Archive for agosto, 2013

Il mondo degli animali !! Cani della prateria

             

Dalla Rivista Focus ho attinto le  notizie che seguono, a proposito di animali simpatici, con atteggiamenti e abitudini particolari, che mi auguro possano interessare gli animalisti.  In questo servizio vi  parlo del cane della prateria, che da noi non è molto conosciuto

   

Il cane della prateria, dalla coda nera (Cynomys ludovicianus ),   dell’amico dell’uomo  ha davvero poco. E’ uno scoiattolo terricolo, un roditore appartenente alla stessa famiglia delle marmotte; il suo nome deriva dal verso caratteristico, molto simile al latrato di un cane, che emette per avvertire i propri simili di un pericolo incombente. Vive principalmente nell'Ovest degli Stati Uniti ed in alcune zone del Canada e del Messico.

 

 

Predilige le pianure erbose ma può vivere anche in zone desertiche, collinose e montuose, generalmente dal clima asciutto. Il cane della prateria è un animale sociale e gregario che vive in famiglie formate da un solo maschio sessualmente maturo, da quattro cinque femmine più la prole. La sua tana è costituita da un intricato sistema di cunicoli e gallerie che collegano diverse camere sotterranee, che vengono adibite alle varie necessità della famigliola: il nido per le madri ed i piccoli in allattamento, la tana per gli altri componenti adulti, la toilette, etc. Le gallerie possono essere profonde fino a 4-5 metri e lunghe anche centinaia o migliaia di metri.

   

Solo il Cynomis Ludovicianus (cane della prateria dalla coda nera) può essere commerciato legalmente, mentre non è consentito detenere le altre specie. Il cane della prateria è un animale che ha bisogno del contatto fisico con i suoi simili e  scambia continue effusioni con tutti i membri della famiglia.

Se  acquistati da cuccioli stabiliscono un forte legame affettivo con gli esseri umani, mentre se presi da adulti legheranno ugualmente con i proprietari ma ci vorrà più tempo, prima che acquisiscano fiducia nell'essere umano. Amano essere coccolati in tutti i modi e adorano riposare accucciati accanto al loro proprietario.

Dai 2 anni di età diventano molto protettivi nei confronti della famiglia che li ospita ed hanno la tendenza a difendere i loro familiari dagli estranei, arrivando persino a morderli. La femmina, in linea di massima, è meno affettuosa del maschio (ma queste sono solo regole generali, ogni cane della prateria ha un carattere a sé). Se tenuto troppo in gabbia sviluppa un atteggiamento aggressivo anche con il padrone, per cui si consiglia di tenerlo i libero per il maggior tempo possibile. Durante il periodo del calore il maschio può essere molto nervoso, mostrare aggressività anche col padrone e avere degli strani atteggiamenti. L'iperprotettività nei confronti della femmina durante il periodo del calore è tale da costringerla talvolta a rimanere chiusa nella tana per giorni. Questi comportamenti aggressivi scompaiono spesso con la sterilizzazione.

 

 

Sono comunque animali affettuosissimi, molto intelligenti e dalle movenze buffe e tenere, dunque di grande soddisfazion, anche se inadatti a bambini piccoli perchè se non vengono  trattati adeguatamente potrebbero avere repentini cambiamenti di umore e mordere. Un cane della prateria, in casa, vi costerà molto in termini di arredamento! Essendo un roditore, con incisivi a crescita continua, tenderà a rosicchiare tutto ciò che trova in casa, danneggiando soprattutto mobili e porte; gli spazi a loro disposizione andranno messi in sicurezza contro il rosicchiamento dei cavi elettrici (molto pericoloso per la loro incolumità e spesso causa di morte prematura). Ricordate dunque che è un animale selvatico e quindi a volte imprevedibile, richiede molta attenzione e cure, non sopporta la solitudine ed ha bisogno di trascorrere il maggior tempo possibile fuori dalla gabbia.

