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Si è appena conclusa  la giornata mondiale dell’alimentazione istituita nel 1945 dall’ ONU, che ha come obiettivo primario di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla fame nel mondo. Un problema che, con la crisi attuale,  riguarda anche il nostro paese,  soprattutto perché  non fa ancora abbastanza per ridurre gli sprechi alimentari.  Lo spreco di cibo è un enorme problema dei paesi industrializzati, spesso lo si getta  nella spazzatura,  ancora in perfette condizioni. In  Europa e, in particolare,  in Nord America,  lo spreco di alimenti pro-capite  è calcolato intorno ai 95/115 Kg all’anno.

 

spesa-supermercatoSpesa al supermertcato

 

I consumatori dei paesi ricchi soo sempre più incoraggiati a comperare più cibo di quello necessario, invogliati  delle varie campagne pubblicitarie  fatte nei Supermarket : “compra tre paghi due”,  “ compra due ne paghi uno” o altre promozioni. Ci sono poi i buffet a prezzo fisso, offerti da molti ristoranti ai clienti. Questi   riempiono il proprio piatto oltre misura, per poi lasciarne la metà. Senza  parlare,  inoltre, degli avanzi delle mense scolastiche, aziendali, ospedali  e altro ancora. Ogni anno vanno perdute oltre un miliardo di tonnellate di cibo,  - dati  della Fao -.

cibo nella spazzatura

Cibo nella spazzatura

 

Nel mondo, un bambino su quattro,  in  età inferiore ai cinque anni,  è rachitico. Ciò significa che 165milioni di bambini sono malnutriti, e non riusciranno mai a raggiungere il pieno sviluppo fisico.  Sul nostro Pianeta,  ogni 6 secondi un bambino muore  per  fame  e 842Milioni di persone soffrono di denutrizione assoluta..   Per contro, vi sono quasi due miliardi di persone   in sovrappeso,  per eccedenza alimentare;  di queste, circa un terzo,  è a rischio di malattie cardiache, diabete o e altre patologie. Vogliamo  ricordare  che l’obesità rappresenta la seconda causa di morte,  dopo il fumo. In Italia lo spreco domestico costa agli Italiani 8,7miliardi di euro, e  deriva dallo sperpero di  5milioni  di quintali di cibo,  gettati ogni giorno nella spazzatura, con l’aggravante gratuita dell’inquinamento ambientale. Annualmente,  in Italia,   una famiglia media  getta 49kg di cibo, per disattenzione o negligenza (prodotti scaduti o altro),  in tal modo finisce in discarica 1,19milioni  di  tonnellate di alimenti,  con uno spreco di 316euro per ciascuna famiglia.

spazzatura di cibo

"Spazzatura" di cibo....

 

La colpa però non è solo dei consumatori. Un ruolo importante  è detenuto anche dal  sistema produttivo:  troppo spesso le merci rimangono lungo tutta una filiera, fino ad arrivare sulle nostre tavole.  Questo metodo  dovrebbe essere  riveduto, sì da introdurre una nuova politica di distribuzione,  salvaguardando il prodotto,  la sua  qualità, affinché  non venga gettato durante il passaggio dal produttore al consumatore.  Nel 2012,  l’Italia ha sprecato oltre 1,2 miliardi di metri cubi di acqua, utilizzata per produrre cibo, che poi è stato gettato senza essere consumato: (46% spreco di carne,  29% ….. e derivati, 22% frutta verdure ecc.., 3% latte e derivati).

Pane nella spazzatura

Pane nella spazzatura

 

Una curiosità : lo spreco di 1kg di carne, per esempio, costa all’ambiente 10 volte la quantità di gas –serra e di azoto reattivo richiesti da 1kg di pasta. Lo spreco è il segnale più evidente della mostruosità di questo sistema economico, nel quale decine di milioni di persone muoiono di fame ogni anno,  tra l’indifferenza generale di tutti noi.  Per evitare e  combattere la malnutrizione e la fame nel mondo, servono azioni integrate e urgenti.

 

alimentazione-

Alimentazione precaria

 

Visualizzando certe percentuali, credo sia  già un valido  argomento di partenza, per una seria  riflessione  e dibattito  tra di  noi. Vogliamo provarci? Un elogio vada  ai vari progetti di recupero, di solidarietà territoriali che, tramite parrocchie, cooperative sociali e associazioni varie, distribuiscono prodotti, ancora commestibili,  ai soggetti  deboli  e bisognosi.

