Archive for maggio, 2013

IL SABATO DEL BOSCO

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Domani ricorre la Festività del Corpus Domini che in molti paesi italiani viene celebrata per tradizione con particolari cerimoniali che si tramandano nel tempo. Per lasciare spazio alla commemorazione della Festa della Repubblica che ricade proprio domani 2 giugno, anticipiamo ad oggi il racconto di Enrica che ci parla della tradizione antica del Corpus Domini che gli è stata rivelata da una simpatica nonnina che non usa il PC ma ha nella sua mente tanti bellissimi ricordi di gioventù.

Grazie ad Enrica e a Nonna Licia.

 

 


 

Mia nonnina Licia sostiene  che  maggio è il mese che le suscita i ricordi più vivi, dove si rivede ragazzina e deve, non può farne a meno, raccontarmeli……

Mi dice che il Corpus Domini è proprio la più bella delle feste, per tutte le contrade del paese, è festa ….. ogni casale o via diventa con l’aiuto di tutti una navata di chiesa…..

i giovanotti appendono tra casa e casa le “sendiline” rosse e bianche tutte in linea e della stessa altezza.

Mentre vicino ad un porticato possibilmente coperto viene impiantato predella, tavolo e gradinata, che le donne adorneranno con teli ricamati e pizzi dove verrà poi posato il Santissimo tra vasi di rose, gerani e garofani.

Il Conte, proprietario di questo casale per questa occasione prestava il più bel quadro. ……….ed ecco fatto l’altare.

 

 

Fucecchio (FI) – Infiorata del Corpus Domini

 

Dalle finestre o dai balconi delle case pendevano lenzuola bianche o damascate, liste bianche e rosse di cotonina o veli trapuntati con in mezzo le oleografie dei Santi. Chi proprio non aveva tutto questo decorava i davanzali con vasi di fiori, fucsie pendule, garofani rossi, gerani e qualche gardenia, ma la decorazione che preparava Licia era la più amata; dall’architrave scendeva un cesto di vimini pieno di spighe e fiordalisi.

Una parata varia e unica, scene che si creano nei vari portoni, la capanna di Betlemme, il Deserto di San Giovanni, il Cenacolo di Gerusalemme, svolazzavano nel cielo bandiere che sono il trionfo a Dio, nel sole di maggio.

 

Spello (PG) – Infiorata C.D.

 

Poi la gente si muoveva andando alla messa e chi impersonava la madonna rimaneva velata fin dopo la processione. I sacerdoti sono più di uno, il celebrante indossava abiti di broccato di velluto prezioso, durante la processione che si snodava per ogni contrada vibravano le voci dei confratelli che sorreggendo l’ostensorio dalla raggiera a spighe, cantavano gli inni, tra le nuvole d’incenso che si levavano, ad ogni altare il corteo si arrestava.  Il Signore viene posato e dal celebrante veniva alzata l’ostia d’amore a benedire, affinché la vita fosse considerata cosa sacra e la Pace regnasse per ogni via e che tutti fossero in festa in terra per poter trovare poi il paradiso.

 

Ceprano (Frosinone) – Infiorata C.D.

 

Io non ho mai saputo che fosse una festa così importante il Corpus Domini, Licia ricorda tutto questo, con un sorriso sulla bocca.  Grazie alle processioni aveva modo di incontrare Luigi, e se pur strano ai nostri occhi, poteva stare un po’ con lui che reggeva la croce e lei che da un cestino di vimini buttava petali di rose.

Nella mente della mia nonnina c’è però un altro Corpus Domini visto tanti anni dopo, in momenti meno poveri, e proprio perché non aveva potuto fare il viaggio di nozze, con il suo Luigi avevano deciso di andare a Genzano, dove ogni anno proprio per il Corpus Domini, viene steso un tappeto tutto di fiori, lungo la via .. Lo racconta con la delicatezza che distingue le persone anziane: è un piacere ascoltare questa nonnina, il Corpus Domini per lei rievoca tanti e tanti bei ricordi…..

 

Pescasseroli (Aq) – Infiorata C.D.

 

Mi sono informata l’Infiorata di Genzano è un tappeto di fiori che ogni anno viene steso lungo la via che conduce alla chiesa di Santa Maria della Cima, è una tradizione che si ripete ininterrottamente dal XVIII secolo.

