La Domenica del Bosco

   

Non è mia intenzione invadere il campo del “Mondo degli animali”, prerogativa esclusiva di Giovanna, ma poiché già altre volte nella Domenica del Bosco ho avuto modo di raccontare storie di animali domestici, lo farò anche oggi. Comunque mi sono premunito chiedendo la preventiva autorizzazione di Giovanna che mi ha dato il suo benestare. In ogni caso, è bene che sappiate che anche stavolta abbiamo lavorato in tandem e i meriti, se meriti ci sono, vanno divisi in parti uguali. Grazie.

 Nella sapienza popolare si dice che i gatti abbiano sette vite, non so se ciò possa corrispondere al vero ma posso raccontarvi una storia che ha qualcosa di veramente fantastico e fa parte delle mie esperienze personali vissute con il mondo animale.

 

 

 È la cronistoria di un gatto nato in casa, insieme ad altri tre, da una gatta di famiglia. Da subito notammo che era diverso dagli altri: il manto uniformemente grigio cinerino con un ciuffetto più chiaro, tendente al bianco tra le due zampe anteriori mentre gli altri tre, un maschio e due femmine, erano pezzati di colori diversi. Lo chiamammo Ruffo per via del suo pelo riccio alla nascita e nei suoi primi giorni di vita che poi, però, divenne perfettamente liscio ma il nome gli rimase.

 

Ruffo

 

Altra caratteristica di Ruffo erano le sue zampe più lunghe del normale e questo gli dava, nella sua andatura dinoccolata, una certa aria snob ed in effetti un po’ snob lo era. Generalmente tendeva a mangiare per primo, sia nella poppata e successivamente nella ciotola e quando mangiava lui, gli altri non potevano avvicinarsi. Al contrario, però, nel caso fossero stati gli altri ad arrivare per primi, non si avvicinava ed attendeva che loro avessero terminato. Usufruiva di un certo privilegio perché era il cocco di mamma gatta in quanto se erano i fratellini ad attaccarsi per primi a succhiare e quindi Ruffo restava in disparte ad attendere che finissero, in quel caso era proprio mamma gatta che ad un certo punto staccava i fratellini per far mangiare proprio lui, il signorino snob.

 

Amore di animalista

 

Nel crescere tendeva ad una vita solitaria  e si era rivelato un buon cacciatore di topini, lucertole e altri animali commestibili per lui. Girovagava nel grande cortile di casa e sui tetti, sempre in avanscoperta ed alla ricerca di qualcosa che poteva stuzzicarlo, interessarlo o incuriosire.

Si era fatto un bel gattone , alto per via delle gambe lunghe e robusto. Si presentava regolarmente all’ora dei pasti tranne qualche volta che non si sapeva dove era andato a finire perché spariva dalla circolazione per due, tre giorni. Nel loro periodo di calore era ben accolto dalle gattine del vicinato che se lo contendevano. Se c’era Ruffo gli altri maschi si tenevano a debita distanza. Era un re, insomma, un dominatore.  Ma un bel giorno successe qualcosa: non si avvicinava più al cibo e lo vidi smagrire in pochi giorni. Provai ad offrirgli una ciotola di latte del quale era ghiotto e accettava sempre ben volentieri, ma rifiutò anche quella. Era un innamoramento non corrisposto, cosa molto improbabile o aveva ingerito qualcosa che lo aveva semi avvelenato? Non si ebbe modo di sapere la realtà. Allora non si ricorreva al veterinario, erano tempi duri e devo dirvi che in qualche famiglia i gatti altrui venivano catturati per essere mangiati, generalmente cucinati al forno con varie spezie dopo essere stati messi a macerare nell’aceto per una notte intera. Dura realtà dei tempi di crisi.

Ruffo continuava a dimagrire e si ridusse a pelle e ossa al punto che si potevano contare le costole tanto erano evidenziate dalla magrezza..

