La Domenica del Bosco

         

È tempo di vacanze ma è anche periodo di profonda crisi generale e non tutti possono permettersi una pausa di completo relax magari in una terra come la Sardegna, splendida isola al centro del Mediterraneo, ricca di storia e rinomata per le sue bellezze naturali, il mare stupendo, le splendide spiagge, la sua vegetazione, i suoi prodotti e, infine, aspetto non trascurabile, per la tradizionale ospitalità della sua gente.

 

La Marmorata (Gallura)

Da sempre nei sogni di tanti che ancora non la conoscono ma ne hanno sentito parlare come di un Paradiso sulla terra, si riservano di visitarla quanto prima.

In attesa che ciascuno possa realizzare i propri sogni propongo la lettura di questo brano che consente di immergerci in un viaggio virtuale, tra fantasia e realtà, in una Sardegna antica e moderna allo stesso tempo. Grazie per l’attenzione.    

 

Domus de Janas,Tombe dei Giganti, Dolmen, Menhir, Pozzi Sacri

            

Si nascondono nelle grotte e nelle profondità delle voragini. Sulle alture che sfiorano il cielo, tra le sughere, il cisto e i muschi delle rocce più impervie. Tra le rovine delle costruzioni nuragiche e i residui delle civiltà sepolte. Fino al mare e alle spiagge trasformate dal continuo scorrere delle stagioni, dall’andare e venire di onde che sfumano qualunque impronta fino a farla scomparire.

 

Domus de Janas  (Murrone)

E dal passato riaffiorano, nei deserti sconfinati e frastagliati, e sulle bocche della gente. Sono le leggende, i miti e i racconti misteriosi che completano i vuoti della storia e le falle della memoria. I sardi, anche in questo incantevole angolo di mondo che è l’Ogliastra, sono circondati da mille culture diverse, seppellite a strati indistinguibili nel sapere della terra. Gli usi, i costumi e le credenze antiche si mischiano a quel che arriva dal mare portatore di progresso, e insieme, più velocemente, il dissolversi di un’oralità popolare che li ha tramandati per secoli. Ma camminando attraverso le strade che dal porto di Arbatax accompagnano fino ai monti di Jerzu, di Baunei, di Talana o di Lanusei, i paesaggi parlano già di fate, streghe, orchi e giganti. Le rocce e i cespugli illustrano storie che tornano a essere evocate.

 

Mores - Dolmen Sa Coveccada

Il nome Ogliastra prende quasi sicuramente origine dalla punta detta Pedra Longa o Agugliastra, che si erge sulla costa del comune di Baunei, per ben 128 metri sul livello del mare. Il senso del sublime parte da questa cima e ricopre l’intera area di magia e mistero incontaminato, fino ai monti. È la natura ad aver tracciato dei confini tra ciò che è Ogliastra e ciò che non lo è.

 

Goni - Menhir di Pranu Mutteddu

Si racconta che un dio, per far cessare le continue scorribande di alcuni banditi del paese di Orgosolo ai danni delle greggi degli abitanti di Urzulei, abbia segnato con un fulmine una profonda e terribile gola. Su Gorroppu, questo il nome della voragine scavata nella roccia e nel fitto dei lecci, divide il Supramonte in due parti: la Barbagia e l’Ogliastra. È una terra di nessuno in cui si dice vaghino le anime dei banditi e quelle dei dannati: i morti “fuori dal proprio letto”. Il canyon è tra i più profondi d’Europa e, visto dall’alto, assume tutto il fascino dell’imperscrutabile. Addentrandosi nel territorio ogliastrino si possono incontrare i resti di una delle civiltà più antiche del Mediterraneo. La letteratura e la storia descrivono credenze religiose e pratiche magiche da leggenda.

 

Menhir - "Sa Perda Pinta"

Esemplare ne è il rito dell’incubazione. Si racconta che le cosiddette “tombe dei giganti” venissero usate come una sorta di collegamento fra mondo dei vivi e mondo dei morti. Le costruzioni, risalenti al XV secolo a. C., sono sepolture collettive che si sviluppano in lunghezza e disegnano, viste dall’alto, figure taurine. Il Dio Toro, l’essere misterioso protettore del mondo dei defunti, era contrapposto alla Dea Madre, divinità della vita. Coloro che avessero passato un’intera notte all’interno delle costruzioni di pietra, avrebbero potuto comunicare in sogno con i propri avi.