Nacque come festa strettamente legata al Corpus Domini nel 1778,  venne realizzato da tutti gli abitanti   un tappeto floreale di grandi dimensioni e colori vivaci.

Ogni anno a giugno l’evento si ripete, sono 15 quadri di notevoli dimensioni, ogni quadro misura 7 x 11 mt. e sono legati tra loro da tappeti di foglie e si calcola che siano usati  500.000 fiori. Il momento culminante dell’Infiorata è quello in cui, finita la stesura dei pezzi infiorati, la processione con il Corpus Domini passa al centro del grande tappeto floreale e,  al termine della festa,  i bambini salendo sulla scalinata disfano l’infiorata.

 

Genzano (RM) – L’Infiorata del Corpus Domini

 

Nata come manifestazione popolare locale, l’infiorata è ora un evento di arte e cultura e religione a livello internazionale, parecchi sono i visitatori da tutta Italia e dall’estero .

Mi piacerebbe vedere questa manifestazione, chissà che non capiti davvero l’occasione e oltre all’infiorata visitare i Castelli Romani ……  è per me un sogno ad occhi aperti.

 

 

 

 

 

Tomaso Albinoni  – Adagio in Sol  minore

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Arte!!

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Amici Eldyani,  con questa presentazione sono sicura che vi sorprenderò.
Talvolta, alcuni tra i seguaci di Eldy si lamentano perché sono delusi dai modesti argomenti che si affrontano nelle stanze. In realtà, spesso si assiste agli immancabili e reiterati  scambi di  niente, del tipo: “ciao, come stai?, buongiorno, che stai facendo?  Sto cucinando…..e tu?…” e  vi risparmio il resto.
Pochi giorni fa, facendo una breve sosta in Piazza, perché, confesso, ormai ci vado molto raramente: come  ho appena detto, i dibattiti abituali non mi esaltano molto, tuttavia, ogni tanto vado a leggere se trovo qualche argomento interessante.  Per caso, mi imbatto in una nuova amica, da poco in Eldy, e le indico alcuni passaggi per andare a leggere nei Blog, notizie di varia natura. Si parla, si entra nell’argomento dei vari temi trattati  e ci soffermiamo sull’Arte, che  ci interessa in modo particolare. Parliamo di pittori rinascimentali ed ecco che l’amica mi dice di prediligere in modo parrticolare Melozzo da Forlì e i suoi meravigliosi angeli. Aggiunge, altresì, in modo quasi trascurabile, che lei ha di dipinto delle icone, ma la sua aspirazione sarebbe di poter dipingere gli angeli di Melozzo. Colgo, comunque, la palla al balzo e la prego di  farmi conoscere le icone di cui parla, essendo molto interessata.
Le ho ricevute e devo dire che sono mlto intriganti: a me hanno dato questa impressione. Anzitutto, mi hanno colpito i colori, ben distribuiti e intensi, anche le espressioni non mancano di efficacia, infine i soggetti, scelti, a mio avviso, con cura.
Sono vetamente contenta di aver conosciuto questa bella persona – a proposito il suo nick in Eldy è Surima, sarà lei, in seguito, se lo vorrà, a farci conoscere il suo nome  – e la solleciterò
a continuare la sua collaborazione con il Bosco. Mi auguro che voglia accogliere il nostro invito.
Grazie Surimi, siamo veramente molto lieti di far conoscere la tua produzione pittorica, anche se per ora limitata,  agli amici di Eldy, e del Bosco in particolare. Continua così, ci piacerebbe  mostrare altri tuoi dipinti, in seguito.

 

 

 

 

 

Madonna della tenerezza

 

 

 

 

 

Sa

San Giovanni

 

 

 

Michele Arcangelo

 

 

 

Toselli – Serenata – Violista André Rieu

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UN SALUTO AD UN ARTISTA

 

CIAO LITTLE TONY

La domenica del Bosco – ARTE !!

