LA DOMENICA DEL BOSCO

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Cosa non si fa per cercare di rendere felice la Buona Domenica  per gli affezionati amici del Bosco?

- Come un solerte capitano di una nave che scrive con precisione il suo Diario di Bordo, così la nostra cara ENRICA trascrive per il Bosco il diario di una sua gita e ci coinvolge nei dettagli del racconto per estendere e condividere con noi le stesse emozioni che lei ha già provato con grande gioia.

- GIOVANNA: da brava padrona di casa completa l’opera con le immagini suggerite dalla storia e ci va alla grande perché conosce bene i luoghi descritti in quanto sono la sua terra natia e conserva nella sua mente tanti bei ricordi della sua infanzia. Non solo ma, proprio come una ciliegina sulla torta, completa la pagina con una deliziosa musica e un intrigante video, veramente da non perdere.

Grazie Enrica, grazie Giovanna e grazie a tutti voi cari amici. Nell’augurarvi una serena domenica rivolgo una raccomandazione: Nei vostri commenti non lesinate i meritati complimenti alle due bravissime amiche per il loro fantastico lavoro. Grazie.

 

         

E' una bella domenica di giugno, come sempre con  le mie amiche partiamo per una gita. Questa volta destinazione Liguria: Santa Margherita ligure e Portofino. La nostra accompagnatrice si chiama Marzia, con lei, ho già fatto parecchie gite, mi chiama per nome e ci scambiamo informazioni, il marito l'accompagna, dimostra di essere molto informato ed è un piacere dialogare con loro. Dopo una sosta per una veloce colazione all'autogrill, ripartendo, Marzia inizia a darci delucidazioni sulla nostra visita.

 

La Cervara

 

Arriviamo a destinazione molto presto, la giornata è ricca di incontri ma il pullman ha solamente un punto di scalo, non di fermata, le strade di queste cittadine sono strette e affollate.

Santa Margherita Ligure nel passato, era un borgo peschereccio, lo ricordano le tante case dai prospetti e colori vivaci, mentre a ricordare la prima fase delle sue fortune turistiche, tra la seconda metà del XIX secolo e i primi decenni del ‘900 ci pensano gli eleganti alberghi in stile liberty. Nel dopoguerra vi fu un'altra fase di sviluppo edilizio, che, sebbene più contenuta rispetto alle precedenti, ha lasciato comunque la sua impronta stilistica.

Nel 1800 fu data  la conformazione  a questa cittadina, dall'unione di due frazioni o borgate, Pescino e Corte; quest'ultima era raccolta intorno al  Porto di Napoleone, con la caduta di Bonaparte, però, il porto ha assunto il nome di porto turistico, e si può dire che la conformazione stessa dell'abitato è relativamente recente. Visitiamo la basilica di Santa Margherita di Antiochia ma, come sempre, le funzioni religiose si svolgono sopratutto di domenica e non possiamo fermarci molto. La basilica è stata per così dire consegnata alla città nel XVII secolo da Giovanni Battista Ghiso, detto il Mantovano, architetto, scultore, pittore, che  lavorò in diverse città italiane.

 

Santa Margherita Ligure

 

Alla destra della chiesa percorrendo un pezzo di strada troviamo il parco comunale di Villa Durazzo, diviso in un settore all'italiana, poi  un settore ricco di specie esotiche, e una parte di bosco all'inglese. La villa Durazzo è stata costruita negli anni successivi al 1560. La guida ci fa notare le decorazioni delle finestre a bugnato con dei rilievi, è in pianta quadrata e all'interno si visitano gli appartamenti dei principi, ricchi di marmi,  maioliche, specchi, stucchi e cineserie, tantissimi quadri di pittori di notevole prestigio. Uscendo dal parco che ingloba altre due ville, delle quali, al momento che scrivo, non riesco a ricordare i nomi. Ci dirigiamo verso il mare e troviamo altre due chiese, la facciata di San Giacomo di Corte è candida e rivolta verso il golfo del Tigullio, con l'azzurro del mare ne fa un quadro a cielo aperto. Scendiamo per una scalinata che porta all'oratorio di S. Erasmo con i pavimenti del XVII secolo e vediamo la chiesa dei Cappuccini dove l'attrattiva è nella sala dei confessionali, la Madonna in Trono di scuola provenzale. Di fronte a questa chiesa si notano i resti del castello.

 

Parco di Villa Durazzo

 

Arriviamo alla fermata dei bus, la nostra guida dice che ci accompagna all'ex Abbazia Benedettina di S.Gerolamo della Cervara dove abbiamo già prenotato un'altra visita guidata, ci avvisa che dobbiamo prendere i bus di linea perché  da Santa Margherita a Portofino non si può circolare con il nostro mezzo, la circolazione delle auto è consentita solo ai residenti.