 

Amore di mamma

Era inverno e una mattina lo trovai esanime, disteso per terra, rigido, stecchito. In quella posizione le sue zampe sembravano ancora più lunghe. Lo toccai era freddo, gelido. Lo sollevai cercando di metterlo in piedi ma ricadde a terra, non respirava, non dava segni di vita. Capii che era morto. L’unica cosa che restava da fare era seppellirlo, ma dove?. Nel grande cortile della casa dove allora abitavamo c’era un angolo nel quale si andava a buttare la cenere di risulta del caminetto a legna. Spostai un po’ di cenere, vi depositai il corpo inerte di Ruffo e lo ricoprii di altra cenere. Per me era morto e sepolto e in segno di affetto personale, quasi di devozione, vi misi sopra due spezzoni di canna legati in forma di croce. Nei due giorni successivi andai ancora a ricoprire quel corpo con altra cenere ancora calda presa dal caminetto. Il terzo giorno notai che qualcosa si era mosso: il musetto della bestiola era scoperto e respirava perché la cenere vicino alle narici si muoveva impercettibilmente,  sollevando della polvere: il gatto era vivo. Esultai, lo scoprii e lo ripulii completamente dalla cenere, l’aiutai a rimettersi in piedi. Gli portai subito un piattino di latte caldo. Riuscì a leccarlo piano, piano e io ne rimasi felicissimo: Ruffo era vivo. Si riprese, nei giorni successivi rigenerò le sue carni e le sue energie. Visse per molti anni ancora, riprendendo la sua attività di cacciatore di piccoli animali e seduttore delle gattine di tutto il rione.

Era stato un caso di morte apparente o la terapia della cenere  calda aveva compiuto un miracolo? Non lo sapremo mai ma la storia è vera e una cosa è certa: quel gatto ha vissuto due volte a conferma della leggenda e delle dicerie popolari che i gatti hanno sette vite.

                              

 


COMMENTI

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  1. il 22 luglio, 2012 giovanna3.rm dice:

    Ma che bella storia, Pino, e anche commovente. Immagino che cosa avrai provato quando vedesti apparire dalla cenere quel bel musetto…..Incredibile! I Gatti, comunque, riescono sempre a stupire e appassionare, qualunque cosa facciano. E poi sono così eleganti, assumendo qualsiasi posizione, anche in virtù della loro caratteristica di essere totalmente snodabili, ed è un vero piacere seguire ogni loro movimento.
    E’ vero, la storia del tuo Ruffo, la conoscevo in anteprima poiché, come hai preciato, abbiamo collaborato anche questa volta, ma l’ho riletta diverse volte trovandola eccezionale.
    Anche questa domenica i nostri amici Eldyani, se lo vorranno, troveranno un bel regalo nel Bosco!
    Un abbraccio.

  2. il 22 luglio, 2012 Giuseppe3.ca dice:

    Ti ringrazio per tutto Giovanna: è vero che con la collaborazione si riesce sempre a ottenere le cose migliori e quello che si fa, lo si fa un pò per noi stessi ma soprattutto per i nostri amici Eldyani, anche per quelli che ci leggono e si nascondono per non apparire nei commenti. Grazie a tutti.

  3. il 22 luglio, 2012 Giuseppe3.ca dice:

    AVEVO DIMENTICATO DI DIRVI CHE ALL’EPOCA NELLA QUALE É AVVENUTA LA VICENDA DI RUFFO, AVEVO CIRCA DIECI ANNI ED ERAVAMO NELL’IMMEDIATO PERIODO POST-BELLICO DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE: TEMPI VERAMENTE DURI PER UOMINI E ANIMALI. GRAZIE A TUTTI PER LA CORTESE ATTENZIONE.

  4. il 22 luglio, 2012 Lorenzo.rm dice:

    Bella storia, Giuseppe. Non è raro con i gatti che la poesia confini con la realtà. Tutto è possibile: che non fosse morto o che sia tornato in vita. Comunque, viva Ruffo e tutti i gatti. Ce ne fossero di umani come loro.

  5. il 22 luglio, 2012 Giuseppe3.ca dice:

    Grazie Lorenzo, il tuo commento cela sempre un giudizio prezioso, forse non solo per me. Relativamente a Ruffo, a distanza di tanti anni, sono rimasto nella convinzione che sia veramente tornato alla vita per effetto di qualche reazione chimica provocata dalla cenere calda su quel corpo che sembrava ormai inerte ma che evidentemente aveva ancora un minimo di linfa vitale. Resterà un mistero ma sono felice che sia andata così.

  6. il 22 luglio, 2012 riccardo dice:

    Buona Domenica a tutti gli amici del bosco, il detto sette vite come un gatto è vero, e uno di questi giorni vi darò la prova, in aggiunta a quella di Giuseppe, il gatto è fiero ed indipendente, si affeziona alla casa più che all’uomo, salvo molti casi dove pur sempre mantenendo la propria indipendenza diventa un tutt’uno con l’uomo.

