Archive for ottobre, 2012

Il Bullismo

 

 

 

 

 

Il  fenomeno del bullismo è tutto da  sviscerare. Parlo di questo poiché sono stato a contatto con questo problema nei miei ultimi anni lavorativi. Se ne parla ora con il susseguirsi di episodi a volte tragici, che scuotono l’opinione pubblica, episodi ai quali assistiamo ogni giorno,  e che rimangono impuniti a causa  della minore età dei soggetti che ne sono  i protagonisti.
I bulli ignorano volutamente la legge,  anche se nei loro abituali comportamenti si ravvisano  reati veri e propri. Loro stessi ne sono consapevoli e ne approfittano, in maniera sempre più estesa.  Occorre riflettere molto seriamente su quale potrebbe essere il modo migliore per rieducare questi ragazzi.
Il profilo del “bullo” è quello di una persona insicura, debole, incapace di recepire qualsiasi consiglio. Per compensare i suoi problemi di autostima,  sfoga la sua aggressività su chi  è più debole di lui.

 

 

Da solo,  non ha alcun  punto di forza: è pericoloso solo in gruppo.  Esso sceglie i timidi, i silenziosi, quelli che non hanno il coraggio di reagire o di segnalare questi soprusi. Questi adolescenti sono pieni di ira, che esplode nei modi più violenti. Tempo fa la media era intorno ai 14-18 anni;  purtroppo, ultimamente,  questa media  è diminuita e riguarda anche ragazzi di 11 anni. Quando un tredicenne prende a bastonate un compagno, quando una ragazzina brucia i capelli alla professoressa e il tutto viene ripreso col cellulare, per poi vantarsi, essere superiore rispetto  agli altri, sono davvero importanti le frasi a effetto?
Per me siamo arrivati a un punto di  non ritorno. Occorre abbassare l’età dell’impunibilità. E’ pur vero che vale sempre la regola ”prevenire è meglio che reprimere”.  Dico questo perché la maggior parte dei ragazzi con cui ho avuto a che fare dicevano: “non potete farci nulla”! I bulli se ne fregano di tutto e di tutti. Di fronte ai compagni devono emergere, devono dimostrare che non hanno paura di nulla, nemmeno della forza pubblica e guai, dico guai, se un agente si dovesse permettere di dire una parola fuori codice…!!! I genitori direbbero “ che non sono capiti”, ecc.  Posso anche affermare di aver visto compiere dell’autolesionismo per poter incolpare gli agenti.
Forse è nel comportamento e nella vita  familiare la vera risposta a quell’immersione di benessere, che rafforza l’urlo “ voglio avere tutto

 

 

e subito”. Si tratta spesso di ragazzi abbandonati a se stessi fino a sera,  e magari a fine giornata non si sentono nemmeno dire…”come ti è andata a scuola ecc.” A questi potenziali lupi con gli occhi dolci, occorrerebbe far prendere visione di quanto dolore e quanta fatica c’è nel mondo, dove i loro coetanei muoiono di fame, di guerra, di soprusi, altro che comunità, e sono sempre una minoranza che finisce davanti a un tribunale per minori ….
Il bullismo rappresenta una nuova forma di devianza propria dei giovani, che necessita di  grande attenzione, in quanto spesso si manifesta con azioni di gruppo nei confronti di un singolo  o più studenti incapaci di difendersi. Il bullismo, secondo il mio modesto parere, va analizzato e compreso nelle diverse sue forme e sfaccettature,  con un impegno costante:  in primis dai genitori, dalla scuola,  dai centri di aggregazione ecc… Una particolare attenzione al fenomeno potrebbe favorire il recupero di questi ragazzi, altrimenti avremo futuri individui sordi al rispetto di qualsiasi regola  della società, avviati alla criminalità, oltre che diventare soggetti irrimediabilmente depressi o tendenti al suicidio.

