LA DOMENICA DEL BOSCO

           

Come ben sappiamo il Bosco tratta spesso argomenti di grande riflessione morale e sociale. Ecco un’altra bella e commovente storia per la nostra Domenica: non ha bisogno di presentazione perché ce la propone una nostra carissima amica che si presenta da sola. Giudicate voi e riservatele i vostri arguti e appassionati commenti, Grazie.

         

Buongiorno, Amici.... sono Armida.ve.  Non ho mai scritto nulla per il "Bosco" anche se leggo sempre e, qualche volta, lascio un mio commento.

Ora mi è venuta voglia di farlo.. e ho scritto questa  storia, che mi ha profondamente commosso e ho voluto portarla nel Bosco per condividerla con voi.   

Come molti di voi sanno io faccio volontariato in una casa di riposo (sono ormai 11 anni).

Il mio compito, la mia attitudine, è portare un po' di allegria… cantando canzoni che loro conoscono e facendo un po' il pagliaccio per farli sorridere.

 

Casa di riposo

 

Ho conosciuto tanti anziani: alcuni li ho visti arrivare, restare un po' e poi andarsene.. altri c'erano prima di me e, alcuni, ci sono tuttora. Io non vorrei mai esserci quando arriva qualche nuovo ospite a sostituire quello scomparso. Arrivano sempre smarriti, spaventati, timorosi di ciò che li attende. Stringono preoccupati la borsa con i loro effetti personali e non lasciano la mano della persona di famiglia che li accompagna (non è vero che tutti gli anziani sono soli e abbandonati, c'è anche il dramma di tanti figli che non ce la fanno più a gestirli, in famiglia, perché impegnati nel lavoro, con i bambini od altro).

A molti anziani io sono particolarmente affezionata; ho conosciuto le loro storie, (potrei stare delle ore, a raccontarle..) e loro hanno conosciuto la mia.

 

Volontaria-clown

 

Quest'anno, il caldo del mese di luglio ha spento per sempre nonna Rosa (Rosalia). Aveva 98 anni. Era sempre serena, tranquilla, anche se non parlava quasi mai. Io le cantavo sottovoce delle vecchie canzoni e lei muoveva le labbra; si capiva che le conosceva!. Un  giorno, qualche mese fa, mi mise la mano sul braccio: - Lo so, - disse- che tu hai tante sorelle... io sai...  non è vero che sono figlia unica... avevo un fratello" - "Davvero, nonna? Mai saputo!" "Non lo sa nessuno" disse, e iniziò a raccontare la sua storia.

Nei primi anni del novecento il Veneto era allo stremo. Campi bruciati dalla grandine e dal gelo,  la"pellagra" che aveva decimato la popolazione, il bestiame che moriva di stenti, la carestia che non dava respiro. Poi... i padroni.. se non pagavi l'affitto, alla scadenza di novembre (a San Martino) venivi cacciato via, senza pietà, così tanti Veneti emigrarono (Le Americhe, la Svizzera. ecc..). I genitori di Rosa andarono in Germania.

 

Contadini al lavoro

 

Trovarono un lavoro durissio, presso un contadino, con la condizione che, se avessero avuto dei figli, sarebbero stati cacciati via... Maria,  la mamma, si trovò ad aspettare un bimbo. Nascose la gravidanza a tutti e, appena partorito lasciò il bimbo in un orfanotrofio. Non sapeva né leggere né scrivere... non conosceva la lingua, non seppe mai più nulla di quella sua creatura.

 

Bambine in un Orfanotrofio

 

Poi giunsero le notizie dell'imminente conflitto che assunse dimensioni mondiali (La Grande Guerra). I genitori di Rosa tornarono nel Veneto, dove poi nacque la bimba.

Rosa mi raccontò che sua mamma le aveva confessato la sua storia, poco prima di morire…

Rosa l'ha raccontata a me... cara, dolcissima nonna Rosa!

Ora che lei non c'è più voglio ricordarla con voi, amici… Le ho promesso una preghiera, per lei e per la sua mamma.

