L’angolo del dialogo

     

   

E’ un articolo comparso sulla News letter de Il legno storto di martedì 17 luglio 2012 . E’ stato scritto da Lorenzo Matteoli. Io l’ho trovato molto interessante anche se troppo lungo e “difficile”. Ve lo propongo con tagli per favorire il dialogo fra noi.

“L’idea che per uscire da questa crisi, che oramai ci opprime da quasi 6 anni, ci vogliano nuove regole del “Gioco”, fino a poco tempo fa era rimasta confinata ai discorsi e agli scritti della critica economica utopica e di avanguardia. Oggi comincia a filtrare anche nel pensiero e negli scritti degli economisti di scuola ortodossa, Canonicamente riconosciuti. La domanda che ci si pone immediatamente è quale gioco, quali nuove regole?

 

Il simbolo dell'U.E.

 

Il problema andrebbe trattato con analisi approfondite e con documentazione estesa e articolata:……...

Qualcuno certamente lo farà o lo sta già facendo o lo ha fatto, ma ci sono tempi e modi diversi per l’elaborazione scientifica approfondita e per l’intuizione anticipatrice che “dissoda il terreno” (ground breaking)…….

Il “Gioco” dell’economia (oikonomìa, che etimologicamente sta per “le regole della casa o dell’insediamento”) è stato sicuramente il motore responsabile dell’evoluzione, nel bene e nel male, delle nostre società da quando utensili in pietra grezza venivano scambiati per utensili in pietra levigata, in bronzo e in ferro. Da quando le pesanti e fragili spade in bronzo dei barbari si spezzavano nell’urto con i tozzi gladi in acciaio temprato romano, duro fuori e resiliente dentro, chi vinceva conquistava terre, chi perdeva diventava schiavo. Lo scambio di merci, beni e schiavi che si effettuava con il baratto venne poi regolato dalla “moneta”, d’oro, d’argento, di rame e di bronzo. Una fondamentale conquista concettuale. Le regole del gioco erano ancora semplici, quando non brutalmente semplici: lo scambio di beni per un controvalore monetario consentiva però ai mercanti più abili e intraprendenti di guadagnare comprando beni dove costavano meno e vendendoli dove il prezzo poteva essere più alto. Iniziavano i processi di accumulazione della moneta e la necessità di impiegare la moneta in operazioni che non erano di scambio immediato e contingente. Nel concetto del denaro e del valore di scambio entrava il concetto di tempo: il denaro di oggi per lo scambio nel futuro. Il guadagno possibile per la differenza fra valore attuale e valore futuro dei beni oggetto di scambio. Nasce la “finanza”, l’interesse sul capitale, lo scambio di servizi e non solo di beni.

 

Questo stato di cose è rimasto quasi inalterato per molti secoli e ha regolato economie di monarchie e imperi, enormi debiti ed enormi crediti che si risolvevano in tempi multi-generazionali. Creando enormi ricchezze o provocando spaventosi dissesti e crolli politici e dinastici.

Nel ventesimo secolo il grande “Gioco” affronta uno scisma epocale: da una parte l’economia centralizzata e controllata dallo Stato, dall’altra l’economia controllata dal libero mercato degli scambi nella quale lo Stato interviene come moderatore attraverso la politica fiscale e altre misure finalizzate alla tutela del sociale. Nel corso dello stesso ventesimo secolo i due modelli entrano in crisi: prima quello delle economie centralizzate che non sono riuscite a corrispondere i servizi indispensabili al contesto sociale, e poi quello delle economie di mercato: i meccanismi della domanda e dell’offerta, regolati in modo inadeguato, non sono stati più in grado di garantire stabilità, equilibrio ed equità sociale……..

 

Le Borse

 

Per il capitalismo di mercato il fallimento è stato provocato dalla avidità e dalla corruzione delle istituzioni e corporazioni bancarie e finanziarie che attraverso una applicazione selvaggia delle regole o attraverso la loro deformazione incontrollata hanno provocato immani arricchimenti, enorme potere economico concentrato in chiuse oligarchie e instabilità del sistema. Complice la responsabilità politica asservita.

La malattia più grave del capitalismo di mercato è quella della iper-finanziarizzazione: gli scambi per il pagamento di merci e servizi sono una aliquota centesimale rispetto al movimento di capitali virtuali o fittizi per operazioni di speculazione marginale e di arbitraggio delle minime differenze fra i tassi monetari sui vari mercati del Pianeta.

L’arricchimento consentito da prodotti finanziari “derivati”, pacchetti di investimento dalla struttura complessa e dalla dinamica oscura e incomprensibile per gli stessi addetti ai lavori, vere e proprie scommesse spesso implicitamente taroccate, con le quali enormi platee di piccoli risparmiatori sono state e vengono derubate da banche e istituti finanziari conniventi. …..

   

Il “Gioco” e le sue regole, applicate o trasgredite, negli ultimi 40 anni hanno prodotto enorme concentrazione di ricchezza per caste privilegiate e una diffusa povertà ai limiti dell’indigenza per il 98% del contesto sociale, negli Stati Uniti, in Europa e in quelle aree geopolitiche del Pianeta al traino delle due economie forti. La potenza economica delle caste privilegiate consente loro un controllo viscoso della “politica” e dei governi ed è pertanto molto difficile aspettarsi da questa struttura di potere un cambiamento anche minimo della matrice stessa della loro ricchezza e del loro potere.

   

La domanda fondamentale che oggi ci si pone è se siano i modelli concettuali della organizzazione economica, macroeconomica, monetaria e finanziaria responsabili del collasso e del fallimento, oppure se sia stata la prevaricazione delle loro regole e l’interpretazione criminale e forzata delle stesse la causa della più severa crisi economica degli ultimi due secoli. Una differenza di cruciale importanza ideologica.

La mia sensazione è che sia stato il combinato disposto della obsolescenza ambientale dei modelli e della deformata applicazione delle loro regole che ha provocato la crisi globale corrente.

Il “Gioco” va cambiato e le nuove regole saranno conseguenza del nuovo “Gioco”.

La ragione dell’obsolescenza del “gioco” è che questo è stato disegnato e strutturato sulla necessità e sull’assunto di una continua e illimitata crescita dell’ambiente nel quale viene svolto. Il debito della generazione attuale presente e attiva viene pagato dalla crescita delle economie (più produzione, più consumi, più profitti e più margini). Crescita spinta e giustificata dalla crescita demografica esponenziale.

La sensazione, intuita, subliminale o esplicita e documentata, che siano stati raggiunti, o stiano per essere raggiunti, nell’arco dei prossimi 20 anni “limiti” fisici alla crescita continua è la tara fondamentale del modello corrente: la crescita senza limiti che era la struttura del sistema economico corrente non è più una ipotesi credibile. …

   

 

La sensazione del “limite ambientale” è dominante specialmente nei contesti urbani e delle grandi conurbazioni regionali che sono i luoghi di formazione della cultura e del pensiero sociale e civile. Non sono tanto le risorse ad essere limitate: il loro limite è continuamente sfidato dalla tecnologia. Quello che è oggettivamente finito è lo spazio dove consumare altre risorse, bruciare altra energia, coltivare altre colture. Questa condizione condanna il grande Gioco economico e finanziario in modo irrecuperabile e impone la fondazione di un nuovo Gioco e di nuove regole.

     

La condizione strutturale del nuovo Gioco è che non può essere basato sull’assunto della crescita continua e incontrollata, sull’assunzione di debiti che non potranno, comunque, essere pagati dalle generazioni future. Da questa condizione nasceranno le nuove regole.

Quali saranno esattamente le nuove regole è difficile dire ed è problema squisitamente politico. Alcune affermazioni si possono comunque proporre: senza l’assunto della crescita tutto il castello iper-finanziario crolla e si azzererebbe tutto l’indotto quaternario che da questo castello dipende. Verrebbero azzerate tutte le elite corporative di privilegio e di abuso attualmente dominanti, l’equilibrio degli scambi non sarebbe più deformato dalla pesante, indebita tangente imposta dalla rapina finanziaria, il regime di mercato libero autentico verrebbe restaurato e liberato dall’attuale deprimente condizione iper-finanziaria. Gli aspetti qualitativi effettivi degli scambi diventerebbero l’elemento qualificante dei valori in gioco. Il motore strutturale del sistematico impoverimento delle masse e del sistematico arricchimento delle elite sarebbe bloccato. Il mercato riconquisterebbe la libertà che era la sua condizione qualificante originale……”.

   

Io la taglio qui, essendoci, a mio parere, un adeguato materiale per il nostro confronto. Certo che, in queste condizioni, far finta di niente e continuare a fissare le vecchie regole (e punire chi non vi si adegua) è non soltanto sbagliato ma impossibile.

       


COMMENTI

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  1. il 25 luglio, 2012 Lorenzo.rm dice:

    Quando ho pensato di mettere questo articolo ne ho visto soprattutto l’utilità. Oggi, se ci fate caso, nessuno parla di queste cose anche se molti sono arrabbiati. Ma non si entra volentieri nell’argomento. E invece bisognerebbe entrarci, se non altro per capire. E capire soprattutto dove stiamo andando.

  2. il 25 luglio, 2012 Giuseppe3.ca dice:

    Più che dove stiamo andando si dovrebbe cercare di capire dove ci stanno portando senza che noi si abbia la possibilità di intervenire. Ci costringono a stare al gioco ma con le regole fatte da altri. Grazie Lorenzo per le tua aperture, poi rileggo con più attenzione e saprò dirti ma penso che pur cambiando le regole, il risultato sarà sempre lo stesso. I giochi sono già fatti.

  3. il 25 luglio, 2012 Lorenzo.rm dice:

    Giuseppe, se le regole fossero già state fatte una volta per tutte e non potessero essere cambiate ci sarebbe da dirsi perché dovremmo assistere immobili, quasi indifferenti, a ciò che capita. Ora ci stiamo dibattendo anche in merito all’attribuzione delle responsabilità “interne”, con accuse in tutte le direzioni. Ma se i problemi, come sono, sono “esterni” perché non prendersela con chi li determina? Comunque, parliamone fra noi. Facciamoci delle idee ed esprimiamole. E’ davvero fuori del mondo che stia imperando la pratica del “non mi interessa, tanto non posso farci niente”.