 

 

E’ possibile che  proprio in questo contesto si possa individuare e giustificare la violenza: forse   la chiave di accesso a questo problema è   un forte disagio familiare, ma che riguarda anche le varie istituzioni.
Un maggiore interessamento e l’ascolto attento di ciò che accade giornalmente ai propri figli, l’esempio di rapporti corretti verso tutti, da parte dei genitori, essere il più possibile presenti nel loro percorso, sia scolastico che privato, è sicuramente un modo per una normale formazione educativa dei ragazzi.
E’ necessario, comunque, combattere  questa società bullistica, formata da ragazzi minorenni,  a volte bambini.
Occore anche riflettere su tre aspetti  di ingiustizia: il primo è la vittima, quella etichettata “ sfigata”, lacerata e contusa, non solo fisicamente  ma anche nell’anima, che è la cosa peggiore; la seconda  sono i compagni – complici nel silenzio -, quelli che fiancheggiano i violenti per paura, per non voler ammettere  la verità, ecc.  Abbattere l’infamia dell’omertà è molto faticoso e richiede un grosso impegno, e sarebbe una vera dimostrazione di coraggio; la terza  colpisce l’eroe- negativo, lo  pseudo-furbo del gruppo, il  rambo, quello che non è mai escluso da nulla, quello che si fa riprendere col telefonino, quello che minaccia, quello sempre al centro della commedia e dell’attenzione, ecc.
Il bullo, in realtà, è un individuo che ha perso il senso e il contatto con la realtà quotidiana,  che è portato ad imitare gli atteggiamenti di segno violento e spregevole  (visti o fatti da altri), che  man mano lo faranno cadere sempre più in basso, sostenuto anche dall’omertà di alcuni suoi simili. Tutto ciò sarà dirompente e,  su questa strada,  l’ulteriore pericolo della droga sarà molto vicino.
Infine, questo fenomeno del bullismo, come dicevo all’inizio,  andrebbe sviscerato, parlandone a scuola con i docenti, con i professori e i genitori in  famiglia con i propri figli. Non  bisognerebbe avere timori  di dichiarare tutti gli episodi cui si assiste quotidianamente, non solo in classe, ma nelle strade, sui mezzi pubblici, ecc…Mi rendo conto che alcune persone potrebbero aver  paura di ritorsioni,  di minacce e altro,  ma ignorare questi eventi  e subirli è  sicuramente peggio.

 

 

Per esperienza personale, onde evitare questi problemi, suggerisco un sistema semplice ed efficace al tempo stesso: distribuire in classe un questionario a tutti gli studenti, rendendoli anonimi per salvaguardare la privacy.   Settimanalmente, a giorni alterni, un docente che li dovrà custodire, chiederà ai ragazzi di scrivere tutto ciò che è accaduto nella giornata,  chi è stato ecc.., o semplicemente scrivere tutto. In questo modo bulli, bulletti/e, sapranno che ogni intimidazione, soprusi e violenze saranno resi noti alle autorità scolastiche le quali, dopo i necessari controlli e accertamenti del caso, prenderanno provvedimenti disciplinari, o segnalando episodi più gravi alle autorità competenti. Il punto debole di questi bulli è l’isolamento. E’ giusto che chi usa violenza venga punito ed  è  altrettanto  giusto che chi è vittima di questi individui  tenda, il più possibile, a prendere coraggio per spezzare questa  spirale. Sono certo che questa piaga verrà eliminata, ma ci vuole coraggio e, soprattutto, l’aspetto  più importante rimane sempre il contesto familiare.

 

 

 

Il Mondo che vorrei – Laura Pausini

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LA DOMENICA DEL BOSCO

 


COS’É  L’AMORE?

 

 

Nella nostra concezione etica riteniamo che l’amore sia quel sentimento che unisce due esseri umani, un uomo e una donna, che si sentono attratti per una miriade di fattori, compreso quello chimico/fisico e, in primis, quello sessuale che ha come fine  specifico, lo scopo di assicurare la continuità della vita con la procreazione di un essere della stessa specie a propria immagine e somiglianza che a sua volta, nel reiterare le stesse cose, potrà garantire l’eternità dell’esistenza umana sulla Terra.

Nell’accoppiamento degli animali, finalizzato agli stessi principi della procreazione e della conservazione della specie, c’è amore? Si, forse anche lì c’è un amore istintivo ma non è la stessa cosa come il sentimento che nasce tra gli umani uomo/donna.

Nelle unioni omosessuali che oggi si vuole legalizzare giustificandole come diritto di libera scelta dell’individuo, può esserci amore? Questo aspetto avrebbe bisogno di un trattamento speciale e se ne potrà parlare un’altra volta se ce ne verrà la voglia, per ora lo trascuriamo.

