Archive for ottobre, 2013

Pensieri e non solo…!!

         

  

   Amici e amiche, se bene ricordate,  nel  Maggio scorso avevamo ampiamente commentato,  in questo blog,   la manìa della ludopatìa, che resta sempre un grave problema ed è sempre più diffusa nella società Italiana,  in piena crisi economica… Ci eravamo lasciati augurandoci,  in quell’articolo,  che il nuovo governo “di servizio o di larghe intese”, che  stava per  subentrare,  facesse sentire la propria voce,  istituendo  nuove regole per deslottizzare le persone dedite a questo gioco, in maniera patologica,  anche se è lecito e porta notevoli entrate  alle casse dello Stato.  Così non è avvenuto. Il  governo attuale, unitamente a quello precedente, è stato scapace di fare  soltanto dei condoni  deprecabili  nei confronti di  società  colossali, che dovevano 98Miliardi di tasse e  che gestiscono il lucroso affare delle “slot macchines” nel nostro paese,  facendo sistematicamente slittare questo problema che ci inquieta.

   

  Vogliamo ricordare che siamo al primo posto in Europa e terzi nel mondo a  gestire questo tipo di gioco che ora,  per molte persone,  è diventata una malattia. Diversi cittadini,  varie associazioni   politiche e no,  verificando  che questo gioco ha rovinato molte famiglie  e  determinato  altri grossi problemi, fino al suicidio, tramite  le autorità  comunali,  provinciali, e anche regionali,  hanno fatto forti pressioni,  anche attraverso dibattiti spontanei nei quartieri e nei vari consigli  delle istituzioni locali, giungendo alla  regione Lombardia , che ha deliberato una bellissima legge contro le slot macchine,  votata  da tutti gli attuali gruppi politici  che fanno parte dell’attuale Consiglio, senza distinzioni di colore  o altro. L’obiettivo è stato raggiunto per una legge ad hoc,  grazie al contributo di tutti,  principalmente  per l’impegno  di  tutti i cittadini. Si tratta di  una legge completa e assolutamente innovativa,  per regolare e controbattere un fenomeno che ogni giorno fa registrare fatti di cronaca drammatici.  Questa   legge contiene dei punti molti significativi, in primis, l’assistenza socio- sanitaria dei ludopatici,  la costituzione di centri di ascolto, l’erogazione di incentivi economici o di detassazione ai locali di “no slot”, ( un aggravio di 0,92% sul’Irap per chi le detiene e uno sconto della stessa misura per chi decide di eliminarle); l’introduzione di un contributo “etico”,  corsi di formazione per tutto il personale che

   

controlla questi apparecchi,  per una più efficiente prevenzione  e anche repressione, nel rispetto della normativa. La nuova legge, inoltre, vieta la pubblicità su tutti i mezzi pubblici, vieta l’installazione di questi apparecchi o mini casinò, che devono rispettarea una distanza di 500mt da scuole, luoghi di culto, impianti sportivi, strutture residenziali o semiresidenziali, di ambito socio-sanitario, oratori,  e centri giovanili.  Vi saranno sanzioni amministrative  con diffida ai gestori che non si attengano alla nuova legge in ambito regionale. L’auspicio è che altre regioni Italiane seguano come guida  la regione Lombardia,  battendo sul tempo anche il parlamento,  per approntare e deliberare una legge di contrasto alla ludopatia e per regolare  in maniera più strutturata il fenomeno del gioco d’azzardo. Finalmente una mossa intelligente della politica. Basterebbe,  infatti,  che tutte le forze politiche avessero  la volontà  di  riunirsi    attorno  a un tavolo   per trovare le soluzioni   più adeguate rispetto a questa piaga sociale.

     

Richard Clayderman - Wild flower

IN RICORDO DI UN AMICO

 

 

 OTTORINO MASTINO

   

Giornalista, scrittore, poeta,

insignito della onorificenza di

Grande Ufficiale

della Repubblica Italiana,

Cantore di Bosa, la sua città,

affezionato Amico del Bosco,

oggi 29 ottobre 2013

ci ha lasciati

ma non lo abbiamo perduto.

