La Domenica del Bosco

     

Nell’augurare una serena Pasqua a tutti, Vi invitiamo a leggere questo racconto che la nostra acuta osservatrice e infaticabile amica Enrica ci ha inviato per portare alla nostra conoscenza una delle sue tante esperienze di viaggio, sia per diporto che per lavoro. Grazie Enrica, te ne siamo infinitamente grati e riconoscenti.

 

La Redazione del Bosco:

 

Sabrina, Giovanna, 

Lorenzo, Nembo,

 

Giuseppe 

     

 

 

Come tutti i pomeriggi della settimana,  da qualche mese a questa parte mi reco al lavoro a Mendrisio, una cittadina della Svizzera (Canton Ticino), che è posta proprio nel mezzo di un triangolo tra Lugano, Como, e Varese , passando sulla via che entra in città  ho notato i cartelloni che pubblicizzano le famose Processioni .della settimana Santa. Malgrado il mio pensiero riguardo la religione, credente o meno, posso garantirvi che sono due belle processioni, hanno radici storiche, la loro origine risale probabilmente in epoca medioevale, in ogni caso sicuramente già si tenevano nel XVI secolo.

Precedono la  Santa Pasqua, si svolgono una il giovedì Santo, e l'altra il venerdì Santo.

 

Figuranti durante la processione

 

Nel 1986 è stato istituito un comitato cittadino e grazie ad  una grande colletta è stato possibile  acquistare dalla sartoria della Scala di Milano i costumi che ancora oggi i figuranti indossano, tutti i cittadini, dall'anziano al bambino, partecipano all'evento. 

Ho visto tutte due le processioni, e per indole mia, preferisco la processione del giovedì, detta anche nel dialetto popolare "prucesiun de i giudee" (processione dei giudei). Questa processione è puramente storica, è una vera rappresentazione teatrale della passione di Cristo, veniva  organizzata anticamente dalla Confraternita del SS. Sacramento. Il percorso prevede partenza ed arrivo in corrispondenza della Chiesa di San Giovanni Battista; sia in andata che in ritorno transita sotto la Chiesa dei Santi Cosma e Damiano, principale edificio religioso della città; infine all'altezza della Chiesa dei Cappuccini, il corteo con un breve circuito ritorna sui propri passi.

 

Gesù che porta la croce

 

Nelle vie della cittadina sono esposte iconografie che risalgono al 1600 e sono riconosciute patrimonio inestimabile da tutta l’Europa. I figuranti portano pannelli illuminati, detti “trasparenti“, e che raffigurano scene della passione,. 

I figuranti inscenano la salita al Calvario: legionari a cavallo al suono delle trombe, un Gesù sofferente e coronato di spine, la Veronica che mostra il sudario, i soldati romani, i Mori che sui loro costumi hanno simboli islamici, gli ebrei, le tre Marie ossia la Madonna accompagnata da Maria Maddalena e Maria di Cleofa, i discepoli, i due ladroni, Ponzio Pilato, re Erode,  il Sommo sacerdote che porta le tavole della legge e infine Nicodemo. Ci sono anche  quaranta figuranti a cavallo scortati da lacché e palafrenieri con le fiaccole.

Qualche esperto storico ha fatto notare delle inesattezze, per esempio  il re Erode (trattasi di Erode Antipa, figlio di Erode il Grande), ha abiti di taglio tipicamente rinascimentale con un lungo strascico tenuto da bambini, sul quale vengono lanciate caramelle e cioccolatini. Gli strumenti usati, spade e scudi, s'ispirano ai Vangeli.

 

Cavaliere alla processione

 

Inesattezze o meno molti sono i turisti che in questo periodo affollano la cittadina per assistere a questa rappresentazione dal vivo.

- Ecce Homo! disse Pilato additando Gesù alla folla. La risposta fu unanime: - “Crocifiggilo!”

Quel grido di condanna, che in latino suona Crucefige Eum è ancora più truce sul nero labaro del cavaliere.

Il soldato romano, detto Ungino, con una mano tiene Gesù alla catena e con l'altra regge un ramo di pesco fiorito.

Veronica regge l'immagine di Cristo.

Gli ebrei rappresentano i membri più fanatici del Sinedrio che, a gran voce, reclamano la condanna a morte del Galileo.

I cavalieri sono accompagnati da palafrenieri. I soldati romani si giocano ai dadi la tunica di Gesù. (1)

La processione del Venerdì Santo è più vicina ai canoni religiosi, risale al 1659. Chiamata «entierro», dallo spagnolo «messa in terra», è più sobria, dal significato prettamente religioso, austera e solenne.