L’argomento ‘Amore’ ricorre periodicamente nelle pagine del Bosco ma, oggi in particolare, una cara amica, protagonista in prima persona di una cocente delusione amorosa, mi ha chiesto di parlare ancora dell’amore e cercherò di farlo secondo i miei concetti personalissimi e le mie convinzioni derivate da una cultura tramandata dai genitori ai figli, più con gli esempi che con le parole ma che spesso è stata integrata con parole bonarie e ulteriori confidenziali nozioni tra la figura della nonna e le sue  stimate nipotine e nipoti. Con la nonna si ha più facilità a parlare di certe cose, la nonna, ascolta, capisce e sa dare i consigli giusti. Alzi la mano chi non lo ha fatto. Ho capito, nessuno alza la mano, siamo tutti coinvolti. Qualche volta abbiamo preferito parlare dei nostri primi bagliori d’innamoramento con una zia con la quale avevamo più confidenza oppure con un cugino/cugina più grandi che ritenevamo potessero chiarire le nostre curiosità e i nostri dubbi. Poi è arrivato il tempo delle confidenze con le amiche/amici intimi, con i compagni/e di scuola ecc. e il tutto ha contribuito alla formazione del nostro sapere sull’amore, ovvero sul rapporto uomo/donna, maschio/femmina.

Cosa prova una ragazza nel guardare il bel ragazzo del quale si è perdutamente innamorata perché più bello di lui non esiste nessun’altro? Voglia di sentirsi amata, di carezze, di baci, di tenerezza, di protezione, di sguardi intensi, di parole che la facciano sprofondare in una voragine senza fine da non farle capire più niente? Si, come primo impatto c’è tutto questo ma inconsciamente vede in quel ragazzo dei suoi sogni come vorrebbe che fosse suo figlio, ovvero la creatura che potrebbe generare nel suo grembo nell’amare intensamente e per la vita il ragazzo che in quel momento è nelle sue più alte aspirazioni.

Sul rovescio della medaglia, invece, il ragazzo che si innamora è molto più superficiale, vuole quella ragazza, la vuole per se, ne è geloso e non vuole che nessun’altro la sfiori senza rendersi conto che lui, maschio, è solo un mezzo, un inconscio strumento utile all’incomprensibile e complesso meccanismo finalizzato ad assicurare la continuità della vita. Auguri ad entrambi.

Sono convinto che queste mie balzane elucubrazioni possono scatenare una infinità di strali da parte di chi la pensa diversamente ma pazienza, ognuno è padrone di vederla come gli pare, questo è il bello della libertà di parola, perciò invito ciascuno ad esprimere il proprio pensiero.

Ora però, in tutto questo bailamme non bisogna dimenticare che la mancata realizzazione delle più alte aspirazioni amorose, sognate, anelate e fortemente bramate, porta spesso a delle cocenti delusioni dalle quali sembra difficile potersi riprendere ma in realtà anche queste servono per farci maturare e renderci più forti per una prossima volta.

Nell’augurarvi una felice e serena Domenica propongo la lettura di questa spontanea esternazione in versi senza avere la pretesa che possa essere chiamata poesia perché, in effetti, sono solo parole che potrebbero nascere da un cuore prima innamorato e poi ferito. Grazie.

                                                                         

 


Era impossibile,

assurdo,

lo sapevamo

ma era bello

alimentare la speranza,

proiettarla nel futuro,

nell’infinità delle stelle,

nell’eternità dell’universo.

Sogni di fughe,

viaggi in terre lontane,

al di là della profondità del mare,

al di là della sommità dei  monti,

distanti dal brusio del mondo,

lontani dalla civiltà,

indenni da onde magnetiche,

da suoni assordanti,

isolati da trilli e suonerie.

Noi due, unici,

anime solitarie,

in sottofondo:

i battiti del cuore,

spiriti in un sol corpo,

paghi d’amore.

All’improvviso,

nel cielo scuro,

una saetta e….

Big Bang.

S’apre un sipario,

se svela il mistero,

è scoperto il tradimento!

Hai distrutto tutto,

una rosea speranza,

andata in fumo,

cenere,

grigia polvere inutile

spazzata dal vento.

Hai pensato d’esser bravo,

complimenti,

non sai cos’hai perduto,

fatua fiammella,

non puoi capire, pazienza,

continua a svolazzare,

nella nebbia del nulla.

