Archive for settembre, 2012

La Domenica de Bosco

 

 

Amore: l’argomento trattato nel Bosco nelle ultime settimane ha stimolato i ricordi della nostra amica Silvana di Genova che ha voluto raccontarci questa bella storia, di grande sensibilità emotiva, della quale aveva diretta conoscenza. Grazie Silvana.

     

Guardiamo sempre lontano, sforzandoci di raggiungere obiettivi sempre nuovi. In questa nostra corsa alle volte non ci rendiamo conto dei doni e privilegi di cui potremmo godere più felicemente se non fossimo così impegnati a dare peso eccessivo alle nostre insoddisfazioni.

 

Vi voglio raccontare una storia vera, bellissima, struggente. Conosco personalmente i protagonisti e ve li presento: Marco è un giovane violinista di talento. Nei suoi numerosi viaggi incontra Fumiki, una ragazza giapponese con la sua stessa passione per la musica, anche lei violinista. Tra i due ragazzi che, per motivi di lavoro, si ritrovano frequentemente insieme, nasce subito un forte feeling. Essi si innamorano ed è scontato che decidono di convivere, scegliendo di stabilirsi in una città europea che ritengono la più adatta per i loro frequenti spostamenti professionali. Il loro legame è così forte da fargli desiderare di dare un'impronta ufficiale al loro sentimento.

Decidono di sposarsi nel paese natale di lui, conoscono le reciproche famiglie ed iniziano, tra un viaggio e l'altro, a preparare il matrimonio, che sognano originale, raffinato, all'insegna della musica, che è protagonista assoluta della loro esistenza. Scelgono il mese di settembre, mese romantico per i matrimoni.

 

Marco

Mentre fervono i preparativi, a poche settimane dalla fatidica data, Marco si ammala, il medico intuisce che il male è serio. Le analisi danno una diagnosi terribile: leucemia grave. Marco disperato va subito in ospedale e si affida alla scienza, lui che è un sognatore, un idealista, una persona che ha poca dimestichezza con la medicina tradizionale ed anzi, ne è critico, affronta una terapia pesantissima, con effetti collaterali devastanti. La sua Fumiki è sempre al suo fianco a spronarlo a consolarlo. Ogni giorno sorrisi e abbracci per infondere coraggio e speranza ma in segreto tante lacrime nascoste per non correre il rischio di demoralizzare il suo amato bene. Nel reparto di ematologia entrambi diventano il simbolo della lotta contro il male: sono adorati da medici ed infermieri che si sono inteneriti al loro caso e hanno preso a benvolere entrambi.

 

Fumiki

   

I due si amano alla follia e vivono mano nella mano il pesante calvario, attorniati dalla solidarietà, dalla simpatia, dalle innumerevoli premure di tutti. Marco trae una forza enorme dalla presenza della sua amata, dal suo ottimismo, dal suo sorriso... La musica li unisce anche durante la degenza perché l'ascoltano insieme, in profondo silenzio, solo la musica e i loro sguardi assorti, c’è una grande intesa di pensiero tra loro e le parole non servono, sarebbero inutili. E' la loro essenza di vita ed in questa fase drammatica li sprona a guardare oltre, a volare in una dimensione che soltanto loro conoscono. La speranza che la loro vita non può finire così, diventa via, via certezza. Marco esce dal tunnel, ritorna a casa, riprende in mano il violino con poche forze ma con grande determinazione e la stessa passione. La vita dei due ragazzi riprende piano, piano.

 

I progetti accantonati rifanno capolino tra i loro dialoghi, il matrimonio ritorna ad essere una priorità, dopo la salute. Arriva l'estate successiva, Marco sta molto meglio e vuole sposare la sua Fumiki. I preparativi per la festa di nozze sospesi repentinamente l’anno precedente si rimettono in moto, e così il matrimonio è stato celebrato in una domenica del mese di settembre come era nei loro desideri. Marco e Fumiki, finalmente sposi hanno coronato il loro sogno d'amore, riprendendo le fila della loro vita sospesa. Hanno realizzato proprio la celebrazione progettata l'anno precedente: un tripudio di fiori, di note musicali, di affetto e commozione da parte di tutti, ed una consapevolezza nuova: la preziosità immensa della vita, della salute, dell'amore che salva.

Dovranno vivere con il fiato sospeso ancora per un po', ma i medici sono ottimisti. Il loro futuro parte sotto i migliori auspici perché il loro grande amore li rafforza, aiutandoli a neutralizzare le paure.

