Novella Parigini

       

Novella Parigini nacque a Siena e la madre le dette  il nome indicato da Gabriele D’Annunzio, “Novella”. Giovanissima,  si trasferì a Parigi dove frequentò l’Accademia “des Beaux Arts”. Qui scoprì l’esistenzialismo e ne divenne l’ ambasciatrice, con uno stile anticonformista che la imporrà ovunque nel mondo e fece della vita mondana anch’essa un’arte.

   

 

Si avvicinò al surrealismo e, rispetto alle teorie sull’inconscio di André Breton, si sentiva più vicina all’amico Salvador Dalì e all’interpretazione di un pensiero libero. Quello stesso pensiero che la fece diventare protagonista indiscussa dell’arte romana, signora della “ Dolce Vita” celebrata da Fellini.  Ella abitava in Via Margutta, la via degli studi degli artisti nella quale risiedeva anche Federico Fellini, cuore della capitale, dove passavano le personalità dell’arte e del cinema di tutto il mondo.

   

 

Sempre vestita di bianco, conosceva il jet set mondiale e fece della mondanità un’arte nell’arte: ospitava gli artisti ma anche i divi di casa nostra come Sophia Loren e Vittorio Gassman, quelli internazionali come Tyrone Power, Linda Christian, Ava Gardner e Marlon Brando, la grande amica Ursula Andress, mentre lo Scià di Persia la chiamò per un ritratto a Soraya. Ormai era mille miglia lontana dagli anni parigini in cui offriva i suoi quadri per strada per potersi mantenere e poter vivere quella cultura internazionale - da Jean-Paul Sartre a Simone de Beauvoir, la madre del movimento femminista, da Jean Genet al poeta Jean Cocteau, amico di Picasso, Matisse e Man Ray -  che la formarono  come donna ricca di spirito e d’intelligenza.

 

 

La sua è una pittura “fantastica”, nelle sue figure femminili con grandi occhi felini e i gatti diventati un suo alter ego, protagonisti inconfondibili di una contrapposizione tra edonismo ed etica formale, privilegiando la libera espressione,  scevra da ogni legame politico o sentimentale per far emergere una nuova figura d’esempio all’impegno femminile.

 

Autunno

 

Già nel 1954  a New York  allestì grandi mostre recensite dai più importanti critici americani e, nel 1962, su commissione del Presidente John F. Kennedy, realizzò la figura di Cristo per una chiesa del Texas.  Nel suo curriculum ci sono numerose esposizioni in ogni Paese, anche in Cina, e le sue opere figurano tra le importanti collezioni e musei del mondo mentre le poste francesi le  dedicarono un francobollo.

   

Volto di ragazza

 

Dopo la morte di Novella Parigini, sua figlia Beatrice ritrovò una corrispondenza  intercorsa tra sua nonna materna e Gabriele D’Annunzio. Le lettere,  a detta di molti,  costituiscono  un  documento inequivocabile . La pittrice della “dolce vita romana” sarebbe figlia naturale di Gabriele D’Annunzio per vari motivi: innanzitutto, oltre al  tono confidenziale delle lettere,  anzi proprio familiare,  il poeta si premurava di dare il nome alla “fantolina” aggiungendo  “quale nome migliore di Novella alla pargoletta,… nella vita ella sia dunque sempre novella”.

 

 Donna Gatto

 

Questo elemento  non è sicuramente trascurabile,  e c’è anche da considerare che tra le lettere ritrovate il poeta  aveva spedito  alla nonna di Novella anche una bozza, in via di definizione, della sua lirica dell’Alcyone “La pioggia nel pineto”, con varie correzioni e ripensamenti poetici, in cui più volte, nella parte finale, D’Annunzio citava la parola “novella” e ciò confermava ancor più l’ipotesi , per il fatto che un componimento in fase di stesura non si manda ad una semplice amica . Anche la contiguità cronologica, d’altra parte, confermerebbe la verità del fatto,  in quanto Novella Parigini nacque a Siena nel 1921, anno in cui il poeta era intento a scrivere le liriche dell’Alcione , che sono da annoverarsi tra le migliori e più riuscite composizioni del vate.

   

Volto e Orchidea

 

Novella Parigini, con molte probabilità, all’epoca conosceva la sua paternità e nelle sue vene scorreva lo stesso sangue di D’Annunzio,  per cui segretamente seguiva le orme di tanto padre da cui sicuramente prendeva moltissimi spunti per i suoi soggetti pittorici, così ricchi di simbolismi, proprio come gran parte della “poesia decadente”. Se analizziamo, infatti, quale“panismo”   -  dal dizionario:  “Senso di comunione, di compenetrazione gioiosa dell'uomo con la natura, spec. come atteggiamento artistico o letterario”  -  che pervade tanta parte delle liriche del poeta abruzzese,  lo troviamo applicato quasi alla lettera in taluni dipinti della Parigini, specialmente quando ritrae aspetti della natura antropomorfa ma anche quando rappresenta le sue donne dagli occhi da gatto, da felini, che non  sono  altro che il simbolo di una donna nuova , libera, aggressiva e prorompente, che si può quasi ritenere come il preludio dell’immagine della donna moderna. Le somiglianze poc’anzi citate col poeta sono confermate da un’opera della pittrice intitolata “Amore impossibile”,  in cui sono dipinti due alberi antropomorfi, posti sulle due opposte sponde di un fiume che, come due amanti, tentano di avvicinarsi in un trasporto erotico di grande efficacia pittorica, come si può vedere in tanta parte della poesia di D’Annunzio e in modo particolare nella “Pioggia nel pineto".

     

Nell’opera in questione il colore predominante è il verde, anche i due amanti sono del colore verde della linfa degli alberi: “di arborea vita viventi”,  scriveva D’Annunzio riferendosi a se stesso e ad Ermione quando, bagnati dalla pioggia, con vestiti che aderivano ai loro corpi, facendoli apparire alberi tra gli alberi, passeggiavano in una pineta del lungomare adriatico. Narcisismo, esibizionismo ma anche una forte carica erotica si leggono nelle opere di ambedue che li accomunano ancora una volta, da qui la supposizione, assai probabile,  che furono padre e figlia.

     

     


COMMENTI

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  1. il 02 agosto, 2012 Lorenzo.rm dice:

    Ma quanto è bello questo servizio su Novella Parigini. Un vero e proprio mozzafiato. Stpendo.

  2. il 02 agosto, 2012 Lorenzo.rm dice:

    Naturalmente ho sbagliato a scrivere. Leggasi: STUPENDO.

  3. il 02 agosto, 2012 Giuseppe3.ca dice:

    Complimenti Giovanna, il tuo articolo sull’Arte è un bel resoconto dell’epoca, uno spaccato di vita di allora: bellissimo. É scorrevole, interessante, si legge piacevolmente e ti coinvolge non solo per il contenuto artistico ma anche per i personaggi dei quali non sempre si conoscono certi risvolti personali e mondani. Grazie, sei sempre fantastica.

  4. il 03 agosto, 2012 riccardo dice:

    Occhi di gatto, scultorei corpi femminili, dai seni prosperosi, i miei preferiti sono gli occhi di gatto, e i volti floreali.
    Articolo molto gradevole Grazie come sempre.
    Riccardo

  5. il 03 agosto, 2012 alessandro22.rm dice:

    Con questi articoli e queste foto c’è sempre da imparare, non solo come artista ma anche come retroscena di vita.
    complimenti.

  6. il 08 agosto, 2012 Carlotta dice:

    Sono sempre belle e interessanti le tue ricerche sull’Arte e su Artisti che non tutti conoscono…Giò…grazie !!