  4. il 25 luglio, 2012 alessandro22.rm dice:

    buon giorno!
    Lorenzo tu credi davvero che con qualche post si possa determinare un cambiamento di strateggie prese dall’alto, molto in alto, al di fuori di qualsiasi politica nazionale?
    Per me sono tutte ostentazioni per dimostrare l’indimostrabile, neanche più le rivoluzioni potrebbero cambiare l’ordine economico imposto, si è visto chiaramente con gli ultimi accadimenti di questo decennio.

  5. il 25 luglio, 2012 Nembo dice:

    Argomenti sempre attuali e interessanti, dove già altre volte ci siamo confrontati su questo blog, ma ogni volta più passa il tempo, più le cose vanno sempre peggio, mentre il mondo cambia in peggio (vedi varie guerre e rivolte) l’Europa e tutti i suoi dirigenti attuali è insabbiata in lotte di retroguardia e di potere che ricordano il secolo XIX. Nel frattempo, mentre noi ci arrabbiamo, ci dividiamo, degli esperti, degli specialisti, dei professori ci governano, si spogliano, ci mentono, ci prendono per i fondelli, ci chiedono di crederci in loro, come sempre tanto bla-bla, tutte palle…Questa crisi che spinge l’Europa ad attaccarsi ai sogni del passato è solo miopia e incapacità di governare, perchè nn hanno il coraggio di guardare avanti, questa E.U, è delle banche, delle finanziarie, dei burocrati, delle -bande- politiche, e nn è un’Europa equa e armoniosa per i popoli come tutti ci auguravamo. Il capitalismo ha fallito, lo stesso è una mega bolla speculativa, ora ripartire da capo con un nuovo modello creerebbe solo confusione e altri problemi, con i vari pro e contro, basterebbe per ora correggerlo con una crescita dinamica e non speculativa basato su economie stabili. Il debito pubblico Italiano come tutti noi sappiamo è enorme, ma in generale in tutta Europa, poichè se cade l’euro anche la Germania piange, questo debito europeo è una bomba prontta ad esplodere e ha investire con la sua onda d’urto i risparmi, conti in banca, mutui, prestiti, rate, ecc..,e come contorno una bella guerra civile Europea. Condivido la frase di Giuseppe -CA-dove ci stanno portando senza il potere di intervenire,all’amico Lorenzo, le regole ci sono, ma come sempre nn sono state rispettate da parte dei soliti “non ignoti” ed è vero quello che tu ribadisci nel tuo commento ovvero chi le ha determinate. Oggi, nel silenzio generale, è cambiato l’art.1 della nostra costituzione ma nessuno lo dice: la sovranità non appartiene PIU’ al popolo, ma alla burocrazia Europea, che per giunta la esercita nelle forme o nei limiti che essa stessa decide. Antico proverbio: I poveri si ammazzano, i ricchi si abbracciano.

  6. il 25 luglio, 2012 Lorenzo.rm dice:

    Alessandro, prima di tutto ti ringrazio. Il tuo sano pessimismo ci mette in condizione di toccare con mano le difficoltà che attraversiamo. Difficoltà imposte, come giustamente dici, molto dall’alto. Il fatto è che tutto quello che avviene ci tocca pesantemente e dobbiamo rendercene conto. Pensa che al livello molto più elevato del nostro, ma sul piano nazionale, abbiamo chiamato il tecnico per mostrare il meglio di noi all’esterno,senza un particolare successo. Speriamo, che cosa dire di più? Ma parliamo fra noi. Ci stiamo autoconvincendo che in fondo vivevamo al di sopra delle nostre possibilità. E ciò non è vero per tantissime famiglie italiane. Un’altra cosa non avevamo ben chiara: che il debito pubblico, che consideravamo un investimento per noi, era in realtà un indebitamento per lo Stato.

  7. il 25 luglio, 2012 Lorenzo.rm dice:

    Ciao Fiorenzo Nembo. A me, come hai giustamente rilevato, quello che dispiace è il silenzio: compreso quello dei cittadini, che è il più grave. Stanno avvenendo sulle nostre spalle le cose peggiori possibili e nessuno sembra accorgersene. I nostri ragionamenti sono un’inversione di tendenza molto interessante. Ti abbraccio e condivido molti dei tuoi appunti. In fondo la fine del comunismo si è rivelata un boomerang per il capitalismo che, nelle forme attuali,rappresnta il niente, visto che non fa neppure il bene dei capitalisti ma soltanto degli speculatori. Quanto alle regole, sono convinto che possono cambiarsi, come si sono sempre cambiate. Piuttosto mi dispiace che molti di noi guardano con dubbio la democrazia: meglio mille volte la democrazia, espressione di popolo, che i governi di sapienti, di saggi, ecc.

  8. il 25 luglio, 2012 sandra vi dice:

    NO Lorenzo ,non possiamo dire non m’interessa siamo tutti troppo coinvolti.Dobbiamo piuttosto chiederci dove ci stanno portando,ci stanno imbottendo di belle parole ,la crisi non ci tocca ,eravamo sull’orlo del baratro mne siamo usciti ,la borsa fa scintille.Tutti brontolano la borsa della spesa sempre piu’ vuota,assistiamo allo sfacelo come statuine di sale .Io vengo dall’esperienza greca ,sono stati commessi molti errori verissimo ,ma un aiuto iniziale nn avrebbe ridotto quella nazione come e’ stata ridotta .Le e’ stato messo un vero capestro al collo .Ora U,E, mmette dobbiamo aiutare la GRECIA ,nn deve uscire dall\EURO.Purtroppo le strade sono state tracciate da chi?

  9. il 25 luglio, 2012 alessandro22.rm dice:

    Lorenzo il mio sano pessimismo come lo chiami tu, per me è realismo; allora diciamo che ci vogliono regole nuove per fronteggiare la crisi? ok! adesso dimmi sinceramente chi le cambierà quata regole a favore di chi? dimmi abbiamo una classe politica in grado di imporre le nuove regole a chi governa il mondo: e non si tratta di sola speculazione finanziaria, ormai i giochi sono fatti da altri e neanche un governo autarchico puo risolvere nulla perche abbiamo accetta l’europa unita che unita non è.Comunismo un fallimento nella pratica, forse non di ideali,ma si è visto come si è liquefatto: Il capitalismo? il capitalismo quando è maturo sa come rigenerarsi: siamo noi cittadine che non siamo stati in grado di farlo per tempo.
    Perciò parliamone pure pacatamente tra di noi, ma con la consapevolezza che non potremmo risolvere nulla; il mio è un semplice raggionamento personale.

  10. il 25 luglio, 2012 Lorenzo.rm dice:

    Sandra, ogni Paese ha avuto le sue pecche e le sue trascuratezze. Quando i bilanci dello Stato presentano sistematicamente un deficit e nel corso degli anni il deficit si trasforma in debito ed il debito si copre con l’emissione di titoli c’è qualcosa che non va. Però il problema degli Stati aderenti alla UE è una cosa ed il problema della tenuta del sistema UE è un’altra cosa. Stiamo tutti con il fiato sospeso per la tenuta dell’euro e gli indici che si impiegano sono quelli degli spread dei titoli pubblici degli Stati rispetto ai titoli tedeschi (i bund), quelli delle società di rating e vari altri che indicano lo stato di salute delle varie economie e della moneta comune. Ora la UE chiama gli Stati aderenti al rispetto degli impegni che di volta in volta vengono indicati in relazione alle aperture di credito concesse. L’impressione che comunemente si ha è che non tutto sia giusto, sia per quanto riguarda le condizioni dei finanziamenti sia per quanto concerne gli impegni richiesti. Questo è. Io, naturalmente, ho le mie idee ma preferirei sentire più che dire, approfondire più che giudicare.

  11. il 25 luglio, 2012 Lorenzo.rm dice:

    Alessandro, il tuo è un ragionamento che non fa una grinza. Intanto, come singoli Stati, non possiamo risolvere i problemi della UE. Quindi le nuove regole, se ci saranno, dovranno essere assunte in sede UE. Però potremmo dire come, a nostro avviso, si dovrebbe fare. Tastando il polso dei cittadini. Non semplicemente facendo i portavoce della UE in patria. Noi siamo riusciti in un solo colpo ad aumentare le tasse e a distruggere la domanda e la produzione. Era questo che ci chiedeva l’Europa? Avremmo dovuto dire di no. Abbiamo anche accettato degli impegni francamente inammissibili, come quello del pareggio di bilancio che, con un debito pubblico come il nostro, significa strangolare il Paese per decenni. Abbiamo fatto più i gendarmi in nome e per conto dell’Europa che i rappresentanti degli interessi del nostro Paese. E quanto all’Europa, la mettiamo al primo posto dei nostri obiettivi assieme alla sua moneta, l’euro, ma non siamo in grado di portare avanti in quella sede dei programmi a matrice europea che ci interessino (a mio avviso desta scalpore il fatto che l’Europa non ci dia una mano per i terremotati dell’Emilia-Romagna). Capisco che è tutto complesso ma sembra correntemente che siamo affidati all’esterno e a forze speculative di cui ignoriamo gli intenti. Se questo è capitalismo a me non piace e non dovrebbe piacere neppure ai capitalisti veri, quelli che producono merci e servizi e li diffondono per il mondo, aumentando il benessere di tutti.

  12. il 26 luglio, 2012 riccardo dice:

    Buon giorno agli amici del bosco prima di tutto.
    Concordo con Alessandro sul fatto che ormai è fuori luogo chiamare pessimista chi la pensa come noi, i fatti stanno dimostrando che quello che Alessandro e altri affermavano e la pura e desolante realtà.
    Non era più logico inventarsi un altra guerra visto che con i mezzi odierni sarebbero morti anche i potenti, ora si fanno la guerra a suon di debiti e di crak finanziari di stato, loro tanto sono assicurati dai loro lauti compensi, e alla fine si salverà solo chi è riuscito come al solito a sbarcare il lunario rubacchiando e truffando, la brava gente è destinata a soccombere come in una vera guerra.
    Come potete notare io sono ancora più pessimista di Alessandro ma se tanto mi da tanto, visto che fino ad ora abbiamo avuto ragione, siamo alla catastrofe.
    Un saluto a tutti.

