Archive for aprile 30th, 2013

L’angolo del dialogo

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Scartabellando fra vecchi materiali è venuto alla luce questo vecchio articolo. E’ un articolo di Chiara Maffioletti pubblicato sul Corriere della Sera Sette del 10 giugno 2010 alla pagina  55. Il giovane di cui si parla nell’articolo ripara  i vecchi computer e li regala. Ecco  l’articolo:

 

“ Massimiliano De Cinque ha 39 anni, viene dall’Abruzzo ma da anni vive in una cittadina vicino a Varese, Olgiate Olona. A suo modo è un supereroe. Di giorno lavora alla reception di una televisione privata milanese. Di notte “resuscita” computer. Nella sua cantina arrivano i casi più disperati. Macchine che nemmeno si accendono più. Lui le apre e, dopo averci dedicato pazienza, passione e parecchio tempo, alla fine le resuscita. “Per me è come giocare con i lego” spiega. “Mi piace da sempre smontare i computer, mettere insieme i pezzi e poi vederli ripartire”.

 

Ora però Massimiliano ha deciso di dirottare il suo hobby verso una buona causa, ed è così che, lo scorso aprile, è nato il progetto “Nuova vita”: un’associazione, assolutamente senza fini di lucro, che recupera computer guasti, li aggiusta, per poi regalarli a chi ne ha bisogno: scuole, famiglie in difficoltà, anziani. Rispondendo non solo a un problema sociale ma anche ecologico.

Racconta Massimiliano: “Quando un computer è guasto c’è la tendenza a sbarazzarsene. Non c’è interesse a spendere su una macchina vecchia. Non è vantaggioso sistemarla. Ma lo smaltimento è un vero dramma”. Costa meno comprare un nuovo computer piuttosto che ripararlo. E così vengono buttati ogni giorno centinaia di apparecchi.

 

 

Pochi sanno che sono rifiuti difficili da smaltire: ogni anno nel mondo si producono 50 milioni di tonnellate di rifiuti Race (Rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche). Nel 2009, solo in Italia si è arrivati a 3 chilogrammi pro-capite di Race e si stima che nel 2014 la cifra sarà raddoppiata. Numeri allarmanti, soprattutto se si considera che attualmente solo il 15% di questi rifiuti è smaltito correttamente. La maggior parte finisce nei “cimiteri di computer” che avvelenano i Paesi più poveri (Ghana, Nigeria, Uganda, Vietnam, India) con le sostanze inquinanti (piombo, cadmio, arsenico, cromo esavalente, diossina) sprigionate da uno “smaltimento” che è gentile definire barbaro.

Riprende Massimiliano: “Quando un computer è morto, spesso c’è un solo componente che non funziona più. Come fosse un paziente a cui vengono donati gli organi, anche il computer, sostituendo ciò che era guasto, torna a vivere”. Certo,  i computer rigenerati non sono capaci di straordinarie performance: non sono velocissimi o super potenti. Ma sono comunque macchine perfette per chi deve muovere i primi passi nell’informatica. “Penso ai bambini. Un’amica di mia figlia, 4 anni, era venuta da noi a giocare: sui vecchi computer  guardavano le lettere, cliccavano sui colori. Lei non ne aveva uno a casa e gliel’ho regalato.

Ora, grazie a questo progetto, creeremo un’area informatica all’asilo dove vanno tutte e due le bimbe. Sono stato contattato da diverse scuole, anche dai direttori di alcune carceri e il sogno è donare computer agli anziani: scoprirebbero un mondo nuovo”. Su Facebook, il gruppo dedicato al progetto cresce ogni giorno: “Ho ricevuto richieste di donazione e di collaborazione (per ora sono in 7 a riparare, ndr) e vorrei creare associazioni satellite, unite dallo stesso statuto, in tutta Italia. Moltissima gente è pronta a darmi una mano. Mi hanno chiamato dalla Svizzera. Un signore di Ravenna è disposto a raccogliere i computer e a portarmeli con il suo camper”.

Ma tanto entusiasmo rischia di infrangersi contro l’unico vero problema tecnico: lo stoccaggio. La taverna di Massimiliano non è un hangar. Da sola, non basta. Lui aveva così cercato l’aiuto delle istituzioni. Del suo comune, per primo. Ma per ora un posto non s’è trovato. O meglio, dei cavilli burocratici non hanno permesso di assegnarlo. “I tempi delle amministrazioni sono lunghissimi e questo mi spinge a rivolgermi verso chiunque possa offrirci uno spazio, anche temporaneo. Sarebbe un peccato se tutto si arenasse. Perché è vero che veder risuscitare un computer mi dà soddisfazione, ma ho scoperto che saperlo destinato a una causa nobile rende tutto più bello”.

 

Che ne pensate, amici? Ne vogliamo parlare? E magari fare ricerche in  proposito? (ho controllato su FB ed  effettivamente il sito di cui parla Massimiliano De Cinque c’è.).

     

Richard Clayderman - The Dream of Olwen