Avremo modo di ricordarlo

ancora rileggendo stralci

delle sue numerose opere

di prosa e poesia che già

tante volte abbiamo avuto

la gioia di apprezzare

nel nostro Bosco Incantato.

Grazie Ottorino,

riposa in pace.

Una prece.

Tutti gli amici del Bosco

     

L’IDILLIO

 

Due gabbiani

Si incontrano

e in dolce vagare

vanno

tra le anse del ‘Temo’

verso il tramonto

sul mare.

Il loro volo

nasconde

un pò qua

e un pò la

il luccichio

della prima stella.

Si accendono

in me

pensieri puri

di immagini

indimenticabili.

 

 Ottorino Mastino

     

W.A. Mozart's  - Requiem-lacrimosa

 

LA DOMENICA DEL BOSCO

         

Riprendiamo con piacere la pubblicazione dei racconti inviati dagli affezionati lettori/lettrici del nostro Bosco incantato. Si tratta, quasi sempre, di ricordi del passato, di episodi vissuti e immagazzinati nella miriade di neuroni del nostro meraviglioso cervello, che ritornano alla mente con splendida chiarezza e la voglia di essere portati a conoscenza degli Amici che ci vogliono bene.

Oggi ci ha pensato Gabriella a proporci un racconto veramente splendido, dove ha saputo descrivere con evidente personale emozione, i cambiamenti che possono avvenire nel corso della vita.

Merita di tributarle tutti i nostri complimenti, io l’ho già fatto, ora tocca a voi, grazie.

 

 

 

 

Classi 1a, 2a e 3a elementare. Ogni anno a scuola c’era la visita del medico che decideva, per le bambine giudicate gracili, un periodo di vacanza al mare, perché non c’è iodio sulle nostre montagne per cui la salubre aria di mare avrebbe favorito la crescita e lo sviluppo fisico dei bambini.

Quanto ho pianto e tremato quando passava il dottore in classe e diceva: “Tu al mare!” e la maestra prendeva nota. Per tre anni ho dovuto andare,  non mi è mai piaciuto e non mi ci sono mai abituata. La notte piangevo e volevo ritornare dalla mamma ma bisognava rimanere tutto il mese.

 

Favignana - Cala Azzurra

 

Passati, un po’ alla volta, gli anni, io facevo le ferie visitando città o andando a cercare montagne nuove. Per mia scelta non sono più andata a vedere il mare, tanto lo avevo in grande antipatia. Con il tempo sono diventata adulta, mi sono sposata, sono nati due bimbi, la femmina ed il maschio e, a quei tempi, era tanto di moda portare i bambini al mare. Che fare? Ho cercato posti belli ma poco frequentati per non essere travolta dalla gente gioiosa e da qualche pallonata in testa, sfuggita per sbaglio da piedi maldestri. I bambini e mio marito felici, nuotavano si tiravano gallonate d’acqua, facevano i castelli di sabbia, per loro era il massimo divertimento. Io stavo sola, in disparte, non mi piacevano quei giochi, mi ricordavano troppo i primi anni della scuola e le vacanze obbligate al mare che a me non piacevano. Dentro di me avevo una sola nostalgia, le montagne, pensavo come sarebbe stato bello andare al laghetto vicino a casa e tanto vicino al bosco!!!

 

Cala Arena - Sardegna

 

Il caldo terribile del mare mi faceva pensare ancora di più a casa mia, non che a casa mia sia freddo anzi, ma mi mancava tanto l’aria di casa. Poi tutto cresce e anche i miei bambini si sono fatti ragazzi e sono arrivati alle superiori. Un giorno mi chiedono: “Possiamo andare al mare con gli amici?” Erano bravi, perché non concederli la libertà di andare, dopo essermi assicurata di sapere, dove, come e con chi andavano. Ritornavano felici e io mi chiedevo, perché non mi piace il mare? Ormai sono anni che non ci vado con mio marito proviamo a guardare un depliant, ma dopo aver guardato dove mi sarebbe piaciuto andare, chiudevo le riviste dei posti di villeggiatura al mare e optavo per qualche altra località non marina  da visitare. Sono passati ancora tanti anni, i figli si sono sposati ed io ero già vedova quando un giorno, mia figlia mi chiede di andare in vacanza con la sua famiglia e tenere i bambini una settimana.