Il percorso se pur breve è stato diciamo avventuroso perché, con il nostro gruppo che già da solo riempiva quasi completamente il bus ma che necessariamente doveva restare unito per  non disperderci, ci siamo pigiati stipati come sardine con le altre persone che si spostano abitualmente e i vari turisti già numerosi per l’inizio della stagione estiva. Raggiungiamo l'abbazia della Cervara, salita alla cronaca, in questo periodo perché Cassano, il giocatore di calcio ha festeggiato qui il suo matrimonio.

 

Abbazia  di San Gerolamo

 

Gli attuali proprietari, dei privati lombardi, subito dopo aver acquistato l'Abbazia, hanno dato inizio ad un'opera di restauro senza precedenti, che sta restituendo al monastero la sua antica bellezza. Per questo motivo sta diventando una meta per personaggi famosi.

Siamo arrivati prima del previsto, percorriamo  una salita e dall'alto la vista del mare è una meraviglia, è una giornata bellissima. Marzia riesce a concordare la visita con la guida interna e iniziamo il nostro percorso dalle cantine dove i monaci conservavano i loro prodotti che coltivavano e producono. La storia di questa abbazia è lunga, inizia nel 1361 in seguito ad un'idea di un monaco di Genova, i possessori del terreno erano dei monaci colombaniani (col saio bianco) che diedero il consenso e in pochi anni fu costruita e dedicata a San Gerolamo, venne posta in questa zona e in alto per fronteggiare eventuali attacchi dei  pirati via mare, nel tempo poi è passata ai frati Benedettini di Cassino, (col saio nero) che si insediarono nel monastero nel 1420 dopo la guerra dei Guelfi e Ghibellini. La struttura aveva ricevuto notevoli danni, ma nel tempo è diventava casa madre inglobando anche abbazia di San Fruttuoso Capodimonte, altra bellezza da visitare. Nel corso dei secoli è passata di mano in mano a diversi ordini religiosi, nel periodo di Napoleone fu abbandonata ma finalmente nel 1912 fu dichiarata monumento nazionale, ha subito diverse scorrerie dai pirati saraceni  per cui fu rimaneggiata e restaurata più di una volta.

 

Abbazia di San Fruttuoso

 

Continuando il percorso saliamo per una lunga scala e raggiungiamo un atrio molto bello dove un'altra scalinata separa gli appartamenti dei privati che l'hanno acquistata dal percorso di visite guidate, o dai servizi che offrono come ricevimenti o matrimoni o eventi particolari. Saliamo ancora per una scala alla nostra sinistra e ci troviamo in un chiostro molto bello, percorriamo un corridoio e giungiamo alla Chiesa. Un po' arretrata rispetto alla chiesa, c'è la torre saracena costruita per fronteggiare gli attacchi dei pirati nel cinquecento, mantenendo però la forma di rispetto verso la religiosità.

La chiesa ha pianta a croce latina, resa suggestiva dalla caratteristica abside inclinata che simula il capo reclinato di Cristo.

 

Il mare dalle Trifore dell'Abbazia di  San Fruttuoso

 

Le colonne che separano le tre navate sembrano  essere costruite con blocchi alternati ardesia e marmo, sono in realtà di mattoni ricoperti da intonaco bicolore.

Durante i recenti lavori di restauro è stata scoperta una sepoltura che con ogni probabilità è dell'arcivescovo di Genova Guido Scetten, poeta e letterato, compagno di studi e amico di Francesco Petrarca.

É povera di arredi ma conteneva un polittico(ı) di notevole fattura che poi nel tempo è stato diviso e oggi, le varie parti, sono conservate presso la Galleria di Palazzo Bianco di Genova, al Metropolitan Museum di New York e al Louvre di Parigi. 

Ma la cosa più bella, o perlomeno che a me ha dato davvero una forte emozione, sono i giardini, quello che un tempo fu l'orto dei monaci Benedettini, è oggi il solo giardino monumentale all'italiana conservato in Liguria, posto su due livelli, direttamente di fronte al mare, è unico nel suo genere pèrché solitamente la salsedine fa morire le piante, si è  quasi circondati completamente dalla vista del mare e della costa: da una parte il Golfo del Tigullio - che corre da Rapallo a Chiavari - dall'altra il promontorio di Portofino - con le insenature di Paraggi e Portofino.

É qualcosa di veramente bello, nelle mie gite, ho visitato alcuni bei posti, ma mai ho visto una bellezza come questa. Molto volentieri consiglio agli amici di visitare questa meraviglia.

