LA DOMENICA DEL BOSCO

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L’amica Silvana1.ge non è una new entry. Ha già pubblicato diversi suoi lavori che hanno riscosso sempre altissimo gradimento da parte dei lettori del Bosco. Ora non si è fatta pregare ed è la prima ad accogliere il nuovo invito della Redazione e ci ha inviato una storia dei suoi ricordi di bambina. Un brano delizioso che, non solo, risveglia emozioni con tanta simpatia e tenerezza ma è anche uno spaccato della vita sociale italiana di cinquant’anni fa. Invito a leggerlo esprimendo il vostro prezioso parere alla bravissima autrice. Grazie Silvana.

Ricordo che tutti possono partecipare, datevi da fare! Il Bosco è di tutti ed è disponibile per pubblicare i vostri lavori, rispettando, naturalmente, l’ordine d’arrivo. Ecco il racconto di oggi.

 

   

 

Il piccolo paese dove abitavo da bambina era una perla verdeggiante incastonata tra le colline a ridosso della città. Un luogo i cui ritmi di vita erano rimasti quelli di un tempo in cui l'economia era prevalentemente agricola e artigianale. Nei primi anni '60 fu inaugurata una fabbrica di indotto metallurgico che aveva portato lavoro e benessere in molte famiglie. Nella valle ormai, insieme al rintocco delle campane, risuonava mattino e sera la sirena che scandiva l'inizio e la fine della giornata lavorativa. Un maggiore benessere fece capolino nelle famiglie e le abitudini individuali subirono una forte spinta al cambiamento. L'unico negozio del paese che vendeva ogni genere di prima necessità, che era quasi un salotto in cui la mattina le clienti sostavano in chiacchiere amichevoli, ampliò i prodotti in vendita: comparvero sugli scaffali i primi prodotti per la cura della persona con un look più accattivante.

 

Piccolo paese verdeggiante

 

Ricordo che mi soffermavo con stupore davanti ai contenitori dai colori pastello che promettevano meraviglie in fatto di morbidezza, di pulizia, di lucentezza ecc. Scomparvero dagli scaffali quei meravigliosi mastelli in legno ricolmi di marmellate profumate che venivano vendute sfuse . Furono sostituiti dai barattoli in vetro tutti uguali, molto più anonimi. L'attenzione di noi bambini però, si focalizzava sulle caramelle confezione pocket sistemate sul banco di vendita. Le sceglievamo finalmente da soli, attratti dai disegni della frutta, coloratissimi, invitanti...

 

Caramelle alla frutta

 

Anche il bar del paese introdusse una novità importante: il juke box! Un caleidoscopio di colori, di luci, di musica assordante che divenne il simbolo della voglia di divertirsi che aveva contagiato un po' tutti. Esso cambiò i rituali giovanili del sabato sera. Non vi erano più le chiassose soste sulle panchine e sui muretti del paese: i giovani amavano radunarsi intorno a quella scatola magica che risuonava di note musicali, ognuno sceglieva il pezzo preferito e l'atmosfera come d'incanto si faceva elettrizzante. La musica veicolava le emozioni, i primi approcci amorosi. Tra sorrisi e sguardi languidi, i ragazzi invitavano le ragazze a ballare, e noi che non avevamo ancora l'età, osservavamo divertiti quei rituali di corteggiamento e ci pervadeva la loro stessa emozione. Che voglia di crescere in fretta avevamo! Nelle sere d'estate il paese brulicava di persone che uscivano a godersi un po' di fresco.

 

Juke box anni '60 - '70

 

Il loro vociare, le risate, la musica, creavano una sorta di magica armonia. Noi bambini scorazzavamo felici in gruppo, giocando a nascondino o a rincorrere le lucciole che negli angoli più bui del viale alberato creavano le loro danze d'amore, quasi fossero stimolate dal ritmo delle canzoni gettonate che si diffondeva tutt'intorno. Il nostro gioco preferito era quello di guardare il cielo punteggiato di stelle, che osservavamo con meraviglia, immaginando viaggi fantastici per raggiungerle. Erano serate all'insegna della semplicità, del gioco all'aria aperta anche la sera, dei piccoli piaceri quali una passeggiata, un gelato, due chiacchiere in compagnia. Di quel tempo ricordo con particolare tenerezza Giulietta, la lattaia del paese. Era una donna dai grandi occhi azzurri, molto espressivi, simpaticissima. Gestiva una piccolissima latteria in cui vendeva solo latte di giornata proveniente dai produttori locali.