  7. il 22 luglio, 2012 Giuseppe3.ca dice:

    É tutto vero ciò che hai detto Riccardo, confermo. Relativamente alla storia che conosci sui gatti, ora che l’hai annunciata non puoi tirarti indietro, il Bosco è lieto di accoglierla e tutti noi l’aspettiamo. Ok, manda appena puoi, ciao.

  8. il 22 luglio, 2012 giuseppe24.to dice:

    Giuseppe , mi ha commosso la vicenda di Ruffo e mi ha dato da pensare !
    molto probabilmente esso era si’ morto ! ma il tuo dolore ed il tuo amore l’hanno fatto rivivere !si dice le sette vite dei gatti ,, ma chissa’

  9. il 22 luglio, 2012 Giuseppe3.ca dice:

    Giuseppe ora non è il caso di portarla sulla metafisica però resta chiara una cosa, cioè quanto, la vicenda, possa aver emozionato quel bambino di allora quale ero io ed ecco perchè mi è rimasta impressa così chiaramente tanto che oggi ho potuto raccontarla quasi fose successa questi giorni. Grazie per il tuo prezioso intervento.

  10. il 22 luglio, 2012 Carlotta dice:

    Buona Domenica a tutti ^_^

    Bella storia Giuseppe…clikko MI PIACE…

  11. il 22 luglio, 2012 Giuseppe3.ca dice:

    Grazie Carlotta, non potevo dubitare sul tuo benestare, so che sei un’amica e posso contare sempre sulla tua fiducia. Commento perfetto: conciso ma preciso.

  12. il 22 luglio, 2012 alex.vt dice:

    Tre cilindri

    Tre cilindri è la storia del mio primo amico a quattro zampe, poi c’è stato Filippo, poi Milly, quindi i suoi due figli Orso e Ciarly e adesso Briciola e il duca Marcello.
    Tre cilindri fu regalatomi da un pastore perchè femmina ( e questo vi dice già molto dell’uso che un pastore fa dei cani) loro si tengono i più forti e al massimo una femmina il resto viene abbandonato; prendemmo questo batuffolo bianco e lanoso,partorito da una femmina di maremmana insieme ad altri fratelli e la chiamammo Luna, non occupava che una scatola di scarpe, ma fortunatamente era determinata a vivere perche beveva latte e mangiava le migliori cose che potessero sostituire l’alimentazione materna e in breve divenne autonoma, e fintanto che era in casa iniziarono i nostri patimenti che si protraggono a tutt’oggi. A 3 mesi circa trotterellava per il piazzale dove avevamo l’abitazione. Ilmio ricordo va a quell’estate del 1995 estate calda, e Luna si mise all’ombra sotto la ruota di una grossa macchina, il proprietario non si accorse di nulla e facendo retromarcia gli passo’ sopra, fotunatamente nella parte posteriore dell’addome.
    Momenti di angoscia ci pervasero non essendo abituati a simili circostanze, ma prendemmo sto fagottello e corremmo ad una cittadina vicina dove abitavamo prima di traferirci e andammo do un vetrinario specializzato in piccoli animali.Visita, lastre e diagnosi ( spappolamento dell’anca ). CHE FARE? o soppressione o operazione di alta chirurgia con esito imprevedibileOptammo senza ripensamenti per l’operazione; Luna fu sottoposta ad una lunga operazione quasi un intero pomerigio,gli fu ricontruita l’anca con delle articolazione al titanio credo, fu sterilizzata e fece una lunga convalescenza, ma rimase claudicante. Divenne una pastorona bella e affettuosa la mia luna, fiutava le greggi che passavano a un chilometro di distanza e allora gli serviva anche il quarto cilindro e era un turbo per correre ad abbaiare al cancello.
    Adesso non posso scrivere piu se mi sentirò vi racconterò ancora.

  13. il 22 luglio, 2012 sandra vi dice:

    Bella storia Giuseppe,come sempre rallegra piacevolmente le nostre domeniche,E poi perche’ nn pensare che sia risorto per starti ancora vicino,e’ tornato vivo no? tutte le ipotesi sono buone,grazie Giuseppe .

  14. il 22 luglio, 2012 Giuseppe3.ca dice:

    Si Sandra possiamo accettare tutte le ipotesi considerando che io provai allora grande felicità poiché nel mio cuore di bambino prevalse la gioia del ritorno alla vita del mio gattino e non sono stato lì a chiedermi quali erano le motivazioni, per me erano tutte valide anche se prevaleva l’idea che forse Ruffo non era proprio morto del tutto quando lo ‘seppellii’. La cenere calda può aver contribuito come terapia ma certamente la tempra forte della bestiola ha fatto il resto. Grazie Sandra per la tua testimonianza.