  13. il 26 luglio, 2012 Giuseppe3.ca dice:

    Lorenzo, il mio primo commento è stato scritto d’impulso ovvero come prima impressione su quanto hai pubblicato. Ora, alla luce anche degli altri commenti, dei quali qualcuno concordante con la mia idea, confermo quanto detto, cioè, noi singoli cittadini non saremmo mai in grado di contrastare le grandi decisioni che vengono dall’alto e siamo destinati a subire e ad adattarci alla situazione per sopravvivere. Una situazione che è veramente catastrofica e sulla quale possiamo solo sperare: “Che Dio ce la mandi buona”. Che altro dire?.

  14. il 26 luglio, 2012 alessandro22.rm dice:

    Buon giorno a tutti,
    caro Lorenzo, purtroppo noi italiani non abbiamo una unità nazionale, ne una classe politica che faccia gl’iteressi dei cittadini, figuriamoci se abbiamo una unità europea, le ultime speranze sono cadute col governo dei tecnici, che non hanno saputo far altro che applicare direttive imposte a scapito dei più deboli, senza toccare minimamente laddove gli’interessi sono veramente enormi ( equità ): La nostra classe politica smantellò il capitalismo di stato perchè obsoleto? o per altri motivi? credo per altri motivi,scrivi
    capitalisti veri che producano merci e servizzi per il bene comune!Qel capitalismo illuminato è morto da tempo ( Tu ricorderai chiaramente che fine hanno fatto fare al grande MATTEI vero imprenditore di stato illuminato ) oggi abbiamo una miriade d’imprenditori rampanti che puntano al solo guadagno personale andando il giro per il mondo dove la manodopera costa meno, distrugendo così il nostro microtessuto produttivo, vanto del marchio ITALY,lasciano sul lastrico migliaia di operai e artigiani; e il nostro governo nazionale illuminato? il nostro governo illuminato gioca di fioretto con i poteri forti, perche caro Lorenzo di poteri si tratta e non politici ma occulti e non ditemi che è fanta politica la mia.

  15. il 26 luglio, 2012 Lorenzo.rm dice:

    Grazie, Riccardo. Sì, è vero, tutti temiamo la catastrofe ma dobbiamo sperare fortissimamente che non ci sia. Alessandro diceva che “il capitalismo sa come rigenerarsi”. Speriamo che lo sappia davvero, nel suo stesso interesse. Certo che la moltiplicazione senza veri controlli degli strumenti e degli impieghi finanziari sta producendo guasti infiniti. E lo sfacelo attuale dipende soprattutto da essi. Contenetevi, in nome di Dio, contenetevi nello sviluppo di tali mezzi, cari intermediari finanziari.

  16. il 26 luglio, 2012 Lorenzo.rm dice:

    Eh già, caro Giuseppe, che cosa vogliamo dire? Sfogarci almeno? Forse ci fa bene.

  17. il 26 luglio, 2012 Lorenzo.rm dice:

    No, Alessandro, non è fantapolitica la tua. Certo che la vera impresa, quella che produce beni e servizi veri e guadagna il giusto, non c’è più, o per lo meno convive con altre che non sono vere imprese, ossìa sono imprese sul piano formale ma non sostanziale, operando, peraltro, al limite della legge. Sono davvero felice di trovarmi d’accordo con te. Le vicende dell’impresa pubblica, che all’epoca mi hanno visto anche coinvolto personalmente, autorizzano i sospetti più azzardati. Ti ricordi il cosiddetto “spezzatino” di Prodi?

  18. il 26 luglio, 2012 Nembo dice:

    Nessuno prende coscienza dello stato in cui siamo, ora si vocifera pure che nn ci sarà la 13°, VERGOGNA a tutti i partiti politici che da 30 anni a questa parte, ci hanno indebitato con una politica sbagliata, la politica non deve decidere sulla vita dei cittadini, il governo del prof. e lo ripeto governo che nn mi rappresenta, va avanti con la sua casta che lo appoggia, con decreti leggi senza nessuna responsabilità verso il popolo che è sovrano, è democrazia quella nella quale governano e decidono gli eletti dal popolo, noi siamo la fonte di ogni potere, e nn quelli che scaldano le poltrone per difendere i loro interessi mi auguro che questi vecchi politicanti vengono spazzati via con tutto il marciume che ristagna nei palazzi romani e non solo, compreso le regioni inquisite, comuni, varie comunità fasulle, società di comodo e altro ancora, non si può sperare di costruire un mondo migliore senza migliorare gli individui (politici)che ci governano. Con poco sapere, ma di buona qualità, si produce di più che con moltissimo sapere di cattiva qualità. Il mio generale diceva: ricordatevi che si attacca con la forza frontale, ma si vince con quelle laterali, la BCE, deve intervenire subito sulla speculazione che c’è in atto,da parte dei mercati finanziari e nn aspetatre che la goccia che cade sulla roccia la faccia aumentare, ieri lo spread a 518, i Btp decennali al 6,44% sempre più in calo, e noi sempre più in basso. Bisogna fare economia reale per i consumi interni, invece la nostra cara Europa ha elargito dei soldi che tramite le varie regioni, incentiva le imprese ad andare a produrre all’estero, con quale rendiconto poi…mentre noi abbiamo migliaia di persone a casa senza un lavoro, industrie, artigiani che chiudono pichè le banche nn danno più finanziamenti e mutui, questa è l’Europa in cui noi siamo finiti, tutto questo per dire che chi ci governa sono i poteri forti della finanza.

  19. il 26 luglio, 2012 alessandro22.rm dice:

    HAHAHAHA LOrenzo noi lo chiamiamo spezzatino, l’imperialismo lo chiama parcellizzazione già applicata a suo tempo negli stati uniti, spezzettare le grandi imprese e vendere le singole parti, più vendibile sul mercato e più guadagno; quello che più mi fa male e che questi concetti siano passati su tutti gli idealie non faccio distinzioni ne sulla sinistra ne sulla destra come peraltro è passata la globalizzazione come un treno sulla testa dei nostri produttori di beni.
    Adesso Lorenzo pongo una domanda:
    A chi a giovato la globalizzazione?

  20. il 26 luglio, 2012 Nembo dice:

    Visto che ho scritto nel mio commento (il primo) che il capitalismo è fallito, mi preme di scrivere altresì che la globalizzazione è uno sviluppo ulteriore del capitalismo, ovvero rapporto politico-economico. Sulla globalizzazione l’americano Peter Drucker ha affermato che le imprese di ieri prima della globalizzazione erano assimilabili alle piramidi, ossia con una base solida, ben piantate sul terreno, mentre le imprese odierne sarebbero piuttosto assimilabili alle tende del deserto che oggi sono piantate qua e domani in altra parte, le dovremmo chiamare “imprese nomadi”, proprio in virtu della loro assenza di radicamento in un determinato paese. E qua mi collego a quanto scritto in precedenza che le imprese fuggono dal nostro paese per le troppe tasse che incalzano per chi investe per dare lavoro, le banche sono in mano alle lobbies politiche finanziarie, ma perchè la Moody’s da voti di giudizio tagliando il reting alle banche Italiane, le declassa ecc..,sempre avvisando in primis l’amico prof. della Bocconi… mi sembra che queste società finaziarie scommettono come fare fallire un paese, per poi subentrare con i capitali rubati al paese stesso, siamo arrivati al punto di farci condizionare da un paese come la Filandia che ha circa mezzo milione di abitanti, poco più grande della Lombardia. In Italia abbiamo circa 10 milioni di poveri e nessuno tiene conto di questa gente, ora arrivano le olimpiadi, e tutto per un mese andrà bene, ci si dimentica che siamo finiti in una palude senza ritorno.

  21. il 26 luglio, 2012 alessandro22.rm dice:

    Insomma in definitiva voi dire Nembo che stanno applicando la stessa tecnica della parcellizzazio delle imprese agli stati sovrani con l’arma della speculazione finananziaria, dimmite se non è guerra.
    Mah inutile ripetersi si salvi chi può.

  22. il 26 luglio, 2012 cicco53 dice:

    Ciao, a tutti argomento interessante con tematiche difficile da capire, in genere L’italiano medio si preoccupa solo alle cose pratiche con delega ai partiti la parte delle filosofie economiche ecc. Mi pare che avete commentato bene le situazioni politica ed economica del nostro paese. Io penso che la sintesi di una globalizzazione , che ha dato il via al sistema unitario a livello mondiale,non è stato recepito bene inteso come programmi e regole di carattere applicativi ecc. Ognuno ha usato questo nuovo metodo in maniera impropria con regole dettate alle loro esigenze di mercato e di proiezioni errati. C’è un fatto da non sottovalutare, i popoli poveri hanno capito la vera globalizzazione ,investendo su progetti nuovi su tanti settori che noi i ignoriamo ,vedi l’agricoltura, alle fonti rinnovabili ecc ,con i soldi del globo . Leggendo su varie riviste specializzate emergono risultati positivi che in futuro saranno la fonte di ricchezza di questi popoli. L questione tibetana è rilevante ,un popolo di grande tradizione culturale, però sono sottomessi dal potere cinese che con tutte le forze vuole cambiare il loro modo di vivere e le loro usanze per appropriarsi del territorio ricco do sorgente di acqua. Le previsioni dicono che fra trenta anni l’acqua diventerà l’oro nero di oggi. Chi sarà la potenza che si approprierò della nuova ricchezza? Di sicuro non L’Italia ,siamo presi per i problemi di giustizia, convivere con la mafia , aprire cantieri che ormai durano da diversi anni (vedi l’autostrada Salerno Reggio Calabria ), oppure mettere tasse sulla benzina delle varie calamità : terremoti ecc. Pensate che noi continuiamo a pagare queste tasse anche dopo l’evento ,ogni calamità viene aggiunta, forse è un fenomeno di globalizzazione dei nostri governanti ? Non so però ci sono e nessuno ne parla per poterli togliere . Una nazione che si rispecchia si vede dell’ordine e dalla consapevolezza di agire nelle cose più piccole, evidentemente noi ci configuriamo come potenti per dominare il mondo,

  23. il 26 luglio, 2012 Nembo dice:

