LA DOMENICA DEL BOSCO

 

  barra div. dorata Le_nostre_ru_11972   B .D. AA Giuseppe_12429   barra div. dorata     Cara_Sardegn_13122  

Tante volte abbiamo disquisito nel Bosco della cara Sardegna, regione tanto amata da italiani e stranieri per le sue caratteristiche particolari, per le sue diversità e per la peculiarità della sua gente. Abbiamo parlato delle sue origini geologiche, della sua storia antica e recente, dei suoi monumenti neolitici, dei suoi miti, dei suoi personaggi, delle sue bellezze naturali di interesse turistico/culturale e altro ancora. Ma oggi siamo costretti a parlarne per la grave calamità che questa settimana l’ha colpita provocando allagamenti, danni, distruzione e, purtroppo, anche numerose vittime.

 

rametto di mirtoRametto di mirto

 

Un’ora di pioggia torrenziale, una così detta “bomba d’acqua” ha messo in crisi tutto il sistema della vita sociale, delle attività, dei trasporti per lo straripamento di fiumi e ruscelli, per l’allagamento delle città, il crollo di numerosi ponti e conseguente interruzione dei collegamenti stradali. Gli interventi di soccorso, già carenti nelle strutture a disposizione, sebbene attivati tempestivamente, sono stati messi ulteriormente in crisi proprio dalla impossibilità di poter raggiungere le zone maggiormente interessate.

 

rametto di mirto  A

Questi ultimi eventi sono stati ampiamente riferiti dalle cronache radio televisive e dalla stampa e non è il caso di ripeterci.

Io voglio riportarvi, invece, un episodio poco noto ma molto significativo, raccontato da una diretta protagonista, una insegnante di 36 anni,  e pubblicato sul quotidiano  'L'Unione Sarda' importante giornale della Sardegna.

 

rametto di mirto

 

Intrappolati in un treno come topi

Paura di morire, poi la pioggia finisce

 

Il treno partito da Olbia alle 16,55 del 18 novembre 2013 è deragliato per il maltempo: ecco l'esperienza di 15 passeggeri, 2 macchinisti e 1 capotreno.

"Eravamo sul treno delle 16.55 Olbia-Chilivani-Sassari, alle 17.10 all' altezza di Enas, un torrente è esondato con tutta la sua forza. Ho pregato il capotreno di tornare indietro, ma l’acqua non ci avrebbe permesso di muoverci. A circa 100 metri da noi, proprio sui binari percorsi, ormai invisibili, una macchina galleggiava, qualcuno era dentro quell’auto, vedevamo i fari e la lucetta interna accendersi e spegnersi più volte. Forse un tronco d’albero l’ha ancorata e le ha impedito di essere trascinata via.

 

rametto di mirto  A

Dopo pochi minuti il treno ha incominciato ad inclinarsi, il panico ha iniziato ad impossessarsi dei più, me compresa, poco più tardi ho sentito il treno spostarsi fisicamente verso destra, forse non eravamo più sui binari. Abbiamo cercato per ore di chiamare il 115, ma era sempre occupato, sono riuscita a sentire il 118, li abbiamo pregati di mandare qualche elicottero, ma ci hanno risposto che il temporale non avrebbe permesso un soccorso di questo tipo.

 

quercia piegata dal ventoQuercia piegatadal vento

 

Il treno si è inclinato in maniera preoccupante. Il capotreno, grande persona, ha cercato di nascondere la tragedia che avevamo davanti agli occhi, ci ha confortato e sostenuto nonostante tutto. Ci siamo posizionati sul lato sinistro del treno per cercare in qualche modo di bilanciare il peso, sotto di noi solo acqua, che ha iniziato ad aumentare di volume e potenza aprendo le porte del vagone, i gradini erano ormai completamente sommersi.

Per oltre due ore abbiamo vissuto momenti davvero difficili, mi sentivo in trappola, senza via di scampo. I miei pensieri sono volati lontano da me: la mia famiglia, i miei genitori, i miei bambini, mio marito, al quale non sono riuscita a nascondere ciò che stavamo vivendo.