Grazie se lo farete anche voi.

     

 

§ - La grafica, le immagini e il video musicale sono a cura di Giovanna.

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Richard Clayderman  -   Sometimes when we touch...

             


COMMENTI

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  1. il 25 agosto, 2013 Nembo dice:

    Ringraziamo Armida per averci raccontato una storia triste, commovente con eventi realmente accaduti alla nonna Rosa che la stessa ha raccontato alla nostra amica dei lati riservati della sua vita privata. Un plauso ancora ad Armida che fa volontariato presso una struttura di anziani.

  2. il 25 agosto, 2013 Giuseppe3,ca dice:

    Ti ringrazio Armida per averci voluto raccontare questa storia tenerissima che ci riporta indietro di un secolo e illustra come era la vita sociale di allora con la miseria e le difficoltà del vivere dei tempi passati. É d’obbligo il confronto con la vita di oggi ma lascio ai lettori ogni considerazione. Un cordiale saluto a tutti.

  3. il 25 agosto, 2013 Lorenzo.rm dice:

    Benvenuta fra noi, Armida. Sei una splendida persona.

  4. il 25 agosto, 2013 Cecilia Zenari dice:

    Armida carissima,
    grazie, innanzitutto, per la tua ammirabile opera di volontariato, verso le persone anziane.
    Sono certa che tu dai molto di te e le persone che vai a trovare e fai sorridere ricambiano con i loro piccoli gesti, con le loro umili parole, “ripagandoti” così della tua disponibilità.
    Rosa (Rosalia), l’anziana signora, che ti ha raccontato questa storia tenerissima, che tanto mi ha emozionato!, ti ha fatto un grande dono: la sua Fiducia, confidandoti cioé un segreto che teneva gelosamente nascosto nel suo cuore.
    Quello che si legge tra le righe di questo racconto triste sì, ma vero (e che ci fa profondamente riflettere) è la tua disponibilità, la tua gioia di stare con persone spesso sole, a volte sole senza nessuna colpa dei familiari.
    Persone ormai avanti con gli anni e proprio per questo spesso in sofferenza: con tutte le difficoltà che l’età avanzata comporta.
    Leggere un racconto così ci aiuta e ci sprona a donare, a renderci giustamente disponibili.
    Voglio ringraziarti per questo, ricordando Rosalia e il fratello che non ha mai conosciuto.
    Ricordando il dolore di una mamma che non ha mai potuto crescere il suo bimbo e pregando, affinché cose così non possano mai più, mai più! accadere in un mondo che dovrebbe essere solo vissuto con e per Amore.
    Per Rosalia c’è già una preghiera e un sorriso.
    Lei ci ha dato un bell’esempio con la sua vita fatta di silenzi e di pace interiore e tu, Armida, ce l’hai raccontato con tanta semplicità.
    Grazie Armida, ciao! Ti voglio bene!

  5. il 25 agosto, 2013 armida.ve dice:

    Vorrei ringraziare Giuseppe per la disponibilità dimostratami. Questa, come ho detto è una storia che mi sono portata dentro per mesi. Ho voluto condividerla con gli amici del “bosco” perchè mi sembra che sia un modo per fermarci a riflettere. Io porto nel cuore nonna Rosa.. come tanti altri che io chiamo tutti nonni.

  6. il 25 agosto, 2013 armida.ve dice:

    Nembo..che dire..no.. non voglio un plauso perchè faccio volontariato! Per me è quasi una necessità, ricevo sempre molto più di quanto posso dare, ma ti ringrazio per il tuo commento, molto tempestivo!

  7. il 25 agosto, 2013 armida.ve dice:

    Lorenzo.. Ti ringrazio…

  8. il 25 agosto, 2013 armida.ve dice:

    Cecilia.. cara amica.. Come sempre hai saputo cogliere le sfumature di tutti i sentimenti, anche i più nascosti. Hai capito che nonna Rosa mi ha fatto un grande dono, mi ha dimostrato una stima e una fiducia che ripagano di tutti i momenti che io dedico a loro. La sua storia triste mi è rimasta nel cuore e penso anche alla sua povera mamma cosa può aver sofferto, anche fisicamente, lavorando in quelle condizioni e poi strapparsi una parte di sé.
    Viviamo in un mondo che non ha ancora imparato nulla, purtroppo ancora accadono di queste tragedie.