Marco e Fumiki un amore come tanti forse, ma con qualcosa in più: un bagaglio di dolore che li ha fatti crescere, combattendo una battaglia molto dura affrontata e vinta insieme, con la forza dell’amore. La loro è una storia di quelle che fanno pensare a quanto sia bella e generosa la vita. Anche quando essa ci sorprende negativamente, c'è sempre un angelo che ci mostra la strada e ci dà la forza di rialzarci per camminare ancora.

 

André Rieu  - Romance

L’angolo del dialogo – Pianeta Donna

   

 

Ho letto  sul Venerdì di Repubblica n. 1278  del  14 settembre 2012,  a pag. 19,  nella rubrica Questioni di cuore di Natalia Aspesi, questo scambio di lettere fra una lettrice e la Aspesi. Lo sottopongo al nostro dialogo sperando che possiamo trarci una piacevole lettura e, perché no?, degli insegnamenti.

Ho lasciato il titolo della rubrica, che mi sembra dia il senso del discorso.

 

 

 

Che grande fascino

le cinquantenni vere

ma gli uomini giusti

scarseggiano un po’ (questo è il titolo che ha dato la Aspesi).

 

 

“ Ho 52 anni, un lavoro che faccio con passione, una figlia di 18 anni bella e ribelle, sono una  bella donna.

Ho vissuto una lunga, intensa e appagante relazione con mio marito, finita per colpa di una malattia che non gli ha dato scampo. Dopo un periodo in cui sono stata molto attenta a mia figlia e al suo dolore, ho cominciato a sentire il peso della solitudine. In quattro anni non ho mai smesso di coltivare i miei interessi. Ho avuto qualche occasione di relazioni con uomini più giovani, persone che mi avrebbero solo complicato la vita. Ora, invece, mi è tornata la voglia di piacere, di allegria, di serenità, di suscitare interesse, curiosità ed emozioni, e vorrei riprovare questa sensazione per un uomo con il quale trascorrere del tempo per condividere affinità e interessi.

 

Ci sarà rimasto un uomo intelligente, aperto alla conoscenza e al confronto leale e coerente, che sia stufo di andare al cinema o a cena da solo o con i soliti amici? Forse io sono troppo riservata e discreta, selettiva, ma non essere più giovani non vuol dire rinunciare a sogni e speranze, né ci si può accontentare pur di non essere soli. Ho anche risposto a due lettere pubblicate nella sua rubrica di uomini desiderosi di aprirsi a una nuova vita sentimentale. In entrambi i casi mi sono trovata di fronte a persone molto diverse da come si descrivevano, entrambi chiusi sull’idea di donna che era nella loro testa, non riconoscendo ciò che gli sta davanti in quel momento, risultando infantili, superficiali e contraddittori.

La curiosità e la conoscenza, a qualunque età, devono essere fonte di arricchimento personale, gli incontri sono esperienze e possono provocare anche belle contaminazioni  e piccoli grandi cambiamenti. A me è successo, dopo tanto dolore sono diventata più leggera, meno perfezionista, più tollerante, più disponibile al confronto”.

 

 

“Bisognerà cominciare a cambiare atteggiamento sull’età delle donne.

Bisognerà cominciare a smettere di dire, ha 50 anni ma sembra una trentenne. Oggi le donne prolungano la loro giovinezza soprattutto se non la mostrificano con labbroni e zigomoni: sono circondata da più o meno cinquantenni che nulla hanno a che fare col vecchio stereotipo della loro età. E’ vero, la giovinezza per secoli è stata (con la verginità) l’unico valore mercantile delle donne. 

 

Oggi è l’immagine della giovinezza se non dell’adolescenza, a invaderci ovunque, ma le donne vere sono cambiate: aggiungono al corpo mantenuto sottile, all’abbigliamento da “ragazze” (termine che peraltro detesto riferito alle donne adulte), il fascino dell’esperienza, dell’autonomia, della coscienza del proprio valore. Bisogna imparare a dire, è una cinquantenne bella come una cinquantenne, cioé con un valore in più rispetto alle più giovani. Purtroppo tutto questo le rende più selettive, non possono più accontentarsi: e se un uomo è come lo si vorrebbe, difficilmente un’altra donna se lo lascia sfuggire. Gli uomini dei nostri sogni, in più liberi, scarseggiano sempre di più: ci vorrebbe pazienza e aspettare il colpo di fulmine”.

 

Questo lo scambio di lettere cui ho accennato prima. Ho trovato tutto ciò molto interessante, con elementi che spingono ad osservazioni, valutazioni, approfondimenti o, semplicemente, validi come in tutti i racconti di esperienze vissute. Possiamo parlarne fra noi?