 

La Grotta di Is Janas

Le tombe dei giganti, assieme ai dolmen, ai menhir e ai pozzi sacri, sono molto diffuse in Ogliastra e dimostrano come il mistero e il rapporto rituale con la natura sia radicato in questa terra fin dall’antichità. Profondità del tempo e profondità della terra coincidono quando si parla di serpenti voraci e di fate. A Baunei, sull’altopiano del Golgo, esiste una voragine profonda di circa 270 metri e chiamata Su Sterru, in cui, secondo la leggenda, venivano gettati i corpi dei sacrificati. Le vittime dovevano servire a sfamare un enorme serpente. Si crede che sia stato San Pietro, dopo essersi fatto costruire una chiesa nei pressi della gola, a sconfiggere l’orribile creatura.

 

Pozzo Sacro - Nuragus

 

Ma le protagoniste più frequenti delle leggende misteriose d’Ogliastra sono le fate, chiamate in sardo janas. Queste piccole creature vengono descritte a volte come esseri gentili e generosi, altre volte come dispettose e vendicative. Si pensa che esse custodissero grandi tesori e tessessero splendide stoffe con telai d’oro. Camminando nei sentieri meno battuti della località si potrebbero ancora trovare i preziosi filati stesi ad asciugare sui rami di ginepro. Le janas, per i sardi, abitavano i nuraghi e i castelli in rovina, ma anche, e soprattutto, le antiche tombe prenuragiche scavate nella roccia, che a prima vista sembrano abitazioni per folletti, e che per questo vennero dette domus de janas (letteralmente “case delle fate”).

 

Su Tempiesu - Tempio a pozzo

Si racconta che un tempo le fate, alla nascita di un bambino, si avvicinassero di notte alla sua culla decretandone la buona o la cattiva sorte. Le minuscole creature emanavano un fascio luminoso che gli permetteva di volare la notte e di vivere nei posti più bui e comunemente inaccessibili all’uomo. Le janas abitavano anche le grotte scavate nel sottosuolo, come, ad esempio, quelle spettacolari di Su Marmuri, che si trovano presso il Comune di Ulassai. Il tempo ha realizzato qui una delle opere più affascinanti e suggestive d’Europa e non è difficile capire come un tale splendore di architettura naturale si credesse abitato da creature speciali. Le gocce e i corsi d’acqua hanno realizzato un mondo sotterraneo fatto di stalattiti, stalagmiti e sculture calcaree variopinte, e creato così una vera e propria cattedrale di pietra.

 

Dorgali -  Tomba dei Giganti di Sa Ena 'e Thomes

Un’altra leggenda molto diffusa in Ogliastra racconta che chiunque avesse voluto arricchirsi, anche a costo di vendere la propria anima ai diavoli, durante la notte poteva raggiungere Perda Liana, un isolato e maestoso tacco calcareo che si trova nel territorio di Gairo. Visto dal basso sembra davvero che l’imponente roccia potesse essere un tempo utilizzata come un altare pagano, “porta sacra” verso mondi paralleli. Fino a qualche tempo fa, nella zona, vedendo qualcuno che si era arricchito molto in fretta si usava dire: “A sa Perda ‘e Liana su chi heres ti dana!” (A Perda Liana quel che chiedi ti viene dato). Ma Perda Liana è solo un assaggio del meraviglioso panorama costituito dai “tacchi d’Ogliastra”, che si sviluppa poco più a sud, verso i territori di paesi come Osini, Jerzu, Perdasdefogu e Seui.

 

Arzachena - Tomba dei Giganti di Li Lolghi

 

Qui l’ambiente e il mistero si fanno ancora più estremi e danno la forma più alta e riconoscibile a un paesaggio segnato dai processi erosivi e carsici. Sulle coste vengono tratteggiate storie marine fatte di dominazioni. Le torri saracene evocano un paesaggio che parla di battaglie, fortificazioni e conquiste ormai assopite. Dalla Marina di Tertenia, passando per Barisardo e poi ancora per Arbatax, fino a Santa Maria Navarrese, si prova il gusto di poter ammirare dall’alto di queste costruzioni essenziali la vista di un mare che conserva ancora oggi la purezza di un sogno che si fa natura. I ventitré comuni della Provincia d’Ogliastra raccontano così le storie scolpite in questi luoghi misteriosi e magici, vissuti dalla popolazione in maniera rispettosa e attenta, come da parte di chi sa bene qual è il valore della propria terra.*

 

*   (di Maurizio Busìa, tratto da Magica Sardegna 05 2007)

 

Auguriamo a tutti una serena Domenica.

