Archive for aprile 27th, 2013

LA DOMENICA DEL BOSCO

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Cosa non si fa per cercare di rendere felice la Buona Domenica  per gli affezionati amici del Bosco?

- Come un solerte capitano di una nave che scrive con precisione il suo Diario di Bordo, così la nostra cara ENRICA trascrive per il Bosco il diario di una sua gita e ci coinvolge nei dettagli del racconto per estendere e condividere con noi le stesse emozioni che lei ha già provato con grande gioia.

- GIOVANNA: da brava padrona di casa completa l’opera con le immagini suggerite dalla storia e ci va alla grande perché conosce bene i luoghi descritti in quanto sono la sua terra natia e conserva nella sua mente tanti bei ricordi della sua infanzia. Non solo ma, proprio come una ciliegina sulla torta, completa la pagina con una deliziosa musica e un intrigante video, veramente da non perdere.

Grazie Enrica, grazie Giovanna e grazie a tutti voi cari amici. Nell’augurarvi una serena domenica rivolgo una raccomandazione: Nei vostri commenti non lesinate i meritati complimenti alle due bravissime amiche per il loro fantastico lavoro. Grazie.

 

         

E' una bella domenica di giugno, come sempre con  le mie amiche partiamo per una gita. Questa volta destinazione Liguria: Santa Margherita ligure e Portofino. La nostra accompagnatrice si chiama Marzia, con lei, ho già fatto parecchie gite, mi chiama per nome e ci scambiamo informazioni, il marito l'accompagna, dimostra di essere molto informato ed è un piacere dialogare con loro. Dopo una sosta per una veloce colazione all'autogrill, ripartendo, Marzia inizia a darci delucidazioni sulla nostra visita.

 

La Cervara

 

Arriviamo a destinazione molto presto, la giornata è ricca di incontri ma il pullman ha solamente un punto di scalo, non di fermata, le strade di queste cittadine sono strette e affollate.

Santa Margherita Ligure nel passato, era un borgo peschereccio, lo ricordano le tante case dai prospetti e colori vivaci, mentre a ricordare la prima fase delle sue fortune turistiche, tra la seconda metà del XIX secolo e i primi decenni del ‘900 ci pensano gli eleganti alberghi in stile liberty. Nel dopoguerra vi fu un'altra fase di sviluppo edilizio, che, sebbene più contenuta rispetto alle precedenti, ha lasciato comunque la sua impronta stilistica.

Nel 1800 fu data  la conformazione  a questa cittadina, dall'unione di due frazioni o borgate, Pescino e Corte; quest'ultima era raccolta intorno al  Porto di Napoleone, con la caduta di Bonaparte, però, il porto ha assunto il nome di porto turistico, e si può dire che la conformazione stessa dell'abitato è relativamente recente. Visitiamo la basilica di Santa Margherita di Antiochia ma, come sempre, le funzioni religiose si svolgono sopratutto di domenica e non possiamo fermarci molto. La basilica è stata per così dire consegnata alla città nel XVII secolo da Giovanni Battista Ghiso, detto il Mantovano, architetto, scultore, pittore, che  lavorò in diverse città italiane.

 

Santa Margherita Ligure

 

Alla destra della chiesa percorrendo un pezzo di strada troviamo il parco comunale di Villa Durazzo, diviso in un settore all'italiana, poi  un settore ricco di specie esotiche, e una parte di bosco all'inglese. La villa Durazzo è stata costruita negli anni successivi al 1560. La guida ci fa notare le decorazioni delle finestre a bugnato con dei rilievi, è in pianta quadrata e all'interno si visitano gli appartamenti dei principi, ricchi di marmi,  maioliche, specchi, stucchi e cineserie, tantissimi quadri di pittori di notevole prestigio. Uscendo dal parco che ingloba altre due ville, delle quali, al momento che scrivo, non riesco a ricordare i nomi. Ci dirigiamo verso il mare e troviamo altre due chiese, la facciata di San Giacomo di Corte è candida e rivolta verso il golfo del Tigullio, con l'azzurro del mare ne fa un quadro a cielo aperto. Scendiamo per una scalinata che porta all'oratorio di S. Erasmo con i pavimenti del XVII secolo e vediamo la chiesa dei Cappuccini dove l'attrattiva è nella sala dei confessionali, la Madonna in Trono di scuola provenzale. Di fronte a questa chiesa si notano i resti del castello.