  9. il 25 agosto, 2013 gianna dice:

    Cara Armida
    questo tuo racconto, lascia riflettere tantissime cose, in questo caso negative,come poteva sopportare questo enorme distacco dalla sua creatura, separarci dalla sua sangue materno, come poteva vivere, solo per potere lavorare,ha dovuto rinunciare alla cosa piu’ bella un figlio,non poterlo accudire, vederlo fiorire giorno dopo giorno,non basta una preghiera armida questa donna ha conosciuto l’inferno sulla terra arrida,ma quanti pensieri scorrevano a nella mente ,di quella sfortunata madre, quella mamma che alla fine della sua vita si sollevo’ un attimo dal dolore per raccontarti Armida ,Rosa Rosalia, sei e sarai sempre un esempio meraviglioso per tutti noi.ti porteremo nel nosro cuore per sempre. ciao tvb

  10. il 25 agosto, 2013 Anna B. dice:

    Poche cose ci appagano come l’operare con amore, verso i bisogni di una o più persone, ricavando inaspettatamente, più nel dare che nel ricevere.

  11. il 25 agosto, 2013 armida.ve dice:

    Lieta di conoscerti, Anna B. e grazie per la condivisione

  12. il 25 agosto, 2013 gianna dice:

    Armida sappiamo bene, che non tutti i genitori devono andare in queste case di riposo,ma io penso che se i figli hanno un impegno di lavoro, vogliono solo cercare di sapergli accuditi e curati bene cosi speriamo, tu capirai meglio perche’ ci lavori in queste case di riposo, il mio volontariato e nelle corsie spesso della sofferenza in ospedale, ma le due cose sono diverse, tu porti le tue canzoni il tuo sorriso a questi dolci nonnini/e anche se nelle nosre famiglie esiste sempre dei piccoli o grandi probblemi, ma tutte le nostre storie cerchiamo lsciarle a casa, certamente che dopo avere vissuto una vita di lavoro questo persona anziane nn di certo sara’ il massimo, dici che arrivano con i suoi effeti personali, e non si staccano da quelle mani dei suoi cari, certo chi puo’ capire quel giorno non sara’ il migliore, ma non sottovalutiamo che anche i figli devo fare lo stesso percorso, lavoro famiglia e figli, dunque e una ruota, che si cerca di fare questo proprio in estremis. non chiamiamo abbandono ma lasciamo che i figli si facciano la loro vita, esclusi casi dove si porebbe eviare! mi unisco a te Armida che gia’ conosci bene queste strutture,non dimentichiamoci che il volontariato da il suo piccolo aiuto di umanita’ragazzi/e le porte si aprano e vi aspettano con tanto affetto e umanita’ evviva ciao il volontariato dell’umanita’ ciao

  13. il 25 agosto, 2013 giovanna3.rm dice:

    Armida, Benvenuta in Bosco con il tuo appassionato racconto.
    E’ un piacere leggerti e, personalmente, apprezzo molto ciò che fai per le persone bisognose di attenzione e solidarietà umana.
    Un abbraccio.

  14. il 25 agosto, 2013 Carlotta dice:

    Una bella storia… molto tenera
    BuonaDomenica a tutti ^_^

  15. il 25 agosto, 2013 Giulio Salvatori dice:

    Grande Armida:- credo che non ci sia bisogno di preghiere per Tua Nonna .La sua vita è stata una continua preghiera . Se c’è un Dio, avrà riservato per Lei il meritato spazio nel regno dei cieli. Con questa testimonianza ci hai riportato alla realtà di questa vita terrena. Grazie Armida e, soprattutto, grazie per tutto quello che fai.