 

La lattaia

 

Al tramonto, ornata di grembiuli immacolati che profumavano di bucato, tenendosi sapientemente in equilibrio tra due capienti recipienti colmi di latte, passava di casa in casa, chiamando una ad una le donne che scendevano nei cortili per comprare il suo prodotto. Noi bambini ci raccoglievamo intorno a lei per ammirare i suoi gesti sicuri che le permettevano di travasare il latte munto da poche ore, ancora spumeggiante, nelle brocche che le massaie le porgevano. Lo mescolava con arte, con delicatezza, con passione e senza farne cadere nemmeno una goccia lo porgeva con orgoglio, chiacchierando amichevolmente con le sue clienti. Quel latte..!!!! Il suo sapore era assolutamente speciale: aveva ancora quell'inconfondibile aroma di campagna, di pascoli erbosi.

 

Latte appena munto

 

Venne il giorno in cui fu attivata in zona una piccola azienda che pastorizzava il latte e lo distribuiva in valle confezionato in bottiglie di vetro. Non si sentì più risuonare per le vie del paese la voce canterina di Giulietta, che dovette a malincuore arrendersi al cambiamento. Il suo passaggio era stato per tanto tempo un piacevole momento di amicizia e di condivisione, l'occasione per scambiarsi impressioni sulla giornata che volgeva al termine.

Anche la fabbrica metallurgica, non più competitiva, chiuse i battenti dopo quasi un decennio. Non vi fu più lo sciamare degli operai che arrivavano in paese la mattina con la corriera e ne ripartivano alla sera. Iniziò il periodo del pendolarismo verso la città, ma il mezzo di trasporto era ormai l'automobile. Il cambiamento epocale fu proprio l'acquisto dell'auto, un bene ben presto diventato uno status symbol irrinunciabile, che cambiò radicalmente il modo di vivere. Gli spostamenti da un paese all'altro si fecero più frequenti, meno problematici. Anche l' aspetto architettonico del territorio mutò radicalmente.

 

Nostalgia del piccolo paese

 

Gli antichi paesini dell'entroterra ligure, furono inglobati dal cemento che avanzava e le loro case dai tetti di ardesia, costruite in pietra, divennero il nucleo storico di cittadine in cui svettavano palazzi a molti piani. I cortili adornati di gerani e fucsie, odorosi degli aromi provenienti dalle cucine circostanti, che erano stati per noi bambini lo spazio ideale per ogni tipo di gioco, furono sostituiti da ampi parcheggi, strade trafficate e rumorose. La vita si era fatta un po' più complessa, anche se con tante comodità in più. Il progresso ha infine modificato i rapporti umani: i contatti tra le persone sono diventati più superficiali, frettolosi.

Ci siamo lasciati alle spalle esperienze condivise di autentica umanità, di solidarietà tipiche dei luoghi in cui ci si conosceva personalmente. Siamo cambiati: i ritmi lenti, la spontaneità, l'apertura fiduciosa verso gli altri hanno lasciato il posto alla cautela, se non alla paura. Quel buon tempo antico è rimasto tra i miei ricordi infantili più significativi: la spensieratezza nel fantasticare sul firmamento o nel correre a perdifiato in un prato fiorito non ritornerà più ma è sempre appagante ritornare con la mente alla fanciullezza, rivisitare il passato e riviverne i momenti speciali: mi pervade una dolce malinconia che colma l'anima di antiche emozioni.

     

 Richard Clayderman - Endless love


COMMENTI

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  1. il 21 aprile, 2013 lorenzo.rm dice:

    Grazie Silvana. Il tuo “spaccato” di vita personale e sociale è imteressante e stimolante. Ci riconosciamo un po’ tutti e ci prende la nostalgia. Anche perché non siamo incamminati verso uno sviluppo senza fine. Col senno di poi avremmo potuto, forse, più opportunamente imboccare altre strade rispettp a quella che abbiamo imboccato. E spesso i ricordi diventano lancinanti. Grazie a Pino e Giovanna. Il pezzo si presenta splendido.

  2. il 21 aprile, 2013 Giuseppe3.ca dice:

    Grazie Lorenzo, il tuo pensiero è pienamente condiviso: tornare indietro nei ricordi del passato ci fa rivedere le cose in modo diverso e ci fa riflettere su ciò che poteva essere e non è stato, hai detto bene “Col senno di poi…. ecc. ecc.” É comunque bello rinfrescare il nostro vissuto e sorridere sulle immancabili nostalgie, sono perle di gioventù.

