LA DOMENICA DEL BOSCO

         

Riprendiamo con piacere la pubblicazione dei racconti inviati dagli affezionati lettori/lettrici del nostro Bosco incantato. Si tratta, quasi sempre, di ricordi del passato, di episodi vissuti e immagazzinati nella miriade di neuroni del nostro meraviglioso cervello, che ritornano alla mente con splendida chiarezza e la voglia di essere portati a conoscenza degli Amici che ci vogliono bene.

Oggi ci ha pensato Gabriella a proporci un racconto veramente splendido, dove ha saputo descrivere con evidente personale emozione, i cambiamenti che possono avvenire nel corso della vita.

Merita di tributarle tutti i nostri complimenti, io l’ho già fatto, ora tocca a voi, grazie.

 

 

 

 

Classi 1a, 2a e 3a elementare. Ogni anno a scuola c’era la visita del medico che decideva, per le bambine giudicate gracili, un periodo di vacanza al mare, perché non c’è iodio sulle nostre montagne per cui la salubre aria di mare avrebbe favorito la crescita e lo sviluppo fisico dei bambini.

Quanto ho pianto e tremato quando passava il dottore in classe e diceva: “Tu al mare!” e la maestra prendeva nota. Per tre anni ho dovuto andare,  non mi è mai piaciuto e non mi ci sono mai abituata. La notte piangevo e volevo ritornare dalla mamma ma bisognava rimanere tutto il mese.

 

Favignana - Cala Azzurra

 

Passati, un po’ alla volta, gli anni, io facevo le ferie visitando città o andando a cercare montagne nuove. Per mia scelta non sono più andata a vedere il mare, tanto lo avevo in grande antipatia. Con il tempo sono diventata adulta, mi sono sposata, sono nati due bimbi, la femmina ed il maschio e, a quei tempi, era tanto di moda portare i bambini al mare. Che fare? Ho cercato posti belli ma poco frequentati per non essere travolta dalla gente gioiosa e da qualche pallonata in testa, sfuggita per sbaglio da piedi maldestri. I bambini e mio marito felici, nuotavano si tiravano gallonate d’acqua, facevano i castelli di sabbia, per loro era il massimo divertimento. Io stavo sola, in disparte, non mi piacevano quei giochi, mi ricordavano troppo i primi anni della scuola e le vacanze obbligate al mare che a me non piacevano. Dentro di me avevo una sola nostalgia, le montagne, pensavo come sarebbe stato bello andare al laghetto vicino a casa e tanto vicino al bosco!!!

 

Cala Arena - Sardegna

 

Il caldo terribile del mare mi faceva pensare ancora di più a casa mia, non che a casa mia sia freddo anzi, ma mi mancava tanto l’aria di casa. Poi tutto cresce e anche i miei bambini si sono fatti ragazzi e sono arrivati alle superiori. Un giorno mi chiedono: “Possiamo andare al mare con gli amici?” Erano bravi, perché non concederli la libertà di andare, dopo essermi assicurata di sapere, dove, come e con chi andavano. Ritornavano felici e io mi chiedevo, perché non mi piace il mare? Ormai sono anni che non ci vado con mio marito proviamo a guardare un depliant, ma dopo aver guardato dove mi sarebbe piaciuto andare, chiudevo le riviste dei posti di villeggiatura al mare e optavo per qualche altra località non marina  da visitare. Sono passati ancora tanti anni, i figli si sono sposati ed io ero già vedova quando un giorno, mia figlia mi chiede di andare in vacanza con la sua famiglia e tenere i bambini una settimana.

 

Cala Violina - Grosseto

 

Era una cosa normale, quando aveva bisogno sapeva che ero disponibile. Ho risposto “Si”, è sempre bello, per una nonna, girare con i nipotini. Chiedo: dove andiamo? “A Rimini”, mi risponde, poi guardando la mia faccia, ben sapendo quello che pensavo del mare dice: “Mamma, in un albergo, dove se ti volti a destra trovi il mare, ma se vai a sinistra entri in città”. Eravamo alla fine di ottobre quando siamo arrivati, ed io con grande meraviglia vedo una spiaggia pulita, niente sdraio o ombrelloni. Improvviso e incontenibile l’impulso di andare a fare una passeggiata lungo la battigia dove è costante l’infrangersi delle piccole onde sulla linea del bagnasciuga.