 

 

 

 

 Richard Clayderman - Feelings https://www.youtube.com/watch?v=

Compleanno Sabrina

         

Sono passati gli anni e sei cresciuta assai hai combinato guai però senza far danni.

 

Ora sei ormai matura devi guardare avanti gli anni sono tanti per la vita futura.

 

L’augurio è vivere ogni giorno in salute, allegria e felicità, amore, pace e prosperità con tanti amici attorno.

 

 La tua dolce metà. E  quello che verrà.

 

       

Il nostro capo -che è una capa- compie gli anni. Quanto ne siamo felici! Trabocchiamo di felicità e partecipiamo la nostra gioia al Bosco intero e a tutti i blog, oltre che alle Mammasantissime di Eldy. Auguri, Scoiattolina, tanti auguri.

 

I compleanni sono fatti per riflettere...per sognare...per divertirsi, che tu possa esaudire tutti i tuoi desideri. Auguri per il tuo...esimo Compleanno con tutto il mio affetto.

 

La vita è un percorso difficile ma affascinante. Va difesa a spada tratta, sempre. Difendi la tua e non trattarla e non trattarti male. Auguri  di cuore Sabrina.

   

La Redazione ha deciso di dedicarti una breve ma significativa poesia di Totò:

 

 Cardellino

 

Si fosse n'auciello, ogne matìna vurria cantà 'ncoppa 'a fenesta toja: " Bongiorno, ammore mio, bongiorno, ammore! " E po' vurria zumpà 'ncoppa 'e capille e chianu chiano, comme a na carezza, cu stu beccuccio accussì piccerillo, mme te mangiasse 'e vase a pezzechillo... si fosse nu canario o nu cardillo.

 

 

 Richard Clayderman 2012 - Dolannes Mélodie

L’Angolo del dialogo – Fatti e Opinioni

 

     

Nel Corriere della Sera del 24 maggio 2010 a pag. 1, c’è questa bellissima opinione di  Francesco Alberoni.

 

 

“Per quasi tutti l’esperienza della bellezza, della rivelazione della bellezza avviene solo eccezionalmente o in certi periodi della vita. È quello che provano la madre o il padre quando hanno i bambini piccoli. Allora ogni giorno, ogni volta che li guardano restano stupiti e commossi dalla straordinaria grazia dei loro corpi, dei loro gesti, dei loro sguardi. È una continua sorpresa, una continua scoperta della bellezza, che diventa bisogno di abbracciarli, di baciarli per trattenere qualcosa di loro in te. Ma lo stesso capita quando sei innamorato e osservi incantato il volto, il corpo, il modo di parlare, di camminare della persona amata e sei grato che ti sia stato concesso un tale dono, un tale incredibile privilegio.

 

 

Ma l’amore ci rende capaci di vedere anche la bellezza del mondo che ci circonda. Qualcuno dice che è una illusione, che quando siamo innamorati proiettiamo sul mondo le nostre fantasie, ma io credo invece si potenzino le nostre capacità di vedere e di sentire. La mamma che gioca felice con il suo bambino percepisce con maggior intensità il colore dei suoi giocattoli, sente più distintamente il cinguettio degli uccelli.

   

E quando fai un viaggio con la persona di cui sei innamorato scopri, come una rivelazione, la stupefacente bellezza delle case della città che visiti, l’incanto delle scogliere che precipitano sul mare, l’incendio di un tramonto o la sublime poesia di una cattedrale, di un chiostro che non avresti mai guardato. E tutto si moltiplica se ne parli, se condividi questi pensieri e queste emozioni col tuo amato. E, quando cogliamo la bellezza di un paesaggio o di un’opera d’arte da soli, abbiamo una esperienza che è in qualche modo affine al rapimento amoroso. In quell’istante è come se cadessero le barriere che ci isolano dal mondo e l’essenza dell’oggetto irrompe, si impossessa di noi. Come nell’amore quando entriamo in contatto diretto con la natura profonda dell’altro, ne cogliamo l’incredibile, stupefacente unicità.

 

 

Non c’è da meravigliarci perciò se l’amore ci conduce a vedere la bellezza. Perché ci apre gli occhi, ci spalanca il cuore, ci pone in rapporto diretto con la realtà. Avviene l’opposto se invece siamo chiusi in noi stessi, tristi, rancorosi, diffidenti, perché quando il nostro cuore è chiuso, sono chiusi anche i nostri occhi. E possiamo passare davanti alle più stupefacenti meraviglie naturali, alle più sublimi opere d’arte senza vedere, senza sentire.”.

