Archive for novembre 10th, 2013

LA DOMENICA DEL BOSCO

 

 Le nostre rubriche

 B.D. 00

 

 

   

Il primo amore non si scorda mai, anche se è stato solo platonico, perché il primo innamoramento, le prime emozioni, le prime palpitazioni del cuore si installano nella mente e alloggiano  nell’anima in modo permanente e indelebile come imprimatur e vi rimangono per tutta la vita.

In questa bellissima storia inviata dall’amica Gabriella ci sono un ragazzo e una ragazza che vivono il loro primo amore…. ma non voglio anticiparvi niente. Leggete la storia ed esprimete il vostro parere interpretando il comportamento dei due protagonisti, sia dal punto di vista maschile che da quello femminile.

Tutti abbiamo avuto l’esperienza del primo amore ma questo è un caso diverso. Cosa avreste fatto voi?

Grazie e Buona Domenica nel nostro meraviglioso Bosco incantato.

 

 

 

IL PRIMO AMORE

 

   

Avevo 16 anni quando vidi entrare nel negozio, dove prestavo la mia opera come commessa, una famiglia dall’aspetto molto signorile, i genitori e due figli, nuovi, non erano del paese. In modo gentile domando in che cosa posso essere utile. Chiedono di poter vedere dei maglioni per tutti. Si era nel Trentino e come si può facilmente immaginare negli anni ‘60 c’era una varietà di colori e disegni di tutti i tipi come andavano di moda nel periodo. C’era solo l’imbarazzo della scelta. La signora si mostrava molto sicura e sceglieva bene senza alcuna incertezza, ma il ragazzo più giovane non mi era sembrato molto soddisfatto del repertorio presentato, lui voleva colori più sobri e disegni meno vistosi.

Allora ho azzardato un’idea: se dovevano trattenersi sul posto, per il giorno successivo avrei preparato quello che chiedeva. La risposta era stata affermativa e confermarono che  si sarebbero fermati per tutto un mese. Evidentemente erano venuti in vacanza. Così fu che il ragazzo di primo mattino era già in negozio per scegliere quanto avevo preparato e parlava, mi spiegava che il papà ed il fratello erano avvocati in uno studio ben avviato e lui si era iscritto all’università per diventare il terzo avvocato, ma era ancora al primo anno. Finita la scelta con calma se ne andò. Nel pomeriggio stavo andando in negozio, quando sento un passo dietro di me, mi volto, era lui e mi sembrò naturale chiedergli se i maglioni non andavano bene? Lui rispose, vivi in un paese dove tutti si conoscono e sanno dove abiti, sono passato per accompagnarti in negozio.

Era una novità per me, nessuno se non qualche vicino di casa lo faceva, e anche in quel frangente era solo perché si percorreva la stessa strada che portava al negozio.

Un po’ alla volta ci si chiamò per nome, il suo era Marco. Ed io per un mese avevo Marco che mi accompagnava al lavoro, sempre a debita distanza perché in quegli anni, in un paese piccolo di montagna sarebbe stato scandaloso farsi accompagnare da uno che non era il tuo ragazzo.

 

Finito il mese un frettoloso “ciao” con l’accenno “ti scriverò”. Infatti cartoline e lettere arrivarono e scrisse che era felice perché sarebbero tornati al mio paese l’anno successivo. La sua ultima lettera aveva una scritta a lettere maiuscole “RITORNO  MARCO“ era un grido di gioia. Eccoli, forse l’aria sana, le terme vicino avevano convinto la famiglia a ritornare. La sera era pronto per accompagnarmi a casa, ma i genitori gli avevano detto di non esagerare ed io avevo capito quali potevano essere i timori. Una domenica pomeriggio avevamo deciso di andare a fare una passeggiata e per l’occasione si era portato la macchina fotografica per scattarmi  poche foto che conservo ancora gelosamente. Siamo poi ritornati con calma in paese  ma i suoi genitori avevano saputo che non eravamo stati nei soliti posti e forse il loro era un pensiero scabroso, ma se fossero venuti con noi, avrebbero visto che avevamo passeggiato lungo la statale, dove c’è un bellissimo panorama.

Da quel giorno ci siamo visti poco, capivo che stava male, era a disagio ma non ha mai detto una parola. Io potevo capirlo per intuito femminile. I genitori gli avevano messo al fianco il fratello che per fortuna, più grande di 10 anni, capiva la situazione e andava a bersi il caffè lasciandoci soli. Arrivato l’ultimo giorno l’hanno lasciato libero, ma non parlava non diceva niente neppure a fare delle piccole ingenue domande. Capivo che era l’ultima volta che lo vedevo e soffrivo per entrambi, arrivati sotto casa, mi ha dato la mano per la prima volta e guardandomi con gli occhi pieni di lacrime mi disse: “Ciao ..”,   Ho atteso una cartolina o meglio uno scritto, ma non arrivò mai niente.

 

Quattro anni dopo mi sono sposata, mio marito sapeva che c’era un amico, perché io di più non posso dire, anche se il cuore ha sofferto. Quasi subito dopo il matrimonio, siamo andati in Alto Adige per lavoro.

Ero via da poche settimane quando mi riferiscono che aveva suonato alla porta di mia mamma Marco e dicendole che era libero, e aveva la laurea in tasca. Aveva pensato per tutto quel tempo che io lo avessi atteso. Ma lui forse si era dimenticato, di una cosa importante. Non mi aveva mai dato un bacio o una carezza, non aveva mai detto "ti amo", forse solo il suo ultimo sguardo pieno di lacrime  poteva dirmi che era innamorato, ma era poco, ero stata solo io ad immaginarlo. Ed ora solo perché aveva una laurea in tasca credeva di trovarmi. Passati circa vent’anni, telefonano dal paese, c’è Marco che ti cerca mi dicono, ma io  ho avvisato di non dare il mio indirizzo.

 

Ero felicemente sposata, avevo due figli, ma nemmeno io l’avevo dimenticato, ne è la prova che avevo dato il suo nome al mio figlio maschio. Non ci sono stati baci, non ci sono state carezze o parole d’ amore, ma il suo ricordo ci sarà sempre.

Alle volte mi domando se avrà una famiglia, non ricordo il cognome, ma io penso che anche per uno scherzo del destino, un giorno lo rivedrò, con moglie figli e nipotini, ma non credo che dopo tanto cercarmi non ci si riveda più, anche solo per una seconda stretta di mano.

Grazie Marco, sei stato il mio primo amore.

 

       

 § - La grafica, i Gif e il video musicali sono di Giovanna.

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 Richard Clayderman - Querida