    Affermativo, la speculazione è peggio della guerra. Vorrei tanto dire al Prof. Monti scenda giù dal suo OLIMPO e giri un pò fra la gente in piazza, e nn giri sempre con 5 auto di scorta, ai sindaci dico che nn dovevano andare a Roma a protestare, ma dovevano protestare nn dando un’euro del ricavato dell’IMU, ci stanno massacrando e nessuno fa nulla, chiniamo la testa e discutiamo fra di noi, vero anche questa è democrazia, il vento nn si può fermare con le mani, lo spred, la speculazione invece hanno rialzato la testa e continueranno ad alzarla, noi ad abbassarla, l’Italia è fallita, grazie alla cricca di brontosauri che ci ha governato in questi ultimi 30-40 anni, possibile che è cosi difficile tentare di salvare il salvabile es. diminuendo il carico fiscale ai lavoratori specialmente chi si rompe le ossa per nn dire altro… per 1000-1100 euro al mese a questi operai, se si trovano 2-300 euro in più, li spendono in acquisti mettendoli subito in circolo, al ricco 300 euro nn riattiva un azz. Speriamo che qualcuno dall’alto riattivi il cervello dei nostri attuali politici almeno x un paio di mesi ancora. La crisi è partita dall’America, e tutt’ora il capitalismo Americano vuole imprigionare l’Europa, per tenere meglio a bada la potenza economica asiatica, ma con dei nostri amici speculatori Europei, questo si chiama massoneria politica. Penso che in autunno andranno a ruba i forconi, e mi fermo quà…almeno quelli pungono e basta!

  24. il 26 luglio, 2012 Nembo dice:

    Condivido anche la critica sulle tasse espessa da Cicco, per la benzina, varie calamità, lavori che non terminano mai ecc…,infine mi pongo una domanda che va oltre la professionalità di certi signori che noi paghiamo profumatamente mentre i salari dei comuni mortali si dimezzano o adirittura nn c’è salario. Oltre ai privilegi che nn sto ad elencare…loro guadagnano GIORNALMENTE: 1560 euro Mario Canzio ragioniere generale dello stato.
    Biagio Abate 1338 euro, Capo maggiore della difesa.
    Raffaele Ferrara direttore generale dei monopoli euro 1.300.
    Bruno Branciforte- capo di stato maggiore della difesa euro 1300. Giovanni Pitruzzella- Pres. antitrust, euro 1.300
    Vincenzo Fortunato-capo di gabinetto del ministero economia, euro 1491.
    Francesco Ionta-ex capo dip. amministrazione penitenziaria, euro 1508. E centinaia ancora e ancora di questi signori, io non ce l’ho con loro, ma con chi ha deliberato i lori stipendi, ricordo che le cifre sopracitate sono GIORNALIERE, questi stipendi è un insulto morale, che vanno a confondere la brava gente che è a casa in cassa integrazione se va bene, chi è senza lavoro, chi nn ne ha, a questi signori dico…ma a fine mese esattamente ogni 27 di ogni mese, quando hanno l’accredito, un tantino di rimorso? Questa è l’Italia, di cui ne vado fiero, un pò meno per chi ci governa che il sottoscritto nn si sente rappresentato.

  25. il 26 luglio, 2012 Lorenzo.rm dice:

    Nembo, che dire dei tuoi ripetuti interventi se non che hai ragione da vendere? E così come Alessandro e Cicco? La globalizzazione è stato l’inganno più colossale perpetrato alle spalle dei popoli ignari. Così come la delocalizzazione delle attività. Bene dici, Cicco, quando affermi che alcuni l’hanno ben capita la globalizzazione, e ne hanno approfittato, altri l’hanno subita a fini speculativi e ne sono rimasti impigliati. Vedi l’occupazione: tutti a fregarsi le mani per la manodopera a basso prezzo che faceva aumentare i profitti, e poi a mangiarsele le mani quando si sono scardinate completamente le regole e la domanda interna si è flessa irrimediabilmente. La verità è che fino a quando non ci sarà l’intenzione, al livello mondiale, di cooperare più che di farsi guerre commerciali, finanziarie e speculative si andrà alla rovina e piangerà tutta l’umanità. Noi stiamo piangendo lacrime di sangue per le sorti dell’euro e dell’Europa non rendendoci conto che non possiamo difendere la nostra “riserva” da tutti e da tutto. Senza la ricerca sistematica della collaborazione non si va da nessuna parte, altro che Europa ed euro. Così come non si va da nessuna parte contenendo la spesa per regolare il debito, anzi per Paesi come il nostro la crisi si aggraverà.

  26. il 26 luglio, 2012 Lorenzo.rm dice:

    E noi ci stiamo perdendo in chiacchiericci senza costrutto discutendo e accapigliandoci in merito a misure, assunte peraltro a grandissima maggioranza, che ci stanno mettendo definitivamente sulla fossa.

  27. il 26 luglio, 2012 Carlotta dice:

    Gent.mi Signori… buon pomeriggio a Voi,
    non mi addentrerò in una discussione politico-economica tutta al maschile… in fondo sono solo una donna… Inoltre, le conferenze che seguo – e tu Lorenzo sai di che parlo – bastano da sole a mandarmi il cervello in fumo e a non farmi mancare quella sana dose di preoccupazione, senza la quale, le giornate sarebbero “piatte”…grunt !!
    Ma, nel tg di questa mattina – forse ne sarete già informati – ho visto un servizio su Sagron Mis (TN), un paesino all’ombra delle Pale di San Martino.
    Appena 205 anime che si autogestiscono da sempre.
    Nel paese c’è un unico circolo ricreativo, di cui tutti hanno le chiavi e dove ognuno può entrare e consumare al piccolo bar. In un angolo, sopra un tavolino, una cassetta di cartone dove lasciare quanto dovuto per la consumazione, resto compreso o, in mancanza di spiccioli basta annotare sul quaderno posto vicino alla scatola…quanto dovuto. Il tutto è improntato sulla massima fiducia.
    Non essendoci un forno, il pane viene consegnato dal paese vicino direttamente negli uffici del Comune, diviso in buste su cui è indicato il nome di ciascuna famiglia che provvederà a ritirarlo e anche in questo caso, il denaro viene depositato in una scatola in maniera onesta e responsabile(per loro fortuna Formigoni non è nei paraggi!)
    L’Ufficio Comunale, ha un unico impiegato che si occupa di tutto e mette le comunicazioni ai paesani o copie delle delibere, in una sorta di cesto tipico del paese, all’ingresso del Comune (bellissimo!)
    L’Amministrazione ha da poco inaugurato l’unico hotel esistente Hotel Baita Sagron Mis, per cui era stata indetta un’asta per la gestione, che è stata assegnata ad un gruppo di giovani del paese che si sono aggregati per fare impresa.. Geniale !!
    Beh… perdonate il mio stupore, ma trovo che tutto questo sia semplicemente fantastico e molto, molto educativo! Merita una attenta riflessione.
    Una comunità, piccola o grande che sia, se è animata dal rispetto reciproco, la trasparenza e l’onestà… può fare dalle piccole cose…delle grandi cose.
    Tutte qualità che ai nostri “politicanti”… mancano!

    La grande Alda Merini amava dire :
    “Le mosche non riposano mai
    perchè la merda è sempre tanta!”

    Parole sante !!

  28. il 26 luglio, 2012 Carlotta dice:

    MA CI SONO ANCHE “POLITICANTI” CHE AGISCONO DA ONESTI CITTADINI… peccato siano rari come le “mosche bianche”

    IL SINDACO DI CAGLIARI, si è dimesso da Consigliere Regionale, poche settimane prima di raggiungere il vitalizio
    Il suo stipendio è passato da 15000 euro a 3300 euro !
    Ha ridotto il numero di assessori da 13 a 10
    Ha ridotto da 14 a 4 le auro blu per Sindaco e Assessori
    Ha rinunciato all’abbonamento gratuito per il Teatro Lirico e anche all’abbonamento gratuito per lo stadio (per poi comprarseli di tasca sua!)

  29. il 26 luglio, 2012 alessandro22.rm dice:

    Si Carlotta un bell’esempio di autogestione, e penso che se ci fossero più donne a governarci molte cose potrebbero cambiare ( non è una sviolinata ne sono convinto da sempre ) comunque sia rimane un fatto piccolo e circoscritto a poche anime in non so quale posto dell’italia, sono situazioni che mi danno nostalgia della economia contadina autosufficente il tutto ma non la vedo praticabile lette le diarie di lor signori; questo modo di vita andrebbe applicato in ogni dove, paesi’ città, nazione,ma per me ormai è utopia, forse per le giovani generazione! ma ci vuole uno sforzo culturale non indifferente e non vedo elementi che aiutino i giovani a questo cambiamento; anzi sono incentivati ai valori dell’effimero e del consumo: rimangono solo d’ammirare casi isolati, come giovani agricoltori, giovani artigiani, ma ripeto sono casi isolati.

  30. il 26 luglio, 2012 Carlotta dice:

    Condivido il tuo pensiero Alessandro… ma, anche se avolte sono furibonda e vorrei spazzare via tutto questo lerciume che ci circonda e ci stà portando nel fondo di un baratro… non smetto di sperare che alla fine “tante piccole gocce nel mare…possano formare un oceano” Utopìa?

  31. il 26 luglio, 2012 Lorenzo.rm dice:

    Carlotta, ti ringrazio delle informazioni che ci dai in merito al paesino di Sagron Mis. Sono esperienze indimenticabili che dovrebbero far pensare, e tanto. Ma c’è un collante, soprattutto, che le comunità più grandi non hanno. Appunto, il senso della comunità, il sentirsi parte di un tutto che ci rappresenta e di cui abbiamo fiducia. E a cui siamo disposti a prestare il nostro tempo, per quanto possibile. Noi come Paese siamo nella curiosa situazione che non ci fidiamo delle istituzioni in quanto sentiamo che non ci rappresentano, e aspettiamo tempi migliori non avendo alcuna fiducia circa le nostre possibilità di migliorare o rovesciare la situazione. E ci rodiamo il fegato. Quanto alla discussione tutta al maschile, Carlotta, voglio augurarmi che non sia vero. Delle donne si ha un estremo bisogno, il mondo ne ha estremo bisogno. E quelli che non vogliono riconoscerlo non capiscono niente, ok?