 

Soldati romani si giocano a dadi la tunica di Gesù

 

E' anche più imponente della «Funzion di Giudée» in quanto vi partecipano circa 800 figuranti, tra i quali 500 sono  bambini vestiti di bianco.

I Padri Serviti, dell'ordine dei Servi di Maria, presenti a Mendrisio già nel 1451, idearono la processione del Venerdì Santo per sottolineare la venerazione dell'Addolorata o Madonna dei sette dolori. La processione prende avvio, da secoli, dall'ex convento dei Padri Serviti (zona San Giovanni). Le primitive lanterne sono state, nel tempo, sostituite da trasparenti.

I trittici, grandi trasparenti che sovrastano il percorso della processione, hanno raffigurato nel dipinto centrale un episodio del Vangelo e in quelli laterali, temi  dell'antico Testamento.

 

Spaccato della Processione

 

La Vergine e il corpo di suo Figlio sono portati per le vie del borgo da confraternite e religiosi, la folla che si raccoglie in silenzio.

Nella composizione attuale, in processione sfilano  i ragazzi con i trasparenti, i dolorosi del Santo Rosario, le suore, il Cristo morto, la Sacra Sindone e soprattutto la Madonna Addolorata che il Ticino cattolico venera sin dal Medioevo, i trasparenti  di fogge diverse e dipinti con scene sacre o di emblemi della passione sono parte integrante della tradizione religiosa e popolare della settimana santa che si celebra a Mendrisio. Sono dipinti effettuati su tele racchiuse in cassonetti illuminati dall'interno, raffiguranti le scene della passione di Cristo tratte dal nuovo Testamento. Gli esemplari più antichi risalgono al 1600 e sono opera di Giovan Battista Bagutti e della sua scuola. Nel periodo che precede la Santa Pasqua il centro storico è addobbato con questi quadri notturni, grazie a un complesso sistema di fissaggio e di illuminazione. Un tempo i trasparenti erano imbevuti di cera e trementina e illuminati da candele. Oggi da lampade elettriche, ma l'effetto coreografico non è cambiato. Unici al mondo, i trasparenti di Mendrisio hanno una lunga storia e appartengono alla comunità che provvede alla loro sopravvivenza e conservazione.(300 quadri detti balconi, 300 lampioni e 11 porte).

 

Gesù cade stremato dal peso della croce

 

Questa processione è particolarmente suggestiva: l'illuminazione elettrica è spenta e nelle antiche strade, nel silenzio, la calda luce dei lampioni si diffonde,  mentre  tre corpi di musica,  intonano brani funebri,  l'impatto è grande, in  chi assiste al passaggio dei simulacri del Cristo morto e della Vergine addolorata portati a spalla.

Aprono e chiudono la processione i tamburi dei battistrada a cavallo

Mendrisio non è una grande città, ma con queste processioni mantiene in vita una tradizione ormai plurisecolare. Un rito tramandato di padre in figlio per far rinascere, ogni anno, lo spirito religioso che puntualmente si respira per le antiche vie del Borgo, durante le processioni e nei giorni che le precedono. Un appuntamento da non perdere, dove la storia diventa spettacolo rinnovando le tradizioni.

A chi abita nella zona e non le avesse mai viste consiglio caramente di andare a vederle, sono processioni particolari rappresentate seguendo l'ordine stabilito diversi secoli fa, nel rispetto delle tradizioni tramandate dal 1600 fino ad oggi. Il consiglio, naturalmente, vale per tutti.

 

(1)  (fonte web)

   

Tommaso Albinoni  -  Adagio in sol minore


COMMENTI

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  1. il 31 marzo, 2013 lorenzo.rm dice:

    Tantissima auguri, con tutto il cuore.

  2. il 31 marzo, 2013 lorenzo.rm dice:

    Stupendo e suggestivo al massimo il nuovo racconto di Enrica. Qui la storia diventa davvero spettacolo.

  3. il 31 marzo, 2013 Giuseppe3.ca dice:

    Bravissima Enrica, molto tempestiva nel mandarci un racconto bellissimo, appropriato alle festività Pasquali ed allo stesso tempo culturalmente interessante. Grazie Enrica, i tuoi servizi hanno la capacità di ampliare le nostre conoscenze e te ne siamo infinitamente grati.

