Archive for maggio 21st, 2013

Pensieri e non solo…!!!

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La  sicurezza urbana è frutto del controllo del territorio, delle capacità di far rispettare le regole, ma anche della visibilità rassicurante di agenti sul territorio, che favorisca la vicinanza con i cittadini,  al fine  di rinsaldare la fiducia nelle istituzioni. La sicurezza urbana è un bene pubblico e, come tale,  è da tutelare.  Su questo problema,     in Italia,  si riflette e si discute intensamente solo quando succedono tragedie, come quelle recenti  di Roma,  Napoli,  Milano e  altre ancora nelle varie province, che fortunatamente non hanno avuto esiti nefasti.

 

 

Anche in Europa  questo argomento  è oggetto di attenzione da diversi decenni. Si tratta ormai di una dimensione della qualità della vita,  che interessa tutte le città del mondo.  Molti sindaci si trovano sempre più coinvolti a intervenire, su richiesta dei propri cittadini, e  rispondere della  crescente  violenza nelle loro città,  adoperandosi per  la prevenzione della criminalità e  per  garantire ai propri cittadini la sicurezza ( art. 50-54-T.U.E.L. e succ. modifiche del 2008).

Sono, peranto,  chiamati a farsi carico della sicurezza urbana, in quanto  rappresentanti di governo e delle loro comunità  e, attraverso   la loro azione, possono imprimere alla sicurezza cittadina i tratti propri della coesione sociale e della partecipazione civile, utilizzando gli strumenti di  cui dispongono . Questi riguardano la tutela della vita urbana, le  risposte ai bisogni sociali, l’adeguatezza dell’offerta abitativa, l’appropriata disponibilità  di spazi pubblici, il controllo dei cittadini stranieri, gli abusi di droghe ecc…

Purtroppo,  per una serie di motivi,  dalle risorse umane, alla mancanza di fondi ( patto di stabilità), alle  leggi dello Stato che prevalgono su quelle comunali e regionali, e ancora altri aspetti,  gli stessi  sindaci non possono garantire la sicurezza ai propri cittadini. Il tema della sicurezza e della sua percezione da parte dei cittadini è divenuto uno degli aspetti  più importanti dopo il lavoro, nell’agenda politica dei comuni e delle regioni. Pur considerando  il traguardo   assodato e condiviso, ciò che lo anima e lo  rende  vivo  è il dibattito e la ricerca di strategie d’intervento efficace e l’eterogeneità degli aspetti della vita sociale, in ambito locale, con il rispetto delle regole che presiedono  alla convivenza tra i cittadini e alla cooesione sociale.

Essere entrati nel ventunesimo secolo senza aver eliminato, o quanto meno,  ridotto  la violenza, che  ha già  registrato i venti secoli precedenti, è uno degli aspetti vergognosi della nostra storia civile e  politica,  senza esclusioni di settori.   Inoltre,  mentre si dibatte,  a livello centrale,  con leggerezza e malafede,  sull’immigrazione,  se  concedere  o no la cittadinanza,  se è reato essere clandestino,    sulle  intercettazioni, ecc…, la gente muore nelle  strade per mancanza di sicurezza e   alcuni  stravolgono la verità ai  propri fini elettorali e propagandistici.   Tutto ciò è senza meno  da condannare.

Spero tanto che le istituzioni Statali si ravvedano e,  con gli enti locali: Regioni, province, comuni, formino  un coordinamento  per contrastare il fenomeno della violenza,  creando sinergie  e mettendo in pratica la conoscenza  e le risorse istituzionali  perché si giunga ad una maggiore  presenza di agenti  in strada, al fine di eliminare i gravi pericoli che minacciano l’incolumità pubblica e la sicurezza urbana, per  il bene di tutti noi. Sarebbe interessante  sapere se gli  Eldyani si  sentono  sicuri nelle loro  città, quartieri o  paesi. Vogliamo promuovere  un dibattito su questo argomento che, ritengo,  interessi tutti i cittadini?

     

Richard Claayderman  - Exodus