  3. il 21 aprile, 2013 Giuseppe3.ca dice:

    Ringrazio Silvana per questa splendida pagina che mi ha coinvolto fin dalla prima lettura e mi ha fatto sentire partecipe dei suoi appassionati ricordi.

  4. il 21 aprile, 2013 Giuseppe3.ca dice:

    Posso anche dire che è stato facile rendere complice Giovanna per la stesura di questa pagina della Buona Domenica. Conosciamo tutti, ormai, quanta dedizione e passione Giovanna impiega per rendere sempre più piacevole questo nostro Bosco Incantato. Possiamo esserle riconoscenti per ciò che fa, quasi con devozione, ma oserei aggiungere che, per queste sue caratteristiche non comuni, merita di essere proposta per una Laurea ad Honorem da parte della Direzione di Eldy. Grazie Giò, meravigliosa l’immagine della lattaia in bicicletta, molto appropriata e accattivante!

  5. il 21 aprile, 2013 enrica.co dice:

    Complimenti Silvana, io negli anni 60 sono nata, ma qualche ricordo di come eravamo ce l’ho, ricordo mio fratello che cantava le canzoni del periodo, il latte noi lo andavamo a prendere dallo zio alla stalla, c’era il gelataio che passava con un carretto a pedali e l’arrotino che aveva una bici che non so come ma girava qualcosa e le ruote diventavano la mola che affilava coltelli e forbici….era un signore scuro di carnagione, sistemava anche gli ombrelli,il negozietto degli alimentari vicino a casa aveva una madia con il vetro dove sia lo zucchero che la farina venivano venduti sfusi, le palette in acciaio, per ogni tipo di alimento li mettevano in una carta che la mamma piegava e metteva dentro un cassetto…. Mi rivedo magrissima con le ginocchia sbucciate e una gonna a pieghe scozzese, non so perchè ma questa immagine mi è venuta ora alla mente, mentre corro incontro a mio fratello che mi prende in braccio…. lui era un giovanotto e io ero piccolina grazie per aver permesso alla mia mente di ricordare questo particolare, è vero tutto è cambiato, ma nessuno ci può togliere questi ricordi

  6. il 21 aprile, 2013 Giuseppe3.ca dice:

    Brava Enrica, hai raccontato in sintesi un’altra tua storia: bellisma. Un ricordo ne richiama un altro ed è sempre fantastico tornare al nostro passato, ai nostri momenti felici, ricordare i nostri affetti e, in fondo, ritornare giovani anche se solo per un attimo. Grazie.

  7. il 21 aprile, 2013 enrica.co dice:

    grazie a Voi, l’unico rammarico è che ora sono cicciona e nessuno mi prenderebbe in braccio per il resto io ho dei bei ricordi della mia infanzia lo sapete già

  8. il 21 aprile, 2013 marisa.8bs dice:

    che bello enrica..grazie con piacere e curiosità ho letto il tuo racconto,in tante cose mi ritrovo ..specialmente le lucciole quante corse per poterle prendere ,quante risate noi bambini ..ora tante volte la sera abitando in campagna,scruto nel buio alla ricerca di quelle piccole lucciole che tanto mi facevano sognare.

  9. il 21 aprile, 2013 armida.ve dice:

    La mia età “matura” mi consente di avere dei ricordi condivisi con Silvana. Anche da noi ,nella provincia di Treviso la vita all’inizio era tranquilla, scandita dai lavori dei campi che d’estate iniziavano all’alba. Ricordo che venivo spesso svegliata dal vociare dei contadini che incitavano le bestie. Ricordo la rugiada,la processione delle “Rogazioni”, quando il sacerdote passava a benedire i campi.Ricordo le sere nel cortile.. il nostro cantare, il nostro rincorrere le lucciole, il guardare le stelle nel cielo che, allora, era limpido.
    Il latte appena munto noi lo andavamo a prendere, con un pentolino, dai vicini di casa che avevano le mucche. Mia mamma poi lo lasciava riposare,lo scremava e ci facevamo il burro.Si metteva il fiordilatte in un bottiglione e bisognava sbattere energicamente. Era il compito di noi, più piccole. Ricordo tanti miei amici che dovettero emigrare(Australia, Canada, Argentina..) ma anche Piemonte, Milano, ovunque ci fosse lavoro..
    Il progresso da noi arrivò con la prima fabbrica di mattoni:venne assunto anche mio padre (che festa per noi!)che ci lavorò pochissimi anni, prima della sua prematura scomparsa. La semplicità della nostra vita ci ha lasciato tanti ricordi dolci.. I racconti come quello di Silvana ci riportano ad essi, Grazie Silvana e grazie agli amici del bosco.