 

Bel nuragheNuraghe

     

Non so se Dio esiste, ma un miracolo è successo. Alle 20 circa quando ha smesso di piovere abbiamo visto l’acqua defluire, gli alberi, dapprima completamente sommersi, sotto il treno abbiamo iniziato a vedere la ghiaia. Abbiamo aspettato i soccorsi arrivati solo alle 20.30. I primi a raggiungerci sono stati due operai della stazione di Enas, che ci hanno raggiunto a piedi e dopo circa 15 minuti i poliziotti arrivati da Sassari, poiché Olbia già in ginocchio vedeva la sua tragedia consumarsi.

rametto di mirto  A

Ci hanno fatto scendere, a pochi metri dal treno le rotaie erano in verticale, lo scenario era apocalittico abbiamo percorso circa 2 km a piedi tra fango, alberi, rocce e tutto ciò che l’acqua aveva trascinato, fino a Enas.

Ringrazio i poliziotti di Sassari, gli operai della stazione di Enas, che ci hanno salvato e l’autista del pullman che ci ha accompagnato fino a Sassari".

_lettera_fir_18375

barra div. dorata    

Un elogio particolare al personale di terra e di bordo treno delle Ferrovie dello Stato nonchè alle Forze dell'Ordine per il grande senso di dovere dimostrato nella circostanza del caso citato.

 

rametto di mirto

Ringrazio tutti gli amici e amiche di Eldy per le espressioni di solidarietà e le parole di conforto pervenutemi personalmente ma chiaramente destinate alle persone coinvolte nella catastrofica sciagura che ha colpito la Sardegna.

Grazie care amiche e amici, in queste occasioni, più che in altre, dimostriamo quanto è unito il popolo di Eldy.

 

Giuseppe_12222

   

barra div. dorata

§ - La grafica, le immagini e i video musicali sono di Giovanna.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------

 Domo Mea - Tazenda & Eros Ramazzotti

------------------------------------------------------------------------------------

Giovanni Marradi - Autumn Wind


COMMENTI

Both comments and pings are currently closed.

  1. il 24 novembre, 2013 alessandro31 dice:

    Ho letto questa tesimonianza e mi sono compenetrato nella paura di perdere la vita di quei passeggeri del treno; compenetrato perchè sò cosa vuol dire combattere con l’acqua, l’acqua non ha ostacoli, non si ferma, s’insinua ovunque, è inarestabile: purtroppo dobbiamo imparare a convivere con questo mutare del clima e PURTROPPO lo dobbiamo fare individualmente perchè e tutto riconducibile all’incuria e all’egoismo umano. Non credo che le istituzioni, la politica (anche volendo) riuscirà a sanare questo disastro idrogeologico che loro stessi hanno determinato per incuria, per cecità, o per bramosia di guadagno.I problemi ambientali sono immensi, coinvolgono tutto l’eco sistema, il sistema produttivo, l’urbanistica e si andrà avanti in eterno con aiuti tampone, si piangeranno altre vittime ora liguri,ora sarde o campane ma la situazione non cambierà.L’ANGOSCIA del dramma lo sente solo chi vive certe tragedie; ai sardi posso solo augurare che con la loro determinazione e il loro lavoro possano sanare questo disastro.

    Buon lavoro alessandro

  2. il 24 novembre, 2013 Lorenzo.rm dice:

    Sì, Alessandro, mentre piangiamo i morti e siamo addolorati per le immense rovine che hanno messo in ginocchio l’amata Isola, sappiamo che queste sciagure continueranno, qua e là, senza rimedio e senza fine. Ma ci stringiamo ai fratelli e sorelle colpiti e ringraziamo gli autori di questa testimonianza memorabile: l’autrice della lettera, Giuseppe di Cagliari e Giovanna di Roma.

  3. il 24 novembre, 2013 Giuseppe3.ca dice:

    Alessandro, hai detto grandi verità che sono sotto gli occhi di tutti ma che, purtroppo, malgrado si conoscano, nessuno riesce a mettere rimedio sia per egoismi partitici, sia per incuria che per mancanza di volontà. Ancora una volta saranno le stesse malcapitate vittime che con la loro determinazione riusciranno a risollevarsi contando solo sulle proprie forze. Questo i sardi lo sanno e stanno già dando dimostrazione di un aiuto solidale tra loro. Grazie.