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Oggi, la domenica parla d’arte.  Giuseppe ci ha ospitato nella nella sua pagina e lo ringraziamo. La nostra  amica Enrica  –  che ormai  potremmo chiamare collaboratrice,  poiché sono già diverse volte che ci intrattiene con le sue  efficaci descrizioni di luoghi visitati, illustrando le  varie particolarità con belle immagini  –  oggi ci parla di arte. Ha visitato a Vicenza e Verona la mostra  incentrata su diversi periodi pittorici, da Raffaello a Picasso, e ci  propone  una stringata sintesi di alcuni artisti che l’hanno particolarmente emozionata. La ringraziamo per il suo contributo, che siamo lieti di pubblicare nella nostra Rubrica dedicate all’Arte.

 

 

 

 

 

Nel mese di gennaio, sono stata a Vicenza per visitare la mostra “Da Raffaello a Picasso”. La stessa mostra si è poi conclusa con il trasferimento a Verona, con poche variazioni e con un titolo diverso “Da Botticelli a Matisse,”. In realtà sono stati sostituiti pochissimi quadri, forse ce n’erano 4 o 5 in più.
Sono rimasta comunque contenta perché così facendo ho avuto la possibilità di approfondire quel che avevo già visto la volta precedente. Rimpiango di non avere una sufficiente preparazione di base e per quanto cerchi di interessarmi, rischio spesso di fare un po’ di confusione, di scambiare i vari tipi di pittura e, più che altro, i periodi che li contraddistinguono. Riesco a riconoscere a prima vista solo il cubismo, ma per questo non c’è bisogno di essere dei geni.
La mostra si svolge al Palazzo della Gran Guardia, imponente dall’esterno con una bella scalinata interna dalla quale inizia il percorso guidato che era stato prenotato dalla biblioteca che aveva organizzato il programma ed alla quale mi ero appoggiata per effettuare la visita. Solitamente mi affascinano le decorazioni interne di questi bellissimi palazzi  ma al momento nulla di tutto questo. É stato concepito come un palazzo d’armi e sembra rivaleggiare con l’imponente arena romana, questi due colossi si fronteggiano rendendo piazza Bra una delle più belle piazze Italiane, almeno a me Verona piace tantissimo.

 

Beato Angelico – Madonna con Bambino e Angeli

 

Arriva la nostra guida che ci accompagna a depositare cappotti e borse, ci da gli auricolari e iniziamo il percorso. La mostra si apre con un piccolo dipinto prestato per l’occasione dall’Istituto d’arte di Detroit, è la madonna col bambino e gli angeli, di Frà Angelico
La prima sezione tratta il tema religioso e la guida ci fa notare  come su un volto si possa rappresentare una smorfia di dolore o il piacere della grazia, e illustra come la pittura realizzata in tutta Europa si intreccia, a seconda dei periodi, partendo dal ‘400 fino quasi ai giorni nostri. Vengono rappresentate la natività, l’adorazione dei pastori, la sacra famiglia e  immagini di santi, San Francesco, il Battista decollato. Onestamente questa parte non mi entusiasma tanto ma ci sono i più grandi pittori, Mantegna, Caravaggio, Botticelli, il Bramantino, la cena di Emmanus del Tintoretto, per poi concludersi con le crocifissioni di Antonello da Messina,

 

El Greco – Sant’Agostino inginocchiato

 

Bellini, Veronese e tanti altri. Li ho dovuti scrivere perché altrimenti avrei fatto un disastro. Ci sono due quadri: il primo di El Greco che rappresenta un frate inginocchiato, l’altro di Manet e si vede la diversità del periodo nella rappresentazione; anche un profano come me può capirne la differenza. Trovo questo passaggio piuttosto pesante ma è  sicuramente importante per chi ha la preparazione adeguata in materia.
Giungiamo alla seconda parte dove si parla della nobiltà del ritratto: inizialmente sono sovrani e principesse, dogi e nobildonne, reverendi e consorti.

 

Rubens – l’Arciduca Ferdinando

 

Ci sono tele di Rubens che ha dipinto l’arciduca Ferdinando, una tela di Velazquez che ha ritratto Filippo IV re di Spagna.
Poi il tema passa a moglie e marito e troviamo opere di Rembrandt e Van Dyck. La guida dice che sono tra i maggiori pittori di figura del ‘600, tra l’Olanda e le Fiandre, nel ‘700 nomina Copley ma non ho capito bene, mi sembra americano. Nell’ottocento chiuderà questo ciclo Sargent, del quale c’è solo un quadro in mostra,  che mi è piaciuto tantissimo.

