per eliminare questa violenza dobbiamo capire le forme dell'amore, i suoi meccanismi, i suoi punti di fragilità, rieducare tutti ad un rapporto fra uguali. Io personalmente ho dedicato una vita a questi studi, all'innamoramento, alle infatuazioni,

Fiore - Margherita multic. anim.

alla crisi precoce della coppia e a quella tardiva e ho fondato la collana La scienza dell'amore per insegnare alla gente come diventare cosciente dei propri meccanismi amorosi ed evitare errori fatali. Quando tutti, maschi e femmine, avremo meglio capito come è complesso il processo amoroso e come usare la nostra nuova libertà, anche l'epidemia di femminicidio finirà.

Lorenzo__47917 AB

   

Barra div.  due linee argentate

  Ennio Morricone  - Chi mai?  


COMMENTI

Both comments and pings are currently closed.

  1. il 27 novembre, 2013 elisabetta8mi dice:

    *Lorenzo ,su questo articolo si possono consumare kilometri di carta e fiumi d’inchiostro,,ma se i veri valori non c’i’ sono ,il tutto a nulla serve,,maschio e femmina sono e resteranno lontani mille miglia,e non vi è nessuna istituzione che possa porvi rimedio.Giovani e meno giovani devono capire che prima di essere coppia sono due persone e come tale devono rispettarsi.S’innamorano ,mettono su famiglia forse con troppa facilita’ anche perche’,,,tanto,,,Ma non è cosi’.Amare una perona è una cosa molto diversa.

  2. il 27 novembre, 2013 franco muzzioli dice:

    L’articolo ritrae in modo chiaro la situazione della coppia.
    Il maschio , non capisce , non accetta di perdere il ruolo di “padrone” , ed accusa tutta la sua fragilità di genere (perchè al di la degli stereotipi , è il più fragile!)
    La donna , con aggressività difende quel pò di comnquiste ,di libertà d’azione , di autodeterminazione ,che inevitabilmente confliggono nell’interno della coppia.
    Come ho già avuto occasione di dire ,il femmionicidio è anche e soprattutto frutto della follia e farne un problema sociale mi pare veramente azzardato.
    Nel 2013 i casi di femminicidio sono stati 128 , tantissimi, ma in una popolazione di oltre sessanta milioni di persone si possono ascrivere nel disagio folle di pochi anzi pochissimi maschi.
    Giustissimo stigmatizzarli, condannarli, parlarne e farne nascere dialettiche e tavole rotonde….ma sempre riconducendo il tutto alle reali dimensioni

  3. il 27 novembre, 2013 Nembo dice:

    E’un argomento sempre attuale “purtroppo” e in questo blog, se ne è parlato ampiamente analizzando e, commentando in modo diverso questa piaga sociale chiamata -Femminicidio-Si è appena conclusa la giornata contro la violenza alle donne e al loro femminicidio nella giornata del 25 Novembre, le cifre di omicidi verso le donne solo in Italia quest’anno ha raggiunto quota 128, una vergognosa conta. E’una vera emergenza e la stessa va combattuta e eliminata in primis denunciare subito alle prime avvisaglie di violenza, è difficile a volte, ma è necessario, se non lo si fà, il violentatore si sente più forte e le vittime saranno sempre più deboli e considerate oggetti di proprietà e, nel momento in cui la donna cerca di spezzare quel legame, scatta la furia omicida. Questa piaga costa al paese ben 17Miliardi all’anno, quasi come un paio di finanziarie. Speriamo che politicamente facciano qualcosa dando più spazio a questo problema, e, che i giudici condannino con maggiore severità questi abberazioni applicando fino in fondo la legge e non…tenendo conto di eventuali cavilli o circostanze generiche che diminuiscono le pene.

  4. il 27 novembre, 2013 sandra vi dice:

    Possiamo girare attorno al problema ,scrivere, riscrivere ,ma a mio parere ,tra i due mancano due parole chiave :AMORE E RISPETTO reciproco.Quando manca il rispetto ,la donna diventa un oggetto di proprieta’,se ne puo’ fare quello che si vuole .deve ubbidire e se si ribella solo violenza fino ad arrivare ad uccidere.Un ringtaziamento a Giovanna per la bella musica

  5. il 27 novembre, 2013 giosue1.vi dice:

    non diamo tutta la colpa agli uomini qualche donna va anche cercarsele le rogne ,poi si vede quel che succede dovete fare un po di mea culpa gentile signore ,,,