  4. il 24 novembre, 2013 Giuseppe3.ca dice:

    Vero Lorenzo, una grande testimonianza dal vivo che non potevamo perdere perché utile a farci sentire dentro una delle tante emergenze vissute dalle migliaia di persone coinvolte nella tragedia.
    Un sentito ringraziamento a Giovanna per la proficua, efficace e indispensabile collaborazione.

  5. il 24 novembre, 2013 alba morsilli dice:

    so che cosa vuol dire bomba d’acqua, nel 2011a Genova ora in Sardegna, chissa dove picchierà la prossima bomba?
    magari fosse una bomba di fuoco, farebbe beno danni, ma l’acqua non la ferma nessuno.
    I due bambini mi hanno distrutto il cuore povere anime innocenti, loro che la vita non la conosceranno mai.
    Io spero che i soldi che si raccolconi arrivano tutti, senza che nessuno ci faccia la cresta, perche sarebbe veramente da mettere alla forca

  6. il 24 novembre, 2013 Giuseppe3.ca dice:

    Alba, forse non c’è differenza: acqua, fuoco, frane e quant’altro per chi ci si trova coinvolto è come la fine del mondo. Per i superstiti non basta la solidarietà a parole ma c’è bisogno di aiuti concreti e, soprattutto, immediati. Grazie per il tuo prezioso intervento.

  7. il 24 novembre, 2013 elisabetta8mi dice:

    Ogni volta ,succede che i tentacoli della disonesta’arrivino prima:Ma non x questo dobbiamo gettare l’acqua sporca assieme al bambino,il nostro essere sempre attenti e con il cuore in mano dovra’ sempre prevalere sulla disonesta’ altrui:questo è altruismo ,soliedarieta’ e fratellanza.io non accetto la polemica e l’indifferenza..sono 2sorelle nemiche dell’amore.La Sardegna con tanti piccoli fiori e tanta volonta si rimettera’ in piedi,è un popolo grande è ancora 1 volta l’Italia onesta dara’ scacco matto ai disonesti*

  8. il 24 novembre, 2013 giosue1.vi dice:

    troppo facile piangere i morti , sappiamo chi sono i colpevoli di queste stragi,nessuno parla della diga??? come il solito lascia uscire l’acqua nel momento sbagliato e poi sapranno chi abita in zone pericolose che il rischio ce,,certo morire in questo modo in questi tempi non mi sembra giusto, ci sono ingegneri idroilogici che studiano?????vogliamo dire una volta che anche colpa nostra,di questi morti innocenti,,,,

  9. il 24 novembre, 2013 edis.maria dice:

    Cerchiamo di essere almeno noi in parte positivi che gli aiuti arrivino integri e veloci. Se già noi dubitiamo di ciò, diamo l’alibi, ai dubitatori di trovare la scusa per non donare!Anche noi, avendone sentite ” troppe”, sugli aiuti umanitari spariti o quasi, tenderei a chiudere le mani e non donare.Sollecitiamo quindi tutti i sardi a cercare di vigilare attentamente sulle trattative e ,con l’intelligenza che non manca e la ” caparbietà sana ” di questo popolo, essere sempre tra i primi a controllare e a far sentire la loro voce possente!! Forza Sardegna, ti risolleverai!!!

  10. il 24 novembre, 2013 dottdecameron dice:

    quello che ci dovrebbe davvero far pensare è che non ci sono più, le istituzioni il volontariato sta sostituendo quello che dovrebbe essere un diritto, per tutti,
    La popolazione Sarda ha detto chiaramente di voler riprendersi da sola, praticamente hanno già risposto, non hanno fatto polemiche ne pianti davanti alle telecamere hanno ripreso subito a lavorare, questo dovrebbe dire qualcosa ai delinquenti che ci governano

  11. il 24 novembre, 2013 Nembo dice:

    Cordoglio a tutte le vittime di questa tragedia, solidarietà e vicinanza a tutto il popolo Sardo, specialmente a chi ha perso tutto. Giuseppe dopo aver letto una delle tante storie che sicuramente sono capitate in questi giorni nei comuni colpiti della Sardegna (circa 60) in questo caso quella che tu hai esposto ovvero di quella maestra che con il personale della ferrovia, e i passeggeri, hanno saputo mantenere la calma va veramente un plauso. Una forte riflessione va fatta sulla necessità di prevenire il dissesto idrogeologico in Sardegna, uno studio del consiglio dell’ordine dei geologi citato da Focus, ricorda che in quest’isola 306 comuni sono a rischio di dissesto idrogeologico, un dato che fa ci fa rabbrividire perché corrisponde a 81% dei centri abitati. I fenomeni dei dissesti può essere anche colpa della natura, ma soprattutto dell’uomo, ovvero dai vari enti locali che, non hanno applicato il piano d’assetto messo a punto dalla regione con l’approvazione dal 2004, nessuno ha ottemperato alle varie prescrizioni e vincoli imposti appunto per il dissesto idrogeologico, si è continuato a costruire senza regole, mancanza di manutenzione dei corsi d’acqua, delle cunette stradali, della pulizia del sottobosco, dall’assenza di monitoraggio dello stato delle opere di difesa del suolo, i comuni, le provincie, e altri enti preposti se ne sono infischiati per questo poi succedono i fenomeni chiamati “dissesti” quando scende molta pioggia, chiamarli come ho sentito –eventi estremi- non ha senso perché, il territorio va innanzitutto governato con criterio pensando alla sicurezza e non ad un uso insensato del territorio per fare cassa di denaro, questo non ha senso. Ora come sempre si corre ai ripari, come sempre in questa triste Italia, contando le vittime, contando i danni, i feriti, trovando giustificazioni di cataclismi incontrollabili. La verità è un po’ diversa, ricordo numerose calamità naturali che ciclicamente hanno allagato parte dell’Italia, la realtà è che non ci sono più contadini come una volta che attuavano un controllo continuo del loro podere, ottimizzandone l’uso ed il riuso delle poche risorse che avevano. Le calamità naturali ci sono state, ci sono, e ce ne saranno, ma non facevano questi danni come ai giorni nostri, perché tutto era meglio curato, oggi con leggi, leggine, regolamenti, dei vari parchi naturali protetti e balle varie, in mano ai nostri politici per fonti di voti di scambio, prevedono sanzioni salate ai nostri ultimi contadini e volontari che cercano di pulire o quantomeno sistemare quello che è ancora possibile, perché la priorità è la salvaguardia della specie protetta impediscono a volte opere di pulizia, sistemazione di sentieri e altro, persone che alla domenica girano con una specie di divisa, con qualche decalcomania appiccicata sulla giacca che crede di essere il generale delle guardie campestre, unitamente alle varie associazioni che non ti fanno nemmeno togliere i rovi per poter passare. Da parte di cittadini, l’ignoranza mista all’incoscienza fan si che è classico vedere il villino per le ferie estive a fianco del torrente, o in riva al mare, oppure villette a schiera in un riempimento di terra che una volta era il letto di un fiume, o un chalet sotto uno spuntone di roccia, o in una zona a rischio smottamento, una strada che corre tra un fiume non arginato che da secoli frana ma nessuno non fa nulla perché es., è al confine tra due comuni. Si continuano a promulgare leggi, regolamenti in contrasto con il buon senso fino a quando poi succedono queste enormi tragedie, sempre con la complicità politica si sovrasta leggi, si hanno scorciatoie senza pensare al poi al pericolo. Le istituzioni hanno ora il compito principale, di dare risposte concrete e aiuti con impegno costante a tutta la Sardegna, non solo per i sei mesi di emergenza e, non fare aspettare mesi, anni, visto che a sette giorni dalla tragedia abbiamo ancora un paesino Onami arrocato a 500mt. Sulle montagne della Barbagia che è ancora isolato. Credo Giuseppe che voi sardi, popolo solidale, forte, laborioso, combattivo e tenace con la vostra dignità di sempre riuscirete a rialzarvi meglio di prima, rendendo la vostra terra più bella di prima ma soprattutto più sicura. Mi scuso per il mio sfogo ma sono stufo di vedere parte della nostra Italia da Nord a Sud isole comprese, frantumarsi per colpa dell’uomo ma soprattutto colpa della politica inefficace su questi temi di salvaguardia del nostro territorio. Vicino a tutto il popolo Sardo per la tragedia che lo ha colpito, un abbraccio particolare a tutti i Sardi amici di Eldy. Forza Paris

