Archive for aprile 13th, 2013

LA DOMENICA DEL BOSCO

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Per questa nostra Buona Domenica la cara amica Enrica ci presenta un altro suo racconto di viaggio con le solite argute e precise descrizioni dei luoghi visitati ma anche con le sue sottili precisazioni e puntualizzazioni che hanno qualcosa di altamente poetico nel suo modo di osservare e descrivere ambienti e paesaggi. Oggi, però, leggendo tra le righe, veniamo a scoprire che nel suo modo di raccontare le cose, Enrica svela anche il suo vero carattere e la sua vera anima sensibile e profondamente umanitaria.

Per me non è stata una sorpresa perché posso dire che conosco Enrica quanto basta per non meravigliarmi del suo modo di essere ma rivolgo a tutti voi l’invito ad esprimere il vostro prezioso e gradito parere. Grazie.

   

 

 

C'è un trenino che collega Domodossola con Locarno, si tratta della linea che permette di raggiungere il  Gottardo con la linea del Sempione e il Ticino con il Vallese. E' un gioiello di ingegneria tenendo conto che è stato inaugurato nel 1929 e che ancora funziona come tratta più breve e consente a molti italiani di recarsi nella vicina Svizzera per lavoro ma è anche usato come percorso turistico. La tratta che questo trenino a scartamento ridotto percorre è  lunga quasi 60 chilometri, si snoda con una notevole pendenza tra vertiginosi viadotti, profonde gole e cascate, attraverso luminosi castagneti e fertili monti coltivati a vigneto, sotto tunnel e con strette curve, sale fino agli 816 metri di Santa Maria Maggiore e scende fino a Locarno sul lago Maggiore.

 

Trenino Domodossola-Locarno

 

E' una giornata piovosa che non mi permette di muovermi come vorrei per visitare tutto ciò che il mio desiderio di conoscenza vorrebbe. Il mio percorso comunque parte da Locarno per raggiungere Domodossola, il lungo lago di Locarno è bellissimo paragonabile ad un lungomare di una città  marittima costiera, è molto ben tenuto purtroppo, però, in questa giornata il lago è coperto di una sottile foschia e non se ne può apprezzare tutta la sua bellezza.

Voglio visitare il castello, ma è domenica ed è chiuso ai visitatori, giro un pò per la città ma, a causa della pioggia che cade a dirotto, rinuncio proseguire la visita e mi reco alla stazione, per essere pronta a salire sul treno in orario. Alla biglietteria la nostra accompagnatrice distribuisce i biglietti e siamo liberi di accomodarci dove vogliamo.

 

Locarno - (Lago Maggiore)

 

Abbiamo due ore di viaggio, si percorre così la Val Vigezzo, o cento valli... è una valle a "V", quindi non ha una fine e appare come un corridoio di origine glaciale, un dolce altopiano situato intorno agli 800 metri di quota, che scende bruscamente sui due versanti. Ad ovest il Melezzo Occidentale scava la stretta gola che si congiunge alla valle del Toce, mentre il Melezzo Orientale scende ad est percorrendo le Centovalli svizzere fino a portare le sue acque nel Maggia e quindi nel Lago Maggiore, lo scenario è davvero splendido. Passando su tutti questi ponti, che uniscono le numerose valli laterali, alcuni sono in muratura e altri in ferro e sono di notevole altezza, dove il panorama è mozzafiato.  Vi assicuro che malgrado il brutto tempo, è davvero un piacere per gli occhi. La prima fermata che facciamo è al caratteristico paese di Re, appena passato il confine svizzero, veramente sembra di essere ancora in svizzera per come è disposto e colorato il paese, non è grandissimo ma ha una basilica che è immensa dedicata alla Madonna del sangue, meta di pellegrinaggi religiosi. La storia  narra che, dove ora sorge la Basilica, c'era una chiesetta,  un giocatore di piodelle, scagliò una pietra contro l'immagine colpendo in fronte la Vergine: per venti giorni dal dipinto sgorgò sangue. Per questo motivo il vescovo di Novara decise di costruire un Santuario talmente grande, che i lavori iniziarono nel 600 e terminarono nel 1922. Il ritratto della madonna è conservato presso l'altare maggiore di stile barocco costruito interamente in marmo. Sul retro dell'altare un tabernacolo custodisce una porzione del sangue sgorgato dalla fronte della Vergine.

 

Foto aerea di Centovalli

 

Riprendiamo il viaggio e saliamo sino a Santa Maria Maggiore, un bel paese ordinato dove la cultura emigrante ancora oggi la fa da padrone.