 

Giardino storico Abbazia di San Gerolamo

 

Intorno all'edificio e al giardino si alternano terrazze con statue e pergolati, piante rare che incorniciano un quadro già bello a seconda della stagione, e poi c'è il glicine secolare, trattenuto da cavi di ferro. Le dimensioni della pianta sono enormi, dice la guida che in seguito all'abbandono, il glicine era caduto a terra e gli attuali proprietari hanno dovuto con una gru risollevare il tutto e far costruire poi una struttura adeguata a sostenerlo. Ci consiglia di tornare a visitare l'abbazia nel periodo della fioritura, ma intorno a me la buganvillea è fiorita, il gelsomino ricopre le colonne, ed è un profumo mentre passiamo in questi corridoi. Scendiamo due gradini e la guida ci fa notare la pianta del pepe rosa e i rarissimi capperi rosa, camelie ortensie e altre piante.

Mentre la guida cammina di buona lena ci porta nella zona a monte, qui si trova un altro giardino che una volta era l'orto dei frati, detto anche  il giardino dei semplici, piante officinali e medicamentose che ancora oggi vengono coltivate. Quasi mi scordavo

 

Golfo del Tigullio

 

di dire che i monaci avevano una loro farmacia creata con le erbe che producevano, unguenti e oli officinali per curare diverse malanni e malattie, antiche ricette vengono ancora conservate; basse siepi di bosso, riquadrano particelle che alternano le  coltivazioni, rari esemplari di agrumi in vasi di cotto, come era tradizione nelle abbazie.

C’è  poi, in una zona coltivata a fasce,  l'antico bosco dove il leccio la fa da padrone ma con tante altre varietà di piante. Purtroppo la visita guidata prenotata ha un tempo limitato e il tempo quando si guardano belle cose scorre veloce e dobbiamo uscire. Non so come spiegare ma sono estasiata, veramente felice di aver potuto visitare un posto così bello. Ci tornerò e porterò con me il mio nipotino, voglio che veda tutte queste belle cose.

 

Panorama di Portofino

 

Ora siamo liberi e a piedi ci avviamo verso Portofino abbiamo ancora tempo a disposizione, qualcuno decide di fermarsi al porto di questa cittadina ligure e su quel piccolo promontorio prendere il sole. Io decido di salire tutti quei gradini per raggiungere il faro, saluto le amiche e mi avvio. Mentre cammino mangio i miei panini, non voglio perdere un solo minuto, ci sono cancelli di ville sicuramente bellissime, dall'alto vedo squarci di mare, poi qualcuno mi chiama, alcune mie amiche hanno scarpinato per raggiungermi, giungiamo al faro mi siedo su di un sasso, finisco di mangiare tranquillamente. Le mie amiche tutte vestite con abiti eleganti, non possono farlo, mi prendono in giro, dicono che sono ruspante, ma io intanto me la godo e gusto una fetta di torta.  

Arriva l'ora per tornare al pullman sono stanca, veramente stanca ma strafelice, che giornata: è stata bellissima. Unica nota sgradevole... una bottiglietta d'acqua e un gelato 8 euro, si sa Portofino è per i ricchi... ma l’abbiamo visitata anche noi.

 

 (ı) - Quadro diviso in più parti

   

Richard Clayderman - Belle

 


COMMENTI

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  1. il 28 aprile, 2013 Nembo dice:

    Come ogni domenica Enrica ci porta a visitare i luoghi suggestivi da lei visitati, questa volta ci descrive con le sue emozioni la perla del Tigulio, S. Margherita ligure descrivendoci con passione la storia di questo paese e di tutto quello che lo circonda con le sue curiosità di storia e cultura. Come sempre un paluso a Giovanna per l’assemblamento delle fotografie suggestive e musica appropriata all’argomento.

  2. il 28 aprile, 2013 Giuseppe3.ca dice:

    Grazie Nembo, so che il tuo plauso è sincero e spontaneo, non può essere diversamente perché la pagina è veramente completa in ogni dettaglio e le due amiche meritano tutto il nostro compiacimento.

  3. il 28 aprile, 2013 lorenzo.rm dice:

    Un vero godimento dell’anima. Un arricchimento in tutti i sensi. Una “full immersion” nel bello. Questo trio Enrica- Giovanna e Giuseppe non finisce di stupire. Grazie e buona domenica al trio e a tutte/i.