  32. il 26 luglio, 2012 Lorenzo.rm dice:

    Ho letto anch’io del sindaco di Cagliari. Bravo e intelligente. Su persone come lui dovrà fondarsi il futuro del nostro Paese.

  33. il 26 luglio, 2012 Lorenzo.rm dice:

    Carlotta, Alessandro, l’Utopia ha tempi lunghi. Chissà che in futuro, non noi certamente, ma altri potranno verificare situazioni nuove. Noi crediamoci e custodiamo una fiammella. Qualcuno progressivamente potrebbe tenerla accesa e giungere ad un traguardo o a traguardi per noi impossibili da immaginare. Quel che è certo è che non sono più valide le formule ma sono indispensabili i contenuti.

  34. il 26 luglio, 2012 Carlotta dice:

    Caro Lorenzo, hai proprio ragione! ma sai cosa ti dico?
    Noi, come Paese, abbiamo da molto…molto tempo perso completamente i VALORI… e fino a quando non ci metteremo in testa che senza quelli non si costruisce nulla e ancora meno si governa un Paese… amico mio, non andremo da nessuna parte! Se non riusciamo a vedere nel “piccolo” ciò che si potrebbe fare nel “grande” e non ci aggrappiamo alla speranza… siamo perduti
    I contenuti ci sarebbero anche… ma serve fare PULIZIA!

  35. il 26 luglio, 2012 alessandro22.rm dice:

    Come rispondere Carlotta, certo la speranza è l’ultimo valore a morire,anche io spero, anzi ti dirò di più, avrei ancora la forza e la voglia di fare( ma è tutto sbagliato tutto da rifare ) tutta la politica è impostata per il potere e non per il benessere collettivo; sai quanti mestieri scompaiono, quanti artigiani si portano con se senza trasmettere il loro sapere: basterebbe rilevare queste
    culture e ricreare il nostro microtessuto produttivo senza avere ambizioni di potenza industriale; ma tutte le leggi sono impostate per affossare tutto ciò e dare spazio ai famosi commerci globali ( fase famosa gia a suo tempo…tutto sbagliato, tutto da rifare ).
    FORSE TOCCANDO IL FONDO QUALCUNO SI RENDERà CONTO ma nel frattempo quanti soffriranno!

  36. il 26 luglio, 2012 Carlotta dice:

    Alessandro & Lorenzo… vi ringrazio in quanto “donna”
    Lorè… sono felice di condividere con te il pensiero che hai espresso e aggiungo che… quel”qualcuno” che ancora non lo ha capito… beh! lasciamolo vagare nei meandri della sua “pochezza maschilista” perchè oltre a quella, ho paura che abbia ben poco…

  37. il 26 luglio, 2012 Carlotta dice:

    Alessandro hai ragione anche tu ma, se ci togliamo anche la speranza… che ci resta?

  38. il 26 luglio, 2012 cicco53 dice:

    Ciao, io vorrei ribadire senza entrare in polemica con nessuno che mi hanno proceduto nei vari commenti ecc A prescindere della impostazione politica come idee che ognuno esprime . Bisogna anche ammettere che la situazione che si è creata in Italia è anche colpa nostra ecc Di esempi di cittadini onesti ci sono ,Cagliari , e il paese del trentino sono allargati in tutte le regioni ,solo che lavorano in silenzio ecc. Scusate è inutile arrabbiarsi , dei fenomeni che si verificano nel nostro paese se non si prende una posizione netta di cosa vogliamo fare . E porsi delle domande specifiche per maturare una concezione comune che bisogna attuare un piano di recupero sia politico ed economico . Giustamente come sostiene Lorenzo , ci vuol un svolta umanitaria che vada in una direzione , di occupazione e credibilità ad un processoinnovativo di crescita globale. Il problema si risolverà se il popolo è compatto idealmente andando contro tendenza in modo tale che innesca un procedimento si sfida ai politici ,anche le tante persone che hanno sfruttato la situazione confuso per fare business vedi ( i favori di licenze fasulle per aprire attività ecc) in cambio di voti ai politicanti senza scrupoli . Quindi smettiamolo di fare sentenze inutile con giudizi sfalsati di condanna, quando ognuno di noi ogni giorno compie abusi per tutelare i propri interessi. La speranza è una metafora per nascondere i veri problemi che affliggono la società, buona serata a tutti .

  39. il 26 luglio, 2012 alessandro22.rm dice:

    Ma la svolta umanitari che tanto invocate che è come la manna che ci manderebbe il Supremo? oppure rinunciare a tutto ritornando a considerare i valori delle cose?E poi chi è che sentenzia a me pare che si stia raggionando della situazione economica generale e non credo che questo voglia dire ( compiere abusi giornalmente per tutelare i propri interessi ).
    Se la speranza è una metafora per nascondere i veri problemi dai degli elementi concreti a pensionati al minimo o ai cassaintegrati ai giovani chissa che non siano capaci di risolvere in veri problemi che nascondiamo con la speranza.

  40. il 26 luglio, 2012 Nembo dice:

    Premetto che nn voglio fare polemica o discriminare, offendere, giudicare o cose simili, ma permettete di dire che il sottoscritto giornalmente nn fa nessun abuso per tutelare i propri interessi o di altri. Detto questo, metto un accento finale su questa giornata movimentata da una successione di eventi, in primis il discorso di Draghi che con alcune frasi fa abbassare lo spread, ma tra dire e il fare c’è sempre di mezzo la Germania, e i soliti speculatori nn penso che abbiano timore…oppure ha solo sparato una bufala per prendere tempo per passare indenne le ferie…bene invece per i mercati che sentendo Draghi, hanno avuto immediata “Erezione” come se le parole di Draghi fosse -viagra-. Cordoglio e rispetto per la morte del consigliere giuridico di Napolitano D’Ambrosio ma nò a strumentalizzazioni (nn sono Dipietrista)infine guarda caso proprio oggi il P.M. Ingroia titolare dell’inchiesta mafia-stato, potrà o (dovrà) lasciare la procura di Palermo, per andare in Guatemala per un servizio per l’ONU, dico Vergogna ancora una volta. Cara Carlotta condivo quello che tu hai commentato, un plauso al sindaco di Cagliari, bravi i ragazzi del Trentino per l’autogestione, un bellissimo esempio, male invece per il sindaco di Comitini -AG- un paesino di 960 anime con ben 64 dipendenti comunali,( di questo ha parlato anche il New york Times) c’è un’altro paese in provincia di Bg, che con lo stessa popolazione ha 6 dipendenti comunali, altre parole nn servono. Gli ideali sono come le stelle, nessuno riuscirà mai a toccarle con le mani, ma se le scegliamo come nostre guide e li seguiamo ogni giorno, raggiungeremo sempre il nostro obiettivo/destino.

  41. il 26 luglio, 2012 Lorenzo.rm dice:

    Amici miei, sono molto contento di come si sta sviluppando il dialogo fra noi. I temi si sono giustamente allargati e hanno raggiunto il punto cruciale di una comunità: quello di pensare non agli interessi egoisti ma ai beni comuni. E, a proposito dei beni comuni, non possiamo che tornare a quelli economici, dai quali dipende la crescita del Paese. Facciamo parte di un’Europa a 27 Paesi con condizioni di ogni Paese molto differenziate. In un quadro del genere il primo impegno dovrebbe essere la crescita di tutti verso uno standard comune. Ma qui viene acconcia una premessa: il bene comune dei partecipanti, sì, ma con un legame di armonizzazione nei confronti del mondo, ed in particolare verso i Paesi meno sviluppati, e verso i beni irrinunciabili della natura, ciò che si definisce “sviluppo compatibile”. Stiamo assistendo negli ultimi tempi ad una sorta di imposizione per cui ci si limita ai problemi dell’Europa e, nel suo ambito, all’imposizione di modelli di comportamento e funzionamento ispirati dai paesi più forti della Comunità. E tali modelli si stanno imponendo, in Italia, con un governo cosiddetto di tecnici, che ha il favore “in primis” del capo dello Stato e una maggioranza a dir poco complessa. Ciò, a mio parere, è profondamente sbagliato. Il punto di partenza avrebbe dovuto essere il particolare appoggio ai problemi dei Paesi meno forti. Poi si va più nel profondo e si scopre che prevalgono gli interessi economici degli intermediari finanziari non sottoposti ad alcun controllo democratico. E allora? Di che stiamo parlando? Che cos’è questo rigore che ci vogliono imporre? Ciò non toglie, naturalmente, che anche in Italia andrebbero apportate riforme profonde, ma partendo dal basso ed, in particolare, secondo i principi di equità che abbiamo enucleato varie volte nel nostro dialogo. Se si continua così la frattura fra classi dirigenti e cittadini diventerà irreversibile.

  42. il 27 luglio, 2012 giovanna3.rm dice:

    Carly, i tuoi interventi sono sempre di grande interesse e densi di novità. Stupenda la notizia degli abitanti di Sagron Mis (TN) e l’esempio clamoroso del Sindaco di Cagliari.
    E’ vero che, nel primo caso, si tratta di 250 anime, la cui gestione comunitaria può essere abbastanza semplice, ma non è detto che tutti i paesani abbiano le stesse idee. Una cosa, però, è certa, tutti rispettano la comunità, le regole che si sono dati e, infine, sé stessi.
    Secondo me, questo “modus vivendi” potrebbe essere adottato anche da popolazioni più estese, purché rispettino gli stessi principi e finalità.
    Il secondo, l’esempio del Sindaco di Cagliari dovremmo estenderlo, come suggerimento, ai rappresentanti delle prossime
    elezioni del 2013.
    Per far ciò, tuttavia, nel nostro Paese occorrerebbe un vero e proprio sommovimento, partendo dalla scuola, dalla famiglia e, infine, da ogni singolo cittadino, perché abbia chiaro nella mente che cos’è il vivere civile, il rispetto per il prossimo, la solidarietà e il senso della democrazia compiuta. No si dovrebbe perdere il proprio tempo nello stigmatizzare le nefandezze compiute, più o meno ogni giorno, dai nostri governanti: impiegarlo invece per raggiungere obiettivi finalizzati al bene comune.
    Mi rendo conto di essere una seguace di Tommaso Moro ma, che volete, l’utopia è la speranza del futuro, non la si può ignorare, pena la disperazione!

