Archive for settembre 24th, 2013

Arte!!

             

Si è già parlato più volte della difficoltà delle donne ad affermarsi nelle arti, in tutte le epoche passate, poiché quel mondo è sempre stato di esclusivo appannaggio maschile. Nonostante ciò, anche nel Rinascimento e nei secoli seguenti  ci sono state   figure femminili assolutamente straordinarie, che hanno lasciato una precisa  impronta artistica. Ci siamo già occupati dell’eccellente pittrice  Artemisia Gentileschi (1593-1653), donna determinata, a dispetto della sua burrascosa e  travagliata vita, da ragazza e da adulta. Abbiamo parlato anche di Elisabetta Sirani, altra abilissima artista bolognese del ‘600,  pittrice ma anche incisore e orafa, che lasciò numerose opere, anche se la morte la colse a soli 27 anni e, ancora, di Rosalba Carriera, pittrice e miniaturista veneta del ‘600. Un’altra artista Rinascimentale, mi ha colpito in modo  particolare, che si distinse per la sua grande abilità:  celebre scultrice, ma anche incisore e orafo:  Properzia de’ Rossi. Di lei, il famoso storico dell’Arte, Giorgio Vasari disse: “Andò la fama di così nobile ed elevato ingegno per tutt’Italia”….., alla quale dedicò una specifica biografia.

 

Spilla dalle 100 teste

 

La figura di Properzia è avvolta in gran parte dall’ombra. Non ci sono molti documenti che la riguardino. La data di nascita fu ricavata da un “Instrumento del 1515, trovato nell’Archivio Notarile, in cui viene menzionata come donna di 25 anni. Figlia di un notaio bolognese, fu l’unica scultrice della prima metà del ‘500, ricordata dalle fonti dell’epoca. Vasari, come  è già stato  precisato, ne scriverà la vita lodando il suo virtuosismo come la sua bellezza, così tanto celebrato da crearne un mito. Secondo le fonti del tempo, Properzia aveva potuto intagliare 60 teste su un nocciolo di ciliegia, opera da identificare nell’anello conservato presso il Gabinetto delle Gemme della Galleria degli Uffizi.

Spilla dalle cento teste (nocciolo di ciliegia scolpito, oro, diamanti, perle), Firenze, Museo degli Argenti – Palazzo Pitti.

 

Aquila a due teste in filigrana d'argento con 11 noccioli di pesca

 

Un altro esempio della sua grande abilità è il gioiello commissionato dalla famiglia Grassi, custodito presso  il Museo Civico Medievale di Bologna, che raffigura un’aquila a due teste in filigrana d’argento, e con 11 noccioli di pesca intagliati e incastonati a giorno, che presentano,  da un lato,  la figura di un apostolo e dall’altro quella di una santa. Properzia ricevette la prima formazione dall’incisore Marcantonio Raimondi a Bologna fino al 1507. Si misurò, inoltre, anche con disegni e incisioni. Le sue opere più importanti sono due pannelli di marmo a rilievo con testi testamentari, custoditi  nella Basilica di San Petronio a Bologna.

 

San Giuseppe e la moglie di Putifarre - Basilica San Petronio - Bologna

 

Le formelle databili tra il 1525-26,  si riferiscono entrambe al tema della castità di Giuseppe. Nella formella qui sopra, la tradizione vuole che l’artista rappresenti se stessa e l’uomo amato, il giurista Antonio Galeazzo Malvasia. Dopotutto, l’insieme di aneddoti e vita privata fa parte della storia dell’arte, se si parla di una donna poi additata come concubina, Properzia sicuramente rappresentò un elemento di disturbo nel panorama artistico bolognese. L’artista fu un personaggio di un’accesa sensualità, sia nella vita che nell’arte, come si vede dal tratteggio della moglie di Putifarre, così discinta e sfrontata, tanto che ancora nel XIX secolo le fu dedicata una tragedia da Paolo Costa.

 

Nudo di donna

 

Alla sua tumultuosa vita corrispose un epilogo tragico. Narra Vasari  che,   al termine dell’Incoronazione  di Carlo V (24 febbraio 1530), Papa Clemente VII chiese di incontrare  la scultrice, ma ebbe in risposta una notizia  “che li spiacque grandissimamente”.  Properzia  de’ Rossi morì di peste  quella stessa settimana nell’ospedale di San Giobbe,  a Bologna.

   

Alcuni dati provengono dal Web.

     

 Richard Clayderman  -   I have a dream