  4. il 28 aprile, 2013 Giuseppe3.ca dice:

    Si, è vero Lorenzo, sappiamo che “l’unione fa la forza” e noi, consapevoli di questo, cerchiamo di metterlo in pratica e come si può constatare anche oggi, qualche volta ci riusciamo.
    Questi diari di viaggio della bravissima Enrica, aggiornati con le immagini di Giovanna, sempre stupenda nelle sue ricerche fotografiche e musicali, stanno diventando dei veri DOCUMENTARI in questo nostro meraviglioso Bosco.
    Grazie Lorenzo, il tuo incoraggiamento è prezioso e importante per tutti.

  5. il 28 aprile, 2013 enrica.co dice:

    Grazie Giovanna, che belle le immagini, devo dire che questa gita mi è rimasta nel cuore, mi è piaciuta così tanto forse perchè era una giornata splendida, forse perchè io l’ho trovata bellissima quest’abbazia della Cervara, credo che per gustare a pieno tutto una visita sola non basti Ringrazio Nembo, Lorenzo, e Giuseppe per tutto.

  6. il 28 aprile, 2013 enrica.co dice:

    Consiglio a tutti, ma proprio a tutti di visitare questa meraviglia, ha il fascino dell’antico, della natura, i giardini sono splendidi, un piacere per gli occhi e per la mente spaziando per quel panorama …. io sono rimasta incantata …Ma io non faccio —–perchè ogni volta volo con la fantasia, ma se così non fosse non sarei io

  7. il 28 aprile, 2013 Giuseppe3.ca dice:

    Noi ringraziamo te Enrica, sei una cara amica. Sappiamo che ti sei affezionata al Bosco e a tutti noi, la tua collaborazione è preziosa per tutti gli amici.

  8. il 28 aprile, 2013 elisabetta8mi dice:

    siete fortissime ragazze:siete riuscite a togliermi la parola,come sempre:i vostri racconti documentarii ,solo cosi’li posso chiamare x quanto sono belli.Mi affasciano talmente,tanto d’ammutolirmi.complimenti..quando ho detto grazie ..non ho detto nulla,siete una forza della natura x la sensibilita’la delicatezza e la bravura e il cuore che mettete in questi vostri racconti.siete uno staff eccezzionale scusate se mi ripeto,ma come ho gia’ detto sopra :mi avete tolto la parola:siete mozzafiato..vi adoro

  9. il 28 aprile, 2013 Giuseppe3.ca dice:

    Betty carissima, accetta il mio ringraziamento personale per le tue belle parole rivolte a Giovanna ed Enrica, le meritano tutte, credimi, sono fantastiche. Non dimenticare, però, che attendiamo anche un tuo lavoro, datti da fare, grazie.

  10. il 28 aprile, 2013 enrica.co dice:

    grazie Guido, Francesca12 e grazie Elisabetta

  11. il 28 aprile, 2013 silvana dice:

    Credo che molti di noi oggi,dopo questo racconto cosi’bello,è coinvolgente,abbiamo immaginato di esserci stati veramente,in questa fantastica gita,fatta da Enrica.ciao al bosco è alla natura che io amo tanto! Silvana rc

  12. il 28 aprile, 2013 enrica.co dice:

    grazie Silvana

  13. il 28 aprile, 2013 alba morsilli dice:

    Cara Enrica un giornalista del turismo non sapeva mettere un articolocon le emozioni,le sensazioni che mi hai fatto provare. tu sai che io sono di Genova e quei luoghi li conosco come le mie mani, ma non conoscevo la sua storia e grazie a te ora so anche quella.
    L’unica cosa che per andare a S Fruttoso di Camogli si ci arriva solamente via mare.oltre alla bellezza dei suoi palazzi colorati il faro la sua piazzetta famosa nel mondo. il promontorio di portofino è una scoperta per chi ama come me camminare

  14. il 28 aprile, 2013 alba morsilli dice:

    ciao Enrica te la voglio raccontare perchè è carina tu che sei stata a Portofino non sai da dove deriva il nome ecco te lo dico porto delfino, perchè ci vivono tanti delfino che in estate le motonavi fanno avvistamento.
    Camogli quando le navi ci passano davanti suonano le sirene perche Camogli vuol dire la casa delle mogli dei capitani

  15. il 28 aprile, 2013 giovanna3.rm dice:

    Grazie Elisabetta: già altre volte ricordo che ti sono piaciuti i nostri scritti, le impressioni descritte ecc. Fa molto piacere sapere che si fa cosa gradita agli amici, noi ce la mettiamo tutta…..
    Ciao Elisabetta, a presto.