  43. il 27 luglio, 2012 Lorenzo.rm dice:

    Grazie, Giovanna, le tue osservazioni siano da suggerimento per tutti noi.

  44. il 27 luglio, 2012 alessandro22.rm dice:

    Caro Lorenzo,Carlotta,Giovanna e tutti, si dialoga su nuove regole, su speculazioni finanziarie, su beni comuni,sui valori, sulla unità europea, ma tutta utopia; forse ci inludiamo sullo sviluppo armonico,sul riappropriarsi dei valori persi, perche riconquistarseli le azioni saranno lunghe e dolorose: dice bene Giovanna ” E’ una questione di cultura che deve partire dal basso, scuola famiglia e via salendo” e non voglio essere catastrofico, ma spegatemi come faranno le famiglie che non arrivano a fine mese, impelagati con mutui e con lavoro precario a porsi tali problematiche,quando il consumismo martella senza pietà.
    Carlotta io vado spesso in Trentino,nelle langhe e valli piemontesi e lì ritrovo qualche parvenza di valori e per allargare questi valori a tutta l’Italia la vedo una cosa difficile se non impossibile perchè siamo divisi da bisogni, culture, tradizioni molto differenti tra regione e regione, tra provinc, tra comuni,tra famiglie e anche nelle famiglie a volte non c’è unità d’intenti.
    E in tutto questo bailam, la classe politica che abbiamo eletto noi, ci sguazza:Questo non vuol dire, ne giudicare, ne sentenziare ma osservare scevro da ideologismi la società italiana e credetemi non è piacevole per uno che crede nei valori ( ne dico uno ” il rispetto dell’altro ” )
    costatare tale situazione venutasi a creare non per colpa nostra.

  45. il 27 luglio, 2012 riccardo dice:

    Buon giorno a tutti.
    prendo spunto dall’amica Carlotta, e da Nembo, che non abita molto distante da me, (vedere per credere) Vertemate con Minoprio, lista civica, al diavolo la tendenza politica c’è di tutto e di più, 3900 abitanti, 10 dipendenti comunali, compresa polizia municipale, dove capita di vedere a volte il sindaco che da una mano all’addetto alla pulizia delle vie del paese, e la dove è scritto,gli uffici aprono alle otto e trenta se ti presenti anche 10 minuti prima ti danno ascolto risolvendo nel miglior modo possibile il tuo problema. Come vedete non c’è parte politica che tenga.
    Il sindaco del mio paese minacciato di morte per aver sottratto alla speculazione un piccolo appezzamento rifugio di tossicodipendenti e alcolisti, anche se lontano politicamente anni luce da me, mi ha visto in prima fila nel gridare la mia e quella di molti altri rabbia nei confronti di gente che pretende di volere tutto per il proprio interesse arrivando persino alle minacce di morte.
    Come vedete non tutti ci alziamo al mattino per derubare il fisco e il prossimo, molti amministratori, sono ancora genuini, e si battono con onestà per la democrazia.
    La mia speranza nel darvi la buona giornata è che questi amministratori, giovani e vogliosi di darsi da fare per noi, non si stanchino mai.
    Grazie

  46. il 27 luglio, 2012 Lorenzo.rm dice:

    Alessandro, ho la netta impressione che diciamo tutti cose analoghe. La differenza, se differenza c’è, è fra quelli che hanno meno speranza che le cose cambino (i più), e quelli che hanno maggiore speranza. Il che fare è dinanzi a noi e dipende dalla nostra personalità e dalle nostre possibilità. Ai governanti, però, bisogna chiedere insistentemente che si adoperino per far cambiare le cose. Hanno voluto o ottenuto la bicicletta? Ebbene, devono pedalare.

  47. il 27 luglio, 2012 Lorenzo.rm dice:

    Riccardo, il tuo auspicio, che i giovani amministratori diversi dall’andazzo comune si facciano avanti e siano gradualmente affiancati da molti altri, è l’auspicio di tutti. Intanto stamattina sento che sono bastate alcune parole del capo della BCE Draghi per fare abbassare lo spread. Ma è serietà questa?

  48. il 27 luglio, 2012 riccardo dice:

    Purtroppo caro Lorenzo io di spread ne capisco poco, e con le mie esigue finanze non è che possa farmi molta paura, quando devi combattere per sbarcare il lunario, senza avere un minimo di risparmi in banca, lo spread non è che ti possa cambiare la vita.
    Torno a ripetermi e mi scuserete. Per me questa è una vera e propria guerra tra America,Asia, contro l’Europa, l’euro cominciava ha far paura alle monete sovrane di quegli stati, che dalla loro hanno la forza di convinzione sui mercati delle più importanti agenzie che si esprimono in merito. In più aggiungiamo qualche franco tiratore interno vedi Germania, e la frittata è fatta.
    Come dice un vecchio detto latino, mors sua, vita mea.

  49. il 27 luglio, 2012 Nembo dice:

    Affermativo Riccardo, condivido.In Somalia anni or sono sui muri avevano scritto: Silendo Libertaten Servo, e noi Italiani fino a quando conserveremo la nostra libertà subendo e tacendo…Un saluto.

  50. il 27 luglio, 2012 marisa8.bs dice:

    carlotta..grazie dopo tanto pessimismo una boccata di aria pura….

  51. il 27 luglio, 2012 riccardo dice:

    Io mi pongo continuamente questa domanda, voi che ne pensate?

    STRANE DOMANDE
    Ero troppo diverso, perche lui mi potesse
    farmi tornare a casa.
    Troppo diverso, da coloro che aveva
    creato prima di me.
    Non mi avrebbero capito.
    Non mi avrebbero accettato.
    Mandiamogli un po’ di compagnia,
    un giorno lui disse.
    Ed’io pensai: sì! Ma se poi dovessimo,
    diventare molti?
    Come potremmo vivere in pace,
    su questo pianeta?
    Che ne sarà di noi? Mi chiesi dubbioso.
    Se ci venisse ordinato di vivere in pace,
    obbediremmo?
    I miei discendenti si stanno ponendo
    ancora la stessa domanda.
    Chi siamo? Perche? Dove? E quando. … ?

  52. il 27 luglio, 2012 Nembo dice:

    Caro amico Lorenzo come darti torto, Quel drago di Mario Draghi, starebbe bene come titolo di un cartone animato, se bastano poche parole in un convegno a Londra per mandare le borse in europa in accelerazione infiammandole, mi chiedo allora cosa sarebbe successo se Draghi avesse annunciato acquisto di titoli del debito pubblico dei paesi in difficoltà sul mercato. Bisogna riflettere molto se basta una frase…rafforza sempre di più la mia convinzione che è sempre stata una presa in giro favorendo la massoneria speculativa. Il prossimo titolo sarà -il buio oltre lo spread-

  53. il 27 luglio, 2012 Carlotta dice:

    Nembo…amico mio, sto pensando seriamente di chiederti di intervenire come oratore ad una conferenza ^_^…sei super-informato e apriresti ancora di più la mente di persone già piuttosto attive nell’impegno di voler cambiare le cose…
    Detto questo, posso serenamente affermare che anche “la qui presente, giornalmente non perpetra alcun tipo di abuso per tutelare i propri interessi o quelli di altri”.. anzi!!
    E qui chiudo.

  54. il 27 luglio, 2012 Carlotta dice:

    Vedi Giò…che confrontandoci poi vengono fuori altri esempi di rettitudine e onestà, così come ci ha raccontato Riccardo… e questo ci da SPERANZA (altro che metafora!)
    Riaffermo con forza il concetto di riscoperta dei VALORI, dell’ONESTA’ (negli INTENTI, ma sopatturro nel FARE), del RISPETTO per se stessi, per quello che si è costruito con sacrifici e fatica nell’arco di una vita per dare un futuro ai nostri figli, per le proprie idee giuste o sbagliate che siano, per l’ONESTA’ con cui si è sempre vissuto e si continua a vivere con coerenza nel RISPETTO anche degli altri.
    Che poi ci siano degli ostacoli oggettivi derivanti da un “sistema marcio”… non lo metto in dubbio ma, nel frattempo … dal poterci guardare allo specchio ogni giorno potendo dire : “IO NON SONO COME LORO”
    E scusatemi se è poco…..

  55. il 27 luglio, 2012 Carlotta dice:

    scusate…mi è zompato un pezzetto ^_^…rettifico :

    **ma, nel frattempo… ricominciamo da noi dal poterci guardare allo specchio ogni giorno potendo dire : “IO NON SONO COME LORO”
    E scusatemi se è poco…..

  56. il 27 luglio, 2012 Nembo dice:

    Grande la (lady)Carlotta, non c’è mezzo più potente dello specchio per conoscere meglio la nostra specifica identità guardandoci ogni giorno, e come diceva il padre della chiesa latina-Sofronio Eusebio Girolamo- gli occhi senza parlare confessano i segreti del ♥, il volto è lo specchio della mente, e io aggiungo nessun specchio può vedere la nostra coscienza che è libera, e con orgoglio possiamo dire: “io nn sono come loro” condivido. Un abb.

