Archive for agosto 18th, 2013

LA DOMENICA DEL BOSCO

         

 

 

Un’amica che conosco ormai da tanto tempo e con la quale ci siamo sempre scambiati le nostre confidenze e i nostri dubbi per reciproco conforto o chiarimento, mi scrive questa toccante lettera per esprimermi il suo sconforto e la sua delusione di mamma. Forse è una storia comune a tante altre mamme ma non vi nascondo che mi ha intenerito il cuore e pur cercando di dare immediato sostegno a Laura (questo è il nome della mia amica), come è nel mio modo di fare, forse non ci sono riuscito abbastanza. Per questo motivo propongo la lettura di questa lettera a tutte voi care amiche/amici del Bosco, affinché possiate esprimere il vostro parere e, perché no, anche una parola di incoraggiamento alla cara Laura che vorrei consideraste pure vostra amica perché lo è veramente. Sono certo che riuscirete nell’intento e vi ringrazio di tutto cuore.

Lei vi leggerà e ve ne sarà grata.

 

     

 

Rallenta mamma, 

                   non c’è bisogno di correre;

rallenta mamma,             

                 qual è il problema?

Rallenta mamma,            

                  concediti una tazza di caffè;

rallenta mamma, 

                 vieni e stai un po’ con me.

Rallenta mamma, 

                  non c'è bisogno di correre;

rallenta mamma,     

                 qual'è il problema?

Rallenta mamma    

                  concediti una tazza di caffè;

rallenta mamma 

                 vieni a stare un po' con me.

Rallenta mamma,

                  mettiamoci gli stivali

                  e andiamo a fare una

                  passeggiata,

                  raccogliamo le foglie,

                  sorridiamo, ridiamo, parliamo.

Rallenta mamma, 

                  sembri così stanca,

                  vieni, accoccoliamoci

                  sotto le coperte,

                  riposa insieme a me.

Rallenta mamma,  

                  quei piatti sporchi

                  possono aspettare;

rallenta mamma,

                 dai divertiamoci,

                 facciamo una torta!

Rallenta mamma,  

                  lo so che lavori tanto

                 ma a volte, mamma,

                 è bello quando semplicemente

                 ti fermi per un po’.

                 Siediti con noi un minuto,

                 ascolta com’è andata

                 la nostra giornata,

                 trascorri con noi

                 qualche momento in allegria,

                 perché la nostra infanzia

                 non rallenterà!

     

Ho trovato questa poesia in un Blog di una cara amica virtuale, l'ho trovata appropriata perché già da tempo pensavo di scrivere, nel mio diario informatico, i miei pensieri e le mie valutazioni sulla mamma che sono stata, una valutazione su me stessa, insomma.

Non sono stata una mamma paziente, presente si, ma sempre di corsa, volevo arrivare a fare tutto, ma non si può arrivare in ogni cosa.

É vero che dipende anche dalle situazioni che si hanno in famiglia, ma col senno del poi, mi sono  resa conto degli errori commessi.

Eppure i miei figli erano e sono tutto per me, ho cercato di non far mancare loro nulla, non volevo che si sentissero da meno degli altri,  facevano le stesse cose, che la maggior parte dei loro amici potevano permettersi, per poter fare questo e pagare le spese di una casa io lavoravo tanto, più di tante altre mamme.

Per diversi anni ho fatto il turno di notte, iniziavo alle 22 e finivo alle 6 del mattino, ritornavo a casa dovevo svegliare loro e mandarli a scuola accudire la casa e poi, finito il pranzo, portarli a quelle attività extrascolastiche che tutti i ragazzi fanno, per cui il mio riposo era molto ma molto poco, da qui il mio essere sempre nervosa, oltre ad altri problemi che tutte le famiglie, o quasi tutte, hanno.

Col senno del poi, mi chiedo, se avessi pulito un pò meno quella casa, se avessi trovato un po' più di tempo per riposare, quando loro erano a scuola, forse il poco che avevamo a disposizione, sarebbe stato tutto per loro, sarebbe stato di qualità.

Non cerco scuse, ho sbagliato.

Crescendo, i miei figli, queste cose me le hanno rinfacciate, insieme ad altre che onestamente non voglio fare mie.

Poi qualche mia amica, che è stata a casa dal lavoro proprio per essere più presente di me, nel cucinare ai figli quel che più gradivano,  nel fare loro la torta fresca tutti i giorni,  partecipando alla partite di calcio quando c'erano, o alle recite di Natale, Pasqua, Festa della mamma e del papà, mi dicono: “non credere, anche a me rinfacciano qualcosa, ma io so di non avere sbagliato

mi sento ancora più in difficoltà, perché mi assale il dubbio di aver mancato in qualcosa, eppure ritengo di aver fatto tutto, di più non si poteva.