  6. il 27 novembre, 2013 Giuseppe3.ca dice:

    Donne amate, sognate, desiderate ma troppo spesso calpestate.
    Una mentalità atavica di culture sbagliate del passato persiste ancora oggi nel maschio intellettualmente poco evoluto che continua a pensare “tanto è donna”, io sono l’essere dominante e posso fare ciò che voglio.
    In queste situazioni, come spesso accade, l’errore della donna è quello di adattarsi a subire nella convinzione che in tal modo riuscirà a salvare l’amore e l’unione con il suo compagno di vita mentre dovrebbe avere il coraggio e la forza di interrompere subito un rapporto alle prime avvisaglie di violenza. A questo punto dovrebbe essergli assicurata la protezione delle istituzioni… purtroppo, però, proprio in questo siamo carenti.
    Grazie Lorenzo, argomento attualissimo che ci porta a profonde riflessioni.

  7. il 27 novembre, 2013 giovanna3rm dice:

    Giosuè, per favore, non è proprio il caso di fare della provocazione gratuita, trattandosi di donne che muoiono sotto i colpi di una violenza maschile inaccettabile, per qualsiasi ragione. Questi sistemi, che violano ogni norma umana, civile, di buon senso e altro, iniziano con minacce vigliacche, che man mano si manifestano con pugni, calci, manrovesci, per indebolire fisicamente la partner, poi ci sono le violenze psicologiche che spesso sono ancora più terrificanti di quelle fisiche, infine, quando l’ira non è più contenibile la violenza esplode in modo definitivo, uccidendo chi si ritiene colpevole di non si sa cosa. In realtà,il motivo è ben noto: la “schiava” non ha voluto soggiacere completamente al volere e possesso maschile che, come una ventosa, è atavicamente abbarbicato nel suo animo. Parlare, confrontarsi, trovare punti di incontro, ovviamente, nemmeno a parlarne!
    Per favore, Giosuè, non è la prima volta che sostieni questo tuo assunto abominevole: non vorrei sentirlo più, anche perché lo ritengo puramente provocatorio – giacché ti ho sentito esprimere concetti ben più umani e civili- quindi non mi sembra proprio il caso di usare questi termini ignobili di fronte ad uccisioni, pressoché giornaliere di madri, mogli, fidanzate, in una sola parola di “donne”, in maniera così codarda e abbietta.
    In Bosco si cerca di discutere dei problemi in maniera seria, consapevole della realtà, cercando di trovare dei punti di intesa comuni e trasmettere messaggi positivi, perché ciascuno possa riflettere e, ove possibile, suscitare dibattiti efficaci e proficui anche nelle famiglie dove aspetti di tolleranza reciproca sono spesso carenti. Ecco la ragione per la quale non voglio ribattere in modo altrettanto pesante e infelice come quello che hai usato tu. Vorrei proprio che ci riflettessi, Giosuè.

  8. il 27 novembre, 2013 giovanna3rm dice:

    Cari amici, Lorenzo mi prega di farvi sapere che da due giorni ha l’ADSL in tilt e non può quindi entrare in Web e rispondere ai vostri commenti. Domani, comunque, cercherà di farlo attraverso il pc di qualche amico. Vi ringrazia e vi saluta caramente.

  9. il 27 novembre, 2013 anna b. dice:

    Ancora oggi le stragi di violenza maschile sulla donna vengono codificate dalla cronaca con le parole “omicidio passionale”, “d’amore”, “raptus”, “momento di gelosia”, quasi a testimoniare il bisogno di dare una giustificazione a qualcosa che è in realtà mostruoso.
    Ma cosa si può fare per contrastare questo terribile e crescente fenomeno radicato nella nostra cultura?
    Qualcosa è stato fatto,negli ultimi tempi in particolare: oltre alla nascita dei centri anti-violenza, dotati spesso anche di case-rifugio, in Italia sono stati istituiti corsi di formazione dei carabinieri, mentre in tutto l’Occidente è stato introdotto il reato di “femminicidio”, con il quale si tenta di passare il messaggio che uccidere una persona perché ci si ritiene proprietari del suo corpo, della sua vita, della sua libertà, è un’ aggravante giuridica, e non più una attenuante.