  10. il 21 aprile, 2013 Giuseppe3.ca dice:

    Grazie Marisa.8bs, rendiamo merito ad Enrica per i suoi racconti bellissimi e a Silvana per quello di oggi che ha destato in noi tanti bei ricordi. Per te in particlare l’episodio delle lucciole. Brava!

  11. il 21 aprile, 2013 Giuseppe3.ca dice:

    Armida, un racconto nel racconto, brava: quanti ricordi che sembravano dimenticati ritornano alla mente non appena qualcosa o qualcuno riesce a sollecitarci la memoria. Tu ci hai dato prova che Silvana c’è riuscita perfettamente e la ringraziamo ancora. Grazie anche a te per il cortese intervento.

  12. il 21 aprile, 2013 sandra vi dice:

    Mi pice la domenica aprire il blog del Bosco sicura di trovare un racconto piacevole sia di Giuseppe che ci parla della sua meravigliosa Saardegna ,Enrica dei suoi bellissimi viaggi ,altri racconti sempre illustrati da bellissime foto e accompagnte dai video musicali di GIOvanna.Questa domenica il bellissimo racconto di Silvana e’stato un tuffo nel passato,il profumo del latte appena munto ,le lucciole che la sera rincorrevamo nei prati..Noi abitavamo a Milano,ma la nnonna soffriva d’asma e d’estate doveva andare via.I miei avevano affittato una villetta in Valvuvia e in maggio io e nonna partivamo.La mamma mi rienmpiva di tutte le raccomandazioni,dovevo fare la brava ,aiutare la nonna ,stare tranquilla…promettevo tutto.lA contadina che ci affittava la villetta aveva 5 figli un po piu piccoli un po piu grandi di me ,come arrivavo formavano una squadra.Via calze e scarpe e di corsa per i campi …solo che io nn ero abituata e,,poveri piedi e..povera nonna ad acchiapparmi.Ricordo come estati stupendi ,andare a tagliare il fieno coi miei amici,caricarlo sul carro,e sopratutto cercare le uova appena le galline cantavano ,tornavo col cestino dalla nonna mi sembrava d’avOere fatto un lavoro importante .E il mattino sento ancora il profumo del latte appena munto nella ciotola che nonna mi preparava ,versato dal bricco appena portato dalla contadina epoi via pronta per altri giochi per altre monellerie .Ogni giorno era buono per combinarne una nuova

  13. il 21 aprile, 2013 cicco53 dice:

    Buon giorno a tutti, la pagina di oggi Che Silvana ha voluto regalarci con il suo scritto curato molto bene nella forma e nei dettagli, con sentimenti e sensazioni molto condivisibili visto il periodo storico della nostra infanzia. L’autrice ha una capacità espressiva di raccontare con semplicità che ti trasporta in orizzonti specifici di una trasposizione vera di emozioni. La formula sperimentata nel gruppo “IL CALENDARIO”, che abbiamo sperimentato insieme, è un collage si rappresentazione generale di vari argomenti, con una intesa stupenda di descrivere ed esporre i concetti. Detto ciò che con immenso piacere ci tengo a questa esperienza con l’amica Silvana, il racconto è una cartolina illustrata magnifica di una vita vissuta, con avvenimenti suggestivi , i personaggi sono veri con diversi visioni di vita semplice e nello stesso tempo autentici con valori veri. Le meraviglie naturale dei paesaggi, ai personaggi di un certo richiamo della nostra infanzia fanno da cornice a costumi e usi sociali che hanno avuto un significato rilevante per la nostra crescita. In questo racconto c’è un insieme di noi , che ogni cambio di stagione,ci rappresenta con con colori diversi che sono la linfa di vita per proseguire il nostro cammino con umiltà e spontaneità . I ricordi sono la netta visione di un paesaggio incantevole, che ogni volta che si guarda ha significati diversi, perchè ci conduce ad una elaborazione mentale visiva di un trascorso felice e meno, ma quello che conta è il contenuto, iniziando dal primo giorno di scuola allegri , felici , spensierati con tanti momenti di gioco e di socialità fino ad arrivare alle scelte di vita con tanta responsabilità e coerenza. La sensazione bella che ognuno di noi ,con opinioni diverse condividiamo un tempo passato con entusiasmo passionale di raccontarci senza nostalgia .