   

Quando le alluvioni distruggono il loro habitat, a questi piccoli animali non resta che trasferirsi in città. L'esondazione del Bow River in Canada, lo scorso 22 giugno, ha allagato le campagne attorno a Calgary, costringendo anche decine di migliaia di residenti (umani) a lasciare le loro case.

         

Richard Clayderman - Querida

LA DOMENICA DEL BOSCO

           

Come ben sappiamo il Bosco tratta spesso argomenti di grande riflessione morale e sociale. Ecco un’altra bella e commovente storia per la nostra Domenica: non ha bisogno di presentazione perché ce la propone una nostra carissima amica che si presenta da sola. Giudicate voi e riservatele i vostri arguti e appassionati commenti, Grazie.

         

Buongiorno, Amici.... sono Armida.ve.  Non ho mai scritto nulla per il "Bosco" anche se leggo sempre e, qualche volta, lascio un mio commento.

Ora mi è venuta voglia di farlo.. e ho scritto questa  storia, che mi ha profondamente commosso e ho voluto portarla nel Bosco per condividerla con voi.   

Come molti di voi sanno io faccio volontariato in una casa di riposo (sono ormai 11 anni).

Il mio compito, la mia attitudine, è portare un po' di allegria… cantando canzoni che loro conoscono e facendo un po' il pagliaccio per farli sorridere.

 

Casa di riposo

 

Ho conosciuto tanti anziani: alcuni li ho visti arrivare, restare un po' e poi andarsene.. altri c'erano prima di me e, alcuni, ci sono tuttora. Io non vorrei mai esserci quando arriva qualche nuovo ospite a sostituire quello scomparso. Arrivano sempre smarriti, spaventati, timorosi di ciò che li attende. Stringono preoccupati la borsa con i loro effetti personali e non lasciano la mano della persona di famiglia che li accompagna (non è vero che tutti gli anziani sono soli e abbandonati, c'è anche il dramma di tanti figli che non ce la fanno più a gestirli, in famiglia, perché impegnati nel lavoro, con i bambini od altro).

A molti anziani io sono particolarmente affezionata; ho conosciuto le loro storie, (potrei stare delle ore, a raccontarle..) e loro hanno conosciuto la mia.

 

Volontaria-clown

 

Quest'anno, il caldo del mese di luglio ha spento per sempre nonna Rosa (Rosalia). Aveva 98 anni. Era sempre serena, tranquilla, anche se non parlava quasi mai. Io le cantavo sottovoce delle vecchie canzoni e lei muoveva le labbra; si capiva che le conosceva!. Un  giorno, qualche mese fa, mi mise la mano sul braccio: - Lo so, - disse- che tu hai tante sorelle... io sai...  non è vero che sono figlia unica... avevo un fratello" - "Davvero, nonna? Mai saputo!" "Non lo sa nessuno" disse, e iniziò a raccontare la sua storia.

Nei primi anni del novecento il Veneto era allo stremo. Campi bruciati dalla grandine e dal gelo,  la"pellagra" che aveva decimato la popolazione, il bestiame che moriva di stenti, la carestia che non dava respiro. Poi... i padroni.. se non pagavi l'affitto, alla scadenza di novembre (a San Martino) venivi cacciato via, senza pietà, così tanti Veneti emigrarono (Le Americhe, la Svizzera. ecc..). I genitori di Rosa andarono in Germania.

 

Contadini al lavoro

 

Trovarono un lavoro durissio, presso un contadino, con la condizione che, se avessero avuto dei figli, sarebbero stati cacciati via... Maria,  la mamma, si trovò ad aspettare un bimbo. Nascose la gravidanza a tutti e, appena partorito lasciò il bimbo in un orfanotrofio. Non sapeva né leggere né scrivere... non conosceva la lingua, non seppe mai più nulla di quella sua creatura.

 

Bambine in un Orfanotrofio

 

Poi giunsero le notizie dell'imminente conflitto che assunse dimensioni mondiali (La Grande Guerra). I genitori di Rosa tornarono nel Veneto, dove poi nacque la bimba.

Rosa mi raccontò che sua mamma le aveva confessato la sua storia, poco prima di morire…

Rosa l'ha raccontata a me... cara, dolcissima nonna Rosa!