                                              

   


COMMENTI

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  1. il 15 luglio, 2012 Lorenzo.rm dice:

    Non è una semplice vacanza, Giuseppe, ma un tuffo ad immersione totale in una cultura, in una tradizione, in una natura. A mezus bidere, Sardigna. Adiosu.

  2. il 15 luglio, 2012 Giuseppe3.ca dice:

    Verissimo Lorenzo, una ‘full immersion’ in questa Sardegna misteriosa dalle tradizioni millenarie tramandate di generazione in generazione fino a i giorni nostri e ancora continua. Per te che frequenti il gremio dei sardi non mi sorprende il tuo perfetto parlare in sardo: bravissimo.

  3. il 15 luglio, 2012 giovannavc dice:

    Giuseppe ,grazie x descriverci la tua bella terra cosi’ che anche chi non l’ha mai visitata possa percepire le sue bellezze e tu ce le fai vedere in modo straordinario ☺

  4. il 15 luglio, 2012 giovanna3.rm dice:

    Che meraviglia, Giuseppe! Non finirà mai di stupirmi la tua Sardegna misteriosa. Conoscevo i Dolmen, i Menhir e, naturalmente, i Nuraghi, ma ora devo aggiungere i pozzi sacri, le domus de janas, le tombe dei giganti e chissà quant’altro ancora.
    Ottimo intrattenimento culturale per la domenica, Giuseppe:
    continua a stupirmi, ti prego!

  5. il 15 luglio, 2012 Giuseppe3.ca dice:

    GiovannaVC, son contento che ti sia piaciuto e ti ringrazio per le belle parole come ringrazio anche Maurizio Busia per la sua bellissima descrizione poetica dei luoghi di Sardegna. Le cose belle meritano di essere viste ma in mancanza della diretta va bene anche una accurata descrizione come questa che abbiamo letto.

  6. il 15 luglio, 2012 Giuseppe3.ca dice:

    Giovanna3rm, intanto devo esprimerti il mio personalissimo elogio per le magnifiche immagini che sei andata a scovare, (tutte bene appropriate) ed è giusto che si sappia che il lavoro lo abbiamo fatto in tandem, pedalando entrambi. Per la Domenica del Bosco la cultura è sempre un ottimo argomento e per quanto riguarda il tentativo di stupire te e tutti i lettori in genere, ti prometto che ci proverò ancora. Grazie.

  7. il 15 luglio, 2012 Nembo dice:

    Sardegna,isola dei tanti tesori antichi, che offre paesaggi affascinanti e ricchi di storia, mare stupendo grazie alla sua posizione geografica. Ci sono stato due volte e devo dire che avrei voglia di ritornare ancora, gente ospitale, cucina ottima, il tutto da un tocco al fascino di questa isola. Grazie Giuseppe di avermi riportato indietro con la mente ai bei ricordi che ho avuto in Sardegna.

  8. il 15 luglio, 2012 Giuseppe3.ca dice:

    Grazie Nembo, se sono bei ricordi devi riviverli, non perdere l’occasione. Intanto fa piacere anche leggere le cronache di viaggio (meglio che niente). Ciao.

  9. il 15 luglio, 2012 lieve dice:

    Perfetto,Giuseppe! Mi sono fatta un giro,grazie a te , ho visitato l’Olgiastra, e senza perdere l’anina, ho visto Perda Liana nel Gairo,ad Arzachena la tomba dei giganti di Li Lolghit, ho visto torri Saracene , grotte scavate nel sottosuolo,ascoltato le leggende sarde.
    Ma quando ho visto dalla marina di Tertenia quel mare azzurro di quel colore così incredibile…. non ho resistito …. lì mi sono fermata…
    grazie!

  10. il 15 luglio, 2012 Giuseppe3.ca dice:

    Non dovevi fermarti, Lieve, potevi anche fare un tuffo: ti saresti rinfrescata… virtualmente nella fantasia, come il viaggio, naturalmente. Grazie a te.