  14. il 21 aprile, 2013 enrica.co dice:

    Marisa 8 bs ti ringrazio ma non l’ho scritto io il merito è tutto di Silvana ciaoo

  15. il 21 aprile, 2013 silvana1.ge dice:

    Giuseppe, ti ringrazio per aver subito apprezzato il mio lavoro dando una bella cornice al mio racconto.
    Un grazie anche a te Giovanna, che hai colorato i miei ricordi con un pezzo musicale molto dolce, appropriato, scegliendo le immagini più adatte. Incredibile coincidenza, la lattaia che tu hai presentato in foto, ha una perfetta somiglianza fisica con Giulietta.
    Grazie di cuore, amici!

  16. il 21 aprile, 2013 silvana1.ge dice:

    Lorenzo, Giuseppe mi ha gentilmente preceduta. Concordo con te sul fatto che, se si potesse scegliere, eviteremmo determinate forzature ed errori, ma l’evoluzione sociale va a sbalzi, traendo dalla velocità un imput che si rivela poi non del tutto positivo. Resta il fatto che quegli anni ci hanno resi ricettivi ed entusiasti ad ogni genere di novità, plasmandoci come consumatori accaniti e inconsapevoli. Forse bisogna sperimentare per rendersi conto che non è tutto oro ciò che luccica. I ricordi belli che riguardano le emozioni e i vissuti di quel periodo però restano in noi come un periodo tra i più significativi perchè c’era l’entusiasmo di vivere in un mondo che ci piaceva tanto.

  17. il 21 aprile, 2013 silvana1.ge dice:

    Enrica mi pare che anche tu sia andata indietro nel tempo, leggendomi, e attraverso i tuoi ricordi mi hai fatto tornare alla mente quegli artigiani “di strada” che da me passavano annunciandosi alle signore come l’arrotino o l’ombrellaio. Mamma consegnava ombrelli e coltelli che le venivano riportati dopo pochi giorni. Quando si annunciavano con i loro richiami cantilenanti, rappresentavano la novità della giornata ed erano anch’essi occasione di soste nei cortili con relative belle chiacchierate tra le persone. Ogni occasione era buona per soffermarsi piacevolmente con gli altri, senza fretta,con spontaneità.

  18. il 21 aprile, 2013 silvana1.ge dice:

    Sì Marisa bs, il racconto di oggi l’ho scritto io.Uno spaccato della mia infanzia con i relativi vissuti: momenti assolutamente felici, perchè ero circondata da tanto amore e da tante bellezze paesaggistiche. La vita in campagna permette ai bambini una miriade di esperienze forti, e poi la libertà che avevano i ragazzi in quel tempo, rappresentava una forte spinta all’autonomia fin da piccoli. Si andava dovunque per il paese, sempre in gruppo, ci si aiutava l’un l’altro, ci si divertiva, mentre le mamme ci sentivano al sicuro e se ne stavano tranquille a casa. Oggi non è più così, ci sono paure ed ansie, e i bambini dobbiamo proteggerli molto e questo, può causare ritardi nello sviluppo dell’autonomia, ma non possiamo fare altrimenti..purtroppo.

  19. il 21 aprile, 2013 silvana1.ge dice:

    Sandra, mi piace il fatto di averti permesso un bel tuffo nel passato. Anche tu ne hai fatte di esperienze belle!! Quanti stimoli dava la vita in campagna. Poter raccogliere le uova direttamente dal nido ancora calde e magari consumarle all’istante era una esperienza comune, spesso condivisa con i piccoli amici all’ora della merenda. Altro che merendine industriali…..Ricordi di un tempo che non c’è più, ma lo possiamo far rivivere per qualche istante facendo emergere la parte di noi legata all’infanzia che ci è tanto cara e ci emoziona ancora.