 

Velázquez – Filippo IV Re di Spagna

 

Arriviamo al terzo tema che parla del ritratto nella vita quotidiana.  Inizia questo periodo nella metà del ‘400 e continua fino al periodo dell’impressionismo. Si apre con l’uomo col copricapo azzurro di Jan Van Eyck 1429, il ritratto di una donna in preghiera, così come il ritratto di un uomo che legge di Hans Memling, dipinti nel 1490,  ma lo sguardo è fisso, spento. Nel 1500 inizia già a prendere vita, con un’espressione diversa, il ritratto di due amici, di Pontorno. Con Degas e Manet viene cambiata la prospettiva del ritratto che non è fermo, ma trasmette un’emozione diversa;  Manet con “Lezione di musica”, anche se ritrae ancora personaggi molto eleganti, Renoir con “Danza a Bougival” del 1883 trasmette il movimento; attraverso la luce, mette in primo piano la ballerina, una sorta di sguardo, come una carezza, mentre balla con un uomo che ha lo sguardo celato dal cappello e tutto intorno quasi passa inosservato.

 

Renoir –  Danza a Bougival

 

Questo quadro giunge a Verona, un prestito importante che viene dal Museum of Fine Arts di Boston, è uno dei simboli dell’intero Impressionismo.
Intrecci dei più svariati, da Monet a Gauguin a Renoir sono i punti di forza, nel passaggio alla mostra. La guida parla anche di riferimenti a pittori americani e ai maestri degli Impressionisti sopra citati, ma onestamente non sono in grado di capire e di spiegare.

 

 

Manet –  Lezione di musica

 

Arriviamo al ’900, dove cambia radicalmente il modo di rappresentare un volto, un corpo. Van Gogh e Gauguin chiudono un secolo con i loro autoritratti, sono tra i pittori che più si sono ritratti, perché non  avevano soldi per pagare i modelli.  Cézanne diede una svolta interiore nella pittura: si dovevano far conoscere gli stati d’animo e poi aprì le strade al cubismo.
Viene raccolta la loro eredità da Matisse e Derain; un solo quadro di Modigliani,  sguardi forti per un pittore per lo più isolato.  C’e anche Munch, e arriviamo al cambiamento, a Picasso, un punto di svolta dove la pittura diventa quasi tridimensionale e un quadro va interpretato, per poi  arrivare  fino a Lucian Freud, nipote del Freud psicoanalista, dove il corpo umano viene rappresentato a pezzi.  Tutto è soggettivo, e questo non mi piace per nulla, ma dipende dalla mia impreparazione, poi arriviamo a Wyeth dove la rappresentazione di Cristina lascia che lo sguardo si perda in una luce esterna forse divina o di perdersi con l’assoluto.

 

 

 

 

 

Richard Clayderman & James Last –  Another day in paradise

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COMUNICAZIONE !!

ANCORA UNA VOLTA MI VEDO COSTRETTA A PRENDERE PROVVEDIMENTI VERSO UN SIGNORE CHE SPESSO PRENDE DI MIRA QUALCUNO E SPARA COME UN CECCHINO SULLO STESSO…. LA PRIMA  FUI IO  POI,  MAN MANO,  ANCHE ALTRI MIEI COLLABORATORI …….UNA VOLTA, DUE, TRE  CI SI PASSA SOPRA MA,  VISTO CHE CONTINUA AD INSULTARE,  DICENDO CHE I MIEI COLLABORATORI SONO IPOCRITI, FALSI, CINICI  ECC.,  ECC …..EBBENE,  DA OGGI CON LEI SIG. CICCO FAREMO PROPRIO COSI’:  SAREMO CINICI,  IPOCRITI MA NON FALSI ……LEI NON POTRA’  PIU’ COMMENTARE NEL NOSTRO BLOG PERCHE’ NOI  PERSONE CHE VOGLIONO  DENIGRARE E OFFENDERE NON NE VOGLIAMO (ovviamente tutto questo è fatto anche in altri siti e per via e-mail,  alcune volte anche nei commenti )…..PERO’ UN CONSIGLIO VOGLIO PROPRIO DARGLIELO  ….IMPARI AD ASCOLTARE GLI ALTRI PERCHE’ NON ESISTE SOLO LEI AL MONDO E IMPARI IL RISPETTO PER IL PROSSIMO. ……

E VOGLIO AGGIUNGERE CHE NOI  AMIAMO GLI ANIMALI…….