  10. il 27 novembre, 2013 alessandro31 dice:

    Aug!!! il capo aquila della notte ha sentenziato! ” esaminate le vostre coscenze donne ”

    Comunque a parte la contro provocazione il problema è atavico e risale alla notte dei tempi; la donna si stà conquistando lo spazio che gli compete nella società, spazio che gli è stato negato sia dalla società maschilista sia dalle istituzioni……..tutte e a tutti i livelli. La donna non serve solo per procreare o per fare sesso , ma è un elemento vitale per la società; e lo ripeto per l’ennesima volta, anche per chi è ndondo o fa finta: la società senza donne è sterile arida,ha quello che manca all’uomo, ma l’uomo non lo ammetterà mai…… lui ha l’asso di briscola, e se non si eleva culturalmente e socialmente quell’asso se lo può dare in fronte e scusate ma “quanno ce vò ce vò”.

  11. il 27 novembre, 2013 riccardo2.co dice:

    Solo un commento possiamo fare noi uomini, è chiedere scusa per tutto il male che altri “uomini” procurano alle donne.

  12. il 28 novembre, 2013 franco muzzioli dice:

    Ho ricondotto il femminicidio a fenomeno della follia , per fortuna esiguo , ma non vorrei esere stato frainteso. Esiste comunque per molti uomini, troppi, il concetto che la donna “è una sua proprietà”.
    Spesso è l’atavica strafotenza ed ignoranza ,che portano a distorsioni di convivenza inacettabili. La gelosia ottusa, un chador invisibile che molti uomini occidentali vorrebbero per le loro compagne. Anche la nostra religione fino a qualche decennio fa ,aveva nella formula matrimoniale …la stortura che la ” donna doveva seguire il marito nella buona e nella cattiva sorte ” considerata appunto come appendice dell’uomo!…

  13. il 28 novembre, 2013 giosue1.vi dice:

    giovanna io esprimo la mia idea ragionando seriamente forse te non conosci come sono le nuove generazioni ,vedo che i fatti mi danno ragione , che molte vote neppure il giudice condanna, io non sono un violento con mia moglie 40 anni di matrimoni non lo mai toccata con un dito, ci so ragionare perfettamente su questo ,,certo non cambio idea sulle nuove generazioni di donna ,,,,ciao chiedo scusa se qualcuna si ente offesa,,

  14. il 28 novembre, 2013 giovanna3rm dice:

    Sono Lorenzo. Ho preso in prestito il pc di Giovanna per rispondere ai commenti.
    Grazie Elisabetta. Hai ragione: prima della coppia ci devono essere le persone che la compongono, persone che , prima di tutto e soprattutto, devono amarsi. Il fatto è che spesso si accoppiano più che amarsi.Quando si accoppiano. Perché spesso non lo fanno neppure, hanno rapporti episodici e non corrispondenti a vere unioni. Non sanno davvero quel che fanno e, soprattutto, quello che perdono.

  15. il 28 novembre, 2013 giovanna3rm dice:

    Sono Lorenzo. Grazie Franco. La tua osservazionde in merito alla esiguità, in termini numerici, della violenza del maschio che qualche volta si trasforma in femminicidio, è esatta.E’ folle pure la incomunicabilità, fondata sulla mancanza di rispetto e d’amore. E qui la medaglia dei sentimenti contrastanti ha due facce estreme: odio e amore. Altro che complementarietà dei sessi.

  16. il 28 novembre, 2013 giovanna3rm dice:

    Sono Lorenzo. Sì Fiorenzo Nembo, dobbiamo combatterla a tutti i costi la piaga della violenza di genere. E avere dedicato una Giornata a questo ignobile fenomeno è stata buona cosa. Facciamo sì che non si attenui l’attenzione e l’indignazione.

  17. il 28 novembre, 2013 giovanna3rm dice:

    Sono Lorenzo. Grazie Sandra. Sì, occorre rispetto e, aggiungo, onore nei confronti della donna che, quando ama lo fa senza riserve. Così l’uomo che vuole chiamarsi tale deve rispettare e onorare la sua compagna.

  18. il 28 novembre, 2013 giovanna3rm dice:

    Sono Lorenzo. Grazie Giosué, non si può escludere che ci sia qualche donna irridente e sfottente che possa irretire il maschio. Ma ciò non lo esime dalla sua colpa di essere violento. Comunque, i tuoi interventi mi sono personalmente graditi.

  19. il 28 novembre, 2013 giovanna3rm dice:

    Sono Lorenzo. Grazie Pino di Caglari. Sono davvero in sintonìa con te e non è la prima volta nè sarà l’ultima. Ti abbraccio e grido a squarciagola: Fortza Sardigna!