Ora che lei non c'è più voglio ricordarla con voi, amici… Le ho promesso una preghiera, per lei e per la sua mamma.

Grazie se lo farete anche voi.

     

 

§ - La grafica, le immagini e il video musicale sono a cura di Giovanna.

----------------------------------------------------------------------------------------------------------------  

Richard Clayderman  -   Sometimes when we touch...

             

La Nostra Terra!!

         

Grazie,  Franco Muzzioli.

     

Nel deserto delle cose da compiersi , in un mondo dove tutto è in crisi,  soprattutto nei giovani,  trovare un'oasi di creatività e pace diventa veramente una notizia. Nella strada che va da Montese di Modena a Maserno,  vi è una piccola deviazione sterrata che porta da Carla Fresia (cognomen omen)....e da Stefano.

 

Casa di Carla Fresia con prato  di lavanda

 

Il luogo,  in primavera,  sembra un pezzo di Provenza trasportato in questi Appennini  morbidi,  fatti essenzialmente di alberi di castagno e di piante di patate. Carla ti accoglie coi suoi cani ed un profumo delicato di lavanda ed erbe officinali,  che si porta dietro come uno strascico da fatina dei boschi. Lei e il suo compagno,  trasformano fiori in oli essenziali e dal bosco ricavano marmellate,  miele e sciroppi.

 

Disegno ad acquerello di Carla Fresia

 

Anche i suoi bellissimi disegni raccontano fantastiche creatività,  freschezze infantili,  giochi di colore e dolci favole femminili, che emanano una delicatezza che incanta. Racconto questa mia esperienza,  forse minimale,  ma che fa ben sperare  nel futuro dei giovani. Se la fantasia,  la creatività, il coraggio,  la voglia di uscire dagli schemi la fanno da padroni,  si possono trovare queste realtà che commuovono soprattutto noi anziani,  sempre pronti al mugugno ed al pessimismo,  un profumo di giovinezza e di lavanda che ci allieta e  ci fa ben sperare.

     

 Richard Clayderman - The flower duet

L’Angolo del dialogo – Fatti e opinioni

           

Leggo a pag. 30 de Il Giornale dell’11 agosto 2013  una lettera che mi ha fatto molto riflettere.

Scrive una lettrice:

   

“credo che mia madre e mio padre si siano amati molto, e adesso lei sta per morire. Lui, pur affranto, continua a pensare alle cose della vita perché questo la vita pretende. Dice che vorrebbe ridare il colore alle pareti di casa, che l’ultima bolletta  della luce era troppo costosa, che la giustizia fa schifo. Quando sono al capezzale di lei e sento lui che si preoccupa di certe sue cose pratiche avverto una certa stranezza in me al pensiero che due persone che si sono amate per più di cinquant’anni è come se non fossero mai state insieme.

   

Ma su questa terra esiste veramente l’amore tra un uomo e una donna? Se l’amore è quella forza potente che fonde due animi e due corpi, dovrebbe fonderli anche nella morte. Chiamiamo tragedia quella di Giulietta e Romeo, ma non è invece bellissimo che quei due ragazzi che si sono amati tanto siano anche morti insieme?”.

 

La lettrice avverte una certa stranezza e anche io l’ho avvertita nel leggere la sua lettera. E sono rimasto disorientato. Perché non ne parliamo fra noi amici? Per me l’argomento merita una riflessione.

       

Richard Clayderman - Ultime amour

http://www.youtube.com/watch?v=hjxsusxGZW0&list=FLNSrLyPMe3ffjMLZJhkN44g&index=104

LA DOMENICA DEL BOSCO

         

 

 

Un’amica che conosco ormai da tanto tempo e con la quale ci siamo sempre scambiati le nostre confidenze e i nostri dubbi per reciproco conforto o chiarimento, mi scrive questa toccante lettera per esprimermi il suo sconforto e la sua delusione di mamma. Forse è una storia comune a tante altre mamme ma non vi nascondo che mi ha intenerito il cuore e pur cercando di dare immediato sostegno a Laura (questo è il nome della mia amica), come è nel mio modo di fare, forse non ci sono riuscito abbastanza. Per questo motivo propongo la lettura di questa lettera a tutte voi care amiche/amici del Bosco, affinché possiate esprimere il vostro parere e, perché no, anche una parola di incoraggiamento alla cara Laura che vorrei consideraste pure vostra amica perché lo è veramente. Sono certo che riuscirete nell’intento e vi ringrazio di tutto cuore.