  20. il 21 aprile, 2013 silvana1.ge dice:

    Grazie Cicco del tuo apprezzamento! Hai sottolineato la nostra bellissima amicizia, davvero autentica e costruttiva, che assume forme e contenuti condivisi attraverso progetti che portiamo avanti insieme con grande entusiasmo. Il bello della rete..! Hai scritto, giustamente, come i ricordi siano frammenti di noi che continuano a ravvivare la nostra coscienza dandoci l’orgoglio di tante esperienze vissute che ci hanno plasmati, orientando i nostri comportamenti, le nostre passioni, le nostre scelte. L’aspetto del contatto stretto con la natura, ad esempio, predispone ad una sensibilità verso ogni forma di vita, perchè si è potuto sperimentare che ogni essere vivente ha una sua dignità, un progetto da realizzare, un suo ciclo biologico da percorrere. Anche in te, Cicco, si è aperto il libro dei ricordi..hai citato il primo giorno di scuola che era un altro momento di spensieratezza, di gioia nel ritrovare i piccoli amici ma anche le maestre. Si ricomponeva il gruppo e questo attutiva di molto la malinconia per la fine dell’estate, con la preoccupazione dei nuovi impegni di studio. Si potrebbe dire che non vi sia libro più affascinante di quello scritto con la propria storia personale, i processi di crescita, le giornate felici e quelle più grigie, ma in ogni riga c’è scritta la nostra vita: ciò che abbiamo di più caro e irrinunciabile.

  21. il 21 aprile, 2013 Giuseppe3.ca dice:

    Grazie al delizioso racconto di Silvana abbiamo trascorso un’altra piacevole domenica insieme. Secondo il mio parere è emerso un fatto importante, cioè, la voglia che ciascuno di noi ha di volersi raccontare con particolare riferimento al proprio vissuto di gioventù. Lo hanno fatto in modo esemplare e spontaneo Enrica, Marisa, Armida e Sandra. Anche Cicco, forse in modo un pò più critico ma pur sempre piacevole ha espresso il suo pensiero con una analisi di confronto tra passato e presente. Abbiamo delle buone basi per continuare il dialogo tra noi. Grazie a tutti.

  22. il 21 aprile, 2013 giovanna3.rm dice:

    Silvana, con il tuo piacevolissimo racconto mi hai fatto fare un bel tuffo indietro e rivivere con i miei nonni, in un piccolo paese dell’Alta Valtellina, momenti molto teneri.
    Per me era una grande festa andare con loro a vendemmiare…… naturalmente, erano più i grappoletti che mangiavo che quelli infilati nel “cavagnin”, ma era per me un gran divertimento. L’altro rito che mi affascinava era l’infornata del pane. Da quelle parti, si usava molto la farina di grano saraceno – è quella che si adopera per i “pizzocheri” – anche per il pane, almeno molti anni fa. La forma era quella di una ciambella grande, il profumo delizioso e il gusto particolare e squisito. Le forme si chiamavano “i carcent”, in lingua valtellinese, chiamata anche Romanza.
    Come hai ben detto tu, in un commento, c’era proprio la voglia di vivere e il piacere delle piccole cose….credo anc’io che quelle esperienze così semplici ma intense ci hanno resi particolarmente ricettivi ed entusiasti, in grado di apprezzare, in modo particolare, gli aspetti tradizionali e le varie usanze.
    Grazie ancora Silvana e un abbraccio.

  23. il 21 aprile, 2013 cicco53 dice:

    Giuseppe l’argomento trattato è talmente condivisibile che non si presta a nessuna critica. Anzi…mi spieghi perchè sei arrivato a questa conclusione? Non vedo elementi di critica ..anzi ho manifestato sentimenti positivi e compiacimento per la condivisione ampia.

  24. il 21 aprile, 2013 giovanna3.rm dice:

    Ringrazio di cuore Silvana e Giuseppe per le gentili espressioni nei miei confronti. Fa sempre piacere apprendere di aver fatto qualcosa di gradito per gli amici.

  25. il 21 aprile, 2013 silvana1.ge dice:

    Giovanna quanti ricordi hai rispolverato! Anche la vendemmia… Una esperienza che a me è mancata perchè nella mia zona non c’è coltivazione di uva. hai citato la cottura del pane .. Mia nonna gli dedicava una giornata intera, perchè non lo impastava tutti i giorni: quindi grandi quantità di pane che rimaneva perfetto anche dopo giorni e giorni.E che fragranza!! (quello che ci propinano adesso dal mattino alla sera diventa quasi immangiabile)…. I sapori semplici,la genuinità, continuiamo a cercarla perchè evidentemente ha un significato per noi che va al di là dell’aspetto inerente la buona tavola. Grazie per il tuo contributo che ha arricchito ulteriormente il libro dei ricordi che abbiamo sfogliato tutti insieme, con amicizia.