   

Desidererei che commentassimo questo “pezzo” di bella scrittura. E’ proprio vero che l’amore rende tutto più bello e che, se siamo innamorati, lo siamo in fondo di  tutto il mondo? E, in periodi così difficili, è possibile nutrire ancora sentimenti d’amore? E se sì, come fare per rendere questi sentimenti dei collanti sociali pronti all’uso?

Certo che è un articolo controcorrente,  no?

       Richard Clayderman - A Comme Amour http://www.youtube.com/watch?v=pDOIKd3IpjE

La Domenica del Bosco

 

   

Ogni tanto un po’ di gossip tiene sveglia la mente e stimola la curiosità. Ho scoperto che è l’argomento che intriga di più, nessuno escluso, e allora perché non cercare, in qualche modo, di rendere contenti amici ed amiche della Buona Domenica di questo Bosco incantato con un raccontino che coinvolge passione, sentimenti e suspance?  Provo a sollecitare il vostro pensiero invitandovi a giudicare questa storia, di pura invenzione ma che ho cercato di rendere più vera possibile o almeno credibile. Non so se ci sono riuscito ma mi è doveroso segnalare che ogni eventuale riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale anche se storie simili, oggi, si ripetono con frequenza.

Auguro una buona lettura a tutti.

                                                                

 

 

Storia dei nostri tempi

 

Paolo aveva in borsa il compromesso degli accordi sottoscritti con l’Azienda Chemical Industry s.p.a. per la concessione di deposito e vendita nella sua regione di prodotti per l’agricoltura e questo era già un risultato positivo: la prima spedizione del materiale sarebbe avvenuta nella settimana successiva, tutto poteva procedere per il meglio e con questo aveva raggiunto l’obiettivo che si era proposto di creare una occupazione e una fonte di reddito per il proprio figlio affidandogli la gestione del nuovo lavoro.

Questo era il motivo per il quale Paolo si era recato nella città di residenza di Sara e aveva quindi potuto incontrarla. Nella sua testa continuava a rimuginare il pensiero di questa signora bella, distinta e nel pieno della sua maturità di donna che si era legata, prima virtualmente in chat, poi nella realtà di questi due giorni ad un uomo come lui che ormai aveva un’età sulla soglia di potersi già considerare di terza età e per di più era vincolato da un matrimonio. Misteri della psicologia femminile, pensava e che cercava di capire, ma anche lui si rendeva conto che era completamente ‘preso’. Nel salutarsi non avevano precisato  quando si sarebbero rivisti perché era scontato, e non c’era bisogno di conferme, si sarebbero sentiti per telefono e in chat, come già avveniva prima di questo incontro. “Chiamami appena arrivi” aveva sussurrato Sara nel dargli ancora un bacio prima che Paolo scendesse dall’auto con la quale lei lo aveva accompagnato al terminal.

   

Paolo prese la sua borsa da viaggio e si avviò verso gli sportelli della sala d’imbarco per effettuare il check-in, pensando ancora ai piacevoli due giorni trascorsi con Sara ma soprattutto agli avvenimenti delle ultime ore prima della partenza. Avevano pranzato insieme guardandosi negli occhi più che mai innamorati e pieni di desiderio. Quando mancava poco meno di due ore alla partenza dell’aereo che avrebbe riportato Paolo a casa avevano sentito entrambi il bisogno di appartarsi ancora per un ultimo scambio di affettuosità prima del distacco. Sara guidava l’auto dirigendosi verso l’aeroporto ma deviò di proposito per inoltrarsi in una stradina secondaria isolata e lì ebbero modo di scambiarsi affettuosità ed approcci come due ragazzini alle prime schermaglie amorose. È proprio vero che l’amore fa fare cose pazze a tutte le età, pensò ancora Paolo e in cuor suo ne era sottilmente felice.

Le operazioni di imbarco erano già iniziate e mentre si incanalava nella fila davanti agli sportelli Paolo lanciò una imprecazione: “Accidenti”. Si rese conto solo allora di aver  lasciato il suo marsupio sul sedile posteriore dell’auto di Sara. Ricordava di averlo sganciato nel momento dello scambio delle affettuosità. I documenti personali e quelli necessari per l’imbarco si trovavano proprio nel marsupio. Cercò di chiamare Sara col telefonino ma non riceveva risposta, probabilmente la schermatura all’interno della struttura aeroportuale non consentiva le comunicazioni con i telefonini. Uscì all’aperto e provò di nuovo ma senza alcun risultato, forse non risponde perché sta guidando pensò e ritentò ancora. Finalmente dopo vari tentativi riuscì a comunicare a Sara la situazione. Anche lei non si era accorta del borsello di Paolo lasciato accanto alla sua borsa. Aveva già percorso una ventina di km. “Torno subito indietro le disse”, “Vai piano, c’è tutto il tempo” rispose Paolo anche se ciò non era vero ma non voleva far correre a Sara rischi inutili. Sapeva che c’era poca possibilità di prendere un volo successivo se avesse perso quello prenotato. Già al momento della richiesta dei biglietti di viaggio gli avevano comunicato che tutti i voli di quella sera erano completi per effetto del rientro dei tifosi che erano andati al seguito della propria squadra per una importante partita di calcio prevista in quella città. Se avesse perso il suo volo molto probabilmente sarebbe dovuto partire il giorno successivo con tutte le complicazioni relative e le giustificazioni da inventare.

