Archive for marzo 31st, 2013

La Domenica del Bosco

     

Nell’augurare una serena Pasqua a tutti, Vi invitiamo a leggere questo racconto che la nostra acuta osservatrice e infaticabile amica Enrica ci ha inviato per portare alla nostra conoscenza una delle sue tante esperienze di viaggio, sia per diporto che per lavoro. Grazie Enrica, te ne siamo infinitamente grati e riconoscenti.

 

La Redazione del Bosco:

 

Sabrina, Giovanna, 

Lorenzo, Nembo,

 

Giuseppe 

     

 

 

Come tutti i pomeriggi della settimana,  da qualche mese a questa parte mi reco al lavoro a Mendrisio, una cittadina della Svizzera (Canton Ticino), che è posta proprio nel mezzo di un triangolo tra Lugano, Como, e Varese , passando sulla via che entra in città  ho notato i cartelloni che pubblicizzano le famose Processioni .della settimana Santa. Malgrado il mio pensiero riguardo la religione, credente o meno, posso garantirvi che sono due belle processioni, hanno radici storiche, la loro origine risale probabilmente in epoca medioevale, in ogni caso sicuramente già si tenevano nel XVI secolo.

Precedono la  Santa Pasqua, si svolgono una il giovedì Santo, e l'altra il venerdì Santo.

 

Figuranti durante la processione

 

Nel 1986 è stato istituito un comitato cittadino e grazie ad  una grande colletta è stato possibile  acquistare dalla sartoria della Scala di Milano i costumi che ancora oggi i figuranti indossano, tutti i cittadini, dall'anziano al bambino, partecipano all'evento. 

Ho visto tutte due le processioni, e per indole mia, preferisco la processione del giovedì, detta anche nel dialetto popolare "prucesiun de i giudee" (processione dei giudei). Questa processione è puramente storica, è una vera rappresentazione teatrale della passione di Cristo, veniva  organizzata anticamente dalla Confraternita del SS. Sacramento. Il percorso prevede partenza ed arrivo in corrispondenza della Chiesa di San Giovanni Battista; sia in andata che in ritorno transita sotto la Chiesa dei Santi Cosma e Damiano, principale edificio religioso della città; infine all'altezza della Chiesa dei Cappuccini, il corteo con un breve circuito ritorna sui propri passi.

 

Gesù che porta la croce

 

Nelle vie della cittadina sono esposte iconografie che risalgono al 1600 e sono riconosciute patrimonio inestimabile da tutta l’Europa. I figuranti portano pannelli illuminati, detti “trasparenti“, e che raffigurano scene della passione,. 

I figuranti inscenano la salita al Calvario: legionari a cavallo al suono delle trombe, un Gesù sofferente e coronato di spine, la Veronica che mostra il sudario, i soldati romani, i Mori che sui loro costumi hanno simboli islamici, gli ebrei, le tre Marie ossia la Madonna accompagnata da Maria Maddalena e Maria di Cleofa, i discepoli, i due ladroni, Ponzio Pilato, re Erode,  il Sommo sacerdote che porta le tavole della legge e infine Nicodemo. Ci sono anche  quaranta figuranti a cavallo scortati da lacché e palafrenieri con le fiaccole.

Qualche esperto storico ha fatto notare delle inesattezze, per esempio  il re Erode (trattasi di Erode Antipa, figlio di Erode il Grande), ha abiti di taglio tipicamente rinascimentale con un lungo strascico tenuto da bambini, sul quale vengono lanciate caramelle e cioccolatini. Gli strumenti usati, spade e scudi, s'ispirano ai Vangeli.

 

Cavaliere alla processione

 

Inesattezze o meno molti sono i turisti che in questo periodo affollano la cittadina per assistere a questa rappresentazione dal vivo.

- Ecce Homo! disse Pilato additando Gesù alla folla. La risposta fu unanime: - “Crocifiggilo!”

Quel grido di condanna, che in latino suona Crucefige Eum è ancora più truce sul nero labaro del cavaliere.

Il soldato romano, detto Ungino, con una mano tiene Gesù alla catena e con l'altra regge un ramo di pesco fiorito.

Veronica regge l'immagine di Cristo.

Gli ebrei rappresentano i membri più fanatici del Sinedrio che, a gran voce, reclamano la condanna a morte del Galileo.