  16. il 25 agosto, 2013 armida.ve dice:

    Gianna.. ti ho conosciuta nel tempo, qui in Eldy.Ho conosciuto la tua sensibilità e ti ringrazio della tua stima e del tuo affetto.. Certo tu puoi capire quando, a noi volontari, viene restituito un sorriso. Ma sai.. proprio perchè il mio compito è diverso dal tuo, potrei raccontarti episodi spassosissimi!
    Voglio raccontarti di A. ex paracadutista.. una sagoma!! balla il tango argentino e mi fa fare le contorsioni! Mi dice sempre:”Se avessi vent’anni di meno.. dovresti dire ciao.. a tuo marito!! Ti farei vedere io come si vive!!”
    Considerato che ha più di 80 anni, posso pensate a come sarà stato a 30!!

  17. il 25 agosto, 2013 armida.ve dice:

    Ti ringrazio Giovanna, per il tuo contributo.. bella la musica, appropriate le immagini.. una cosa non va… io sono molto più carina della volontaria della foto!!! ahahahah !!
    Buona domenica!!!

  18. il 25 agosto, 2013 armida.ve dice:

    Grazie, Carlotta!(^_^) !! Buona domenica a te!!

  19. il 25 agosto, 2013 armida.ve dice:

    Giulio.. grazie, davvero! IL tuo commento mi ha fatto molto piacere. Non posso che essere d’accordo con Te.. Buona domenica!!

  20. il 25 agosto, 2013 alba morsilli dice:

    rispondo al tuo commovente racconto un fatto che io ho personalmente vissuto nei miei lunghi anni di lavoro ospedagliero, eravamo sotto Natale :
    Che cosa è Natale ? nascita di un figlio, come Maria quante Marie ci sono al mondo, che amano svisceratamente i suoi figli. Ho conosciuto Marie messe in depositodai loro figli.
    Essere sedutidavanti al portone e far finta di dormireper non vedere che per lei non c’è nessunoche la cercava.
    Eppure questa Maria a dato anche lei alla luce dei figli, a sofferto e vissuto assieme a loro. Ma non è venerata come la Madonnaperchè ha la colpa di aver messo al mondo dei demoni.
    Guardo Maria le scendono le lacrime fa finta di niente e con il scialle se le asciuga, non una parola esce dalla sua bocca, torce il labbro inferiore come avesse ancora i denti.
    Si alza piano pianosi dirige verso la chiesa si inginocchia e prega per i suoi demoni che ama oltre la vita

  21. il 25 agosto, 2013 armida.ve dice:

    Alba.. La tua testimonianza mi ha fatto piangere. Immagino il dolore di quella povera mamma, a Natale.
    Per fortuna i figli non sono tutti uguali; io per contro, vorrei raccontarti la storia di Santina. Non era vecchia,Santina, ma un male l’aveva resa paralizzata e incapace di parlare. Suo figlio veniva a trovarla quasi tutti i giorni. Portava sempre con sé una bimba bellissima di circa due anni; quando il tempo lo permetteva prendeva la carrozzina della mamma e scendevano nel parco.. si facevano compagnia. Quando, tempo dopo, nacque la secondogenita, prima di portare la bimba a casa dall’ospedale, passò dalla nonna a fargliela conoscere.
    Io credo che tutti noi vorremmo un figlio così!

  22. il 25 agosto, 2013 rossana 1 dice:

    Ciao Armida grazie per questo racconto, a volte non pensiamo alle cose che i nostri anziani si portano dentro, vite vissute a volte anche in modo triste, io sono contenta di una cosa, che quando una persona anziana mi racconta stò ad ascoltare, dobbiamo avere l’umiltà in questo, hanno un tesoro dentro di loro, a volte l’anziano viene visto come una persona da lasciare in parte invece è proprio una fonte di vita vissuta sia nel bene che nel male. Brava per quello che fai, io dico che danno più loro a te che tu a loro.