   

Sara raggiunse uno svincolo dove poteva effettuare l’inversione ma era entrata in tensione e, con il cuore che andava a mille, si lanciò a tutta velocità percorrendo la corsia di emergenza: non voleva che Paolo avesse delle noie e altre spese con la perdita del volo. Paolo l’aspettava nello stesso punto nel quale si erano lasciati poco prima, lei lo raggiunse, gli consegnò il borsello e scambiandosi ancora un bacio le disse, “affrettati, non perdere il volo e disse ancora “Non scordare di chiamarmi appena arrivi”, il pensiero dell’aereo le creava un po’ di ansia. Erano stati momenti veramente concitati, un vero thriller, ma tutto andò per il meglio.

   

Era stato proprio l’ultimo passeggero a registrarsi per il check-in e l’addetta allo sportello, nel restituirle il ticket di volo gli disse: “Uscita nove, si affretti, stanno imbarcando”.

Paolo salì sull’aereo e mentre la hostess le indicava la poltrona assegnata pensava a questa inaspettata vicenda amorosa con una donna conosciuta poco tempo prima in una chat. I casi strani della vita moderna diceva a se stesso.

Aveva gli occhi chiusi ed era assorto nei suoi pensieri con le cinture ancora allacciate quando fu richiamato alla realtà dalla voce del Comandante che annunciava ai passeggeri che il velivolo aveva raggiunto la quota di 10 mila metri e viaggiava alla velocità di crociera di 800 km/orari. Pensava che alla sua età era bello trovarsi a 10 mila metri d’altezza, chiudere gli occhi e avere la visione di una donna come Sara, bella, innamorata, disinteressa e romantica.

Disinteressata? Lo era veramente? Questo era il dubbio latente che si era insinuato e martellava la mente di Paolo. Come sarebbe proseguita la storia? 

Questo lo scopriremo forse in una prossima puntata, per ora provate a dire cosa ne pensate formulando la vostra opinione o ipotesi perché da queste potrò trarre gli spunti per i possibili sviluppi della vicenda.

Grazie cari amici, buon divertimento e

Buona Domenica

   

   

Richard Clayderman - Ballade pour Adeline

UNA NOTIZIA PARTICOLARE !!

 

NUOVA DELHI - Trentanove mogli, 94 figli, 14 figliastri e 33 nipoti. Con questi 'numeri' Zona Chana è il capo della famiglia più numerosa del mondo. L'enorme famiglia vive in una casa a 4 piani composta da 100 stanze nel Batwang - un villaggio del Mizoram nell'India nordorientale - ad eccezione delle mogli che vivono in dormitori comunali. Dunque una famiglia con 181 componenti.

“Mi sento come un figlio speciale di Dio - racconta Zona Chana – mi ha dato così tante persone da accudire. Mi considero un uomo fortunato per essere il marito di 39 donne ed essere a capo della più grande famiglia del mondo”. La famiglia è organizzata con una disciplina quasi militare, secondo regole dettate da Zathiangi, la prima delle mogli di Zona.

La pulizia, il lavaggio, la preparazione dei pasti, ed ogni altra faccenda domestica sono curate nei minimi dettagli: per la cena occorrono 30 polli, 60 kg di patate e fino 100 kg di riso. Il signor Chana è, inoltre, il capo di una setta, alla quale aderiscono 4mila persone.

Si tratta di una setta che permette a tutti gli adepti di avere un numero illimitato di mogli. Chana è riuscito addirittura a sposarne dieci in un solo anno, nel suo periodo più prolifico. E la sua ricerca non è terminata. “Sono disposto ad andare negli Stati Uniti per trovarne altre da sposare”, dice al Mail. L'uomo dorme in una camera da letto matrimoniale e le sue mogli rispettano un sistema di rotazione per fargli visita.

Notizia presa dal web !!