I cavalieri sono accompagnati da palafrenieri. I soldati romani si giocano ai dadi la tunica di Gesù. (1)

La processione del Venerdì Santo è più vicina ai canoni religiosi, risale al 1659. Chiamata «entierro», dallo spagnolo «messa in terra», è più sobria, dal significato prettamente religioso, austera e solenne.

 

Soldati romani si giocano a dadi la tunica di Gesù

 

E' anche più imponente della «Funzion di Giudée» in quanto vi partecipano circa 800 figuranti, tra i quali 500 sono  bambini vestiti di bianco.

I Padri Serviti, dell'ordine dei Servi di Maria, presenti a Mendrisio già nel 1451, idearono la processione del Venerdì Santo per sottolineare la venerazione dell'Addolorata o Madonna dei sette dolori. La processione prende avvio, da secoli, dall'ex convento dei Padri Serviti (zona San Giovanni). Le primitive lanterne sono state, nel tempo, sostituite da trasparenti.

I trittici, grandi trasparenti che sovrastano il percorso della processione, hanno raffigurato nel dipinto centrale un episodio del Vangelo e in quelli laterali, temi  dell'antico Testamento.

 

Spaccato della Processione

 

La Vergine e il corpo di suo Figlio sono portati per le vie del borgo da confraternite e religiosi, la folla che si raccoglie in silenzio.

Nella composizione attuale, in processione sfilano  i ragazzi con i trasparenti, i dolorosi del Santo Rosario, le suore, il Cristo morto, la Sacra Sindone e soprattutto la Madonna Addolorata che il Ticino cattolico venera sin dal Medioevo, i trasparenti  di fogge diverse e dipinti con scene sacre o di emblemi della passione sono parte integrante della tradizione religiosa e popolare della settimana santa che si celebra a Mendrisio. Sono dipinti effettuati su tele racchiuse in cassonetti illuminati dall'interno, raffiguranti le scene della passione di Cristo tratte dal nuovo Testamento. Gli esemplari più antichi risalgono al 1600 e sono opera di Giovan Battista Bagutti e della sua scuola. Nel periodo che precede la Santa Pasqua il centro storico è addobbato con questi quadri notturni, grazie a un complesso sistema di fissaggio e di illuminazione. Un tempo i trasparenti erano imbevuti di cera e trementina e illuminati da candele. Oggi da lampade elettriche, ma l'effetto coreografico non è cambiato. Unici al mondo, i trasparenti di Mendrisio hanno una lunga storia e appartengono alla comunità che provvede alla loro sopravvivenza e conservazione.(300 quadri detti balconi, 300 lampioni e 11 porte).

 

Gesù cade stremato dal peso della croce

 

Questa processione è particolarmente suggestiva: l'illuminazione elettrica è spenta e nelle antiche strade, nel silenzio, la calda luce dei lampioni si diffonde,  mentre  tre corpi di musica,  intonano brani funebri,  l'impatto è grande, in  chi assiste al passaggio dei simulacri del Cristo morto e della Vergine addolorata portati a spalla.

Aprono e chiudono la processione i tamburi dei battistrada a cavallo

Mendrisio non è una grande città, ma con queste processioni mantiene in vita una tradizione ormai plurisecolare. Un rito tramandato di padre in figlio per far rinascere, ogni anno, lo spirito religioso che puntualmente si respira per le antiche vie del Borgo, durante le processioni e nei giorni che le precedono. Un appuntamento da non perdere, dove la storia diventa spettacolo rinnovando le tradizioni.

A chi abita nella zona e non le avesse mai viste consiglio caramente di andare a vederle, sono processioni particolari rappresentate seguendo l'ordine stabilito diversi secoli fa, nel rispetto delle tradizioni tramandate dal 1600 fino ad oggi. Il consiglio, naturalmente, vale per tutti.

 

(1)  (fonte web)

   

Tommaso Albinoni  -  Adagio in sol minore

CIAO CALIFFO !!

 

ADDIO  FRANCO CALIFANO

   

" IO NUN PIANGO "

" io nun piango pe' quarcuno che more non l'ho fatto manco pe 'n genitore che morenno m'ha 'nsegnato a pensare non lo faccio per un altro che more "

 

 

Vogliamo salutare con queste parole il grande CALIFFO ....

un uomo amato molto

dai giovani romani e non solo ,

ma sopratutto un artista che non seguiva nessuno schema

e faceva parlare molto di lui ...

 

CIAO CALIFFO