Archive for ottobre 27th, 2013

LA DOMENICA DEL BOSCO

         

Riprendiamo con piacere la pubblicazione dei racconti inviati dagli affezionati lettori/lettrici del nostro Bosco incantato. Si tratta, quasi sempre, di ricordi del passato, di episodi vissuti e immagazzinati nella miriade di neuroni del nostro meraviglioso cervello, che ritornano alla mente con splendida chiarezza e la voglia di essere portati a conoscenza degli Amici che ci vogliono bene.

Oggi ci ha pensato Gabriella a proporci un racconto veramente splendido, dove ha saputo descrivere con evidente personale emozione, i cambiamenti che possono avvenire nel corso della vita.

Merita di tributarle tutti i nostri complimenti, io l’ho già fatto, ora tocca a voi, grazie.

 

 

 

 

Classi 1a, 2a e 3a elementare. Ogni anno a scuola c’era la visita del medico che decideva, per le bambine giudicate gracili, un periodo di vacanza al mare, perché non c’è iodio sulle nostre montagne per cui la salubre aria di mare avrebbe favorito la crescita e lo sviluppo fisico dei bambini.

Quanto ho pianto e tremato quando passava il dottore in classe e diceva: “Tu al mare!” e la maestra prendeva nota. Per tre anni ho dovuto andare,  non mi è mai piaciuto e non mi ci sono mai abituata. La notte piangevo e volevo ritornare dalla mamma ma bisognava rimanere tutto il mese.

 

Favignana - Cala Azzurra

 

Passati, un po’ alla volta, gli anni, io facevo le ferie visitando città o andando a cercare montagne nuove. Per mia scelta non sono più andata a vedere il mare, tanto lo avevo in grande antipatia. Con il tempo sono diventata adulta, mi sono sposata, sono nati due bimbi, la femmina ed il maschio e, a quei tempi, era tanto di moda portare i bambini al mare. Che fare? Ho cercato posti belli ma poco frequentati per non essere travolta dalla gente gioiosa e da qualche pallonata in testa, sfuggita per sbaglio da piedi maldestri. I bambini e mio marito felici, nuotavano si tiravano gallonate d’acqua, facevano i castelli di sabbia, per loro era il massimo divertimento. Io stavo sola, in disparte, non mi piacevano quei giochi, mi ricordavano troppo i primi anni della scuola e le vacanze obbligate al mare che a me non piacevano. Dentro di me avevo una sola nostalgia, le montagne, pensavo come sarebbe stato bello andare al laghetto vicino a casa e tanto vicino al bosco!!!

 

Cala Arena - Sardegna

 

Il caldo terribile del mare mi faceva pensare ancora di più a casa mia, non che a casa mia sia freddo anzi, ma mi mancava tanto l’aria di casa. Poi tutto cresce e anche i miei bambini si sono fatti ragazzi e sono arrivati alle superiori. Un giorno mi chiedono: “Possiamo andare al mare con gli amici?” Erano bravi, perché non concederli la libertà di andare, dopo essermi assicurata di sapere, dove, come e con chi andavano. Ritornavano felici e io mi chiedevo, perché non mi piace il mare? Ormai sono anni che non ci vado con mio marito proviamo a guardare un depliant, ma dopo aver guardato dove mi sarebbe piaciuto andare, chiudevo le riviste dei posti di villeggiatura al mare e optavo per qualche altra località non marina  da visitare. Sono passati ancora tanti anni, i figli si sono sposati ed io ero già vedova quando un giorno, mia figlia mi chiede di andare in vacanza con la sua famiglia e tenere i bambini una settimana.

 

Cala Violina - Grosseto

 

Era una cosa normale, quando aveva bisogno sapeva che ero disponibile. Ho risposto “Si”, è sempre bello, per una nonna, girare con i nipotini. Chiedo: dove andiamo? “A Rimini”, mi risponde, poi guardando la mia faccia, ben sapendo quello che pensavo del mare dice: “Mamma, in un albergo, dove se ti volti a destra trovi il mare, ma se vai a sinistra entri in città”. Eravamo alla fine di ottobre quando siamo arrivati, ed io con grande meraviglia vedo una spiaggia pulita, niente sdraio o ombrelloni. Improvviso e incontenibile l’impulso di andare a fare una passeggiata lungo la battigia dove è costante l’infrangersi delle piccole onde sulla linea del bagnasciuga.

 

Cala Gonone - Sardegna

 

Prendo con me Gabriel,  il nipote più grande, e scendiamo alla spiaggia. Gabriel corre avanti e indietro gioioso ed io ho dovuto ricredermi: non pensavo che si potesse stare al mare con il cuore così pieno di felicità. Indescrivibile la sensazione di sentire il cedere morbido della sabbia sotto i piedi nudi. Come erano lontani i ricordi tristi e malinconici della mia avversione al mare.

Sono rimasta una settimana come d’accordo ma se mi avessero detto, rimani un mese, ne sarei stata contenta. L’acqua fresca del mare mi lambiva i piedi, le conchiglie che insieme a Gabriel facevamo a gara per raccogliere per vedere le più belle, ci divertiva tanto. Mai avrei creduto di provare tanta felicità in riva al mare.

 

Spiaggia rosa - Sardegna

 

La sera con Luca in carrozzina e Gabriel al fianco facevamo lunghe camminate, il mare sembrava mi chiamasse, tanto mi attirava. Mia figlia e suo marito stavano a guardare, sorpresi di tanta gioia. Una cosa che neppure loro s’aspettavano e non potevano credere di questo mio cambiamento, perché mi avevano detto più di una volta: vieni con noi. La mia risposta era sempre stata: “No grazie, io al mare non ci vengo”… ma erano periodi di piena estate. Credo  che per capire la bellezza del mare, io dovevo vederlo così: solo mare, sabbia e conchiglie. Ormai il ghiaccio è rotto, ci tornerò ancora.

 

§ - La grafica, le immagini e il video musicale sono di Giovanna

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Richard Clayderman - All the thinga you are

http://www.youtube.com/watch?v=sARfL93M5cU&list=FLNSrLyPMe3ffjMLZJhkN44g