Invidio quelle mamma che sanno, o almeno credono, di aver fatto tutto e sempre bene, che non si pongono domande sul proprio operato.

Ognuno di noi, ha la propria storia, ma ho cercato di dare loro tutto quello che potevo, ho fatto tanti sacrifici, e loro lo sanno, ma mi ricordano la mancanza di tenerezza, eppure l'avevo, solo non ho saputo dimostrarla.

Mi è rimasto ancora, quel modo di iniziare e di finire senza fermarmi, forse è caratteriale, perché devo fare e devo finire, anche se sono stanca, invece basterebbe fermarsi ad un certo punto. Gli anni passano, ho cercato di riscattarmi facendo la nonna, e anche in questo vengo criticata, spesso mi viene detto, che tutto quello che lascio fare ai miei nipotini, a loro non era permesso. Come spiegare che non dipendeva solo da me, che avevo delle persone intorno, che non mi permettevano di agire liberamente.

Non potevo nemmeno piantare un fiore in giardino, mia suocera entrava e usciva da casa mia come se fosse stata la sua casa, mio marito glielo aveva  concesso dandogli le chiavi di casa nostra, entrava ed usciva, quando io non c'ero,anche per questo non volevo che trovassero nulla da ridire, e pulivo e stiravo e non mi fermavo mai.

Il matrimonio, era inteso nel bene e nel male, anche queste considerazioni hanno condizionato il mio modo di essere. Si fanno delle scelte, per avere qualcosa di più, una casa, una situazione economica migliore, a volte, anche voler tenere una famiglia unita, quando c'è poco da unire, non aiuta sicuramente, così si perdono tanti aspetti di reciproco scambio, che si danno quasi sempre per scontati.

Devo dire che mia figlia, se pur molto più severa di me, è sicuramente una mamma migliore, così come, ha un polso fermo nel dire di no, è presente nel giocare, nel costruire anche solo un puzzle con suo figlio, frequenta le partite di basket, e gli dice quanto bene gli vuole,

Io non ne sono mai stata capace. Pensavo si vedesse, lo davo per scontato.

Ora che, anche lei affronta una giornata lavorativa e spesso è in difficoltà con gli orari del bambino, comprende un pò di più, ma io sono sempre la mamma criticabile.

Mio figlio dice che ero un segugio, che pretendevo che a scuola fossero bravi, devo aver sicuramente fallito, perché lui a scuola dava il minimo sindacale, ed era talmente vivace, che nemmeno le punizioni servivano, ho perso il conto delle note che  ho firmato, e delle volte che sono stata convocata, perché era un Gianburrasca, non erano cose grosse, quelle

che combinava, ma una ne pensavae cento ne faceva, se si fosse impegnato nello studio, come nelle birichinate sarebbe stato un genio. Senza contare tutte le volte che si è fatto male, eravamo praticamente sempre al Pronto Soccorso del nosocomio cittadino, punti nelle ginocchia, dietro le orecchie contusioni, trauma cranici, torsioni e distorsioni varie, eppure mi  rinfaccia spesso cose alle quali davvero non so nemmeno dare una risposta. Dice che ritenevo i figli degli altri migliori dei miei.

Non sono stata una mamma amorosa, se si potesse tornare indietro cambierei qualcosa, ma sono stata una mamma presente, e generosa con quel che avevo da dare, sono venuti sempre prima in ogni cosa, chissà se nel tempo lo capiranno.

Ora sono sola, ho casa tutta per me, il giardino è solo mio, può sembrare paradossale, ora che potrei fare tutto quel che vorrei, non mi interessa più, la passione di vedere un bel giardino, di vedere tutto in ordine, se n'è andata con tutto il resto, ora mi pesa questa casa, eppure è tutto quello che avevo desiderato, una casetta, una famiglia. Se invece di tacere mi fossi imposta, avessi preteso che la mia casa fosse solo mia e della mia famiglia, senza che nessuno entrasse e uscisse liberamente e si comportasse da padrone con i miei sacrifici, se avessi mandato a quel paese chi si intrometteva nella mia vita, solo per creare altro sconforto, forse avrei goduto un pò più liberamente i miei figli, la mia famiglia, la mia casa.

Non è rimpianto, è rammarico per quel che avrebbe potuto essere e non è stato.

       

§ - La grafica, le immagini e il video musicale sono a  cura di Giovanna.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------------  

Ennio Morricone  - For love one can die

 

http://www.youtube.com/watch?v=E0BRyvrTrGo&list=FLNSrLyPMe3ffjMLZJhkN44g&index=118