  4. il 31 marzo, 2013 Giuseppe3.ca dice:

    Un complimento particolare alla nostra ‘tuttofare’ in Redazione per le sue capacità e conoscenze musicali che le consentono, ogni volta, di non sbagliare mai una scelta. E che dire delle immagini? Sempre lei: Tutto perfetto!
    Grazie Giò, oggi ci hai dato una musica deliziosa adatta al clima di pace della Festività Pasquale e tutta da ascoltare senza perdere una nota.
    Ancora un augurio di BUONA e SERENA PASQUA.

  5. il 31 marzo, 2013 Nembo dice:

    Suggestiva rappresentazione di una processione che evoca la passione di Cristo. Auguri a tutti di una serena Pasqua.

  6. il 31 marzo, 2013 enrica,Co dice:

    grazie nn sono molto afferrata in fatto di processionie religione ma queste sono qualcosa di veramente particolare buona Pasqua a tutti

  7. il 31 marzo, 2013 annab dice:

    Bravissima Enrica,molto interessante il tuo racconto.
    Approfitto per fare un saluto al nostro boschetto e a tutti i componenti. Bravi.

  8. il 31 marzo, 2013 pachino dice:

    Veramente belle le rievocazioni di queste processioni,Enrica,mi fanno ricordare i tempi in cui,anche io ,piccolino,partecipavo a queste funzioni che si tenevano nei nostri paesi,oggi da noi nn si fanno piu”ciao e una serena Pasqua,,,

  9. il 31 marzo, 2013 scoiattolina dice:

    auguri di buona pasqua a tutti voi amici del bosco !!

  10. il 31 marzo, 2013 armida.ve dice:

    Al di là della religione, che uno ci creda meno, questi riti sono autentica cultura. La suggestione,la commozione che suscitano meritano il più grande rispetto. Come sempre Enrica ci ha condotto per mano in un mondo affascinante. Grazie Enrica!!

  11. il 31 marzo, 2013 riccardo2.co dice:

    Veramente bello il tuo racconto sulle processioni di Mendrisio che per le nostre zone sono una ricorrenza mai dimenticata, visto le file di veicoli che dall’Italia attraversano le dogane per recarsi a vederle nella vicina Mendrisio, in verità io mi ero scordato completamente di questo evento ma grazie a te Enrica penso che come altri eldyani delle nostre zone, ci siamo ricordati delle processioni, e dal tuo parlarne con me mi è venuta una gran voglia di andare a vederle, quest’anno la pioggia non lo ha permesso ma il prossimo andremo assieme se lo vorrai e faremo anche un bel servizio fotografico, con in bocca una tavoletta di buon cioccolato svizzero, tanto per unire stori antica, e piacere del palato.

  12. il 31 marzo, 2013 enrica,Co dice:

    Chissà Riccardo tempo permettendo si potrebbe anche fare ….un anno è lungo da passare…. vedremo buona Pasqua

  13. il 31 marzo, 2013 enrica,Co dice:

    grazie Armida, Pachino, e tutti gli altri eldyani
    Buona Pasqua a tutti

  14. il 31 marzo, 2013 cicco53 dice:

    Molto bella la pagina Pasquale, significativa, tanti auguri di una buona Pasqua a tutti.

  15. il 31 marzo, 2013 Giuseppe3.ca dice:

    Grazie Anna per i tuoi complimenti: ci stimoli a cercare di fare sempre meglio e noi ci impegnamo per cercare di mantenere il Bosco sempre vivo e interessante, anche con l’aiuto dei lettori che esprimono il loro gradimento.

  16. il 31 marzo, 2013 Giuseppe3.ca dice:

    Grazie Sco per i tuoi auguri in diretta.

  17. il 31 marzo, 2013 Giuseppe3.ca dice:

    Condivido il tuo pensiero Nembo, ringrazio e rinnovo gli auguri.

  18. il 31 marzo, 2013 Giuseppe3.ca dice:

    Pachino e Cicco, grazie per i vostri auguri, pienamente ricambiati con stima da tutto il Bosco.

  19. il 31 marzo, 2013 Giuseppe3.ca dice:

    Enrica, conosciamo la tua umiltà e modestia ma sappiamo anche quanto sei brava e lo stai dimostrando con i tuoi scritti che sono pienamente graditi da tutti i frequentatori del Bosco. Grazie per la tua presenza.