  26. il 22 aprile, 2013 silvana1.ge dice:

    Io penso che i protagonisti di questa domenica siano stati i nostri ricordi ampiamente condivisi e arricchiti di tante sfaccettature relative all’infanzia di tutti noi. E’ stato bello leggervi perchè attraverso le vostre esperienze sono affiorate in me altre emozioni legate ai primi anni di vita. Grazie a Giuseppe, a Giovanna, a tutti, ancora.

  27. il 22 aprile, 2013 silvana1.ge dice:

    Cicco, oggi sei stato particolarmente generoso nel testimoniarmi qui nel Bosco la tua stima e l’amicizia. Anche tu sei ritornato al tuo passato con l’entusiasmo che ti contraddistingue, traendone spunto per una riflessione più ampia sui significati e gli obiettivi dell’esistenza che mi sento di condividere. Ancora grazie anche a te.

  28. il 22 aprile, 2013 Giuseppe3.ca dice:

    Cicco, “critico” inteso come disamina, analisi, recensione del contesto in senso positivo, come in effetti hai fatto nelle tue valutazioni di confronto tra passato e presente. Questo in effetti ho detto senza alcuna intenzione di innescare sterili polemiche. Grazie per l’intervento.

  29. il 22 aprile, 2013 Giuseppe3.ca dice:

    Considerando che il bellissimo racconto di Silvana è stato propedeutico per risvegliare ricordi della nostra infanzia consentitemi di proporre alcuni titoli per i vostri racconti da presentare in redazione per futura pubblicazione:
    – Armida “I lavori nei campi e il vociare dei contadini” oppure, “La fabbrica dei mattoni”;
    – Enrica “La bici dell’arrotino, il carretto del gelataio e tante canzoni spensierate”;
    – Giovanna “La vendemmia e il pane appena sfornato”;
    – Marisa “La campagna e la ricerca delle lucciole”;
    – Sandra “I miei giochi da bambina tra uova e latte fresco”;
    – Silvana “I sapori genuini e l’entusiasmo dell’infanzia”.

    Naturalmente padronissime di inventarne altri. Grazie.

  30. il 22 aprile, 2013 Giuseppe3.ca dice:

    Vorrei ancora esprimere un sincero elogio a Silvana per la genuinità del racconto e a Giovanna per la meravigliosa cornice grafica e per le immagini.

    Per il contenuto espresso nei numerosi interventi possiamo dire, con un piccolissimo pizzico di orgoglio, che la pagina di questa nostra Buona Domenica è diventata quasi un’opera d’arte. Grazie a tutti.

  31. il 22 aprile, 2013 cicco53 dice:

    grazie Giuseppe per il tuo intervento , con la spiegazione esaudente , ti invio cordiali saluti .

  32. il 22 aprile, 2013 silvana dice:

    Grazie Silvana :il tuo racconto mi ha fatto ricordare,il fantastico e suggestivo paesaggio,della mia casa in mezzo alla natura,una piccola fattoria in cui ho trascorso i miei primi vent’anni,gli anni, piu’ belli per me!..sono ricordi indelebili gli odori i sapori i colori dei fiori, le tante varieta’ di frutti,l’odore del pane appena sfornato,si apprezzava è rispettava tutto ciò che la natura ci offriva!( del luogo chiamato collina degli Angeli ,non esiste piu’ ne la casa ne il paesaggio)Silvana rc

  33. il 22 aprile, 2013 silvana1.ge dice:

    Grazie a te mia omonima Silvana.rc.! Hai fornito altri elementi sulla vita a contatto con la natura, nei quali mi sono immersa ancora identificandomi nelle esperienze da te descritte. Hai messo anche in evidenza una cosa importantissima: il rispetto per la natura che si costruisce fin dall’infanzia, con esperienze dirette sul campo i cui vissuti emotivi rimangono dentro e ci guidano verso scelte responsabili anche da adulti. Oggi il grande tema è lo spreco, il depauperamento dell’ambiente, la scarsa consapevolezza che ciascuno nel suo quotidiano è responsabile del bene della terra e della sua sopravvivenza. Avere il privilegio di vivere in ambienti dove gli equilibri non sono ancora saltati, aiuta in questo percorso perchè la natura è stupenda da vedere, da vivere, un patrimonio dell’umanità da conservare.