  57. il 27 luglio, 2012 cicco53 dice:

    Be che dire, non è mia consuetudine dare delle direttive ,in merito a concetti ormai risaputi e decantati in tutte le salse di porsi. Come dal resto si prende lo spunto di un problema così importante per fare una questione personale , che senso ha ? . C’è un proverbio Calabrese che recito: Chi vive sperando muore cacando . Scusate l’ultima frase che non è educata ma è nel contesto. Con la speranza non si risolve il debito pubblico, l’occupazione , le tasse ecc. Si decanta a piena voce , le questioni mai risolti di origine ormai consolidati , da anni e nessuno di noi cittadini fa un accenno per cambiare le cose . Tutti abbiamo espresso che la nostra società è marcia , e via dicendo , nessuno però va a protestare per correggere le varie manovre , anzi come somari paghiamo . Il mio intervento di prima era mirato semplicemente per fare in modo ci fosse una riflessione come autocritica , di non sottovalutare i casi quando in primis siamo tutti noi i primi evasori di tasse ecc. Con questo non mi nascondo dietro le quinte sostenendo e gridare che a me non è mai successo di assistere ad abusi dovuto a prestazioni di pagamento con fatture esempio il dentista che se opti con essa cioè la fattura paga una cifra senza una cifra diversa ecc. Allora signori miei la è puramente di onestà e di comportamenti sbagliati di come fregare il prossimo in tutti i sensi. La correzione del debiti pubblico è dovuto anche a questi fattori specialmente nella sanità dove si privilegia il raccomandato, perché ha le conoscenze giuste quindi non ha problemi di nessun genere. Invece la persona onesta fa la trafila con costi rilevanti con il ticket che visto le varie specie di malattie croniche è costretto a pagare ecc. è giusto secondo voi che un essere umano con patologie coronariche debba pagare un medicinale l’intera somma del farmaco della modica spesa di 80 euro al mese ? Quanti casi ci sono in Italia di questo tipo , tanti che devono fare fronte a queste spese , anche pensionati ecc. Ecco la metafora , io sono uno di quelli che per campare ho bisogno di quel farmaco se no la mia vita sarebbe in pericolo. Questa è una piccola cosa dei tanti mali che affliggono la nostra società, altro che speranza . Lorenzo , grazie di aver proposto questo tema, che può essere da stimolo per una riflessione totale della situazione globale. Concordo sulle varie tematiche che ognuno ha esposto che alla fine sono uguali ,con vissuti svariati ecc. Il cambiamento potrà esserci se saremo capaci di proiettare una fase nuova della politica sociale con essa il cambiamento culturale propositivo di avere il coraggio di denunciare tutte le cose negative, e andare contro corrente . Io mi guardo tutti i giorni allo specchio, chiedendomi le miei aspettative ,e cosa mi aspetto dagli altri. Le risposte le ho quando incontrando i miei ragazzi che sono emarginati dalla società , mi vengono incontro con un sorriso ,ciò mi induce a scoprire che quello che eseguo gratuitamente spendendo denaro e il mio tempo libero ecc , ha raggiunto la finalità di un progetto umanitario, che spetterebbe alle istituzioni . Concludo , che ognuno di noi è importante per gli altri perché sciuparlo per orgoglio , il cambiamento si inzia dalle piccole cose . Buona giornata a tutti

  58. il 27 luglio, 2012 Lorenzo.rm dice:

    Riccardo, ti confesso che vivo quest’epoca di richiami agli spread, ai bund, agli andamenti delle borse con terrore e rabbia. E spesso mi dico: Maledetti chi ce li ha mandati.

  59. il 27 luglio, 2012 Lorenzo.rm dice:

    E condivido il motto ricordato da Nembo per la Somalia, che italianizzo: Stando zitti si diventa servi. Ed è proprio la sensazione che ho quando vedo tutti zitti dietro il pifferaio a sconvolgere il nostro sistema istituzionale perché ce lo chiederebbe l’Europa (quella degli speculatori finanziari).

  60. il 27 luglio, 2012 Lorenzo.rm dice:

    Marisa mia, che dirti? Speriamo, ma non taciamo.

  61. il 27 luglio, 2012 Lorenzo.rm dice:

    E, quanto alla rima proposta da Riccardo, osservo con lui: che cosa ci diranno i nostri discendenti a proposito di ciò che abbiamo lasciato loro in eredità? E vivranno in pace?

  62. il 27 luglio, 2012 Lorenzo.rm dice:

    Tranquillo, Fiorenzo Nembo, il benefico effetto delle parole di quel drago di Draghi si stanno già dissolvendo. Lo spread risalirà e cercheranno di imporci nuove tasse e restrizioni. In nome dell’euro e dell’Europa.

  63. il 27 luglio, 2012 Lorenzo.rm dice:

    Sì, Carlotta, diciamolo forte che la maggior parte di noi italiani non siamo come “lor signori”. Non cambierà molto nell’immediato ma vuoi mettere la soddisfazione?

  64. il 27 luglio, 2012 Lorenzo.rm dice:

    E quindi condivido “in toto” quanto affermato da Nembo in proposito.

  65. il 27 luglio, 2012 Lorenzo.rm dice:

    Cicco, amico mio, hai ragione quando ci richiami alla serenità e all’impegno sociale, alla correttezza nei comportamenti e al coraggio nella denuncia. Tutto quello che dici andrebbe fatto, ognuno per la sua parte. Ma parliamo un momento di cose concrete in merito al debito pubblico. Qualcuna delle cosiddette istituzioni ci ha mai detto in passato il pericolo che correvamo aumentando il debito? Qualcuno mai ci ha spiegato che comprando titoli pubblici in realtà non investivamo niente mentre coprivamo non soltanto la spesa di investimento pubblica ma anche quella corrente? Qualcuno mai ci ha detto che se, come avviene, gongoliamo perché quando i titoli rinnovati alla scadenza ad un tasso inferiore a quello che si aspettavano, in realtà non operiamo per il contenimento del debito ma lo favoriamo? E ci chiediamo perché, parlando ad esempio di evasione fiscale, i cittadini hanno la percezione (usando un termine in voga) che lo Stato tassi ingiustamente e non per assicurare servizi alla collettività? Io pure vengo dal sud anche se mi considero un cittadino romano innamorato della sua città, e mi chiedo e vi chiedo: come mai tutti i rappresentanti dello Stato in divisa (in senso lato, dall’amministrazione centrale a quella locale) vengono chiamati “sbirri”?. Avranno qualche ragione?

  66. il 27 luglio, 2012 Carlotta dice:

    Lorè… sicuramente te lo hanno già inviato in FB… lo copio pari-pari (lo so è lungo, ma vale la pena di farlo leggere a chi ne avesse voglia)

    DENUNCIAMO BANCA ITALIA PER FALSO IN BILANCIO
    Vi prendono i soldi in tutti i modi ,studiano la notte come riuscirci,questo metodo denunciato già qualche tempo fa da anni va a sfavore delle nostre tasche . Nella Telefonata fatta alla finanza l’agente ci consiglia a noi cittadini di denunciare il fatto .

    Qualche miliardo di Euro si riesce ad evadere con questo metodo,va bene ridurre i 20 mila euro al mese dei parlamentari,ripeto attenzione a guardare il pelo e non il trave .

    Gaetano Vilnò

    Falso in bilancio della Banca d’Italia
    per non dimenticare:
    Il Procuratore Generale Tarquini spiega la truffa di Bankitalia

    Tratto da “La banca, la moneta e l’usura – La Costituzione tradita”, di Bruno Tarquini [*], già Procuratore Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello dell’Aquila (ed. Controcorrente, Napoli 2001)

    “Le anomalie di un bilancio […] la Banca d’Italia, nei propri bilanci, iscrive tra le poste passive la moneta che immette in circolazione. Questo ritiene di poter fare in virtù di un mero gioco di parole, che si risolve in definitiva in una presa in giro del popolo, sfruttando in modo truffaldino la formula che ancora si trova scritta sulle banconote (“Lire centomila – pagabili a vista al portatore” – firmato “Il Governatore”) e che, oggi, non avrebbe più alcuna ragione di essere, perché non significa nulla [1].

    Infatti si tratta di un’obbligazione che l’istituto bancario si assumeva nel passato (nel tempo, cioè, in cui vigeva la convertibilità del biglietto di banca in oro) di convertire appunto la carta moneta nel metallo prezioso che ne costituiva la garanzia (base aurea). Nei tempi attuali, in cui quella convertibilità è stata abolita ed è stato imposto il corso forzoso della moneta cartacea, quella “promessa di pagamento a vista” ha perduto ogni contenuto e non può, quindi, avere alcun valore. Tuttavia la Banca d’Italia ritiene ancora di potersene avvalere, confidando che la mera apparenza, che ancor oggi conservano i biglietti di banca, di cambiali a vista, e quindi formalmente di debito, le possa consentire legittimamente di considerare la moneta immessa in circolazione come una propria passività da iscrivere in bilancio tra le poste passive. Ed è noto come l’aumento artificioso del passivo, in un bilancio societario, determini un illecito annullamento dell’attivo [2]. Quindi l’Istituto di Emissione immette in circolazione banconote che sono non solo prive di alcuna copertura (neanche parziale) o garanzia, ma anche strutturate come false cambiali, che da un lato offrono una parvenza di legalità alla loro iscrizione nel passivo dell’azienda, dall’altro costituiscono un “debito inesigibile”, come affermano le stesse autorità monetarie, inventando una fattispecie giuridica di cui facilmente si può misurare l’assurdità. A parte, infatti, che la inesigibilità non può che riguardare il credito (perché è questo che, caso mai, non può essere esatto), con la formula del “debitore inesigibile” si fa decidere allo stesso debitore di non pagare il debito. Una cosa è dire che “il credito” è inesigibile perché il debitore non può pagare, altra cosa è invece dire che esso è inesigibile perché il debitore (la Banca Centrale) per legge ha la garanzia di non dover pagare.

    Riassumendo, delle due l’una: o la Banca d’Italia non è proprietaria della moneta al momento dell’emissione (come hanno affermato i rappresentanti del governo rispondendo alle interrogazioni parlamentari) ed allora appare del tutto ingiustificato che ne tragga un utile, tanto più che la banca stessa assume di essere debitrice dei simboli monetari emessi, così da iscriverli come posta passiva nel proprio bilancio; oppure la Banca Centrale (contrariamente a quanto dichiarato dai due Sottosegretari di Stato) è proprietaria di quella moneta e con giustificazione (solo apparente) ne ritrae un utile dal suo prestito al sistema economico nazionale, ma allora assume i contorni di un fatto illecito far figurare come poste passive operazioni che sono invece indubbiamente attive.”