  12. il 24 novembre, 2013 gabriella dice:

    Cerco di non pensare , a quello che in questi giorni si è visto , una Sardegna che piange i suoi morti , fango detriti ,poi penso a quella maestra sul treno e mi sembra di ritornare indietro di pochi anni . Nella mia terra , causa una perdita d’acqua , si è smossa una frana , mentre passava un treno pieno di pendolari,il treno ha deragliato e si è sventrato nel fiume .Nove morti ,e tanti feriti ricoverati in vari ospedali della provincia La maestra e a tutte le persone con lei , rimarrà la grande paura il terrore , ma si è salvata . Forza popolo Sardo siete , e siate forti . Un grazie speciale a Giuseppe per aver così bene descritto la sua Sardegna

  13. il 24 novembre, 2013 edis.maria dice:

    Nembo concordo con il tuo commento che potrebbe essere la copia di ciò che potrei scrivere io! Verità, verità sacrosanta!

  14. il 24 novembre, 2013 gianna dice:

    Ora e la Sardegna ferita, da questa alluvione,non trovo parole per confortare, tutti questi paesi del sud e nord colpiti dal terremoto, ma passato il giorno scordato lo Santo,dicevano no basta siamo stanchi, di soffrire per colpa di chi certo sta al sicuro da queste stragi, noi siamo le loro pecorelle smarrite,colpite senza pietà, chi le ristituira’, a tutti i suoi famigliari i suoi cari bimbi innocenti,sono molti i ricordi, le case ricostrite per un suo ritorno, al loro paese e qell’amore verso le loro terre, quante catastrofe per colpa delle calamita’ naturali, ma anche per mano dell’uomo , le fosse sono piene di morti innocenti,Dio ci proteggiee ma l’uomo no,la nostra solidarieta’e misera sono tante famiglie senza lavoro sono al collasso, per ricucire tutte quelle tragedie, chi dovrà pensare, sempre promesse da marinaio,centinai di morti in pochi anni specialmente al sud,ora la Sardegna, mi chiedo nella mia ignoranza (LO STATO DOVE SARA’ BASTA VERGOGNA ) scusate la mia rabbia..ciao

  15. il 24 novembre, 2013 gianna dice:

    NOI L’ISOLA DELLA SARDEGNA GIA’ LA CONOSCIAMO, ANCHE SENZA POTER ANDARE, PER DIVERSI MOTIVI,GIUSEPPE AVEVA RACCONTATO PARECCHIE VOLTE DELLE SUE BELLEZZE.ORA ANCHE LEI E’ STATA FERITA DA UNA ALLUVIONE,NON AVREI ALTRO DA AGGIUNGERE GIUSEPPE E NEMBO. HANNO GIA’ DETTO TUTTO,QUESTE COSE SPERIAMO NON SUCCEDONO PIU’VOGLIAMO SPERARLO SE LO STATO SI DASSE UNA MOSSA.

  16. il 24 novembre, 2013 wanda dice:

    si dice sempre che la speranza è l’ultima a morire, ma io non spero neanche più.Tutto quello che succede è un dramma annunciato: sappiamo che se si costruisce vicino ai fiumi o sotto un vulcano il pericolo è sempre in agguato ma noi ci contentiamo di pagare, per condoni vari un sacco di soldi, e costruire pacificamente e incoscientemente dove non deve essere possibile. Sono terrorizzata per quello che periodicamente vediamo succedere sulla nostra terra e sono anche arrabbiata perchè sembra che la cosa non tocchi a noi, ma sono gli altri a subirla. Ci sarà mai qualcuno che si impegnerà a risistemare questa situazione? non con multe ma facendoci capire che se si costruisce dove non si può o non si deve (e vogliamo i motivi veri e non quelli fittizi)la responsabilità ricade sulle nostre spalle. Spero che la nostra bella Sardegna si rimetta in sesto al più presto possibile e non abbia più a subire questi orrori. Forza amici sardi, vi siamo vicini con tutto il nostro amore.