  15. il 22 luglio, 2012 Giuseppe3.ca dice:

    Bene Alex, la tua è una bella storia che suscita interersse per tutti gli amanti degli animali e ci piacerebbe conoscere anche il seguito. Quando puoi e vuoi ci farai sapere intanto grazie per la bella prova di sensibilità.

  16. il 23 luglio, 2012 alex.vt dice:

    Luna visse la sua vita abbastanza agevolmente con tutta la sua limitazione fisica trotterellando a tre cilindri, ma quando voleva accendeva il

    turbo; il suo arto naturalmente non ebbe uno sviluppo armonico ma pazienza era viva: però verso l’età di 8 anni cominciammo a notare dei

    cambiamenti, si era un po impigrita, pensammo dovuto all’età, ma poi cominciammo a notare un certo rigonfiamento nell’anca e il suo non

    abituale trotterellare, allora decidemmo per una visita dal chirurgo che l’operò; la visita non mi dette molta soddisfazione, anzi sospetto per la

    superficialità con cui il chirurgo la visitò ( pensai, forse troppo oberato di lavoro ) ma la lasciammo per ulteriori analisi…. ( che strano lasciarla

    ) verso sera una telefonata ci disse di andare, andammo speranzosi e tranquilli ma non fu affatto cosi. IL chirurgo volle riceverci dopo la

    chiusura ma non pensavamo mai che stava accadendo; comincio con un paneggirico sui materiali delle protesi, sulle reazioni e sui riggetti, be

    dissi la ri operi…….. impossibile mi disse, e ci dette la mazzata: un cancro virulento sviluppatosi da quella protesi aveva gia invaso il corpo di

    Luna! ” L’ unica cosa che posso fare è accompagnarla in un sonno profondo senza farla soffrire ulteriormente ” nessuno parlò più, il medico ci

    lascio soli, mandai a casa mia moglie e io rimasi con il medico………. l’accompagnammo………………. ero muto e impassibile ma stamattina piango

    come un ragazzino…………….. vabbè e la vita.
    A volte mi domando del perchè tanto struggimento per un cane, in fondo è un animale no? il perche c’è eccome, perche ti danno affetto e

    basta, mentre l’essere umano può darti affetto si, ma anche tante sofferenze, è questa la considerazione che ha fatto di me un animalista

    convinto.

  17. il 23 luglio, 2012 giovanna3.rm dice:

    Alex, grazie di cuore per averci raccontato la storia di Luna,con tanta sensibilità, partecipazione e dedizione per un prezioso amico a quattro zampe, che ti è stato vicino per tanto tempo e hai amato sinceramente, ricambiando l’amore che lui aveva per te.
    Posso capirti molto bene, avendo avuto, da sempre la compagnia impareggiabile dei miei gatti (ora ne ho tre), e so bene quanto si possa soffrire quando l’amico fiducioso se ne va….riuscivo e riesco a riprendermi più facilmente soltanto quando un nuovo piccolo o piccola entra a far parte della mia famiglia.
    Geazie ancora Alex e benvenuto tra gli amici del Bosco, in gran parte animalisti convinti.

  18. il 23 luglio, 2012 Giuseppe3.ca dice:

    Anche da parte mia un grazie infinito Alex, con i tuoi due commenti hai costruito una storia nella storia. La mia riguardava il gatto Ruffo, la tua la cagnetta Luna.
    Due storie bellissime che si sono integrate l’una con l’altra a dimostrazione di quanto si possono voler bene gli animali che ci tengono compagnia senza chiedere nulla se non un pò di comprensione e amore. Complimenti Alex e grazie ancora.

  19. il 23 luglio, 2012 Giuseppe3.ca dice:

    Giovanna, condivido il tuo benvenuto ad Alex nel quale abbiamo riconosciuto un altro grande amico degli animali.
    Alex sarà ancora con noi e ci racconterà sicuramente anche altre storie. Grazie.

  20. il 23 luglio, 2012 Lorenzo.rm dice:

    Sento il bisogno di esservi vicino in questa nostra rubrica. Quanti nuovi amici. Bellissimo. E’ questo Eldy, può esserlo.

  21. il 23 luglio, 2012 Giuseppe3.ca dice:

    Certo Lorenzo il nostro è un gran bel Team di collaborazione reciproca ed è scontato che ci sentiamo tutti vicini. Questo stimola nuovi amici a voler entrare nel nostro gruppo, le porte sono aperte e diamo il benvenuto a chi vuole partecipare. Grazie a tutti.