Lei vi leggerà e ve ne sarà grata.

 

     

 

Rallenta mamma, 

                   non c’è bisogno di correre;

rallenta mamma,             

                 qual è il problema?

Rallenta mamma,            

                  concediti una tazza di caffè;

rallenta mamma, 

                 vieni e stai un po’ con me.

Rallenta mamma, 

                  non c'è bisogno di correre;

rallenta mamma,     

                 qual'è il problema?

Rallenta mamma    

                  concediti una tazza di caffè;

rallenta mamma 

                 vieni a stare un po' con me.

Rallenta mamma,

                  mettiamoci gli stivali

                  e andiamo a fare una

                  passeggiata,

                  raccogliamo le foglie,

                  sorridiamo, ridiamo, parliamo.

Rallenta mamma, 

                  sembri così stanca,

                  vieni, accoccoliamoci

                  sotto le coperte,

                  riposa insieme a me.

Rallenta mamma,  

                  quei piatti sporchi

                  possono aspettare;

rallenta mamma,

                 dai divertiamoci,

                 facciamo una torta!

Rallenta mamma,  

                  lo so che lavori tanto

                 ma a volte, mamma,

                 è bello quando semplicemente

                 ti fermi per un po’.

                 Siediti con noi un minuto,

                 ascolta com’è andata

                 la nostra giornata,

                 trascorri con noi

                 qualche momento in allegria,

                 perché la nostra infanzia

                 non rallenterà!

     

Ho trovato questa poesia in un Blog di una cara amica virtuale, l'ho trovata appropriata perché già da tempo pensavo di scrivere, nel mio diario informatico, i miei pensieri e le mie valutazioni sulla mamma che sono stata, una valutazione su me stessa, insomma.

Non sono stata una mamma paziente, presente si, ma sempre di corsa, volevo arrivare a fare tutto, ma non si può arrivare in ogni cosa.

É vero che dipende anche dalle situazioni che si hanno in famiglia, ma col senno del poi, mi sono  resa conto degli errori commessi.

Eppure i miei figli erano e sono tutto per me, ho cercato di non far mancare loro nulla, non volevo che si sentissero da meno degli altri,  facevano le stesse cose, che la maggior parte dei loro amici potevano permettersi, per poter fare questo e pagare le spese di una casa io lavoravo tanto, più di tante altre mamme.

Per diversi anni ho fatto il turno di notte, iniziavo alle 22 e finivo alle 6 del mattino, ritornavo a casa dovevo svegliare loro e mandarli a scuola accudire la casa e poi, finito il pranzo, portarli a quelle attività extrascolastiche che tutti i ragazzi fanno, per cui il mio riposo era molto ma molto poco, da qui il mio essere sempre nervosa, oltre ad altri problemi che tutte le famiglie, o quasi tutte, hanno.

Col senno del poi, mi chiedo, se avessi pulito un pò meno quella casa, se avessi trovato un po' più di tempo per riposare, quando loro erano a scuola, forse il poco che avevamo a disposizione, sarebbe stato tutto per loro, sarebbe stato di qualità.

Non cerco scuse, ho sbagliato.

Crescendo, i miei figli, queste cose me le hanno rinfacciate, insieme ad altre che onestamente non voglio fare mie.

Poi qualche mia amica, che è stata a casa dal lavoro proprio per essere più presente di me, nel cucinare ai figli quel che più gradivano,  nel fare loro la torta fresca tutti i giorni,  partecipando alla partite di calcio quando c'erano, o alle recite di Natale, Pasqua, Festa della mamma e del papà, mi dicono: “non credere, anche a me rinfacciano qualcosa, ma io so di non avere sbagliato

mi sento ancora più in difficoltà, perché mi assale il dubbio di aver mancato in qualcosa, eppure ritengo di aver fatto tutto, di più non si poteva.