 

Cala Gonone - Sardegna

 

Prendo con me Gabriel,  il nipote più grande, e scendiamo alla spiaggia. Gabriel corre avanti e indietro gioioso ed io ho dovuto ricredermi: non pensavo che si potesse stare al mare con il cuore così pieno di felicità. Indescrivibile la sensazione di sentire il cedere morbido della sabbia sotto i piedi nudi. Come erano lontani i ricordi tristi e malinconici della mia avversione al mare.

Sono rimasta una settimana come d’accordo ma se mi avessero detto, rimani un mese, ne sarei stata contenta. L’acqua fresca del mare mi lambiva i piedi, le conchiglie che insieme a Gabriel facevamo a gara per raccogliere per vedere le più belle, ci divertiva tanto. Mai avrei creduto di provare tanta felicità in riva al mare.

 

Spiaggia rosa - Sardegna

 

La sera con Luca in carrozzina e Gabriel al fianco facevamo lunghe camminate, il mare sembrava mi chiamasse, tanto mi attirava. Mia figlia e suo marito stavano a guardare, sorpresi di tanta gioia. Una cosa che neppure loro s’aspettavano e non potevano credere di questo mio cambiamento, perché mi avevano detto più di una volta: vieni con noi. La mia risposta era sempre stata: “No grazie, io al mare non ci vengo”… ma erano periodi di piena estate. Credo  che per capire la bellezza del mare, io dovevo vederlo così: solo mare, sabbia e conchiglie. Ormai il ghiaccio è rotto, ci tornerò ancora.

 

§ - La grafica, le immagini e il video musicale sono di Giovanna

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Richard Clayderman - All the thinga you are

http://www.youtube.com/watch?v=sARfL93M5cU&list=FLNSrLyPMe3ffjMLZJhkN44g


COMMENTI

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  1. il 27 ottobre, 2013 giuseppe3.ca dice:

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    …….……NEMBO, sempre preciso e puntuale ci ha ricordato:

    -di spostare un’ora indietro le lancette, si dorme un’ora in più, ma ci sarà un’ora in meno di luce. L’ora legale ritornerà tra 5 mesi. Iniziata il 31 Marzo 2013, grazie a quell’ora di luce in più L’Italia ha risparmiato 568,2 milioni di Kilovattore, pari a Euro 97,7 milioni.

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  2. il 27 ottobre, 2013 Lorenzo.rm dice:

    Bentornata, classica Buona Domenica che, con le tue storie, ravvivi il nostro ricordo e ci coinvolgi nella vita delle amiche e degli amici. Grazie, Grazie.

  3. il 27 ottobre, 2013 Nembo dice:

    Le trasformazioni sociali a volte ci cambiano i vari punti di riferimento che abbiamo nella vita, ma non possono cancellare i ricordi attingendo nel nostro passato che rimangono una identità personale. Gabriella la tua descrizione mi fa rivivere quei anni che non volevo andare in “colonia” sia al mare che in montagna con le suore del paese, perchè i miei genitori a quei tempi in estate dovevano aiutare i miei nonni al lavoro nei campi, per fortuna che quella mia ansia di estate, è durata solo qualche anno. Il cambiamento e atteggiamento da parte delle persone segue, sia pur lentamente, un manifestarsi non di cose nuove, ma con nuove cose da provare in un altro contesto la prova è la descrizione del racconto di Gabriella.