Addio.


http://www.dailymotion.com/video/xucycw

Italia in lutto

Conflitto a fuoco durante

un’operazione congiunta

con l’esercito afgano:

la vittima è

il caporale Tiziano Chierotti, 24 anni.

—————————–

Ricordiamo tutti coloro che sono deceduti ingiustamente, ricordando il valore e il coraggio di questi ragazzi. Onore a tutti loro che hanno raggiunto quell’angolo del cielo.

Nembo e La Redazione del Bosco

Mortalità infantile

 

 

 

 

Save the Children

In questi giorni, e non solo, si sente solo parlare di  baronaggio- feudale, con  tanti sprechi nelle varie regioni Italiane, di elezioni, di decreti sugli sperperi, di rimborsi elettorali, di ruberie, corruzioni, arresti di parlamentari, di consiglieri regionali, di rottamazione ecc…. Ascoltare  questo bla-bla-bla, fino alla noia, giacché non cambierà nulla, poiché  la casta  è diventata ora  la “super-casta”, è veramente insopportabile.

 

A causa di tutte queste vicende politiche, sta passando in secondo piano la sensibilizzazione che si sta facendo, per diffondere alcuni dati molto importanti, che hanno l’obiettivo  di salvare dei bambini che muoiono di  fame.
Questi dati ci dicono che 200 milioni di bambini nel mondo, al di sotto di 5 anni, soffrono di malnutrizione. La fame rimane ancora al primo posto dei rischi mondiali per la salute: è  tra le più importanti cause di mortalità infantile.

 

In realtà,  non ci rendiamo conto che ogni 5 secondi muore un bambino. Se  all’improvviso, nella nostra vita quotidiana, sparisse un oggetto importante, ce ne accorgeremmo subito, ma nessuno si accorge dei bambini che muoiono. Ogni anno quasi 7 milioni di bambini muoiono prima di aver compiuto 5 anni, per cause facilmente prevedibili e curabili: questo accade ogni  5 secondi, quasi 19 mila al giorno.
Con questo  intento, Save the Children, la più grande organizzazione internazionale per la difesa dei bambini, ha lanciato una campagna di sensibilizzazione in molti paesi del mondo, per contribuire al raggiungimento di un obiettivo, ovvero  ridurre di due terzi la mortalità infantile entro il 2015.

 

Sul sito: www.everyone.it/,  troverete una galleria di foto da condividere e di informazione su tutta la campagna. Every one, (ognuno di noi deve dire…basta alla mortalità infantile).

Il proprio contributo a Save the Children può essere inviato tramite sms o telefono fisso – 2 euro –  al nr. 45507.

Solo in  Europa, finiscono tra i rifiuti 89 milioni di tonnellate di prodotti alimentari, cioè un quantitativo pari a 89 volte quello destinato agli aiuti internazionali. Risulta che in  Italia le perdite e gli sprechi di cibo lungo tutta la filiera ammontano a 17 milioni di tonnellate, pari a un valore di 11 miliardi di euro, lo 0,7% del PIL, mentre il valore economico medio per famiglia del cibo che si disperde ammonta a 350-450 euro all’anno.

 

Se si considera che, nel tempo di bere un bicchiere d’acqua, un bambino muore, penso che si dovrebbe riflettere  cosa è utile fare per salvare questi bambini. Madre Teresa di Calcutta diceva:  “Quello che noi facciamo è solo una goccia nell’oceano, ma se non lo facessimo l’oceano avrebbe una goccia in più”.

 

 

 

Beethoven –  Sonata al chiaro di luna

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La Domenica del Bosco

 

 


 

Erano altri tempi, la selvaggina era abbondante, non c’era l’esigenza di fermi biologici o di ripopolamento delle specie in via di estinzione. Si andava a caccia non solo per il gusto di snidare le prede e portare a casa un ricco carniere ma anche per una salutare sgambata all’aria aperta. Solitamente si organizzava la battuta in gruppo, tre, quattro al massimo. Si preparava tutto dalla sera prima: doppietta, cartucce e cartucciera, carniere, sacca con generi di conforto, pane, salsiccia secca, immancabile coltello a serramanico, formaggio e, per completare, non poteva mancare una bella fiasca di malvasia, quella buona. I cani seguivano i preparativi e si rendevano conto che il giorno dopo sarebbe stata giornata di libera uscita per loro ed entravano in smania, forse anche loro dormivano poco la notte della vigilia. Ci si alzava prestissimo e ci si avviava per tempo in modo da essere sul posto al sorgere del sole, l’ora migliore per scovare le prede al loro risveglio e fare bottino.

