Archive for agosto 11th, 2013

LA DOMENICA DEL BOSCO

         

Seguendo l’esempio di altre amiche, anche la nostra carissima Gianna ha sentito il bisogno di raccontare per il Bosco una sua storia al fine farci conoscere un periodo del suo vissuto, quello nel quale era bambina ma che lei ricorda perfettamente perché per lei è stato un periodo particolare che ha influenzato e determinato fortemente il suo orientamento alla vita e la sua formazione caratteriale, orientata sempre al bene verso il prossimo.

   

Come in tutte le vicende della vita, anche in questa storia, ci sono le cose belle e quelle meno belle dell’esistenza umana, come ciascuno di noi, nella propria esperienza personale, può testimoniare.

Vi invito a leggere questo bel racconto e ad esprimere il vostro pensiero direttamente alla bravissima Gianna. Grazie e un sentito augurio di

 

Mi sembra giusto e doveroso segnalare, pure, che Gianna ha concluso il suo racconto con questa bella frase di plauso:

Un particolare saluto a tutta la redazione, ai lettori del

“ il bosco”, e a Giovanna che con la sua bravura riesce a colorare tutte le cose da vera artista.

   

 

Coccolata e amata da tutti, sono cresciuta in una grande famiglia di 11 figli, 6 femmine e 5 maschi con mamma Maria e papà Basiglio. In quel tempo le famiglie numerose cominciavano ad essere meno. Lavorava solo papà e alcuni dei miei fratelli più grandi. Dopo la mia nascita, ultima di 11 figli, mamma Maria si ammalò di una artrite deformante. Allora la medicina non era all’avanguardia come oggi e le cure erano solo dei palliativi. Per fortuna  le mie sorelle maggiori oltre ad accudire me che ero la  più piccola, dovevano  fare anche le faccende domestiche e tutto quello che avrebbe dovuto fare la mamma. Ancora bambina non capivo perché gli occhi di mia madre erano sempre tristi. Soffriva perché ancora giovane ma ammalata non poteva aiutare il mio papà. Intanto i miei fratelli maggiori iniziavano a lavorare contribuendo all’economia familiare. Mia sorella Vittorina aveva iniziato, ormai, a fare le veci della mamma: lavava, stirava, cucinava, faceva di tutto.   Insomma sotto gli occhi attenti della mamma, che la guidava e suggeriva, era diventata una vera donnina di casa. Io rimanevo sempre la coccolona di tutta la famiglia, vivace, vispa sempre piena d’affetto da parte di tutti ma sentivo la mancanza di un caldo abbraccio materno, della mia mamma che per via della malattia era limitata nei suoi movimenti.

 

Casale di campagna

 

Con il tempo, crescendo, cominciavo a capire come mai non poteva abbracciarmi o tenermi in braccio per cui cercavo di farlo io e di coccolarla canticchiandole le canzoni che a lei piacevano tanto. Così passarono gli anni ed io cominciavo a crescere come un fiorellino in un grande prato. Avevo 16 anni quando all’improvviso morì mia madre. In quel momento mi venne a mancare la persona più importante della mia vita. I miei fratelli erano  tutti sposati e io rimasi sola con mio padre e mia sorella Vittorina che abitava vicino a noi. Eravamo una famiglia molto unita fino alla morte di mia madre.

 

Prati e campagna in fioritura

 

Dopo un pò di anni  mi sposai e con molto dispiacere lasciai mio padre e i miei fratelli in quanto costretta a trasferirmi in un’altra città per ragioni di lavoro per me e mio marito. Durante il periodo estivo tornavo sempre da loro a trascorrere un breve periodo di vacanze ma soprattuto per stare insieme. Ho tanti nipoti a cui sono molto legata, soprattutto ai figli di mia sorella Vittorina, la brava donnina di casa che aveva sostituito la mamma nel periodo della malattia. Dopo parecchi anni sono diventata anche io mamma di una bellissima bambina. Tutt’ora sono la piccolina di casa, la zia prediletta dei miei nipoti e quando ci troviamo tutti insieme è sempre una grande festa.

 

Bel prato fiorito

 

La sofferenza di mia madre ha condizionato fortemente la mia formazione e il mio approccio alla vita, mi ha lasciato sensibile verso tutte le persone ammalate e carenti di affetto, soprattutto anziani lasciati soli nelle case di riposo e ragazzi con problemi di disabilità. Nelle corsie di  un’ospedale cerco di portare conforto e una carezza a tutte le persone che si trovano in stato di carenze affettive.

 

§ - La grafica, le immagini e il   video musicale sono a cura di Giovanna.

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I Collage - Tu mi rubi l'anima

http://www.youtube.com/watch?v=gR63Fe4pzak