Archive for ottobre 6th, 2013

LA DOMENICA DEL BOSCO

   

   

 

 

E' una domenica mattina, siamo un bel gruppo di persone, con me oltre ad alcuni amici, ho anche delle conoscenze, che ho acquisito  frequentando un gruppo di aiuto e ascolto. Una di queste persone ha recentemente subito un lutto,  lo chiamerò G, ed essendo io, una persona che  ha provato la sensazione e il vuoto della perdita, mi sono sentita in dovere di non lascialo solo. Ha accettato dapprima un invito a cena a casa mia, con semplicità, e poi di partecipare anche a questa gita. Un'altro conoscente, lo chiamerò C mi aveva  chiesto,  se avesse potuto venire anche lui, “Certo che si” avevo detto, mi rispose "Ti farò sapere".

Poi, con una telefonata mi chiese informazioni sulla gita, su quanto tempo ci volesse, su quanta strada ci fosse da percorrere a piedi, “Parlo con mia moglie”, mi disse, “e poi ti richiamo”. La seconda telefonata dopo pochi giorni: "Vengo con mio figlio, se mi dici che non siamo obbligati a camminare molto...".  

 

Montagne del  Gottardo

Dopo alcuni chiarimenti ancora, mi confermò l’iscrizione,  poi nei giorni a seguire ha chiesto se poteva aggiungere il suocero e la figlia, Sono riuscita a recuperare i posti e ci siamo organizzati per orari e posto di ritrovo.

La mattina di buon ora eravamo tutti insieme alla partenza del bus, lì ho  capito il perché di tante domande e preoccupazioni....

Il mio Amico C,  ha due figli diversamente abili, non sapevo che ci fossero queste difficoltà, e da subito avrei voluto chiedergli scusa, per non aver capito, ma come avrei potuto saperlo, credevo fosse solo un problema di deambulazione.... Ho iniziato a sentirmi piccola ma piccola dentro, nell'animo e nel cuore, non dicendo nulla, ma Riccardo che un pò oramai mi conosce mi diceva: “Non preoccuparti, non hai sbagliato nulla”.

 

Tunnel del San Gottardo

 

Riccardo ha fatto tanto volontariato per un comune della nostra zona, sa cosa sia la disabilità, per scelte sue personali, e ha un modo di rapportarsi con questi ragazzi, così bello e naturale, che rimango incantata a guardarlo. Il tempo non è dei migliori, mentre viaggiamo nella mia testa si affollano tanti pensieri:

Speriamo non piova;

Speriamo non si spaventino della galleria;

Speriamo non faccia freddo... per i ragazzi;

speriamo non sia troppo faticoso per loro.

Io vorrei dire o fare ma sono impacciata, sul pullman siamo vicini, parliamo del più e del meno, facciamo battute, il nonno dei ragazzi scherza con loro e con Riccardo, mentre viaggiamo nella verde Svizzera la bambina contenta agita le mani... ha visto un lago e poi un'altro,  entriamo nel tunnel del Gottardo, tutti felici a guardare questa galleria che non finisce mai, poi iniziamo a vedere i monti con ancora tanta neve, "Neve, neve" gridano e ridono.

 

Mucche al pascolo

 

E poi la ragazzina urla: "Che bello!!!” e agita le mani.  L'ho vista felice ma proprio tanto, quando alla sua destra, proprio dal suo finestrino, ha visto le mucche, era strafelice, il mio amico C  mi guarda e mi dice:

"Hai visto come sono contenti? Eri preoccupata anche tu, l'ho capito, lo so". Lo guardo e non so cosa dire.

Prima tappa all'autogrill. Tutti, alla sosta, generalmente abbiamo bisogno dei servizi igienici.  Il nonno si è portato il bimbo con sé nel bagno degli uomini, il mio amico doveva accompagnare la ragazzina nel bagno delle donne, e non volevano farlo passare, questi svizzeri sono così fiscali, fanno venire i nervi, ma veramente i nervi, le loro regole se le mettessero in un bel posticino qualche volta. Dopo tanto faticare riusciamo a far capire quello che è cosi lampante da vedere e C può accompagnare la propria figlia in bagno. 

 

I ragazzi in sosta

 

La colazione, poi una telefonata alla mamma che è a casa e si riparte. Giunti a destinazione il tempo mi preoccupa ma non sembra preoccupare loro, sono bene equipaggiati ci salutiamo con l'accordo che se hanno bisogno ci contattano, ci allontaniamo adagio, per non far capire che comunque li teniamo d'occhio, li vediamo salire sull'ascensore mentre noi scendiamo lentamente a piedi.

Ci troviamo al primo balcone c'è tanta gente, li aiutiamo un pò a farsi strada e lì ho visto la felicità dei due ragazzi davanti alle Cascate del Reno, a Sciaffusa, ho guardato i miei amici G e C che, mi ringraziano, dicono  che sono bellissime, i ragazzi sono euforici,  loro non vengono a fare il giro in barca, ma piano, piano scendono giù all'altro belvedere, il nonno è contento, mi libero, finalmente, di un po' di tensione.

Ci lasciamo momentaneamente, parlando con Riccardo e l'altro amico G in barca, riferisco che io non sapevo, ma nemmeno l'altro amico aveva compreso la gravità della situazione.

 

Cascate di Sciaffusa

 

Mi godo il giro in barca facciamo foto e filmini, torniamo su, ci fermiamo a mangiare. Beviamo un caffè carissimo e schifoso e incontriamo di nuovo i ragazzi, sono scesi un'altra volta e ancora sono stati entusiasti.

Il museo lo hanno visto due volte, contenti di essere stati in treno in modo virtuale, di aver visto un tavolo con i piatti e i bicchieri che si muovevano e poi ripartiamo.

Il tempo è stato clemente, non ha piovuto, fino a che non siamo saliti sul pullman, tutti stanchi ma contenti. Qualcuno si addormenta. Sono serena mentre vedo Riccardo che gioca con gli sguardi attraverso i sedili del pullman con i due ragazzi.

 

Altra veduta Cascate di Sciaffusa

 

La vita mette tutti, chi più chi meno, a dura prova, e anche io ho avuto la mia dose di dolori e dispiaceri, ma oggi mi sono sentita piccola, infinitamente piccola.

Se mai mi lamenterò, perché non sono riuscita a fare tutto quello che avrei voluto, perché non ho soldi, o perché sono stanca, o perché quel giorno mi gira storta, ho autorizzato Riccardo a mettermi in riga...

Malgrado tante sfortune, mi sono resa conto di essere fortunata, i miei figli sono di costituzione sana, ho un bel nipotino, oggi ho imparato una grande lezione, so di essere una persona onesta, so anche di essere abbastanza disponibile, malgrado i miei tanti timori, quando ci siamo salutati il mio amico mi ha detto:

“Ti dò un bacio, e grazie”....

Sono contenta, e non solo per quel che ho visto, perché non abbiamo avuto problemi, sono contenta di aver fatto passare una giornata diversa ai ragazzi, ma forse più di tutti a questo papà e a questo nonno che vivono in simbiosi con questa situazione, forse è volontariato anche il mio.

La normalità ci permette solo di essere più veloci in qualche cosa, la disabilità ci fa capire che ci attacchiamo a cose inutili, che trascuriamo gli affetti pensando di fare, correre e spendere, invece un sorriso come quello davanti a delle mucche ti riempie l'anima.

        § -  La grafica, le immagini e il video musicale sono a cura di Giovanna ------------------------------------------------------------------------------------------------------

Richard Clayderman -   Wild flower