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 Ennio Morricone -  The Green Leaves of Summer


COMMENTI

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  1. il 13 novembre, 2013 Lorenzo.rm dice:

    Grande Fiorenzo Nembo. Ci hai dato una bella frustata stamattina. Malnutrizione e spreco: due facce della stessa medaglia. E tutti fanno finta di non accorgersene e rimuovono il problema come uno dei ianti pensieri molesti, non considerando il fatto che solo con una e vera e propria sollevazione popolare può essere risolto. Chi ha, infatti, non avrà per sempre. E a chi non ha sarà tolto anche quello che ha. Mi sono permesso di variare leggermente il detto evangelico. Grazie al duo Nembo- Giovanna. Lunga vita.

  2. il 13 novembre, 2013 Nembo dice:

    Vero Lorenzo, hai detto una verità sacrosanta, tutti fanno finta del nulla, che tutto funziona e, andando avanti così, chi ha, non avrà per sempre, e chi non ha, le sarà tolto anche quel poco per sopravvivere. Non si tratta solo di denunciare un fenomeno o un’impostazione sbagliata, ma di mostrare soluzioni valide, efficaci, e percorsi possibili per evitare sorprendenti dati negativi sulla dimensione del fenomeno degli sprechi agroalimentari, mentre finiscono nel pattume miliardi di euri, non pensando che nel mondo milioni di esseri umani muoiono per denutrimento. Lunga vita a te Lorenzo.

  3. il 13 novembre, 2013 gianna dice:

    Nembo, le cose che dici sono vere,troppi sprechi andiamo sempre peggio, ma chi ne risentirà di più siamo noi, che viviamo con un misero stipendio, peggio per chi purtroppo ora e senza lavoro, ma gli sprechi continuano esserci, le cose vanno sempre a peggiorare anche per chi oggi sta bene ,le cose cambieranno invece per tantissime famiglie che non hanno nulla,cosa possono fare andare a rubare crescerà la delinquenza, ho moriremo di fame?.

  4. il 13 novembre, 2013 franco muzzioli dice:

    Circa un anno fa ,apparve nei nostri blog un articolo che parlava degli sprechi …..il tempo non ha migliorato le cose. La macchina dello spreco anche in Italia, brucia ogni giorno 1.590.000 pasti completi, che sarebbero sufficienti a dar da mangiare (colazione , pranzo e cena) a 638.000 persone e che invece fa viaggiare 16.400 TIR verso le discariche, stracolmi di yogur, verdure, pane ,carne e formaggi con un ammanco di circa 1 miliardo l’anno.
    Qualcosa si sta muovendo….è nato il “pane del giorno dopo” che costa il 50% in meno e molte sono le iniziative per il recupero di alimenti scatuti o in fase di scadenza.

  5. il 13 novembre, 2013 Nembo dice:

    Gianna, spero tanto che da noi almeno non arriveremo a morire di fame, invece sono d’accordo che aumenterà la delinquenza con un grave pericolo a livello sociale. lo spreco assume sfumatore e dimensioni diverse, a secondo che lo si guardi da Nord, Centro, e Sud. Nei paesi ricchi, gli alimenti gettati superano i 222Milioni di tonellate di cibo all’anno, una cifra quasi equivalente all’intera produzione alimentare dell’Africa sud-Sahariana. Sono dati che ci dovrebbero farci riflettere specialmente per chi in questo momento di crisi si trova senza lavoro e, con tutte le spese da pagare.

  6. il 13 novembre, 2013 giuseppe57 dice:

    fin quando cè abbondanza di alimentazione ci saranno sempre degli sprechi ,però una percentuale di questi non li chiamerei sprechi,solo diminuendo lofferta dei prodotti alimentari potrebbero diminuire,ma se diminuisce lofferta aumentano i preszzi, e quindi chi paga le conseguenze sono sempre le classi meno agiate , e quindi sono proprio i consumatori piu agiati che dovrebbero fare piu atte4nzione a questo fenomeno.

