Archive for marzo 16th, 2013

LA DOMENICA DEL BOSCO

     

Aspettando fiduciosi l’ormai imminente Primavera nella speranza che possa essere per tutti portatrice di un nuovo benessere per il corpo e per la mente, mentre cerchiamo ancora per difenderci dalle intemperie di un  Inverno particolarmente rigido che, quest’anno, ci ha dimostrato tutte le sue peggiori peculiarità stagionali, già volgiamo il pensiero alla prossima Estate nell'intento di programmarci una possibile riposante vacanze. Lago, mare o montagna? Si vedrà, intanto ci rilassiamo davanti al monitor del nostro inseparabile PC leggendo il consueto e immancabile articoletto della Buona Domenica del Bosco. Oggi si parla di Sardegna.

 

 

 Le giare sono gli inconfondibili tavolati basaltici del Sarcidano e della Marmilla situati nella parte centro meridionale della Sardegna. Chiaramente visibili dalle zone pianeggianti, si presentano come altopiani dai lineamenti caratteristici di enormi fortezze naturali, fornite di bastioni dalle pareti a scarpata, anticamente inaccessibili.

 

Nuraghe nella Giara di Gesturi

 

Simili alle mesas messicane, molti studiosi pensano che siano state utilizzate dai sardi nuragici come ultimo baluardo di resistenza contro gli invasori Punici e poi Romani. In effetti, lungo il perimetro della sommità della giara di Gesturi, si possono ancora osservare 24 nuraghi mentre ben 50 si allineavano un tempo ai piedi dei bastioni stessi.[1]

 

(Razza equina selvatica, riconosciuta nella lista ufficiale delle razze italiane)

     

Il cavallini della Giara, secondo alcuni studiosi in materia, non appartengono ad una specie aborigena ma sarebbero i lontani discendenti, oramai inselvatichiti, della prima razza equina portata in Sardegna dai Fenici. Su questa ipotesi però non c'è unanimità scientifica e le sue origini restano pertanto ancora incerte in quanto non esistono resti fossili risalenti ad un periodo antecedente quello nuragico. Fino al tardo medioevo branchi sparsi di cavallini vivevano allo stato brado su tutto il territorio dell'Isola.

 

Cavallini della Giara

 

Quelli della Giara sono gli ultimi esemplari superstiti e rappresentano attualmente uno dei simboli della Sardegna. Si caratterizzano per avere una altezza al garrese di circa 125/135 cm. nei maschi adulti (mentre le femmine sono leggermente più piccole), il mantello color bruno scuro o nero, la coda e la criniera lunghe e folte, gli occhi dalla forma a mandorla e la fronte ricoperta da un lungo ciuffo. Il loro numero  oggi di circa 550 esemplari (vivono in gruppi di otto/dieci individui al massimo), in lieve aumento, grazie alla politica di protezione attuata dalla Regione Sardegna, ma soprattutto grazie all'impegno delle comunità locali. La Giara è divenuta un'area protetta con l'istituzione del parco naturale.

 

Cavallini della Giara

 

Fino a qualche decennio fa i cavallini della Giara venivano catturati, domati e addomesticati per essere adibiti a lavori agricoli e al traino di piccoli carri. Abbandonati a loro stessi non era raro trovare la carcassa di cavallini morti per gli stenti per carenza di alimentazione nei periodi invernali. Spesso il sostentamento dipendeva dall’apporto di volontari che provvedevano a rifornire di foraggio le zone stanziali. Ora con l’istituzione dell’area protetta come Parco Naturale la cura dei cavallini è affidata ai Comuni limitrofi della zona ed è vietato ai privati di provvedere a tale incombenza. Ben vengano le regolamentazioni mirate alla protezione della flora e della fauna soprattutto nelle aree naturalistiche ma non solo. 

 

Quercia da sughero con  particolare postura inclinata, dovuta al forte maestrale

 

Sperando che l’argomento sia stato gradito agli amici dall’animo animalista e non, ringrazio per la cortese attenzione e auguro a tutti una serena e pacifica Domenica in questo irrequieto mese di marzo.

[1]  fonte Web      

I Tazenda e Eros Ramazzotti - La mia bellissima Sardegna