  34. il 22 aprile, 2013 silvana1.ge dice:

    Giuseppe le varie tracce fornite sui ricordi d’infanzia sono molto stimolanti. Penso che la tua proposta verrà accolta con entusiasmo. Buon lavoro a tutti allora… in attesa di leggere tanto. Ciaooo!!!

  35. il 22 aprile, 2013 marisa.8bs dice:

    mi scuso con silvana per la confusione di nomi ..e la ringrazio per avermi dato la possibilità di tornare indietro coi miei ricordi.capita poche volte poterne parlare ..purtroppo i nostri giovani si annoiano ad ascoltarci.

  36. il 22 aprile, 2013 Anna B. dice:

    In ogni caso è affascinante pensare al dinamismo delle cose ..com’erano tempo fa, come saranno, in fondo pensare all’ambiente circostante nel passare del tempo può farci pensare – come un transfert – a come il tempo ci modifica e ci fa evolvere..
    Bravissima Silvana, come del resto lo sei sempre.

  37. il 22 aprile, 2013 silvana1.ge dice:

    Marisa, non preoccuparti, le sviste capitano a tutti.E’ vero, i giovani sono più proiettati nel loro mondo, presi da tantissimi stimoli contemporaneamente. Solo in età matura si comprende il valore della memoria. Grazie!

  38. il 22 aprile, 2013 silvana1.ge dice:

    Anna B: che bella riflessione hai fatto. La vita è evoluzione e cambiamento, e noi con essa. Resta però il nucleo dei ricordi, di come ci proiettavamo nel nostro mondo. La nostra ricchezza .. Grazie!

  39. il 23 aprile, 2013 Giuseppe3.ca dice:

    Vero Silvana, i vari commenti mi hanno suggerito argomenti che possono essere sviluppati ma ciascuna è libera di esprimere il proprio pensiero secondo le ispirazioni personali per cui la mia indicazione non è da considerare un compito da svolgere, grazie.

  40. il 23 aprile, 2013 elisabetta8mi dice:

    ciao Giuseppe3ca:è il secondo commento ,che il bosco non mi accetta…perche?non capisco.ho fatto il mio commento sull’articolo di Silvana.se puoi spiegarmi ,ti ringrazio.ciao e buona giornata.

  41. il 23 aprile, 2013 Nembo dice:

    Con il racconto scritto da Silvana, leggendolo mi ha fatto riaprire una cerniera della mia infanzia, il bellissimo racconto con le suggestive foto, valorizza il vissuto di quel pezzo di vita che ho ancora nei ricordi con tanta nostalgia.

  42. il 23 aprile, 2013 Giuseppe3.ca dice:

    Betty, mi sembra tutto regolare almeno con questo tuo commento. É necessario indicare con precisione la propria mail. Qualche volta può succedere che un commento venga sospeso in attesa di approvazione ma in questo caso non è avvenuto questo. Ci sentiremo poi per chiarire cosa è avvenuto realmente con il tuo commento. Ciao, a presto.

  43. il 23 aprile, 2013 Giuseppe3.ca dice:

    Benissimo Renzo, allora anche tu hai la tua storia da raccontare, mi fa piacere. Scrivila, poi sai come fare per farla pervenire in Redazione. Al resto ci pensano gli amici del Bosco. Grazie, ciao.

  44. il 23 aprile, 2013 silvana1.ge dice:

    Nembo, mi fa piacere che anche tu abbia ripescato qualche sensazione legata al tuo passato, con relativi vissuti intensi. Grazie.

  45. il 23 aprile, 2013 nico dice:

    Grazie Silvana ,chiudo gli occhi e vedo le stesse cose e tante altre che i nostri nipoti non vedranno,mmmà.Nico.

  46. il 23 aprile, 2013 silvana1.ge dice:

    Nico, hai ragione, i bambini di adesso vedono cose diverse, si divertono tantissimo con stimoli esaltanti: sono bambini digitali, figli della loro epoca. Ogni generazione vive ed ama il mondo che ha a disposizione. Forse anche loro però avranno modo di cogliere la poesia della vita, probabilmente in modo diverso.. speriamo che siano felici almeno quanto lo siamo stati noi. Grazie.