Anche per Otto i preparativi erano gli stessi, meticoloso come sempre, maniaco della precisione fino all’eccesso ma preferiva la battuta da solitario. Per lui aveva più valore la passeggiata in sé stessa più che la battuta di caccia vera e propria.

Preferiva soffermarsi ad ammirare l’alba, ad osservare il contorno delle montagne, la natura selvaggia dei boschi e della campagna e, all’occorrenza, nella stagione giusta, a fare raccolta di funghi mangerecci dei quali era ghiotto.

Brillo, il suo cane, sapientemente addestrato, conosceva bene il suo padrone e lo assecondava in tutto, anche nella ricerca dei funghi che, con il suo fiuto, riusciva a scovare pure se erano coperti da uno strato abbondante di foglie cadute dagli alberi per gli effetti stagionali dell’autunno.

Per il cacciatore solitario non era importante premere il grilletto ogni volta che il suo segugio stnava una preda ma, in un millesimo di secondo, valutava se sparare o lasciar vivere l’animale scovato, fosse questo un volatile, un coniglio o un leprotto. Spesso preferiva la seconda soluzione con la convinzione che il suo gesto era un suo dono personale alla salvaguardia della natura.

Anche oggi, nell’augurarvi una Buona e serena Domenica, posso dirvi che ho voluto fare questa breve premessa per proporvi la lettura di una premiata composizione poetica il cui autore avete già capito chi può essere.

Grazie per la cortese attenzione.

                                                 

  

 

 

 

 


 

 

                        Sei nobile e superba,

sei “sarda” stanziale,

ami l’ecologia e vivi

tra lentischi e mirti

e nei maggesi preferiti.

Con il tuo volo radente

e le piume al vento,

passi dal colle alla valle

e ignori altri lidi.

Invisibile tra gli asfodeli,

temi l’astore misterioso

più solerte del cacciatore.

Nelle aurore il tuo canto

dà lietezza, chiama a raccolta

e rasciuga la guazza.

Quante volte stanata

dal cane in “ferma”

al frullare delle sue ali,

al suo andare veloce e altera,

al suo volo tra le forre,

costoni, balze e balze,

al suo planare elegante

tra le stoppie arse di sole,

son rimasto trepido, attonito,

ignorando lo schioppo

felice e libero

ebbro di solitudine,

amando questa caccia

come una musica misteriosa,

senza bottino o preda,

sognando la cinepresa.

Assaporavo questi istanti

E alla sera contento e fiacco

rientravo come dopo un’ora d’amore…

                        

 

 

 

[

L’angolo del dialogo

 

 

 

 

Leggo sulla News letter del Legno storto del 23 giugno 2012 questo articolo scritto su il Giornale del 22 giugno da Franco Battaglia:

 

“Mentre i grandi leader del mondo si riuniscono invano a Rio per l’inutile ecosummit, ricorre il 50mo anniversario della Primavera Silenziosa, la Bibbia degli ambientalisti. Chi mi legge sa che io ritengo che l’ambientalismo – assieme a schiavitù, nazismo, comunismo, terrorismo – sia uno dei grandi mali che hanno afflitto l’umanità. Qualcuno dice che sono severo, qualcun altro taglia corto e dice che sono provocatore e bugiardo. Facciamo così: giudicate voi.

È indubbio che l’ambientalismo è animato da, apparentemente e a parole, ottime intenzioni, come peraltro ottime furono, almeno a parole, le intenzioni di nazismo e comunismo. L’ottima intenzione dell’ambientalismo – di cui, peraltro, proprio i gerarchi nazisti furono ardenti seguaci – è salvare il pianeta. Da chi e/o da cosa? Da chi, dall’uomo stesso: siamo noi il cancro del pianeta e come ogni cancro va estirpato con la forza. Da cosa, da una pletora di pericoli che, però, sono per lo più fasulli. Porre in essere azioni per alleviare rischi inesistenti o, peggio, per ignorare, non affrontare (o, sempre peggio, aggravare) rischi reali, può avere conseguenze fatali e pandemiche.