 

Cala Violina - Grosseto

 

Era una cosa normale, quando aveva bisogno sapeva che ero disponibile. Ho risposto “Si”, è sempre bello, per una nonna, girare con i nipotini. Chiedo: dove andiamo? “A Rimini”, mi risponde, poi guardando la mia faccia, ben sapendo quello che pensavo del mare dice: “Mamma, in un albergo, dove se ti volti a destra trovi il mare, ma se vai a sinistra entri in città”. Eravamo alla fine di ottobre quando siamo arrivati, ed io con grande meraviglia vedo una spiaggia pulita, niente sdraio o ombrelloni. Improvviso e incontenibile l’impulso di andare a fare una passeggiata lungo la battigia dove è costante l’infrangersi delle piccole onde sulla linea del bagnasciuga.

 

Cala Gonone - Sardegna

 

Prendo con me Gabriel,  il nipote più grande, e scendiamo alla spiaggia. Gabriel corre avanti e indietro gioioso ed io ho dovuto ricredermi: non pensavo che si potesse stare al mare con il cuore così pieno di felicità. Indescrivibile la sensazione di sentire il cedere morbido della sabbia sotto i piedi nudi. Come erano lontani i ricordi tristi e malinconici della mia avversione al mare.

Sono rimasta una settimana come d’accordo ma se mi avessero detto, rimani un mese, ne sarei stata contenta. L’acqua fresca del mare mi lambiva i piedi, le conchiglie che insieme a Gabriel facevamo a gara per raccogliere per vedere le più belle, ci divertiva tanto. Mai avrei creduto di provare tanta felicità in riva al mare.

 

Spiaggia rosa - Sardegna

 

La sera con Luca in carrozzina e Gabriel al fianco facevamo lunghe camminate, il mare sembrava mi chiamasse, tanto mi attirava. Mia figlia e suo marito stavano a guardare, sorpresi di tanta gioia. Una cosa che neppure loro s’aspettavano e non potevano credere di questo mio cambiamento, perché mi avevano detto più di una volta: vieni con noi. La mia risposta era sempre stata: “No grazie, io al mare non ci vengo”… ma erano periodi di piena estate. Credo  che per capire la bellezza del mare, io dovevo vederlo così: solo mare, sabbia e conchiglie. Ormai il ghiaccio è rotto, ci tornerò ancora.

 

§ - La grafica, le immagini e il video musicale sono di Giovanna

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Richard Clayderman - All the thinga you are

http://www.youtube.com/watch?v=sARfL93M5cU&list=FLNSrLyPMe3ffjMLZJhkN44g

Pensieri e non solo…!!

         

   

Rispolvero un argomento già trattato da "Bosco" , l'occasione è nata leggendo su Repubblica  l'articolo di J.Maletti intitolato appunto "Nella città a rifiuti zero" "Ricicliamo tutto qui l'immondizia è oro". Si parla di Capannori  nella ridente cittadina della lucchesia , sede anche di un importante concorso di poesia.........." Tutto merito di un "mago".

   

Solo nel paese delle meraviglie infatti si possono vedere scene come questa ,  alla stessa ora tutti i cittadini escono di casa e portano fuori quella che in troppe parti d'Italia si chiama "spazzatura" e che qui invece è stata ribattezzata "risorsa" ....non c'è uscio senza il sacchetto marrone "dell'organico" . Domani toccherà al "multimateriale leggero" , poi al "non riciclabile" , arriverà il giorno della carta. Meglio tenere il calendario bene in vista per non sbagliare. Se dimentichi la consegna , non puoi buttare tutto nel cassonetto , magari di notte , i cassonetti a Capannori non ci sono più.  Meglio essere puntuali con i ragazzi e le ragazze che arrivano davanti a casa con l'Apecar a metano a "prendere la consegna" .