  22. il 24 luglio, 2012 riccardo dice:

    Caro Giuseppe, la mia è una storia abbastanza complicata, parte dal giorno in qui una zingara mi disse che io ero la reincarnazione di un gatto, puoi immaginare quante risate mi sono, non credendo a queste cose, ma poi un bel giorno, sul lavoro faccio un volo di 5 metri con atterraggio di schiena, diagnosi frattura dei processi trasversi delle prime 4 vertebre lombari, dopo sei mesi, visita di controllo, tutto come se niente fosse successo, fra me e me dico caspita che fortuna, qualche anno più avanti, ero nei boschi in bicicletta, quando, esce un cavallo dal bosco , mi fa cadere da un piccolo dirupo, proprio sotto le ruote di un trattore che stava passando nel campo, morale l’autista ferma il trattore a cinque centimetri dalla mia testa, mi alzo toccandomi a parte un po di indolenzimento non sento niente di rotto e il giorno dopo posso tornare al lavoro come niente fosse successo. nel 2009 ho subiti l’asportazione di un rene, con complicanze a non finire, per un intervento di quel genere, 10 giorni di rianimazione più altri 5 interventi. un amico chirurgo leggendo la mia storia clinica, mi guarda e dice, Rik occhio però i gatti anno solo 7 vite e tu ormai sei come un gatto, ma mi raccomando non esagerare d’ora in poi.
    Questo mi spiega da dove arriva il mio amore per i gatti e per tutti gli animali in genere, forse aveva ragione la zingara, sono proprio un gatto.

  23. il 24 luglio, 2012 riccardo dice:

    che voi siate un ottimo team è indiscusso, lavorate all’unisono senza mai disaccordi, o quando ci fossero sarebbero un modo per discuterne ed uscirne più forti e uniti che mai. da ormai fuori eldy posso solo complimentarmi con voi sperando che altri seguano il vostro esempio.

  24. il 24 luglio, 2012 Giuseppe3.ca dice:

    Sai Riccardo, leggendo la tua storia anche io ho pensato che potresti avere sette vite come i gatti e ho avuto l’impulso di risponderti “miao” o, proprio esagerando “miao, miao”, ma così, forse, non sarebbe stato facile capirci.
    Ti dico, invece, che l’hai scampata bella tante volte ed è andata sempre bene ma non bisogna esagerare troppo confidando nella buona sorte per cui d’ora in poi vai piano e ascolta il consiglio dell’amico medico che è la cosa più saggia. Alla prossima reincarnazione penseremo a quale animale assomigliare, per ora accontentiamoci di resistere restando come siamo. Grazie, ciao.

  25. il 24 luglio, 2012 Giuseppe3.ca dice:

    Relativamente all’unità del Gruppo ti ringraziamo per i complimenti, Riccardo, ma non capisco perché ti consideri ‘ormai fuoi Eldy’: Qui non c’è nessuno ‘fuori’, siamo tutti dentro il Bosco incantato, spazioso, fresco d’estate, caldo d’inverno e soprattutto, accogliente per tutti. Quando vuoi puoi sempre partecipare, noi ci siamo e tu pure. Tieni conto di questo. A presto.

  26. il 24 luglio, 2012 giovanna3.rm dice:

    Riccardo, ma che bello reincarnarsi in un gatto: è un’idea che accarezzo da sempre! Forse, non proprio in uno randagio e preso a pedate, ma come un nostro micio, magari trovatello, ma poi ricevuto con amore in una casa e coccolato….
    Piuttosto, come dice Giuseppe, abbi cura di te, la sorte non sempre è benigna!
    Mi preme ringraziarti per la bella opinione che hai espresso sul nostro gruppo: in realtà, lavoriamo molto bene insieme, ci consultiamo spesso, rispettiamo le regole della lealtà ecc., e speriamo di continuare sempre così.
    Tu, invece, ritorna in Eldy, e poiché ti piace scrivere, mandaci qualche tuo lavoro: a seconda dell’argomento cercheremo di inserirlo nella rubrica più adeguata. Intesi?
    Aspettiamo tue notizie. Ciao Riccardo.

  27. il 24 luglio, 2012 Giuseppe3.ca dice:

    Riccardo, ascolta il consiglio di Giovanna che è veramente una grande Amica di Eldy, del Bosco e di tutti noi.

    Grazie Giovanna, sei sempre splendidamente fantastica.