Invidio quelle mamma che sanno, o almeno credono, di aver fatto tutto e sempre bene, che non si pongono domande sul proprio operato.

Ognuno di noi, ha la propria storia, ma ho cercato di dare loro tutto quello che potevo, ho fatto tanti sacrifici, e loro lo sanno, ma mi ricordano la mancanza di tenerezza, eppure l'avevo, solo non ho saputo dimostrarla.

Mi è rimasto ancora, quel modo di iniziare e di finire senza fermarmi, forse è caratteriale, perché devo fare e devo finire, anche se sono stanca, invece basterebbe fermarsi ad un certo punto. Gli anni passano, ho cercato di riscattarmi facendo la nonna, e anche in questo vengo criticata, spesso mi viene detto, che tutto quello che lascio fare ai miei nipotini, a loro non era permesso. Come spiegare che non dipendeva solo da me, che avevo delle persone intorno, che non mi permettevano di agire liberamente.

Non potevo nemmeno piantare un fiore in giardino, mia suocera entrava e usciva da casa mia come se fosse stata la sua casa, mio marito glielo aveva  concesso dandogli le chiavi di casa nostra, entrava ed usciva, quando io non c'ero,anche per questo non volevo che trovassero nulla da ridire, e pulivo e stiravo e non mi fermavo mai.

Il matrimonio, era inteso nel bene e nel male, anche queste considerazioni hanno condizionato il mio modo di essere. Si fanno delle scelte, per avere qualcosa di più, una casa, una situazione economica migliore, a volte, anche voler tenere una famiglia unita, quando c'è poco da unire, non aiuta sicuramente, così si perdono tanti aspetti di reciproco scambio, che si danno quasi sempre per scontati.

Devo dire che mia figlia, se pur molto più severa di me, è sicuramente una mamma migliore, così come, ha un polso fermo nel dire di no, è presente nel giocare, nel costruire anche solo un puzzle con suo figlio, frequenta le partite di basket, e gli dice quanto bene gli vuole,

Io non ne sono mai stata capace. Pensavo si vedesse, lo davo per scontato.

Ora che, anche lei affronta una giornata lavorativa e spesso è in difficoltà con gli orari del bambino, comprende un pò di più, ma io sono sempre la mamma criticabile.

Mio figlio dice che ero un segugio, che pretendevo che a scuola fossero bravi, devo aver sicuramente fallito, perché lui a scuola dava il minimo sindacale, ed era talmente vivace, che nemmeno le punizioni servivano, ho perso il conto delle note che  ho firmato, e delle volte che sono stata convocata, perché era un Gianburrasca, non erano cose grosse, quelle

che combinava, ma una ne pensavae cento ne faceva, se si fosse impegnato nello studio, come nelle birichinate sarebbe stato un genio. Senza contare tutte le volte che si è fatto male, eravamo praticamente sempre al Pronto Soccorso del nosocomio cittadino, punti nelle ginocchia, dietro le orecchie contusioni, trauma cranici, torsioni e distorsioni varie, eppure mi  rinfaccia spesso cose alle quali davvero non so nemmeno dare una risposta. Dice che ritenevo i figli degli altri migliori dei miei.

Non sono stata una mamma amorosa, se si potesse tornare indietro cambierei qualcosa, ma sono stata una mamma presente, e generosa con quel che avevo da dare, sono venuti sempre prima in ogni cosa, chissà se nel tempo lo capiranno.