  23. il 25 agosto, 2013 armida.ve dice:

    Visto, Rossana? ci sei riuscita a pubblicare!! Ti ringrazio e sono d’accordo con te, dicono che ogni anziano che scompare è come una biblioteca che brucia. A parte l’esagerazione, io credo che abbiano molto da insegnarci e noi dobbiamo avere l’umiltà di ascoltarli. Ciao!

  24. il 25 agosto, 2013 sandra vi dice:

    Grazie Armida per il tuo racconto,ma tu devi avere una tale carica di umanita’ che gli anziani che avvicini avvertono e vedi,come nel caso della tua nonnina si aprono con te. Ogni anziano porta un bagaglio di esperienza ,bisognerebbe ascoltarli ,lasciarli parlare perche ‘abbiamo sempre molto da imparare dalla loro saggezza. COme empre complimenti a Giovanna.

  25. il 25 agosto, 2013 enrica bosello dice:

    brava Armida

  26. il 25 agosto, 2013 armida.ve dice:

    Sandra.. ti ringrazio. L’umanità che tu vedi in me fa parte del mio carattere. Come ho scritto altre volte ( qui in Eldy) la mia infanzia non è stata facile. Questo mi ha portata a sentire particolarmente la sofferenza nel prossimo, ma nonostante tutto, sempre con ottimismo!
    Come ho detto anche a Gianna, ci sono anche tante storie simpatiche che potrei raccontare. A volte ci facciamo anche
    qualche bella risata, con i nonni! Ciao!

  27. il 25 agosto, 2013 armida.ve dice:

    Grazie Enrica, sempre felice di ritrovarti!

  28. il 26 agosto, 2013 armida.ve dice:

    Cara Gianna, ho riletto i tuoi commenti e mi sono soffermata su una tua riflessione:è vero.. dici bene tu, è un percorso della vita che ci troviamo ad affrontare,tutti, Nessuno di noi può dire- “a me non accadrà!”. Io ho parlato anche del dramma dei figli perchè lo vedo, tanti di loro ci sono tutti i giorni, addirittura qualcuno ha 70-80 anni ed ha il genitore centenario. Oggi si vive molto di più, quest’anno nella casa dove vado io festeggiano 11 centenari Questo era raro, solo fino a pochi anni fa,ora è così e, (lasciando perdere i discorsi sui finanziamenti sempre più scarsi che ci porterebbero troppo fuori) sono d’accordo con te, ci vorrebbero molti più volontari. So che non tutti sono portati a farlo, ma a volte basta un imput, un pensiero.. perchè non provare? Forza, amici ,facciamo volontariato.. ci sentiremo davvero in pace con noi stessi!

  29. il 26 agosto, 2013 gianna dice:

    Armida, nell’ambiente dove vado io, in ospedale, abbiamo dei ragazzi giovani pieni di voglia di dare fare el bene dunque non perdiamo le speranze,ma dobbiamo crederci e tu sai che per essere un bravo volontario devi essere umano, sensibile,cercare di dare affetto, dove manca altruista ,generoso e lasciare i nostri probblemi a casa perche ne abbiamo tutti, vero Armida dobbiamo portare coraggio carezze dove mancano,dare la tua mano dove serve,uscirai felice di aver dato poco ma tanto, nello stesso momento,abbiamo bisogno dei giovani forza le porte saranno sempre aperte, per chi vuole dare un attimo del suo tempo,grazie di esistere il grande volontariato basta crederci ciao!!

  30. il 26 agosto, 2013 Giuseppe3,ca dice:

    Carissimi boscaioli, ovvero frequentatori del Bosco, sento di dover ringraziare tutti per la bella chiacchierata tra amici che ha spaziato in tutti gli aspetti delle problematiche di carattere morale e sociale, sollecitate dal bel racconto di Armida. Siete stati tutti bravissimi/e, nessuno escluso, siete entrati nello spirito del problema che, in un modo o nell’altro, ci tocca tutti da vicino.

    Ben vengano queste discussioni tra noi, sono utili per comprenderci e ampliare il nostro modo di essere.

    ░……….. G R A Z I E ……….░