PERCHE’ CHI LI AMA DIVENTA UNA PERSONA MIGLIORE !!

 

LA RESPONSABILE DEL BLOG :

SCOIATTOLINA

 

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La  sicurezza urbana è frutto del controllo del territorio, delle capacità di far rispettare le regole, ma anche della visibilità rassicurante di agenti sul territorio, che favorisca la vicinanza con i cittadini,  al fine  di rinsaldare la fiducia nelle istituzioni.
La sicurezza urbana è un bene pubblico e, come tale,  è da tutelare.  Su questo problema,     in Italia,  si riflette e si discute intensamente solo quando succedono tragedie, come quelle recenti  di Roma,  Napoli,  Milano e  altre ancora nelle varie province, che fortunatamente non hanno avuto esiti nefasti.

 

 

Anche in Europa  questo argomento  è oggetto di attenzione da diversi decenni. Si tratta ormai di una dimensione della qualità della vita,  che interessa tutte le città del mondo.  Molti sindaci si trovano sempre più coinvolti a intervenire, su richiesta dei propri cittadini, e  rispondere della  crescente  violenza nelle loro città,  adoperandosi per  la prevenzione della criminalità e  per  garantire ai propri cittadini la sicurezza ( art. 50-54-T.U.E.L. e succ. modifiche del 2008).

Sono, peranto,  chiamati a farsi carico della sicurezza urbana, in quanto  rappresentanti di governo e delle loro comunità  e, attraverso   la loro azione, possono imprimere alla sicurezza cittadina i tratti propri della coesione sociale e della partecipazione civile, utilizzando gli strumenti di  cui dispongono . Questi riguardano la tutela della vita urbana, le  risposte ai bisogni sociali, l’adeguatezza dell’offerta abitativa, l’appropriata disponibilità  di spazi pubblici, il controllo dei cittadini stranieri, gli abusi di droghe ecc…

Purtroppo,  per una serie di motivi,  dalle risorse umane, alla mancanza di fondi ( patto di stabilità), alle  leggi dello Stato che prevalgono su quelle comunali e regionali, e ancora altri aspetti,  gli stessi  sindaci non possono garantire la sicurezza ai propri cittadini.
Il tema della sicurezza e della sua percezione da parte dei cittadini è divenuto uno degli aspetti  più importanti dopo il lavoro, nell’agenda politica dei comuni e delle regioni. Pur considerando  il traguardo   assodato e condiviso, ciò che lo anima e lo  rende  vivo  è il dibattito e la ricerca di strategie d’intervento efficace e l’eterogeneità degli aspetti della vita sociale, in ambito locale, con il rispetto delle regole che presiedono  alla convivenza tra i cittadini e alla cooesione sociale.

Essere entrati nel ventunesimo secolo senza aver eliminato, o quanto meno,  ridotto  la violenza, che  ha già  registrato i venti secoli precedenti, è uno degli aspetti vergognosi della nostra storia civile e  politica,  senza esclusioni di settori.   Inoltre,  mentre si dibatte,  a livello centrale,  con leggerezza e malafede,  sull’immigrazione,  se  concedere  o no la cittadinanza,  se è reato essere clandestino,    sulle  intercettazioni, ecc…, la gente muore nelle  strade per mancanza di sicurezza e   alcuni  stravolgono la verità ai  propri fini elettorali e propagandistici.   Tutto ciò è senza meno  da condannare.

Spero tanto che le istituzioni Statali si ravvedano e,  con gli enti locali: Regioni, province, comuni, formino  un coordinamento  per contrastare il fenomeno della violenza,  creando sinergie  e mettendo in pratica la conoscenza  e le risorse istituzionali  perché si giunga ad una maggiore  presenza di agenti  in strada, al fine di eliminare i gravi pericoli che minacciano l’incolumità pubblica e la sicurezza urbana, per  il bene di tutti noi.
Sarebbe interessante  sapere se gli  Eldyani si  sentono  sicuri nelle loro  città, quartieri o  paesi. Vogliamo promuovere  un dibattito su questo argomento che, ritengo,  interessi tutti i cittadini?

 

 

 

Richard Claayderman  – Exodus

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