  20. il 31 marzo, 2013 Giuseppe3.ca dice:

    Lorenzo, grazie per gli auguri, ricambiati con piena sincerità e grande stima.
    É vero, il racconto di Enrica ci consente di fare un salto nel passato e penso che assistere in loco alle rappresentazioni descritte può essere emozionante e coinvolgente.

  21. il 02 aprile, 2013 francesca (franci) dice:

    Una rappresentazione molto suggestiva raccontata con grande maestria, Enrica. Conosco i luoghi che tu hai citato nell’anteprima, ho ricordi di ragazza che passava spesso la frontiera con la Svizzera, dentro una Cinquecento carica di diciottenni allegramente schiamazzanti per andare a fare il pieno oltre frontiera, a prezzo molto inferiore che, sicuramente, tu Enrica ben ricordi.
    Complimenti per il bel pezzo.

  22. il 02 aprile, 2013 Giuseppe3.ca dice:

    Franci, ti ringrazio per il tuo intervento nel Bosco ma voglio esprimerti anche la mia condivisione per gli apprezzamenti nei confronti di Enrica: veramente brava. Ciao.

  23. il 02 aprile, 2013 enrica,Co dice:

    Grazie,Francesca,(franci), anche ora la benzina costa meno, io ci vado per lavoro da poco, mi sono sempre recata a Lugano perchè mia nonna ci abitava, la famiglia di mia mamma era proprio svizzera di origine, nn ti nascondo che però dentro di me mi ritengo italiana fino all’ultima goccia di sangue, di midollo e di spirito, ma quel che è bello è bello e va detto,le processioni di Mendrisio sono qualcosa di particolare, grazie per i complimenti, nn merito tanto, qualcuno mi ha chiamata racconta storie, forse è solo così

  24. il 03 aprile, 2013 Giuseppe3.ca dice:

    Enrica, ancora una volta dimostri la tua modestia ma i complimenti che ricevi da varie parti confermano anche la tua bravura. Grazie.

  25. il 03 aprile, 2013 enrica.co dice:

    Giuseppe,tu sai bene come mi piace raccontare quando vedo qualcosa, anche se poco importante solo una passeggiata, a volte, lo sai, perchè ti sei sorbito spesso i miei racconti
    anche goliardici a volte e ci siamo fatti anche delle risate,non so se sono brava, e mi fa molto piacere che Vi piacciano, ma credimi, voglio rimanere così, perdermi mentre guardo, e incantarmi spesso ad immaginare come sarebbe potuto essere, per es: il salone da ballo di un qualunque palazzo, piena di cavalieri e damigelle in altri tempi o commuovermi davanti al va pensiero all’arena, sai bene che le mie amiche spesso,mi prendono in giro,non so fare complimenti e nn sono brava a ringraziare, ma se davvero come dite Vi piacciono sappiate che preferisco mangiarmi un panino seduta su di un sasso e guardare un panorama, che entrare in una boutique, una mangiata all’osteria piuttosto che in un rinomato ristorante, nn perchè la boutique o il ristorante nn mi piacciano, ma perchè il panino mi assomiglia,

  26. il 03 aprile, 2013 riccardo2.co dice:

    Io vorrei sapere che ti ha chiamata racconta storie, forse è solo invidia di gente che non ha la tua memoria fotografica e sa raccontare con semplicità quello che vede,molti sono i sapientoni che non fanno altro che ripetere quello che giornali e televisioni dicono, e fortunatamente se qui nel bosco questo non avviene, anche merito dei tuoi racconti che arrivano a tutti semplici e genuini come sei tu.
    Io aspetto altri tuoi articoli perche la domenica del bosco ormai senza un tuo viaggio, o una tua semplice gita è orfana di qualche cosa.
    Grazie e ringrazio anche la redazione del bosco perche ci da la possibilità di leggere sempre nuovi articoli mai noiosi mai incomprensibili.

  27. il 03 aprile, 2013 Giuseppe3.ca dice:

    Si, lo so Enrica. So anche che non volevi pubblicare le tue opere, ho dovuto prenderti per mano per accompagnarti in Eldy e ora tutti ne sono entusiasti. Ormai fai parte della grande famiglia di Eldy e del Bosco in particolare. Brava!

  28. il 03 aprile, 2013 Anna B. dice:

    Bella Enrica la tua frase, denota una grande fantasia.
    (Ma perchè il panino mi assomiglia)
    Denota anche una certa dose di umiltà che purtroppo è una dote diventata rara.
    Mi piacciono le persone come te.Brava.

  29. il 03 aprile, 2013 enrica.co dice:

    ancora grazie a Voi