  4. il 27 ottobre, 2013 giovanna3.rm dice:

    Bel racconto Gabriella: ci fa tornare ai nostri primi approcci con il mare. Il mio primo impatto fu subito meraviglioso: non è un caso, credo, che sia nata a Genova!
    Sono sempre andata alla ricerca di cale, calette e scogli: la mia passione! Erano ancora i tempi che quei luoghi, anche un po’ impervi, erano frequentati poco, ed io ebbi il piacere di scoprirne molti.
    Amo molto anche la montagna e ho sempre potuto godere dell’uno e dell’altra, giacché i miei parenti abitano in Valtellina!

  5. il 27 ottobre, 2013 giuseppe3.ca dice:

    La tua approvazione convalida il valore dei nostri impegni Lorenzo, ti ringrazio. Il Bosco è un punto d’incontro per tantissimi Amici/Amiche che amano ritrovarsi in armonia per esprimere i loro pareri, i loro pensieri in piena libertà. Non solo, ma anche pubblicare un loro racconto per il piacere di rileggerlo con gli amici e il Bosco gliene dà la possibilità. Grazie.

  6. il 27 ottobre, 2013 gabriella dice:

    Giovanna un grazie , per la musica molto bella , il video e le foto. Sei stata grande . Più fortunata di me , hai potuto assaporare l’aria del mare , forse non in colonia . Arrivavi anche te dalla montagna , eppure non hai avuto come me , solo l’ansia di ritornare a casa . Quel mare che io non volevo . Solo più tardi ho capito la bellezza del mare .Il bello è da pertutto , basta saperlo vedere ,forse ero trppo prevenuta , per riuscirlo a capire prima. Ciao

  7. il 27 ottobre, 2013 gabriella dice:

    Nembo ti ringrazio di avermi capita ,la colonia a quei tempi per me era il castigo più grande , anche se lo facevano per il mio bene.Ma ho dovuto diventare nonna prima di capire la bellezza del mare .Ora ci ritornerei subito . Un saluto

  8. il 27 ottobre, 2013 alba morsilli dice:

    dire a una genovese ami il mare mi sembra ovvia la risposta.Si io l’amavo finchè un’onda anomala mi trascinò sott’acqua, ricordo che scendevo epoi persi i sensi.
    Da allora sono passati tanti anni ma non riesco ad inltrarmi oltre le ginocchia. è vero Gabriella anche io amo il mare d’inverno mi da un senso di pace e poi come le lucertole mi godo il sole tiepido

  9. il 27 ottobre, 2013 edis.maria dice:

    Sempre piacevolissimi i ricordi che fanno affiorare nella nostra memoria! Anche io ho brutti ricordi della colonia in cui sono andata un anno solo! Dalla montagna in cui abitavo mi mandarono in collina nei pressi di Torino per 30 giorni! Disciplina severissima, ore di ginnastica per preparare i saggi ginnici per le autorità, ed io……..pensavo solo di scappare e tornar a casa! Non potendolo fare, inventai dei continui mal di pancia, pee cui ero sempre in infermeria!Dopo un mese la mia mamma mi venne a riprendere proprio lì! Giurò che non mi avrebbe mai più mandata in colonia, ma ” zitta, zitta” solo tra di noi, perchè allora ” non ci si poteva lamentare, ma solo ringraziare “! Regime!!Non ho mai mandato i miei figli in colonia!

  10. il 27 ottobre, 2013 gabriella dice:

    cara Albamorsilli , come ti capisco ,mi sembra quasi di vedermi allo specchio ,nel tuo commento.

  11. il 27 ottobre, 2013 gabriella dice:

    Edis Maria , più fortunata di me , in colonia , parola che mi terrorizzava ,ci sei stata una solo volta . come hai letto ,come te non ho mandato i miei figli al mare. Prima gli ho portati ,e poi sono andati da soli .I ricordi alle volte sono piacevoli , ma alle volte ti fanno stringere il cuore dopo tanti anni. Ciao

  12. il 27 ottobre, 2013 Alessandro31 dice:

    Sulle
    Colonie estive del tempo che fu avrei da dire, ma non so se passerebbe il commento, sto provando l’ipad non avendo disponibile il pc.