  17. il 24 novembre, 2013 giuseppe3.ca dice:

    Condivido Elisabetta, i meccanismi sono noti e sarà difficile riuscire a cambiarli. Possiamo confidare prevalentemente solo sulle nostre forze, sulla nostra volontà senza arrenderci mai. I sardi questo lo sanno e i lavori per risollevarci sono iniziati subito con i soccorsi soprattutto da parte di numerosi volontari.
    Grazie per la tua solidarietà.

  18. il 25 novembre, 2013 giovanna3rm dice:

    Il popolo Sardo è stato colpito pesantemente e in modo esteso: faremo del nostro meglio per essergli tutti vicini. Si tratta, comunque di gente di grande dignità, volontà e orgoglio e saprà riprendersi prsto. Penso che potrebbe ripetersi lo straordinario processo di ricostruzione che seguiì il terribile terremoto del Friuli! Nel giro di pochi anni i Friulani, con l’aiuto sicuro dei cittadini tutti, più che dello Stato, ricostruirono la loro terra devastata.
    Così sarà per i Sardi, che noi, cittadini tutti, intendiamo
    concretamente aiutare, e lo stiano facendo, per riportare questa meravigliosa isola al suo noto splendore. Coraggio fratelli e sorelle Sarde, coraggio, siamo con voi!

  19. il 25 novembre, 2013 Giuseppe3.ca dice:

    Grazie Edis.Maria… i primi aiuti sono stati effettuati in modo diretto da parte di donatori e prestatori d’opera volontari e i diretti interessati, con benefici immediati e senza l’intervento di intermediari. Una vera gara spontanea di solidarietà umana.

  20. il 25 novembre, 2013 giuseppe3.ca dice:

    Giosuè, penso anch’io che ci siano molte cose sbagliate da parte di persone, sia tecnici che politici, che hanno le responsabilità della gestione del territorio.

  21. il 25 novembre, 2013 Giuseppe3.ca dice:

    Dottdecameron, confermo quando detto nel commento di risposta per Edis.Maria. Grazie

  22. il 25 novembre, 2013 Giuseppe3.ca dice:

    Grazie Gabriella, dispiace per quanto hai ricordato dove purtroppo ci sono state tanti morti. Io ho voluto mettere in evidenza un fatto analogo ma che si è risolto in senso positivo, nello spirito di voler esorcizzare la tragedia che poteva far aumentare il numero delle vittime.
    Così non è stato, ringraziando la buona sorte.

  23. il 25 novembre, 2013 Giuseppe3.ca dice:

    Verissimo Nembo: hai descritto un quadro completo ed esaustivo della situazione reale. Esistono e sono palesi molte responsabilità, principalmente di natura politica, sulla gestione del territorio sia per incuria, favoritismi e, cosa ancora più grave, per interessi personali o di gruppi organizzati.
    La tua disamina complessiva ricorre un po’ in tutti i commenti e questo conferma la validità e veridicità dell’argomento da te trattato in modo veramente ampio e senza remore.
    La tua schiettezza è da ammirare, grazie.

  24. il 25 novembre, 2013 Giuseppe3.ca dice:

    Gianna capisco il tuo sdegno e la tua indignazione per questi avvenimenti disastrosi che, forse, si sarebbero potuti evitare o, quantomeno, si sarebbero potuti limitare i danni e salvare le vittime innocenti. Ammiro le tue numerose espressioni di solidarietà e il tuo incoraggiamento in favore della Sardegna e di tutti i sardi ma, in particolare, delle persone coinvolte nella tragedia. Grazie.

  25. il 25 novembre, 2013 Giuseppe3.ca dice:

    Wanda, hai l’approvazione non solo mia ma di tutti gli intervenuti nel commentare l’argomento di questa nostra domenica, triste per gli avvenimenti riportati ma, devo dire, molto proficua perché ci ha dato modo di esprimere il nostro pensiero e il nostro parere sul come vediamo le cose: sono state dette tante verità.
    Il tuo commento va ad integrare la disamina fatta da Nembo e il quadro ora è completo anche di cornice.
    Grazie per il tuo intervento, opportuno, chiaro, preciso.