  16. il 28 aprile, 2013 Giuseppe3.ca dice:

    Grazie Alba per queste tue precisazioni che rendono ancor più ricco il racconto della brava Enrica che, ogni volta, scrive il suo diario di viaggio con l’entusiasmo di una bambina estasiata dalle nuove scoperte e con la bramosia della conoscenza da conservare nella sua memoria.
    Noi possiamo bearci di queste sue capacità espressive e la ringraziamo.

  17. il 28 aprile, 2013 enrica.co dice:

    Alba che dire, grazie è sempre un piacere imparare nuove cose, so bene che c’è tanto da imparare….. a Camogli ci sono stata due anni fa con Chicco il mio nipotino, e in quella giornata con lui non ho potuto vedere tutto come avrei voluto, ma se avessi visto lui come si era divertito in riva al mare…. con altri bimbi aveva fatto subito amicizia e si è goduto la giornata abbiamo mangiato il pesce c’era la sagra quel giorno e io sono stata bene vedendo lui felice, solo una giornata e ti assicuro che non voleva andare al punto di ritrovo del pulman non voleva che tornassimo a casa, magari ci tornerò chissà ….. Avete posti bellissimi

  18. il 28 aprile, 2013 riccardo2.co dice:

    Negli anni settanta praticando il mio sport preferito ho avuto occasione di passare molti fine settimana si a Portofino che Rapalloe anche ad Arenzano, ma la gioventù mi portava verso altri tipi di visite, ora grazie a te Enrica mi è tornata voglia di rivedere quei posti magari ora che sono un senior la gara la guardo da spettatore, e mi godo la vista di questi posti incantevoli che tu con la tua consueta semplicità ci fai conoscere.
    Grazie ancora una volta perche ci mostri posti incantevoli, raccontandoci i tuoi viaggi in modo talmente semplice che tutti possiamo viaggiare con te.

  19. il 28 aprile, 2013 armida.ve dice:

    Sempre brava, Enrica! Conosco quei posti, ci sono stata e li ricordo con tanta nostalgia. Tu mi hai fatto ricordare dei particolari che avevo dimenticato. Le foto postate da Giovanna sono belle.. bellissime!! Grazie.. continuate così.. amici del bosco!!

  20. il 28 aprile, 2013 enrica.co dice:

    Armida grazie, mi fa piaciere, quel che mi dici, di solito si ha nostalgia di qualcosa di bello, meglio esser nostalgici che senza emozioni

  21. il 29 aprile, 2013 serghei dice:

    Ciao Enrica, come sempre leggere i tuoi giri turistici sembra sempre di esserci, se continui cosi più nessuno si muove da casa, li descrivi troppo bene.
    Ciao continua cosi.

  22. il 29 aprile, 2013 silvana1.ge dice:

    Che sorpresa..finalmente nella mia Liguria!.Enrica la tua descrizione dettagliatissima dei luoghi incantevoli del Golfo del Tigullio esalta la bellezza straordinaria di questo luogo così incantevole dal punto di vista paesaggistico, ma altrettanto ricco dal punto di vista culturale. Che dire? La mia amatissima terra è un luogo molto amato da noi che ci abitiamo, perchè abbiamo proprio tutto: il bel clima, il mare, la storia, l’arte, la cucina fantastica, la cordialità della gente (a scapito dei pregiudizi antichi), ma anche dai visitatori numerosissimi che ritornano ancora, per rivivere momenti di relax ed emozioni. Vi ringrazio Enrica, Giuseppe, Giovanna, per aver messo in risalto proprio ciò che di bello vi è da scoprire qui da noi, corredando l’articolo di immagini e musica ad hoc. Ciao a tutti..

  23. il 29 aprile, 2013 Giuseppe3.ca dice:

    Sai Silvana che quando ho letto il resoconto di viaggio di Enrica ho pensato prorpio a te e mi sono detto: Per Silvana sarà una piacevole sorpresa e ne sarà sicuramente contenta.
    Così è stato, non mi sono sbagliato. Grazie per i tuoi complimenti a tutto il gruppo… ci danno forza per proseguire nel lavoro. Ciao.

  24. il 29 aprile, 2013 maria11 dice:

    BEL RACCONTO, LETTO VOLENTIERI, CIAO ENRICA

  25. il 29 aprile, 2013 enrica.co dice:

    Ciao Serghey, non dire così io ti invito a visitare questi bei posti, comincia col venire a Como mi propongo come cicerone …..

    Silvana che dire l’ho già scritto e lo riscrivo ero incantata, estasiata da tanta bellezza, era una giornata splendida serena limpida e questo mi ha aiutato, era tutto bello. non sono preparata culturalmente, ma il bello lo so vedere e l’ho descritto…..

    Maria 11 grazie a te per averlo letto e commentato