 

Si mette a ridere Rossano Ercolani , maestro elementare . "Sì i miei alunni mi chiamavano il "mago", è successo nel 1995 , quando c'era una lotta di tutto il paese contro la proposta di un inceneritore. Compresi che non bastava dire no , bisognava offrire soluzioni . E così andai in classe con un sacco nero della "spazzatura" , lo rovesciai sulla cattedra. Ecco, dissi, plastica e bucce di banana , torsoli di mela , carta , insalata ,legno, pasta avanzata .....tutta insieme questa è "spazzatura" , se invece facciamo una cernita e cominciamo a dividere , bucce con torsoli , plastica con vetro , diventano una "risorsa" la "spazzatura"non c'è più...."Sei un mago" esclamarono i bambini".

 

Tanti di loro adesso hanno messo su famiglia e quando preparano il sacco per l'Apecar , ricordano che tutto cominciò allora .Il loro maestro mago è diventato famoso , in aprile ha ricevuto negli Stati Uniti il "Goldman Environmental rize, definito il premio Nobel per l'ambiente ...centocinquantamila dollari subito impegnati nell'Associazione Zero rifiuti e nel relativo centro studi.

 

La storia di Capannori dovrebbe essere studiata a scuola ."Io penso che nel mio Comune " racconta il sindaco Giorgio Del Ghingaro " ci sia stata una rivoluzione culturale ....adesso 47.000 cittadini fanno cose mai fatte prima". Capannori nel 2007 è stato il  primo Comune ad iscriversi all'Associazione Zero Waste .  Oggi con la raccolta differenziata "porta a porta" è arrivato all'82% di riciclaggio con punte al 90% ."Arriveremo a zero" dice il Sindaco ....nel 2020." Ci dicevano che avremmo speso troppo , con questo progetto ed invece le nostre tariffe sono le più basse della Toscana e siamo riusciti ad assumere stabilmente , i sessanta giovani che fanno il "porta porta" .

 

Altra risorsa scoperta da poco , sono le "case dell'acqua", che sorgono presso moltissimi Comuni italiani. Sono erogatori di acqua filtrata , purificata , refrigerata ed anche gasata con un costo  dieci volte inferiore al prezzo più basso delle cosiddette "acque minerali".

 

Il Comune di Bellano l'ha installata da 4 mesi e riferisce che sono stati consumati 60 metri cubi d'acqua pari a 60.000 litri , se si pensa che ogni bottiglia contiene 1,5 litri d'acqua è facile ricavare che sono state risparmiate 40.000 bottiglie di plastica ( in un anno quindi si risparmiano 120.000 bottiglie di plastica.....solo nel Comune di Bellano). Ovviamente è tutta "spazzatura che non esiste più!!!! Noi siamo in una Onlus , che deve avere anche scopi sociali oltre che umanitari...è molto bello che ci si possa conoscere , parlare , scambiarci idee, controbattere....insomma vivere una vita di relazione intellettuale e sociale....ma quanto sarebbe più interessante essere artefici di qualcosa che possa essere utile a tutta la Nazione. Io penso ad un documento , che potrebbe nascere da Eldy , dove appunto vengono citate    tutte le iniziative di Comuni , di singoli  e di Enti    atti a migliorare l'ecosistema nel quale viviamo. Un documento da inviare a tutti i Comuni ....una i "voce della saggezza", che parte da un gruppo di anziani , che non si vogliono limitare solo ad inviarsi saluti , auguri , poesie ed a scrivere articoletti di varia umanità..

 

 

Ennio Morricone -  Finale

LA DOMENICA DEL BOSCO

     

   

   

Fin dall’inizio del suo insediamento sul soglio di Pietro, Papa Francesco aveva ben pensato di programmare una sua visita a Cagliari e ha dato le giuste direttive perché fossero avviate le complesse procedure in tempi brevi.

