Archive for maggio 14th, 2013

L’Angolo del dialogo – Pianeta Donna

 Articoli recenti:                                           -  La Festa della mamma -  Pnsieri e non solo…!! -  Buona Domenica -  Buon Compleanno -  L’Angolo del dialogo – Fatti e opinioni -  Pensieri e non solo…!!   Per leggere gli articoli precedenti far scorrere il rullo finché apparirà, a dx, la freccia "Next page", cliccate sopra e troverete il seguito degli articoli precedenti. Andare fino in fondo, finché apparirà, a sx,  la freccia "Previous page", cliccate e tornerete alla Homepage.      Elaborati da inviare a:     tittisilvestro.sa@gmail.com  (Sabrina)     deemin@libero.it                  (Giovanna)     giuseppe.pau@tin.it              (Pino)          

Leggiamo dalla Repubblica del 2 febbraio 2012 e pubblichiamo l’articolo senza ulteriori commenti, certi di poter suscitare tra noi un proficuo dialogo.

 

Stupro di gruppo, no all'obbligo del carcere l'ira delle donne: "Sentenza aberrante"

 

Lo ha stabilito la suprema Corte, estendendo una pronuncia della Consulta del 2010. Nelle violenze sessuali del "branco", possibile applicare misure cautelari alternative.  Carfagna: "Messaggio sbagliato". Pollastrini: "Lacerante".  Lenzi: "Sarà un'ulteriore spinta al silenzio per le donne che subiscono violenza".

ROMA - Una sentenza destinata a far discutere. Nei procedimenti per violenza sessuale di gruppo, il giudice non è più obbligato a disporre o a mantenere la custodia in carcere dell'indagato, ma può applicare misure cautelari alternative. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione,  dando  una              interpretazione estensiva ad una sentenza della Corte Costituzionale del 2010. Una decisione che ha scatenato la reazione, furente e bipartisan, di molte donne impegnate in politica: "Sentenza aberrante".

 

La Cassazione ha annullato una ordinanza del Tribunale del riesame di Roma, che aveva confermato il carcere  per due giovani accusati di violenza sessuale di gruppo nei confronti di una ragazza del frusinate ed ha rinviato il fascicolo allo stesso giudice perché faccia una nuova valutazione, tenendo conto dell'interpretazione estensiva data dalla Suprema Corte alla sentenza n. 265 del 2010 della Corte Costituzionale.

A partire dal 2009, con l'approvazione da parte del Parlamento della legge di contrasto alla violenza sessuale non era consentito al giudice di applicare, per i delitti di violenza sessuale e di atti sessuali con minorenni, misure cautelari diverse dal carcere.

Secondo la Corte Costituzionale, invece, la norma è in contrasto con gli articoli 3 (uguaglianza davanti alla legge), 13 (libertà personale) e 27 (funzione della pena) della Costituzione. Per questo la Consulta ha detto sì alle alternative al carcere "nell'ipotesi in cui siano acquisiti elementi specifici, in relazione al caso concreto, dai quali risulti che le esigenze cautelari possono essere soddisfate con altre misure".

Adesso la terza sezione penale della Corte di Cassazione ha stabilito che i principi interpretativi che la Corte Costituzionale ha fissato per i reati di violenza sessuale e atti sessuali su minorenni sono 'in toto' applicabili anche alla 'violenza sessuale di gruppo' , dal momento che quest'ultimo reato "presenta caratteristiche essenziali non difformi" da quelle che la Consulta  ha individuato per le altre specie di reati sessuali sottoposti al suo giudizio.

 

Le reazioni. "E' aberrante applicare misure alternative al carcere per lo stupro di gruppo. La Cassazione ha lanciato una bomba ad orologeria pronta ad esplodere e a depotenziare tale grave reato.  "Una donna che vede negato il carcere per i suoi carnefici subisce una seconda violenza", così Alessandra Mussolini del Pdl.  "Una sentenza impossibile da condividere, contro le donne, che manda un messaggio sbagliato - dice Mara Carfagna, deputata Pdl ed ex ministro per le Pari Opportunità - Le aggravanti per i reati di violenza sessuale furono introdotte proprio per evitare lo scempio della condanna senza un giorno di carcere per chi commette un reato grave come questo". Per Barbara Pollastrini del Pd la sentenza è "lacerante", mentre per la deputata del Pd Donata Lenzi la sentenza "sarà un'ulteriore spinta al silenzio per le donne che subiscono violenza".

 

Sdegnata la reazione del coordinamento Internazionale delle associazioni per la tutela dei diritti dei minori: "Questa sentenza maschilista non fa onore all'Italia. E' un invito a continuare la violenza sulle donne".

 

Abbiamo dato gli elementi fondamentali sul problema che interessa certamente la coscienza di ognuno di noi, maschio o femmina che sia. A me non resta che aggiungere: parliamone. Che sia uno di quegli argomenti su cui si può essere d’accordo in un’Italia che sembra non essere d’accordo su niente?

 

   

 

R. Clayderman & J. Last - Reflections