É il paese degli spazzacamini, in un edificio di singolare bellezza, di due piani,  c'è il museo e, attraverso attrezzi, oggetti, pubblicazioni e suggestive testimonianze, viene raccontata  la dura esperienza di una figura professionale quasi sconosciuta, che ha contrassegnato per secoli la vita di questa valle, appunto gli spazzacamini. Da questo luogo si recavano in tutta Europa. Iniziavano a fare questo lavoro giovanissimi, proprio perché le dimensioni fisiche minute permettevano ai ragazzi di raggiungere porzioni di camini a volte non accessibili con gli strumenti, per cui si calavano proprio dentro le canne fumarie.

 

Ragazzo spazzacamino

                                                      

 

Al piano terreno sono esposti gli attrezzi del mestiere, quei pochi semplici arnesi che caricati sulla bicicletta lo spazzacamino portava con sé nelle peregrinazioni stagionali: la raspa ricavata da una vecchia zappa; il "brischetin" o scopino, il "riccio", il tipico attrezzo per raspare le canne fumarie quando il bambino non poteva entrare a pulire a mano, realizzato con lame di ferro disposte a raggiera ottenute dalle molle degli orologi; la "squareta" cioè la canna con in cima il riccio da utilizzare nei camini più alti; la "caparuza" una sorta di passamontagna che si calava sul viso per non respirare troppa fuliggine. (fonte web). La professione di spazzacamino è una scelta quasi obbligata e nasce infatti a causa dell'estrema povertà, poter sopravvivere non avevano altra possibilità che l'emigrazione. Risale a tempi lontanissimi, al 1300 e si sviluppa nei secoli successivi. Con il 1600, gli spazzacamini di Santa Maria Maggiore in particolare ma anche di tutta la Val Vigezzo (Vallata delle Alpi Lepontine che nel tratto svizzero assume il nome di Centovalli), raggiungono terre lontane quali la Germania, l’Olanda e soprattutto la Francia. Grazie all'intraprendenza individuale alcuni riescono a conseguire posizioni sociali più dignitose e a raggiungere livelli di alto prestigio specialmente presso la corte dei re di Francia, divennero poi banchieri e mercanti di stoffe, oggetti preziosi, e gioielli.

La  migrazione raggiunge livelli alti soprattutto nel 1800, fino agli anni 1920/ 1930

Molti di loro erano giovanissimi, di 6-7 anni e venivano "affittati" dal "padrone", generalmente un vecchio "rusca" (così veniva definito in gergo lo spazzacamino) senza scrupoli, per trascorrere tra privazioni e sofferenze la stagione invernale.

Con l'avvento dei caloriferi il fenomeno venne via, via calando.

 

Santa Maria Maggiore - Museo dello Spazzacamino

 

Santa Maria Maggiore, è la capitale turistica storica della valle, il panorama sulle montagne circostanti, deve essere bellissimo, in una giornata soleggiata, continua a piovere a dirotto, qualcuno vuole andare a bere qualcosa di caldo.

Con la guida visitiamo la chiesa  parrocchiale, dedicata alla Vergine Assunta, risalente al XVIII secolo, è affiancata da un campanile medievale, è una  costruzione  a una sola navata, di stile corinzio  e contiene pregevoli affreschi dei pittori vigezzini Lorenzo Peretti e Giuseppe Mattia Borgnis. Il paese è sede dell’Istituto di Belle Arti "Rossetti Valentini", la cui pinacoteca ospita le opere dei più importanti artisti vigezzini come Mellerio, Borgnis, Rossetti, Peretti, Lupetti, Sotta, Cavalli, Ciolina, Castellini fino al famoso Carlo Fornara.

L'Inventore dell' “Acqua di Colonia” Giovanni Paolo Feminis, era nato a Crana (frazione di Santa Maria Maggiore) nel 1670 da famiglia umile. Emigrò in cerca di fortuna a Colonia, in Germania, dove creò la formula di un'acqua odorosa, così gradevole e di qualità superiore a qualsiasi altra acqua di questo genere. Persino Napoleone riconobbe che l’acqua di Giovanni Feminis, aveva una fragranza superiore ad ogni altra.

 

 Prospetto   1786 di Aziende Jean Antoine Farina in cui si attesta che la  formula della sua Eau admirable de Cologne gli è stata data da Giovanni Paolo Feminis.

 

E' arrivata l'ora di riprendere il treno, che ci riporta a Domodossola, sono infreddolita, ha continuato a piovere, tutto il giorno, ma sono comunque contenta, una delle mie amiche si addormenta mentre il treno ci porta nell'ultimo tragitto.

Mentre le luci si accendono penso a quante sofferenze e a quanti sacrifici hanno subìto e affrontato i nostri avi in cerca di fortuna, e, se pur con tecnologie e possibilità minori rispetto ai giorni nostri,  la mente umana abbia creato ponti altissimi e un treno che è un vero gioiello che ancora oggi funziona, che dire se non grazie all'inventiva e alle capacità di coloro che ci hanno preceduti.

       

   

Chim chim Cheree - Mary Poppins

http://www.youtube.com/watch?v=Tee7C1EOvDQ