  11. il 15 luglio, 2012 cicco53 dice:

    Ciao, buona domenica a tutti , posti incantevoli ricchi di storia, un paesaggio scolpito di bellezze che ti affascina. Il sud in genere gode di queste bellezze che tutti conoscono, l’aspetto negativo è che geograficamente sono lontani, con la crisi che incombe molto non possono visitarli ,peccato sarebbe un ‘appuntamento interessante incontrare persone per poter condividere le bellezze naturali dei mari azzurri e le tradizioni ricchi di storia .

  12. il 15 luglio, 2012 Giuseppe3.ca dice:

    Bravo Cicco, hai sintetizzato ma hai detto tutto. Ci sono molte cose ancora da scoprire e non dobbiamo trascurarle, ne va del nostro sapere e della nostra cultura che siamo tenuti a tenerla viva per lasciarla ai posteri e per non dimenticare. Grazie.

  13. il 15 luglio, 2012 WANDA dice:

    grazie a Giuseppe per le splendide cose che ci ha descritto, mi ha fatto respirare un poco di quell”aria magica e mi ha fatto sentire il profumo dei boschi caldi di sole e di sale. Penso di essere fortunata di vivere in questa epoca perché grazie ad Internet e all”abilità di persone capaci come Giuseppe, possiamo volare con la fantasia in luoghi che nn ci sogniamo neanche che esistono. Trovo che la ns. terra sia una delle più splendide creazioni dell”universo.

  14. il 15 luglio, 2012 franco muzzioli dice:

    Sono appena tornato dalla Gallura ed ho ancora nelle narici il profumo del mirto e dell’elicriso. Ero a Punta Aldia nella zona di San Toedoro. Ho visitato le spiagge di Tavolara, della meravigliosa Cala Brandinchi , dello spettacolare Capo Coda Cavallo …un acqua mai vista ….terra forte di rocce granitiche e di sapori pungenti ….difficile da dimenticare.

  15. il 15 luglio, 2012 Giuseppe3.ca dice:

    Grazie a te Wanda, è proprio vero che a volte basta poco per passare dal sogno alla realtà, dal virtuale al concreto. Chiudendo gli occhi, con un pò di fantasia, riusciamo a sentire gli odori della natura, il calore del sole sulla pelle e il sapore di sale sulle labbra eppure siamo solo seduti davanti ad un pc. Ma anche tutto questo è meraviglioso perché ci fa sentire vicini tra noi e uniti tra amici, grazie a Eldy e a questo meraviglioso Bosco incantato. Condivido le tue considerazioni sulla nostra meravigliosa terra, al top di tutto l’Universo perché noi ci siamo nati e l’amiamo al di sopra di ogni cosa.

  16. il 15 luglio, 2012 Giuseppe3.ca dice:

    Franco, tu sei l’uomo fortunato che, mentre noi sognavamo descrivendo le bellezze dell’isola, tu ne vivevi le emozioni e la realtà, assaporando dal vivo ciò che era nelle nostre aspirazioni virtuali. Va ben, sei l’eccezione che conferma la regola ma, proprio per questo, consentici un pizzico di invidia in attesa che anche noi riusciamo a realizzare le nostre aspirazioni seguendo il tuo esempio. Grazie per la bella testimonianza.

  17. il 15 luglio, 2012 Giuseppe3.ca dice:

    Un grazie particolare a Sabrina unitamente ad un caloroso elogio per la canzone dei Tazenda e il magnifico video che, sebbene in bianco e nero, è, in realtà, ricco di ‘colore’ locale. Sco, sempre meravigliosamente splendida. Merci beaucoup, Thank you very much, muchas gracias, medas grazias. Ciao……

  18. il 15 luglio, 2012 Carlotta dice:

    Bello questo tuo modo di raccontare queste parti delle tua terra… perchè sono quelle che, a volte, il turista sacrifica per le spiagge e il mare da favola.
    Il mio ricordo della Sardegna è strettamente legato alla giovialità della gente al di fuori dei “circuiti turistici”, dal benzinaio al proprietario del piccolo bar che si incontrava lungo la strada… fino al pastore che ti vendeva i formaggi o alla signora della piccola trattoria che ti cucinava i malloreddu con la bottarga con una bella bottiglia di Cannonau fresco-fresco.
    Ho dei bellissimi ricordi… il paesaggio poi è incantevole!
    Insomma Giuseppe, hai fatto riaffiorare emozioni. Aiò !!