  7. il 13 novembre, 2013 Nembo dice:

    Veritiero Muzzioli il commento che tu hai descritto e, ringrazio per aver aggiunto ulteriori dati statistici sul problema spreco agroalimentare. Iniziative come il ” pane del giorno dopo o simili” ben venga, anzi ci deve essere già negli anni 80, era nato a livello europeo il -banco alimentare- un programma che doveva aiutare gli indigenti, e come misura per evitare le eccedenze agricole. Ai giorni nostri, esiste ancora e U.E., acquista dal mercato le derrate da donare, sono numerosi gli stati membri che danno battaglia al programma sugli sprechi, ma finora non trovano soluzioni adeguate. Questo programma attuale, serve a 18Milioni di persone, purtroppo dovrebbe avere termine entro il 2013. Lo spreco in Italia equivale al 1,19% del nostro PIL, ben vengono progetti di recupero di solidarietà territoriali e, restribuire prodotti ancora commestibili al giorno dopo, trasformare avanzi in risorse e lo spreco in sviluppo sostenibile con azioni mirate che le stesse portino ricadute positive in varie dimensioni, sociali, economici, e ambientali, a benificio sopratutto per le fascie deboli. Abbiamo 1Miliardo di persone mal nutrite, e 1Miliardo di persone che non hanno accesso all’acqua, visto questi dati mi domando Franco ma noi di cosa stiamo a parlare…con un’analisi approfondita degli scenari globali attuali con le continue evoluzioni paradossali viene da chiedersi alcune domande: es. nutrire persone o automobili? Questo perchè si ha pure un uso improprio delle risorse della terra riguardo il biocarburante e cibo. I terreni agricoli saranno destinati alla produzione di biocarburante per dar da bere ai nostri veicoli o, da mangiare agli esseri umani che hanno difficoltà a sfamarsi circa 2Miliardi. Negli stati Uniti il consumo annuale di mais, è di 390.000 m.c. il 55% è per uso alimentare, il 4,5% è destinato alla produzione di -etanolo- per carburanti. Spero tanto che la ridistribuzione diventi un “valore” del cibo a livello globale, e non più una favola.

  8. il 13 novembre, 2013 Nembo dice:

    Giusta la tua affermazione Giuseppe57, non dimentichiamo che gli sprechi alimentari generano impatti negativi ambientali, economici e la loro esistenza si riflette poi a carattere sociale. Offerta di mercato e prezzi si abbatte inevitabilmente sulle classi sociale meno agiate. I primi colpevoli credo che siamo noi che ci siamo fatti viziare e abbiamo perso parte della nostra razionalità del consumo dei cibi.

  9. il 14 novembre, 2013 giovanna3.rm dice:

    Renzo, è proprio così: nessuno si preoccupa di quanto avviene; lo spreco degli alimenti è enorme e ne siamo tutti responsabili.
    Ricordo che i miei nonni, quando ero piccola, non gettavano nulla di ciò che avanzava. E’ vero che c’erano gli animali da accudire: galline, maiali, pecore, quindi era tutto riciclabile. Ma, il pane, ad esempio, se rimaneva, veniva messo da parte e, anche se secco, si adoperava per fare il pancotto, peraltro molto buono assai usato in Valtellina.
    Nei supermercati delle grandi città, sembra, sia in uso vendere i prodotti di prossima scadenza a prezzi assai ridotti, ma non è certo sufficiente per andare incontro alle persone economicamente in difficoltà. Occorre, comunque, trovare altri sistemi.
    E’ necessario, inoltre, ridurre gli sprechi alimentari in assoluto, sì da mderare le spese per i processi ulteriori, trasporto, smaltimento ecc. Sarebbe già una buona partenza, socialmente utile.

  10. il 14 novembre, 2013 Nembo dice:

    Giovanna, un grazie per la bella musica di Ennio Morricone, detto questo, come non condividere quello che tu hai scritto nel commento, le cause di perdite di alimentari sono molteplici e si differenziano a seconda delle varie fasi della filiera agroalimentare. Sicuramente lo spreco maggiore è frutta e verdura e, inizia a volte sul campo di raccolta quando l’agricoltore, non ha convenienza economica nel raccogliere il frutto del suo lavoro circa il 3,5% del totale di 17.700.586 tonellate di ortaggi-frutta-olive-uva-ceriali-ecc…( dati Istat) fino ad arrivare ai supermercati dove le offerte specialmente in questi tempi, sono molteplici e vengono proposte per incoraggiare i consumatori a comprare più cibo di quello effettivamente hanno bisogno. Lo spreco alimentare è una offesa alla povertà, gli F-35, sono un’offesa alla ragione di chi quotidianamente muore per mancanza di cibo.