Ora sono sola, ho casa tutta per me, il giardino è solo mio, può sembrare paradossale, ora che potrei fare tutto quel che vorrei, non mi interessa più, la passione di vedere un bel giardino, di vedere tutto in ordine, se n'è andata con tutto il resto, ora mi pesa questa casa, eppure è tutto quello che avevo desiderato, una casetta, una famiglia. Se invece di tacere mi fossi imposta, avessi preteso che la mia casa fosse solo mia e della mia famiglia, senza che nessuno entrasse e uscisse liberamente e si comportasse da padrone con i miei sacrifici, se avessi mandato a quel paese chi si intrometteva nella mia vita, solo per creare altro sconforto, forse avrei goduto un pò più liberamente i miei figli, la mia famiglia, la mia casa.

Non è rimpianto, è rammarico per quel che avrebbe potuto essere e non è stato.

       

§ - La grafica, le immagini e il video musicale sono a  cura di Giovanna.

-----------------------------------------------------------------------------------------------------------  

Ennio Morricone  - For love one can die

 

http://www.youtube.com/watch?v=E0BRyvrTrGo&list=FLNSrLyPMe3ffjMLZJhkN44g&index=118

Pensieri e non solo…!!

       

Una cara amica  Eldyana,  assidua frequentatrice del Bosco, che desidera mantenere l'anonimato,   ha  scritto   una lettera  colma d'amore al suo nipotino, che siamo  ben lieti di pubblicare.

         

                                                                        Roma,11.08.2013

 

Ciao, Luca! Piccolo Grande Uomo! 

 

Come d’accordo, ecco nonna Sara  a scriverti,  con entusiasmo. Ho notato che ti piace tanto sentir parlare della tua mamma, quando era piccina. So che le vuoi tantissimo bene e proprio per questo ti racconterò  di qualche sua “avventura”. Prima di tutto, ti dico che è sempre stata dolce ed affettuosissima, proprio come lo sei tu, ed anche  molto brava. Ogni tanto faceva qualche marachella: ci faceva sorridere, ma i bambini son così, anzi ti dico che  capita pure ai grandi di combinare qualche marachella!    Ora ti racconto e son sicura  leggerai con curiosità. Beh, quando aveva due anni, voleva già essere autonoma in tante cose, anche se così piccina. Certo, non sempre, ma certe volte s’impuntava e voleva fare cose più grandi di lei: voleva farle a tutti i costi! Una sera stavamo tutti  per andare a letto, quando, ad un certo punto, l’abbiamo sentita piangere disperatamente!!! Preoccupati, siamo immediatamente corsi per  vedere cosa mai stesse  accadendo  e … sai cosa capitava? Era triste! Anzi, direi, arrabbiatissima! Invece di togliersi le scarpette coi lacci, aveva deciso di provare ad allacciarle da sola, con un’asoletta che non le riusciva proprio di completare. E visto che in nessun modo era capace si è messa a piangere a più non posso. E come sai, nei condomini non si può alzare la voce, specialmente ad ora tarda! Non ricordo cosa le abbiamo detto, allora … Certamente, subito abbiamo compreso che non era successo nulla e ci venne da sorridere, vedendo tutta questa sua determinazione! Le scarpette doveva toglierle per andare a dormire, ma aveva deciso per … l’asoletta. Aveva due anni la tua mamma, Luca. Certo non si posson dimenticare questi momenti così belli e simpatici! Ecco, questa volta ti ho raccontato la storia della mamma alle prese coi laccetti, non proseguo oltre, perché non vorrei ti stancassi nella lettura:  hai appena fatto la prima e ti piace anche giocare! Se vorrai ti racconterò ancora di lei e, magari, ti scriverò volentieri un’altra letterina. Posso, infine, dirti che quando è nata eravamo felicissimi: felici “alle stelle”! Non ci pareva vero di avere messo al mondo, noi, un tesoro così grande! Le abbiamo voluto, immediatamente, un bene immenso e tuttora è così, come ne vogliamo a te. Concludo questa letterina, il nonno ed io ti mandiamo un bacione grossissimo, ti abbracciamo forte, forte e ti auguriamo sempre tante, tante cose belle e tanta gioia, Luca! Ciao, piccolino! A te e a tutta la tua famiglia.  Ciao, carissimo nipotino Luca! I tuoi nonni che tanto ti amano!    

      

       

 Richard Clayderman  - Quelqu'un comme toi