  19. il 15 luglio, 2012 Giuseppe3.ca dice:

    Aiò Carlotta, il riaffiorare delle tue emozioni desta anche in me enorme piacere perché ciò significa che il lavoro fatto non è stato vano. Quanto hai detto della tua esperienza in Sardegna conferma tutto il contenuto dello scritto riportato ed anche questo è già un bel risultato. Tutto bene, insomma. Ti ringrazio per l’approvazione e la accetto volentieri come incoraggiamento per cercare di proseguire sulla stessa linea. Aiò, a si biri mellus.

  20. il 15 luglio, 2012 paolacon dice:

    eia, Giuseppe! la Sardegna terra meravigliosa, ti consiglio di leggere un libro delizioso di Michela Murgia:”Viaggio in Sardegna. Undici percorsi nell’isola che non si vede” Einaudi; se non l’hai già letto.
    Ci parla proprio di quei luoghi misteriosi, che non si riesce a cogliere immediatamente, ma si lasciano solo sfiorare, come ci hai raccontato tu

  21. il 16 luglio, 2012 Giuseppe3.ca dice:

    Non l’ho letto perciò colgo al volo il tuo suggerimento, Paola e ti ringrazio. Occorre aggiornarsi in continuazione e cerco di farlo anche ascoltando il prezioso consiglio di un’amica. Grazie Paola, con grande stima.

  22. il 17 luglio, 2012 silvana1.ge dice:

    Giuseppe, ho letto (anche se in ritardo…) con tanto interesse il tuo articolo, che avete così ben documentato, dal quale traspare la passione per la tua terra.In Sardegna si arriva attratti dal mare, dal favoloso paesaggio costiero, ma è uno di quei luoghi che bisognerebbe visitare con calma, per scoprire tutto ciò che di insolito sa offrire. La natura straordinariamente generosa, ma anche l’antichissima storia, hanno creato qualcosa di unico che stupisce per la bellezza e per la cultura che i sardi hanno saputo difendere e tramandare con amore e con orgoglio. Un patrimonio che vale oro, considerato che si è capito ormai che la valorizzazione del territorio è una risorsa enorme che implica ricaduta economica. Grazie!

  23. il 18 luglio, 2012 Giuseppe3.ca dice:

    Silvana, il ritardo non conta e sei sempre la benvenuta. Grazie per le belle parole, hai colto l’essenza delle cose e le vedi nella giusta prospettiva anche economica. La Sardegna è bellissima e per certi versi ancora poco valorizzata. Come primo impulso si pensa alla Sardegna per il suo meraviglioso mare e quindi per una vacanza estiva e si trascurano, invece, le bellezze dell’isola nella Primavera inoltrata e nell’inizio d’Autunno, quando il territorio ha veramente tanto da offrire. Sei sempre fantastica, ciao.

  24. il 18 luglio, 2012 sandra vi dice:

    Anch’io arrivo in ritardo giuseppe ,ma sono affascinata dalla descrizione che fai della tua meraviglioa Sardegna.Sopratutto di questa parte veramente sconosciuta,tu fai in modo cosi’ esemplare che si puo’ chiudere gli occhi e vedere quello di cui parli,grazie di vero cuore parlacene ancora.Ho preso nota del libro suggerito da Paola

  25. il 18 luglio, 2012 Giuseppe3.ca dice:

    Alla Domenica del Bosco non si arriva mai tardi Sandra perchè l’argomento della domenica è valido per tutta la settimana. Paola ci ha suggerito un libro che hanno già acquistato in tanti, ora se aggiungono altri due, cioè io e te. La Sardegna ha molte parti ancora inesplorate e che quindi sono da scoprire, piano, piano lo faremo anche nel Bosco riportando altri servizi culturali. Grazie per il tuo piacevole intervento.

  26. il 13 agosto, 2012 Samantha dice:

    Ciao io invece sono una sarta .in mairentte0 quindi ormai quasi mi son dimenticata tutto ma il tuo racconto mi e8 piaciuto troppo.Vedi io invece che so usare l’ago mi STRUGGO per quelle donne che come te, in poche righe, sanno dipingere un bel quadretto che ti stampa il sorriso sulle labbra direi che e8 meglio: a ognuna i suoi talenti!Ciaop.s.-detto da chi se ne intende, in realte0, pif9 le macchine da cucire sono piccole e basiche e pif9 sono difficili quindi hai la mia doppia ammirazione per la pazienza dimostrata!