  20. il 28 novembre, 2013 giovanna3rm dice:

    Sono Lorenzo. Grazie a Giovanna.rm e Giosué per il loro simpatico siparietto. Fermo rimanendo che non possiamo non essere d’accordo con i sentimenti e le enunciazioni di Giovanna sulla violenza contro le donne, non escluderei qualche atteggiamento di sfida, più o meno provocatorio, da parte di donne, specie giovanissime. Direi che possono farlo in maniera più che legittima vista l’ottusità e la latente violenza, all’inizio non ancora esrcitata, da parte di certi maschi.Però l’eccezione conferma la regola e la regola deve essere quella che le donne non si toccano, si amano e si onorano.

  21. il 28 novembre, 2013 giovanna3rm dice:

    Sono Lorenzo. Grazie Anna.Che possiamo fare per arginare, contrastare, eliminare lo squallido fenomeno della violenza sulle donne? Possiamo fare molto perché la sua esistenza è collegata, come giustamente dici, ad ataviche “certezze” del maschio circa i suoi diritti di proprietà sulla donna. Ciò che è frutto di stupidità e di violenza allo stato latente, si manifesta, ad un certo punto, con rabbia e violenza, per i più disparati motivi.

  22. il 28 novembre, 2013 giovanna3rm dice:

    Sono Lorenzo. Grazie Alessandro. Mi piace quella tua figura del bastone in fronte per il maschio nel caso in cui continui a non capire la sua stupidità. Vogliamo anche dire che qualche volta i bastoni sulla fronte sono due? Scherzo, naturalmente.

  23. il 28 novembre, 2013 giovanna3rm dice:

    Sono Lorenzo. Sì, Riccardo, chiediamo costantemente scusa alle donne per il male che fanno uomini che non son degni di essere chiamati tali.

  24. il 28 novembre, 2013 giovanna3rm dice:

    Sono Lorenzo. Grazie Franco del tuo secondo intervento che chiarisce compiutamente il tuo pensiero. Forza donne, io penso che senza di voi il mondo cadrebbe davvero in rovina, e non mi riferisco soltanto all’ovvia ragione della procreazione, fondamentale per la sopravvivenza del genere umano.

  25. il 28 novembre, 2013 gianna dice:

    Come ben sappiamo, molto spesso la donna vengono uccise e massacrata dai suoi compagni ho mariti per gelosia,ma cosa succedde dopo l’omicidio, passionale,quando due persone non riesco piu’distinguere l’amore, dall’odio, parlarne sara’ inpossibile dividere le due strade, l’omicidio e il sucidio ,è una cosa orribile, serve la pena di morte,,un tempo amate poi massacrate ” senza pieta’”

  26. il 29 novembre, 2013 Cecilia Zenari dice:

    Fare violenza ad una persona, (e ancor più indifesa!), è già per se stesso deplorevole, ma, oltre all’ignobile gesto, si dimentica facilmente che quella violenza segnerà per sempre la vita dei propri cari e resterà nella maggiore dei casi, nell’animo di chi l’ha compiuta, come un “enorme macigno” del quale sarà difficilissimo liberarsene.
    Chi usa violenza (anche credendo di farsi giustizia) non potrà certo sentirsi bene, perché avrà manifestato violenza anche a se stesso, e, comunque, sarà impossibile recuperare.
    Con la violenza non si insegna nulla di buono.
    La violenza non ripaga: distrugge solamente, sia fisicamente che moralmente, per anni e pure per generazioni intere.

  27. il 29 novembre, 2013 giovanna3rm dice:

    Sono Lorenzo. Grazie, Gianna. Evidentemente il passaggio dall’amore all’odio è meno difficile di quanto si pensi. Certo, quando ormai il male è fatto, c’è poco da risolvere, siamo nell’ambito delle punizioni. E la punizione della pena capitale è ancora vigente in diversi Paesi. Ma la vittima non resuscita così come non si riaccende l’amore.

  28. il 29 novembre, 2013 giovanna3rm dice:

    Sono Lorenzo. Sì, Cecilia. In genere violenza chiama violenza e non è mai la soluzione giusta, per la vittima e anche per il violento, che sarà, come giustamente osservi, segnato per sempre. Ma, in sede di analisi fra amore e odio, mi pare che Alberoni abbia fatto davvero centro.