  13. il 28 ottobre, 2013 Alessandro31 dice:

    Già le famose colonie estive……… ricordi che io ho rimosso e solo con questo articolo di Gabriella tento di capire questa mia rimozione; eppure le colonie era un modo positivo per compensare le carenze di noi bambini del dopo guerra:( però,che strano! non eravamo progrediti ma certe iniziative sociali funzionavano ) Ricordi rimossi, si anche per me che andavo in colonia sia a Sabaudia o
    Ostia Antica, mi dava la sensazione di abbandono, forse perchè venivo dalla guerra e l’unico punto fermo o rifugio era la famiglia, insomma ero mammacchiaro, non certo come i bambini di oggi con telefonini,firmati di tutto punto e in vacanza al villaggio: forse strada facendo si sono persi un po dei pezzi della famiglia. Perciò per me è stata una sofferenza morale,il distacco, l’aspettare la visita dei genitori la domenica ( vengono,non vengono ); dal lato materiale invece era positiva, l’aria di mare, il pomodoro maturo prima del pasto, la capusola di olio di fegato di merluzzo, la ginnastica e infine le prime regole di disciplina e convivenza.

  14. il 28 ottobre, 2013 gabriella dice:

    Alessandro , tu già mi dici che che la domenica avevate le visite , ma noi per un mese (ed era Lungo )non avevamo nessuno che ci venisse a trovare , è vero ,che per questo , forse non dovevo detestare il mare era per la mia salute ,ma tutto questo , compreso l’olio che ti facevano ingoiare , ha fatto si che il mare per molti anni ,lo vedessi come un nemico . Mi sono ricreduta e alla grande in quella settimana di Rimini CIAO e Grazie

  15. il 28 ottobre, 2013 Cecilia Zenari dice:

    Sono stata 5 anni in colonia, da piccina: un mesetto circa ogni estate.
    Tramite una industria, una cartiera molto famosa allora, dove il mio papà lavorava come operaio.
    I primi anni soffrivo particolarmente, per esser lontana dai genitori, specialmente i primi giorni del mese, poi gli altri anni mi sarò anche abituata: ho ricordi belli ed indimenticabili.
    Ricordo gli assistenti che hanno reso gradevole la nostra vacanza, con la loro protezione e disponibilità, 24 ore su 24, soprattutto una suora di nome Vittorina: mi ricordo ancora il suo cognome; sarebbe troppo bello incontrarla, avrei un GRAZIE speciale da esprimerle.
    Il mare bellissimo: Riccione.
    Giochi indimenticabili tipo quello con i 5 noccioli di pesca e canti giulivi, a squarciagola, specialmente la sera.
    Anche i film che venivano proiettati su una grande parete all’aperto: ricordo pure il sonno che pativo, verso la fine del film, quando avevo solo 7 anni.
    I pasti erano buoni, ma io odiavo i pomodori che dopo tanti anni ho imparato a mangiare, allora li odiavo davvero, tanto che per me era un “trauma”, (solo il pensiero), ancora prima di vedermeli arrivare sulla lunga tavolata.
    Indelebile il ricordo del profumo del mare, quel clima asciutto, il sole caldissimo e accecante che io pure sempre schivavo, rimanendo sotto la tenda per ore ed ore.
    Le passeggiate e tanto altro, come i piccoli spettacoli teatrali che presentavamo a fine mese e le lunghe storie che ci raccontava, a puntate, Suor Elvira, dopo il nostro riposino pomeridiano.
    Ricordo l’acqua potabile che non era il massimo e non si poteva bere a volontà: la sete sì la ricordo bene, il palato arso, dopo una mattinata in spiaggia.
    Al ritorno dalla spiaggia ci davano un sol bicchiere di acqua con diluito pochissimo sciroppo di menta.
    Il mare io l’ho conosciuto a quell’età e grazie a chi ha saputo rendere i miei giorni sereni, farmi sentire importante e accolta, ho potuto mantenere vivo, ancor oggi, un gradevole ricordo.
    L’ho visto ben poche volte il mare poi, e ringrazio Gabriella del suo racconto, perché mi ha dato l’opportunità di ricordare e rivivere delle belle emozioni.
    E’ bello parlare di quanto preziosa sia la natura e quanto beneficio possa portarci fisicamente e psicologicamente, specialmente quando la sappiamo apprezzare.
    Vi auguro una buona giornata, grazie di tutto, amici.