 

Parco di Villa Durazzo

 

Arriviamo alla fermata dei bus, la nostra guida dice che ci accompagna all'ex Abbazia Benedettina di S.Gerolamo della Cervara dove abbiamo già prenotato un'altra visita guidata, ci avvisa che dobbiamo prendere i bus di linea perché  da Santa Margherita a Portofino non si può circolare con il nostro mezzo, la circolazione delle auto è consentita solo ai residenti.

Il percorso se pur breve è stato diciamo avventuroso perché, con il nostro gruppo che già da solo riempiva quasi completamente il bus ma che necessariamente doveva restare unito per  non disperderci, ci siamo pigiati stipati come sardine con le altre persone che si spostano abitualmente e i vari turisti già numerosi per l’inizio della stagione estiva. Raggiungiamo l'abbazia della Cervara, salita alla cronaca, in questo periodo perché Cassano, il giocatore di calcio ha festeggiato qui il suo matrimonio.

 

Abbazia  di San Gerolamo

 

Gli attuali proprietari, dei privati lombardi, subito dopo aver acquistato l'Abbazia, hanno dato inizio ad un'opera di restauro senza precedenti, che sta restituendo al monastero la sua antica bellezza. Per questo motivo sta diventando una meta per personaggi famosi.

Siamo arrivati prima del previsto, percorriamo  una salita e dall'alto la vista del mare è una meraviglia, è una giornata bellissima. Marzia riesce a concordare la visita con la guida interna e iniziamo il nostro percorso dalle cantine dove i monaci conservavano i loro prodotti che coltivavano e producono. La storia di questa abbazia è lunga, inizia nel 1361 in seguito ad un'idea di un monaco di Genova, i possessori del terreno erano dei monaci colombaniani (col saio bianco) che diedero il consenso e in pochi anni fu costruita e dedicata a San Gerolamo, venne posta in questa zona e in alto per fronteggiare eventuali attacchi dei  pirati via mare, nel tempo poi è passata ai frati Benedettini di Cassino, (col saio nero) che si insediarono nel monastero nel 1420 dopo la guerra dei Guelfi e Ghibellini. La struttura aveva ricevuto notevoli danni, ma nel tempo è diventava casa madre inglobando anche abbazia di San Fruttuoso Capodimonte, altra bellezza da visitare. Nel corso dei secoli è passata di mano in mano a diversi ordini religiosi, nel periodo di Napoleone fu abbandonata ma finalmente nel 1912 fu dichiarata monumento nazionale, ha subito diverse scorrerie dai pirati saraceni  per cui fu rimaneggiata e restaurata più di una volta.

 

Abbazia di San Fruttuoso

 

Continuando il percorso saliamo per una lunga scala e raggiungiamo un atrio molto bello dove un'altra scalinata separa gli appartamenti dei privati che l'hanno acquistata dal percorso di visite guidate, o dai servizi che offrono come ricevimenti o matrimoni o eventi particolari. Saliamo ancora per una scala alla nostra sinistra e ci troviamo in un chiostro molto bello, percorriamo un corridoio e giungiamo alla Chiesa. Un po' arretrata rispetto alla chiesa, c'è la torre saracena costruita per fronteggiare gli attacchi dei pirati nel cinquecento, mantenendo però la forma di rispetto verso la religiosità.

La chiesa ha pianta a croce latina, resa suggestiva dalla caratteristica abside inclinata che simula il capo reclinato di Cristo.

 

Il mare dalle Trifore dell'Abbazia di  San Fruttuoso

 

Le colonne che separano le tre navate sembrano  essere costruite con blocchi alternati ardesia e marmo, sono in realtà di mattoni ricoperti da intonaco bicolore.

Durante i recenti lavori di restauro è stata scoperta una sepoltura che con ogni probabilità è dell'arcivescovo di Genova Guido Scetten, poeta e letterato, compagno di studi e amico di Francesco Petrarca.