   

 In precedenza a quella di Papa Francesco ci sono state altre importanti visite pastorali dei Papi in Sardegna, ricordiamo in ordine cronologico quelle degli ultimi decenni:

  • 24 aprile 1970 – Papa Paolo VI – Pellegrinaggio al Santuario di Nostra Signora di Bonaria a Cagliari. In una situazione di grande crisi per tutta la Sardegna Papa Polo VI porta la parola di conforto nel quartiere di S,Elia a Cagliari, uno dei quartieri più poveri della città.

  • 19 ottobre 1985 – Visita di Giovanni Paolo II a Cagliari: la sua visita a Cagliari rimane negli annali della città come uno degli avvenimenti più toccanti e densi di significato per i fedeli della Sardegna.

  • 07 settembre 2008 – Papa Benedetto 16° - Celebra a Cagliari la S.Messa per il centenario della proclamazione della Madonna di Bonaria a “Speciale Patrona di tutta l’isola di Sardegna”. Una visita apostolica nel segno di Maria, alla quale il Papa ha affidato, in particolare, le famiglie e i giovani.

 

 
  • 22 settembre 2013 – Papa Francesco a Cagliari. Giornata intensa del Papa nella città di Cagliari: bagno di folla lungo tutto il percorso dall’aeroporto alla città con diverse soste informali, non in programma, per salutare dal vivo, baciare i bambini e stringere la mano dei fedeli che lo acclamano in una  grande dimostrazione di fede e mistico affetto .

 

 

Questa, in sintesi, la situazione che il Papa viene a trovare in Sardegna:

Industrie che chiudono, finanziatori che fuggono dalla Sardegna e si dileguano; piccoli imprenditori in piena disperazione per non poter andare avanti, l’unica soluzione è  fermare il lavoro e licenziare, qualcuno, in preda ad un forte sconvolgimento interiore è arrivato all’estrema decisione del suicidio.

Sardegna, terra diseredata, senza lavoro, isolata dal mare al centro del Mediterraneo. In Sardegna tutto costa di più per effetto dei maggiori oneri dei trasporti che hanno l’handicap dei collegamenti via mare e aereo. Messa in crisi nelle sue risorse naturali quali l’allevamento del bestiame con la peste suina che ha infettato cinghiali e maiali e in pratica ne ha limitato la produzione e impedito l’esportazione anche di animali sani; la lingua blu, altra epidemia che ha decimato gli allevamenti ovini e messo in piena crisi il settore, ingenti perdite economiche per allevatori e pastori senza lavoro e senza risorse alternative.

La visita del Pontefice a Cagliari è programmata nei dettagli e prosegue:

  • 08.45 - Papa Francesco incontra i disoccupati, i cassintegrati, i dipendenti in mobilità. Queste le sue parole: “La crisi è colpa di un sistema economico che ha messo al suo centro l’idolo denaro”  - L’uomo è al centro del mondo, non il denaro. Dare lavoro per dare dignità”. - “ Sono venuto per condividere con voi gioie e speranze, fatiche e impegni, ideali e aspirazioni della vostra isola, e per confermarvi nella fede”;

  • 09.45 – Saluto delle Autorità e incontro con i malati e disabili nella Basilica di Nostra Signora di Bonaria;

 
  • 10.30 – Santa Messa celebrata nel sagrato del Santuario di Nostra Signora di Bonaria davanti ad una imponente moltitudine di persone, tutte munite di “pass” per poter raggiungere i posti o le zone assegnate.

  • 13.00 – Dopo la S.Messa Papa Francesco si è trasferito al Pontificio Seminario Regionale per il pranzo e l’incontro con i vescovi della Sardegna.

  • 15.00 - Nel primo pomeriggio si è recato nella Cattedrale cittadina, ubicata nel Centro Storico della città di Cagliari, per l’incontro con i poveri e i detenuti. Qui incontra pure i volontari della Caritas e di altre Associazioni di volontariato umanitario, rivolgendo parole di conforto per tutti.