 

Il Mandala sostenibile: i colori dell’ecologia

 

Rachel Carson aveva iniziato gli studi universitari di biologia e, coerente con una pratica che sarebbe diventata ricorrente tra gli ambientalisti, non riuscì a completarli fino al dottorato: conseguì solo un bachelor (l’equivalente della nostra odierna laurea triennale) e con diversi anni di ritardo rispetto ai coetanei. Fallita come scienziata, si dette alla divulgazione contro la scienza. Nel 1948 Paul Muller era stato premiato col Nobel per aver inventato la molecola del Ddt, cruciale per la lotta contro il tifo e la malaria. Nel 1948, nella sola isola di Ceylon (odierno Sri Lanka), si contarono 2 milioni di casi di malaria che, grazie al Ddt, poi benedetto da Winston Churchill come «polvere miracolosa», si ridussero a 31 casi nel 1962.

 

Foresta – Flusso

 

E nel 1962 uscì Primavera Silenziosa. Nel cui primo capitolo la Carson si inventò di sana pianta una città così avvelenata dal Ddt che le primavere sarebbero appunto silenziose, a causa della morte di tutte le specie di insetti e uccelli che altrimenti allietano le orecchie di chi va per prati. La città naturalmente non esiste, ma lo stesso il Ddt fu bollato nel libro come «l’elisir della morte», mentre invece stava salvando milioni di vite umane. Cosa che continuò a fare fino a quando la campagna lanciata dalla Carson e urlata dai movimenti ambientalisti (che stavano al tempo nascendo) lo mise al bando, proibendone l’uso in tutto il mondo. La conseguenza fu (è) che milioni di persone hanno ripreso (stanno continuando) a morire per la malaria: da 650mila fino a due milioni l’anno. Il che dovrebbe già rendere giustizia del paragone con nazismo e comunismo. Nel caso non ne foste ancora convinti, continuate a leggere.

 

Rappresentazione della natura nella

pittura francese dell’Ottocento

 

Non contenti della strage della malaria, i Verdi del mondo sono impegnati in altre non meno imponenti. La lotta all’agricoltura con organismi geneticamente migliorati (Ogm) è una di queste. Vi sono nel mondo oltre un miliardo di persone che, essendo la loro unica fonte di nutrizione il riso (vegetale di propria natura privo di vitamina A), soffrono di un grave deficit alimentare, che nei casi più severi causa cecità o anche morte prematura. Se solo quelle persone potessero coltivare golden rice che, geneticamente migliorato, è ricco di beta-carotene (un precursore della vitamina A), il loro destino sarebbe meno miserabile. Ma non possono perché gli ambientalisti del mondo hanno dichiarato la guerra agli Ogm.

 

Uccelli in volo

 

Un’altra tanto tragica quanto ignorante lotta dei Verdi del mondo è quella per la riduzione delle emissioni di CO2. Dovete sapere che l’85% delle azioni che facciamo sfruttano energia prodotta con emissioni di CO2 (il restante 15% no, grazie a nucleare e idroelettrico) e che l’80% dei costi del cibo nel nostro piatto sono costi energetici: in pratica, la moderna agricoltura altro non è che la trasformazione di petrolio in cibo. Orbene, ridurre le emissioni di CO2 del 50% come prefigurano i Verdi (tra i quali brillano personaggi come Al Gore o il Principe Carlo d’Inghilterra), a noi farebbe saltare la cena, ma porterebbe centinaia di milioni di persone dalla condizione di morti-di-fame a quella di morti per fame.

E ora il vostro severo verdetto: ditemi se è vero o no che l’ambientalismo ha o non ha fatto danni enormi, tali da farlo di diritto entrare nella classifica dei grandi mali del mondo. E ancora più danni potrebbe fare se i suoi insani propositi non saranno fermati.”.

 

Questo è l’articolo, certamente provocatorio, scritto peraltro da persona, attualmente docente di chimica ambientale presso l’Università di Modena, che si è battuta e si batte per il nucleare.
Io, a prescindere da ogni giudizio, che mi riserverei di esprimere, ritengo che  il saggio potrebbe essere assunto da noi come efficace apripista nel nostro Angolo del Dialogo. In quanto provoca il dispiego di opinioni certamente diverse e si presta a contraddittori puntuali, sia di carattere generale che specifici.
Che facciamo, ne parliamo?

 

 

 

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