  11. il 14 novembre, 2013 sandra vi dice:

    Nembo ,io posso dire una cosa in casa mia nn e’ mai mancato nulla ,ma guai a chi sciupava qualcosa .Tutto veniva rielabotato in modo da essere riutilizzato in modo diverso ,ma nn si bgettava via niente nemmeno il pezzo di pane.MI son sempre chiesta xche’ la gente meno puo’piu’spreca?Rcordo che rabbia vedere i sacchetti di pane nei cassonetti?Ura la crisi incombe sulle ns teste come la spada di”Damocle’,nn credi che a suo tempo una politica fatta abituando a nn sprecare ,avrebbe di molto ;a forbice fra chi ha troppo e chi niente e nn empire le discariche di cibo? Gente affamata ?
    GIOVANNA un grazie per il pezzo semmpre ottima scelta

  12. il 14 novembre, 2013 Giuseppe3.ca dice:

    Sprechi a tutti i livelli, è vero, ma attribuire la causa principale degli sprechi al cattivo uso alimentare che si fa in famiglia mi sembra riduttivo e fuorviante. I grandi sprechi avvengono a monte, quando viene dosato l’inserimento nel mercato di grosse partite di merce per mantenere costante il prezzo al consumo e si preferisce mandare al macero l’invenduto anziché devolverlo alle catene di beneficenza che oggi, a maggior ragione per il crescere delle fasce di povertà, stanno risentendo della crisi proprio per mancanza di rifornimenti alimentari.
    A livello europeo sono stati ridotti sensibilmente i finanziamenti destinati a questo settore e le Associazioni addette stanno intensificando la raccolta periodica del Banco Alimentare nei supermercati per far fronte alle crescenti esigenze.
    Occorrerebbe una regolamentazione di riordino di tutto il settore per evitare una guerra tra poveri.

  13. il 15 novembre, 2013 Nembo dice:

    Condivo Sandra, anche mia madre utilizzava il cibo avanzato in modo diverso, credo che ai giorni nostri, lo spreco sia causa di carenza culturali, eccesso a volte di benessere, pigrizia e supeficiabilità, incapacità di gestione familiare condizionata dal mercato, senza a volte visionare scadenze imminenti forse anche per questa vita frenetica. Mentre in altre parti del mondo si muore quotidianamente per carenza di cibo. Un Saluto

  14. il 15 novembre, 2013 Nembo dice:

    Giuseppe-ca, sprechi a tutti i livelli, verissimo, 9OMiliardi di alimenti ogni anno vanno a finire nella spazzatura solo in Europa, e lo spreco viene sopratutto dalle famiglie secondo lo studio della commissione Europea (Fodd-Waste in the EU)le persone che muoiono di fame nel mondo non fanno notizia, così recentemente ha ricordato il Papa Francesco, come dargli torto, tutto lo spreco che si fa è uno sfregio alla povertà. Combattere gli sprechi alimentari è una battaglia che si vince solo mettendo le forze di tutti, di chi coltiva, di chi produce e distribuisce il cibo, e delle persone che lo acquistano e lo consumano, è una filiera che vatutta rivista. Proposte sono state fatte anche in sede Europea es, adozione dell’etichettatura con doppia scadenza, contenente sia la data di scadenza commerciale per indicare fino a quanto il cibo può essere venduto, sia la data di scadenza per il consumo risulta utile per limitare l’incertezza del consumatore riguardo la commestibilità degli alimenti da acquistare, di conseguenza, per diminuire gli sprechi. Per quanto riguarda di devolvere il cibo avanzato già lo si sta facendo, ma non è mai abbastanza per aiutare persone bisognose che sono sempre più numerose.

  15. il 17 novembre, 2013 paolacon.rm dice:

    Bisogna dire che qualcosa si muove, poco ma un po’ si muove. Ci sono panettieri che “regalano” il pane del giorno prima alle associazioni volontarie, che si occupano di aiutare i “senza tetto”.
    Poi anche alcune catene di supermercati “regalano” prodotti che stanno per scadere: non potrebbero venderli, ma li offrono gratuitamente a chi ne ha bisogno e li consumerà a breve. Ho osservato anche scene ai mercati rionali: frutta e verdura regalata.
    Questa catena di solidarietà diminuisce gli sprechi ed un poco aiuta.

  16. il 20 novembre, 2013 Nembo dice:

    Pensando che nel tempo di bere un bicchiere d’acqua un bambino muore, penso che si dovrebbe riflettere cosa è utile fare per salvare questi bambini, mentre noi sprechiamo acqua e cibo!.