  26. il 25 novembre, 2013 Giuseppe3.ca dice:

    Giovanna, che dirti? Le tue parole di solidarietà e incoraggiamento, espresse con grande affetto verso la Sardegna ed il tuo validissimo confronto con i cittadini del Friuli trovatisi in analoghe circostanze per i distruttivi eventi tellurici ma che hanno saputo superare con dignità con la loro alacrità nel lavoro, meritano un abbraccio collettivo da parte di tutti i sardi.
    Grazie infinite.

  27. il 25 novembre, 2013 sandra vi dice:

    Ho letto tutti i vostri commenti e non posso che condividere pienamente ,purtroppo ,quando la natura si scatena mostra il suo volto peggiore ,nn e’ piu materna ,ma la piu’ perfida matrigna.La cosa peggiore e’ data dal fatto che e’ l’uomo che con la sua incuria e incoscienza le da la via libera per scatenarsi in tutta la sua violenza.Quello che fa rabbia ora e’ vedere quel palleggiarsi le responsabilita’.tra i maggiori responsabili.Mail popolo Sardo e’ un popolo forte ,piange i suoi morti ,ma nnon si lascia piegare .FORZA SARDEGNA siamo tutti con te.Giovanna crazie bellissimi video e musica

  28. il 25 novembre, 2013 giovanna1.vc dice:

    Giuseppe ,mi rivolgo a te come se parlassi a tutto il popolo sardo , vi siamo vicini e vi auguro di superare questo brutto momento ,ma sò che voi lo farete xchè siete ogogliosi della vostra terra .Preghiamo anche x le tante vittime innocenti ,forza Sardegna.

  29. il 25 novembre, 2013 Giuseppe3.ca dice:

    Grazie Sandra, il tuo “FORZA SARDEGNA” ci fa sentire uniti in aiuto alle persone che hanno subito i gravi danni del nubifragio dello scorso lunedi in questa meravigliosa isola.
    I sardi sono indomiti e si riprenderanno con la solidarietà di tutti ma soprattutto con le propri forze, non ne dubito. Ancora grazie, sei una grande amica.

  30. il 26 novembre, 2013 paolacon.rm dice:

    (Avevo messo un commento che però non è comparso. Disguido tecnico. Lo ripeto)
    Siamo tutti vicini a chi vive in Sardegna, cerchiamo tutti di aiutare, commossi da tanta tragedia, che sarebbe potuta capitare ad ognuno di noi. Mi auguro che alle parole seguano i fatti, che non ci si dimentichi di quello che accade e che è accaduto e, concretamente e consapevolmente, si continui, cercando di ostacolare certi scempi con tutti i mezzi che abbiamo a disposizione: primo fra tutti il voto.
    Mi solleva sapere che questa terribile avventura vissuta dai passeggeri del treno, si sia risolta per il meglio, ma che ne è stato degli occupanti l’automobile intrappolata sui binari?

  31. il 26 novembre, 2013 Giuseppe3.ca dice:

    Grazie Giovanna1, dimostri di confidare nella forte tempra dei sardi e posso dartene conferma:
    Tutti, uniti, con il grido di “Forza paris” si sono già messi all’opera, senza perdere tempo, la vita deve riprendere presto il suo corso normale.
    I sardi sanno che insieme, si vince.

  32. il 26 novembre, 2013 Giuseppe3.ca dice:

    In queste occasioni ci sentiamo tutti vicini, Paola, grazie. Le perdite umane sono tante e i danni sono ingenti. Anche i collegamenti ferroviari sono interrotti sia al nord che nel centro Sardegna. I lavori di ripristino sono iniziati subito ma occorreranno 20÷30 giorni per ripristinare le linee, per ora è tutto in emergenza con servizi sostitutivi su gomma. Auguriamoci che non sopraggiungano altre intemperie. Si sta operando con le risorse locali in attesa che arrivino aiuti concreti.
    Per l’auto in balia delle acque, rimasta fortunosamente ancorata da alcuni alberi, c’è stato un altro salvataggio avventuroso: non si notizia di ulteriori vittime. Un saluto e ancora grazie.