  • 16.00 – Incontro con il mondo della cultura nell’Aula Magna della Pontificia Facoltà Teologica della Sardegna a Cagliari – Discorso del Santo Padre.

  • 17.00 – Incontro con i giovani che già dalle ore 15.00 sono in attesa di riceverlo e hanno dato il via a canti e testimonianze dell’evento:

  • Getta le tue reti”,

  •  con l’obiettivo dichiarato di vincere la tristezza, cercare la verità, uscire dalle chiese e invadere le periferie

  • 18.30 – Partenza dall’aeroporto di Cagliari Elmas per Roma Ciampino, arrivo previsto ore 19,30.

 

Il Papa ha ricevuto dalla Sardegna un dono di solidarietà da destinare ai poveri disabili senza fissa dimora della sua Buones Aires, per la casa di accoglienza “San Martin de Porres” che egli stesso ha iniziato a costruire. L’iniziativa gode della partecipazione attiva degli immigrati sardi in Argentina, che, solo a Buenos Aires, conta oltre 15 mila sardi. Un grande gesto di solidarietà da poveri verso i poveri.

 

La visita di Papa Francesco a Cagliari il giorno 22 settembre scorso non è stata casuale o solo come valenza di visita pastorale ma per Papa Francesco ha avuto un significato particolare. Ha detto, infatti, di aver voluto rendere omaggio alla Madonna di Bonaria per riconoscerle e ringraziarla per aver dato il nome alla città di Buenos Aires.

Per questo particolare dell’attribuzione del nome alla città di Buenos Aires, nel significato di consacrarla alla Madonna di Bonaria venerata in Sardegna, avevamo già pubblicato un servizio nel Bosco qualche tempo fa.

Nella speranza che sia stata una lettura piacevole, ringrazio per la cortese attenzione e auguro per tutti una serena domenica.

     

Enrico Toselli - Serenata  (Violinista  André Rieu)

http://www.youtube.com/watch?v=xq5yPjjIGcI

L’Angolo del dialogo – Fatti e opinioni

             

Nel Venerdì di Repubblica n. 1330 del 13 settembre 2013, alle pagine 14 e 15,, nella Posta di Michele Serra, ho trovato uno scambio assai interessante fra un lettore e lo stesso Serra.

Lo metto a disposizione degli amici del blog perché lo ritengo molto utile ai fini del dialogo fra noi in questo momento di grave difficoltà che stiamo attraversando.

Dunque, scrive il lettore:

“Egregio Serra, un mio amico, padre di due figli come me, si è tolto la vita perché gli stavano togliendo il lavoro, come successe a me giusto un anno fa. Era una persona molto gentile, sorridente, simpatica, colta, molto responsabile e attaccata al lavoro dell’azienda di cui era dipendente. Non ha avuto la forza di reagire alla sventura che sta colpendo tante, troppe persone. Perdere il lavoro è un’esperienza devastante, soprattutto se non ci sono premesse e giustificazioni fondate economicamente (come quando si delocalizzano aziende in attivo, o si licenzia per questioni personali non professionali, tanto l‘articolo 18 è un ricordo del secolo scorso). Io mi aggrappo alla famiglia, facendo il precario a 50 anni, ma in giorni come questo la rabbia diventa disperazione, e le confesso che penso spesso ad azioni violente e sconsiderate, che non compio poi giusto perché conservo un senso di responsabilità civile. Penso che come me siano in tanti, sa, e mi chiedo se politici, potenti e intellettuali abbiano sentore di queste situazioni che possono diventare esplosive. So che è sbagliato e folle, ma io sento sempre più spesso frasi tipo “ci vorrebbero le Brigate Rosse” o “Bisognerebbe farsi giustizia da soli”, anche da persone che erano ragionevoli e moderate, prima…”

 

Lettera firmata

La risposta di Michele Serra, che fa precedere il tutto dal titolo

 

la seguente:

 