    Note:
    [*] Bruno Tarquini è nato ad Avezzano (L’Aquila) nel 1927. Laureatosi in giurisprudenza nel 1948 presso l’Università di Roma, è entrato giovanissimo in magistratura, percorrendone tutti i gradi. E’ stato pretore a Roma e, dal 1955, al Tribunale di Teramo, prima come giudice, poi come presidente; nel 1986 è stato trasferito alla Corte d’Appello dell’Aquila, dove ha svolto le funzioni di presidente della sezione penale e della Corte d’Assise di secondo grado, infine, nel 1994, è stato nominato Procuratore Generale della Repubblica presso la stessa Corte d’Appello. Gli studi giuridici e l’attività professionale non gli hanno impedito di alimentare le sue curiosità intellettuali, con particolare riguardo alla storia.
    [1] Provi il cittadino a presentarsi ad uno sportello qualsiasi della Banca d’Italia, esibisca una banconota contenente quella (ormai inutile) promessa di pagamento e chieda di essere “pagato a vista”. E’ probabile che venga preso per matto!
    [2] Sarebbe di certo giuridicamente infondato sostenere la legittimità della indicazione nel passivo della moneta al momento della emissione (ed a maggior ragione durante la sua circolazione), facendo ricorso a quanto stabilisce l’art.2424 del codice civile, secondo il quale il bilancio delle società per azioni deve indicare nel passivo (tra l’altro) anche “il capitale sociale al suo valore nominale…”, poiché non vi è alcun dubbio che nella massa di moneta creata e messa in circolazione dalla Banca Centrale non può sicuramente identificarsi il capitale sottoscritto e depositato dagli azionisti (“partecipanti”), dei quali costituisce un credito e, quindi, per la società un debito. Quella moneta la stessa Banca d’Italia – come si dirà più oltre – la definisce “merce”.

    A voi…le dovute deduzioni

  67. il 27 luglio, 2012 Carlotta dice:

    Nemb… il tuo commento non fa una piega ^_^
    Testa alta e spalle dritte…avanti si vada !!
    un abb…a te

  68. il 27 luglio, 2012 Carlotta dice:

    Lorè…tranquillo mò mi taccio !

  69. il 27 luglio, 2012 Lorenzo.rm dice:

    Grazie, Carlotta. Non aver timore di stancarci. Chiacchiera, chiacchiera. E conserveremo agli atti i documenti. Sai, io non credo alle cose difficili, che non possono spiegarsi. In fondo è questa la scommessa che abbiamo fatto con questo Angolo del dialogo. Tutti dicono quello che sanno e/o che pensano. Ed il sapere di uno può diventare il sapere di tutti. Così come la conoscenza di fatti e atti. Poi, secondo me, i problemi anche difficili hanno un fondo di verità facile facile, che si riassume in questo: sono persone serie quelli che parlano? chi ci guadagna e ci perde? Basta rispondere a domande semplici come queste e si compie un bel tratto di strada. A proposito delle regole europee attuali, certamente noi, come Paese, non ci guadagniamo, anzi ci perdiamo. E l’uniformità delle norme per tutti è un’asineria.

  70. il 27 luglio, 2012 Lorenzo.rm dice:

    Ah, non mi sono volutamente soffermato sui bilanci della Banca d’Italia, non perché l’argomento non sia interessante ma perché l’esame condurrebbe ad aprire una parentesi assai lunga. Chi vuole parlarne può farlo, naturalmente.

  71. il 28 luglio, 2012 alessandro22.rm dice:

    Che siano notizie strabiglianti nessuno lo mette in dubbio, ma sono notizie tecniche per gli addetti ai lavori; alle famiglie e ai pensionati non interessano questi tecnicismi: primo perchè non li capiscono, secondo perchè devono combattere col caro vita: per me l’euro è stata una colossale truffa pianificata a tavolino e imposta dalla massoneria bancaria.
    Poi ….e scusatemi, queste notizie diffuse sul web mi lasciano dubbioso……. chi? perche? per quale scopo?
    Mah io so solo che con 100 euro faccio una spesa che prima facevo con 50mila lire, e la pensione o lo stipendio è rimasta al palo.

  72. il 28 luglio, 2012 Lorenzo.rm dice:

    OK, Alessandro, condivido in tutto il tuo ragionamento.

  73. il 28 luglio, 2012 Carlotta dice:

    BuonGiorno Signori,
    era lungo, articolato e difficile…ma come ho già scritto l’ho postato solo per chi avesse voglia di leggerlo ^_^
    Condivido anche io il vostro pensiero….
    BuonPranzo !!

  74. il 28 luglio, 2012 giosue1.vi dice:

    carlotta te hai pienamente ragione ,io sono della tua stessa idea ,ma se tu fossi onorevole carlotta ragioneresti come i nostri politici.

  75. il 28 luglio, 2012 marino dice:

    per me è una questione troppo intrigata e difficile da risolvere posso solo auqurarmi che si possa al piu presto venirne a capo in favore di tutti gli italiani e per il bene delle future generazioni che veranno dopo di noi . spero che finisca il contrasto di chi dice che ne usciremo e chi è contrario uniamoci tutti per eliminare questa crisi che dura da anni ognuno con il contributo a seconda delle proprie possibilità senza fare i furbi??? mi spiego??? spero di averlo fatto mi rivolgo ha chi evade da sempre le tasse e altro

  76. il 28 luglio, 2012 Lorenzo.rm dice:

    Non farti degli scrupoli, Carlotta. Ognuno qui si esprime come gli pare. Ti tingrazio ancora una volta, a nome di tutti.

  77. il 28 luglio, 2012 Lorenzo.rm dice:

    Giosué, non potrebbe essere diversa, Carlotta, degli onorevoli ai quali siamo abituati?

  78. il 28 luglio, 2012 Lorenzo.rm dice:

    Marino, il tuo auspicio è anche il nostro e di tutte le persone di buona volontà. Con i problemi che toccano tutti non si dovrebbe mai fare speculazioni. Speriamo.

  79. il 28 luglio, 2012 Nembo dice:

    Visto che si parla anche di euro, come già avevo scritto in precedenti articoli nel blog del bosco, ribadisco che bisognava fare una clas-action contro Prodi e la sua casta che lo sosteneva, ora è troppo tardi perchè siamo impaltanati con lo spreed =(Stress),visto che la costituzione è ancora valida per fortuna, e il popolo è sovrano anche per emissione della prorpia moneta, l’ex pres. sopracitato, ha invece cambiato la moneta senza chiedere nulla al popolo Italiano, così facendo il governo di allora e nn solo…(andava bene così)ha tradito tutti noi Italiani sulla sovranità monetaria. Quindi tutti gli accordi che furono fatti allora con la B.C.E. sono illegali, e continuo a sentire dire..il debito pubblico ecc…, cari signori politici il popolo Italiano è creditore e nn debitore.

  80. il 28 luglio, 2012 Carlotta dice:

    Proprio così !
    E… come si dice ad Ancona : “Adè…metete la pele a l’arovescio!!”

  81. il 28 luglio, 2012 Carlotta dice:

    Caspita Signori ! E’ venuta fuori una “seduta fiume” come quelle che fanno al Senato… solo che a noi nun ce pagano !!

    BuonFineSettimana a tutti in compagnia di Ulisse… grunt !!

  82. il 28 luglio, 2012 Lorenzo.rm dice:

    Nembo, sul fatto che siamo creditori e non debitori non dovrebbe pioverci. O almeno così dovrebbe essere. Anch’io nella mia stupidità pensavo di essere creditore e, infatti, lo Stato mi faceva grandi salamelecchi per farmi comprare i titoli di nuova emissione. Ora mi dicono non solo che sono debitore ma che, con il mio comportamento al di sopra della mie possibilità, ho contribuito ad indebitare lo Stato. Naturalmente non è vero ma, dicendolo e ridicendolo, va a finire che ci crediamo anche noi. In verità non ci hanno mai detto che cosa ci fanno con i soldi che ci chiedono. Ora sento dire che hanno un vero terrore in merito alla prossima emissione di titoli. Se non vengono acquistati si preannunciano drammi. La verità è che il popolo italiano è parco e spende secondo le sue possibilità, ma che, anche se non fosse parco e spendesse, faremmo solo un bene alla nostra economia. Il maestro monti non lo sa: ecco perché ci ha subissato di tasse. Dio lo perdoni.

  83. il 28 luglio, 2012 alessandro22.rm dice:

    Carlotta scusami,ma non era certo un appunto negativo al tuo post, ho voluto solo rimarcare che per me uomo della strada sono meccanismi troppo difficili e lontani…… molto lontani e in alto, per cui mi attengo ai problemi di tutti i giorni.In quanto ache ciascuno faccia il proprio dovere non obbietto, ma da pensionato al quasi minimo che evasione posso fare? e inoltre ( speriamo? in che? )
    Qui ci sarebbe solo una cosa da fare! ma è una via impraticabbile, perche’
    gia sono sulla carta le contromisure.
    Pertanto vivo la mia rimanente vita da pensionato e al limite posso solo esternare il mio pensiero e neanche tanto.
    Saluti

  84. il 28 luglio, 2012 Lorenzo.rm dice:

    Un bel dialogo, Carlotta, come sempre dovrebbe essere. Se anche solo ci sfoghiamo ci sentiamo meglio. Buona fine settimana.

  85. il 28 luglio, 2012 Lorenzo.rm dice:

    A proposito, Carlotta, vedo che hai usato la locuzione “ad Ancona”. Non si usa da voi preferibilmente “in Ancona”?

  86. il 28 luglio, 2012 Carlotta dice:

    Alessandro… nn devi scusarti di nulla !
    Non pensare che anche per me siano di facile interpretazione certi argomenti … tutt’altro.
    Informiamoci, confrontiamoci, sfoghiamo se necessario il nostro malcontento… siamo qui per questo ^_^
    BuonSerata anche a te Alessandro….

  87. il 28 luglio, 2012 Carlotta dice:

    Lorè… infatti non uso mai “ad Ancona”…ma sempre “in Ancona”… ma una locuzione diversa…sto giro mi piaceva.
    Oh!…ma nun te sfugge niente ahahahah
    …un abbraccione

  88. il 28 luglio, 2012 Lorenzo.rm dice:

    Ho imparato “in Ancona” da un carissimo professore di Ancona, il Prof. Giorgio Fuà, che purtroppo non c’è più. E mi piaceva tanto che la usavo anche per altre città, compresa Roma. C’è anche in inglese: “in London”. Piacevolissima.

  89. il 28 luglio, 2012 Lorenzo.rm dice:

    Ad Alessandro voglio dire che è un caro amico di tutti noi. Recente ma caro.