Archive for novembre 24th, 2013

LA DOMENICA DEL BOSCO

 

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Tante volte abbiamo disquisito nel Bosco della cara Sardegna, regione tanto amata da italiani e stranieri per le sue caratteristiche particolari, per le sue diversità e per la peculiarità della sua gente. Abbiamo parlato delle sue origini geologiche, della sua storia antica e recente, dei suoi monumenti neolitici, dei suoi miti, dei suoi personaggi, delle sue bellezze naturali di interesse turistico/culturale e altro ancora. Ma oggi siamo costretti a parlarne per la grave calamità che questa settimana l’ha colpita provocando allagamenti, danni, distruzione e, purtroppo, anche numerose vittime.

 

rametto di mirtoRametto di mirto

 

Un’ora di pioggia torrenziale, una così detta “bomba d’acqua” ha messo in crisi tutto il sistema della vita sociale, delle attività, dei trasporti per lo straripamento di fiumi e ruscelli, per l’allagamento delle città, il crollo di numerosi ponti e conseguente interruzione dei collegamenti stradali. Gli interventi di soccorso, già carenti nelle strutture a disposizione, sebbene attivati tempestivamente, sono stati messi ulteriormente in crisi proprio dalla impossibilità di poter raggiungere le zone maggiormente interessate.

 

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Questi ultimi eventi sono stati ampiamente riferiti dalle cronache radio televisive e dalla stampa e non è il caso di ripeterci.

Io voglio riportarvi, invece, un episodio poco noto ma molto significativo, raccontato da una diretta protagonista, una insegnante di 36 anni,  e pubblicato sul quotidiano  'L'Unione Sarda' importante giornale della Sardegna.

 

rametto di mirto

 

Intrappolati in un treno come topi

Paura di morire, poi la pioggia finisce

 

Il treno partito da Olbia alle 16,55 del 18 novembre 2013 è deragliato per il maltempo: ecco l'esperienza di 15 passeggeri, 2 macchinisti e 1 capotreno.

"Eravamo sul treno delle 16.55 Olbia-Chilivani-Sassari, alle 17.10 all' altezza di Enas, un torrente è esondato con tutta la sua forza. Ho pregato il capotreno di tornare indietro, ma l’acqua non ci avrebbe permesso di muoverci. A circa 100 metri da noi, proprio sui binari percorsi, ormai invisibili, una macchina galleggiava, qualcuno era dentro quell’auto, vedevamo i fari e la lucetta interna accendersi e spegnersi più volte. Forse un tronco d’albero l’ha ancorata e le ha impedito di essere trascinata via.

 

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Dopo pochi minuti il treno ha incominciato ad inclinarsi, il panico ha iniziato ad impossessarsi dei più, me compresa, poco più tardi ho sentito il treno spostarsi fisicamente verso destra, forse non eravamo più sui binari. Abbiamo cercato per ore di chiamare il 115, ma era sempre occupato, sono riuscita a sentire il 118, li abbiamo pregati di mandare qualche elicottero, ma ci hanno risposto che il temporale non avrebbe permesso un soccorso di questo tipo.

 

quercia piegata dal ventoQuercia piegatadal vento

 

Il treno si è inclinato in maniera preoccupante. Il capotreno, grande persona, ha cercato di nascondere la tragedia che avevamo davanti agli occhi, ci ha confortato e sostenuto nonostante tutto. Ci siamo posizionati sul lato sinistro del treno per cercare in qualche modo di bilanciare il peso, sotto di noi solo acqua, che ha iniziato ad aumentare di volume e potenza aprendo le porte del vagone, i gradini erano ormai completamente sommersi.

Per oltre due ore abbiamo vissuto momenti davvero difficili, mi sentivo in trappola, senza via di scampo. I miei pensieri sono volati lontano da me: la mia famiglia, i miei genitori, i miei bambini, mio marito, al quale non sono riuscita a nascondere ciò che stavamo vivendo.

 

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Non so se Dio esiste, ma un miracolo è successo. Alle 20 circa quando ha smesso di piovere abbiamo visto l’acqua defluire, gli alberi, dapprima completamente sommersi, sotto il treno abbiamo iniziato a vedere la ghiaia. Abbiamo aspettato i soccorsi arrivati solo alle 20.30. I primi a raggiungerci sono stati due operai della stazione di Enas, che ci hanno raggiunto a piedi e dopo circa 15 minuti i poliziotti arrivati da Sassari, poiché Olbia già in ginocchio vedeva la sua tragedia consumarsi.

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Ci hanno fatto scendere, a pochi metri dal treno le rotaie erano in verticale, lo scenario era apocalittico abbiamo percorso circa 2 km a piedi tra fango, alberi, rocce e tutto ciò che l’acqua aveva trascinato, fino a Enas.

Ringrazio i poliziotti di Sassari, gli operai della stazione di Enas, che ci hanno salvato e l’autista del pullman che ci ha accompagnato fino a Sassari".

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Un elogio particolare al personale di terra e di bordo treno delle Ferrovie dello Stato nonchè alle Forze dell'Ordine per il grande senso di dovere dimostrato nella circostanza del caso citato.

 

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Ringrazio tutti gli amici e amiche di Eldy per le espressioni di solidarietà e le parole di conforto pervenutemi personalmente ma chiaramente destinate alle persone coinvolte nella catastrofica sciagura che ha colpito la Sardegna.

Grazie care amiche e amici, in queste occasioni, più che in altre, dimostriamo quanto è unito il popolo di Eldy.

 

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§ - La grafica, le immagini e i video musicali sono di Giovanna.

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 Domo Mea - Tazenda & Eros Ramazzotti

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Giovanni Marradi - Autumn Wind