“Caro amico, di fronte a una morte così ingiusta – una morte per sottrazione, per perdita della dignità - non esistono risposte che non siano misere e raffazzonate. Ma provo ugualmente, visto che dopotutto è il mio mestiere,  a mettere quattro parole in croce. Il lavoro manca, il lavoro è molto meno di prima perché un intero mondo produttivo sta finendo o è già finito . Crisi dell’industria, crisi del commercio, delocalizzazione, progressivo esaurimento delle tutele di chi lavora, e una contrazione dei consumi che, francamente, non mi sembra attribuibile solamente alla mancanza di denaro, perché è anche figlia di una precedente sbornia consumista, e molti stanno imparando a vivere meglio con meno. Chi ci va di mezzo sono milioni di persone che hanno perduto il loro lavoro, perdendo con esso non solamente l’indipendenza economica, ma anche la propria identità. E non so, delle due tragedie, quale sia la più deprimente.

Conosco molto da vicino casi in cui c’è stata la forza di reagire, e andare alla riscossa; e casi, come quello del suo povero amico, in cui sono mancate le forze, o l’occasione, o la fortuna. Dalla politica ci si aspetterebbero prima di tutto parole di verità: dovrebbe dirci, soprattutto chi non fa il il demagogo di mestiere, che non torneremo MAI PIU’  a vivere come prima. E non hanno il coraggio di dircelo. E poi dovrebbero farsi in quattro, anzi in cinque, per soccorrere chi è in difficoltà da un lato (si chiama Welfare…); e per immaginare e promuovere nuove occasioni di reddito e di lavoro dall’altro. Ma viviamo ancora immersi nella fede supina nel “mercato”, in attesa che sia lui a restituirci ciò che ci ha levato, che sia lui a redistribuire risorse e quattrini negli ultimi vent’anni finiti nelle tasche di pochi e levate dalle tasche di molti. Il ceto medio è uscito distrutto da questa crisi.

Un nuovo ceto medio  impiegherà anni e forse un paio di generazioni a rinascere: ma perché possa rinascere serve una politica nuova e coraggiosa. Che non prometta fandonie, non faccia finte elemosine (tipo abolire l’Imu per poi riempire il buco con nuove tasse), e destini soldi, risorse, ricerca alle nuove frontiere del lavoro: natura, agricoltura, tutela ambientale, energie sostenibili, manutenzione del territorio, risanamento dell’edilizia degradata, un turismo più colto e in linea con il nostro patrimonio artistico… e tutto l’indotto industriale e manifatturiero che la nascita di una vera “nuova economia” si trascinerebbe dietro. Prima o poi qualcosa si muoverà: è la forza delle cose. Già adesso l’agricoltura è il solo settore dell’economia italiana che ha avuto un incremento degli occupati. Nel frattempo, rabbia e disperazione mordono, feriscono, uccidono, e accecano. Sulle Brigate rosse voglio dirle una cosa sola. Ammesso (e non concesso) che la violenza sia una pratica giustificabile, e non lo è, quei signori hanno colpito a vanvera, ucciso a casaccio. I loro obiettivi sono stati quasi sempre poveri servitori dello Stato, o professori armati solo dei loro libri, o magistrati che si battevano per una società più giusta. La violenza non rende solo violenti: rende anche imbecilli”.

 

Voglio aggiungere soltanto due puntualizzazioni al dialogo che ispirano lettera e risposta. Il primo: l’elemento internazionale. Non possono essere affrontati i problemi in un solo paese o solo nella cerchia dei paesi più ricchi, come, volenti o nolenti, sono l’Italia o l’Europa. Il secondo: una nuova politica economica per una nuova economia e civiltà non può essere affidata soltanto alle cosiddette “leve finanziarie” (anche Serra ad un certo punto accenna al problema). Abbiamo delegato troppo al mercato e alla finanza. Dobbiamo tornare indietro invece di continuare a svolgere i consueti riti e fare le consuete riverenze agli indici. Ma dialoghiamo fra noi, come sempre. Sicuramente ci sentiremo coinvolti. Grazie.

       

Richard Clayderman - Wild flower