  16. il 28 ottobre, 2013 franco muzzioli dice:

    …”macchinista ,macchinista, del diretto metti in moto gli stantuffi..
    della colonia siamo stufi e a casa nostra vogliam tornar.
    (Canzoncina che si adattava alle mondine, ai soldati in naja, ma anche ai bambini delle cologne).

  17. il 28 ottobre, 2013 pino5.rm dice:

    bel racconto, http://www.youtube.com/watch?v=AILftA3E1R4

  18. il 28 ottobre, 2013 gabriella dice:

    Ciao Cecilia , più fortunata di me , hai vissuto momenti belli , perfino la suora ricordi bene . Io avevo le assistenti e ti dirò ,di tre ne ricordo due abbastaza gentili , ma una era terribile .Come te anchio non sopportavo e non sopporto ora il sole forte . Quello che importa ora , è amare il mare , anche se in mesi dove il sole non mi fa scappare, andare a cercare le conchieglie con i nipotini ………….e camminare scalza sulla sabbia Ciao

  19. il 28 ottobre, 2013 Cecilia Zenari dice:

    Franco e Pino, se la mettete così, eh, eh, allora vi lascio la canzone che si cantava al ritorno dal periodo trascorso in colonia: “NON TI POTRO’ SCORDARE … CARA COLONIA BELLA”. Questo era diventato il titolo e pure le parole, per noi bambini!
    La cantavamo in treno felici di tornare e, allo stesso tempo, tristi di dover lasciare gli amici cari con i quali avevamo diviso tanti bei giorni assieme!

    http://www.youtube.com/watch?v=EUBV892ZuXE

    Ciao a tutti, anche a te Gabriella.

  20. il 28 ottobre, 2013 gabriella dice:

    Franco Muzzioli , quanto mi si adattava quella canzone,grazie un saluto

  21. il 28 ottobre, 2013 giuseppe3.ca dice:

    Brava Gabriella, ora che hai imparato a camminare scalza sulla sabbia non smetterai più di andare al mare.
    Ti rivolgo un invito a nome della Redazione ma soprattutto interpretando il desiderio degli amici del Bosco: “Mandaci altri tuoi racconti”, li pubblicheremo volentieri, grazie.

  22. il 28 ottobre, 2013 gabriella dice:

    Pino 5 Rm Ringrazio ed un saluto

  23. il 28 ottobre, 2013 giuseppe3.ca dice:

    Cecilia, complimenti… bella la tua storia: un racconto nel racconto. Brava, complimenti e infinite grazie.

  24. il 28 ottobre, 2013 gabriella dice:

    Grazie Giuseppe per la tua accoglienza , proverò ancora Ciao

  25. il 29 ottobre, 2013 leila dice:

    anch’io sono stata x 2 volte in colonia a Cesenatico,mi ricordo la severità delle assistenti,ma ho anche dei bei ricordi di giochi,camminate,e amiciizie,per me non era molto dura anche perchè c’era la mia amica (vicina di casa)che ora è la moglie del ns.amico Enzo BZ.Comunque brava è sempre un piacere leggerti ciao

  26. il 29 ottobre, 2013 gabriella dice:

    Cara Leila ,prima di tutto sono contenta di vederti , poi come hai già detto , avevi almeno una compagna , amiche io non ne avevo , il sole mi faceva venire le piaghe ,non avevo il carattere aperto di quando mi hai conosciuta. Ero timida , non socializzavo con nessuno ed era brutto .E per finire un mese in un luogo che non mi piaceva era troppo . Forse dovrei dire grazie , perchè era per il mio bene, ma quello non lo pensi in quel mese.CIAO