Archive for agosto 25th, 2013

LA DOMENICA DEL BOSCO

           

Come ben sappiamo il Bosco tratta spesso argomenti di grande riflessione morale e sociale. Ecco un’altra bella e commovente storia per la nostra Domenica: non ha bisogno di presentazione perché ce la propone una nostra carissima amica che si presenta da sola. Giudicate voi e riservatele i vostri arguti e appassionati commenti, Grazie.

         

Buongiorno, Amici.... sono Armida.ve.  Non ho mai scritto nulla per il "Bosco" anche se leggo sempre e, qualche volta, lascio un mio commento.

Ora mi è venuta voglia di farlo.. e ho scritto questa  storia, che mi ha profondamente commosso e ho voluto portarla nel Bosco per condividerla con voi.   

Come molti di voi sanno io faccio volontariato in una casa di riposo (sono ormai 11 anni).

Il mio compito, la mia attitudine, è portare un po' di allegria… cantando canzoni che loro conoscono e facendo un po' il pagliaccio per farli sorridere.

 

Casa di riposo

 

Ho conosciuto tanti anziani: alcuni li ho visti arrivare, restare un po' e poi andarsene.. altri c'erano prima di me e, alcuni, ci sono tuttora. Io non vorrei mai esserci quando arriva qualche nuovo ospite a sostituire quello scomparso. Arrivano sempre smarriti, spaventati, timorosi di ciò che li attende. Stringono preoccupati la borsa con i loro effetti personali e non lasciano la mano della persona di famiglia che li accompagna (non è vero che tutti gli anziani sono soli e abbandonati, c'è anche il dramma di tanti figli che non ce la fanno più a gestirli, in famiglia, perché impegnati nel lavoro, con i bambini od altro).

A molti anziani io sono particolarmente affezionata; ho conosciuto le loro storie, (potrei stare delle ore, a raccontarle..) e loro hanno conosciuto la mia.

 

Volontaria-clown

 

Quest'anno, il caldo del mese di luglio ha spento per sempre nonna Rosa (Rosalia). Aveva 98 anni. Era sempre serena, tranquilla, anche se non parlava quasi mai. Io le cantavo sottovoce delle vecchie canzoni e lei muoveva le labbra; si capiva che le conosceva!. Un  giorno, qualche mese fa, mi mise la mano sul braccio: - Lo so, - disse- che tu hai tante sorelle... io sai...  non è vero che sono figlia unica... avevo un fratello" - "Davvero, nonna? Mai saputo!" "Non lo sa nessuno" disse, e iniziò a raccontare la sua storia.

Nei primi anni del novecento il Veneto era allo stremo. Campi bruciati dalla grandine e dal gelo,  la"pellagra" che aveva decimato la popolazione, il bestiame che moriva di stenti, la carestia che non dava respiro. Poi... i padroni.. se non pagavi l'affitto, alla scadenza di novembre (a San Martino) venivi cacciato via, senza pietà, così tanti Veneti emigrarono (Le Americhe, la Svizzera. ecc..). I genitori di Rosa andarono in Germania.

 

Contadini al lavoro

 

Trovarono un lavoro durissio, presso un contadino, con la condizione che, se avessero avuto dei figli, sarebbero stati cacciati via... Maria,  la mamma, si trovò ad aspettare un bimbo. Nascose la gravidanza a tutti e, appena partorito lasciò il bimbo in un orfanotrofio. Non sapeva né leggere né scrivere... non conosceva la lingua, non seppe mai più nulla di quella sua creatura.

 

Bambine in un Orfanotrofio

 

Poi giunsero le notizie dell'imminente conflitto che assunse dimensioni mondiali (La Grande Guerra). I genitori di Rosa tornarono nel Veneto, dove poi nacque la bimba.

Rosa mi raccontò che sua mamma le aveva confessato la sua storia, poco prima di morire…

Rosa l'ha raccontata a me... cara, dolcissima nonna Rosa!

Ora che lei non c'è più voglio ricordarla con voi, amici… Le ho promesso una preghiera, per lei e per la sua mamma.

Grazie se lo farete anche voi.

     

 

§ - La grafica, le immagini e il video musicale sono a cura di Giovanna.

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Richard Clayderman  -   Sometimes when we touch...