É povera di arredi ma conteneva un polittico(ı) di notevole fattura che poi nel tempo è stato diviso e oggi, le varie parti, sono conservate presso la Galleria di Palazzo Bianco di Genova, al Metropolitan Museum di New York e al Louvre di Parigi. 

Ma la cosa più bella, o perlomeno che a me ha dato davvero una forte emozione, sono i giardini, quello che un tempo fu l'orto dei monaci Benedettini, è oggi il solo giardino monumentale all'italiana conservato in Liguria, posto su due livelli, direttamente di fronte al mare, è unico nel suo genere pèrché solitamente la salsedine fa morire le piante, si è  quasi circondati completamente dalla vista del mare e della costa: da una parte il Golfo del Tigullio - che corre da Rapallo a Chiavari - dall'altra il promontorio di Portofino - con le insenature di Paraggi e Portofino.

É qualcosa di veramente bello, nelle mie gite, ho visitato alcuni bei posti, ma mai ho visto una bellezza come questa. Molto volentieri consiglio agli amici di visitare questa meraviglia.

 

Giardino storico Abbazia di San Gerolamo

 

Intorno all'edificio e al giardino si alternano terrazze con statue e pergolati, piante rare che incorniciano un quadro già bello a seconda della stagione, e poi c'è il glicine secolare, trattenuto da cavi di ferro. Le dimensioni della pianta sono enormi, dice la guida che in seguito all'abbandono, il glicine era caduto a terra e gli attuali proprietari hanno dovuto con una gru risollevare il tutto e far costruire poi una struttura adeguata a sostenerlo. Ci consiglia di tornare a visitare l'abbazia nel periodo della fioritura, ma intorno a me la buganvillea è fiorita, il gelsomino ricopre le colonne, ed è un profumo mentre passiamo in questi corridoi. Scendiamo due gradini e la guida ci fa notare la pianta del pepe rosa e i rarissimi capperi rosa, camelie ortensie e altre piante.

Mentre la guida cammina di buona lena ci porta nella zona a monte, qui si trova un altro giardino che una volta era l'orto dei frati, detto anche  il giardino dei semplici, piante officinali e medicamentose che ancora oggi vengono coltivate. Quasi mi scordavo

 

Golfo del Tigullio

 

di dire che i monaci avevano una loro farmacia creata con le erbe che producevano, unguenti e oli officinali per curare diverse malanni e malattie, antiche ricette vengono ancora conservate; basse siepi di bosso, riquadrano particelle che alternano le  coltivazioni, rari esemplari di agrumi in vasi di cotto, come era tradizione nelle abbazie.

C’è  poi, in una zona coltivata a fasce,  l'antico bosco dove il leccio la fa da padrone ma con tante altre varietà di piante. Purtroppo la visita guidata prenotata ha un tempo limitato e il tempo quando si guardano belle cose scorre veloce e dobbiamo uscire. Non so come spiegare ma sono estasiata, veramente felice di aver potuto visitare un posto così bello. Ci tornerò e porterò con me il mio nipotino, voglio che veda tutte queste belle cose.

 

Panorama di Portofino

 

Ora siamo liberi e a piedi ci avviamo verso Portofino abbiamo ancora tempo a disposizione, qualcuno decide di fermarsi al porto di questa cittadina ligure e su quel piccolo promontorio prendere il sole. Io decido di salire tutti quei gradini per raggiungere il faro, saluto le amiche e mi avvio. Mentre cammino mangio i miei panini, non voglio perdere un solo minuto, ci sono cancelli di ville sicuramente bellissime, dall'alto vedo squarci di mare, poi qualcuno mi chiama, alcune mie amiche hanno scarpinato per raggiungermi, giungiamo al faro mi siedo su di un sasso, finisco di mangiare tranquillamente. Le mie amiche tutte vestite con abiti eleganti, non possono farlo, mi prendono in giro, dicono che sono ruspante, ma io intanto me la godo e gusto una fetta di torta.  

Arriva l'ora per tornare al pullman sono stanca, veramente stanca ma strafelice, che giornata: è stata bellissima. Unica nota sgradevole... una bottiglietta d'acqua e un gelato 8 euro, si sa Portofino è per i ricchi... ma l’abbiamo visitata anche noi.

 

 (ı) - Quadro diviso in più parti

   

Richard Clayderman - Belle