Buona Domenica

   

 

Il nostro amico Giuseppe per questa volta, a giusta ragione, ha voluto fare una pausa. Buona Domenica, tuttavia, non vuole venire meno alla sua consuetudine. Pertanto,  abbiamo pensato di proporvi una storiella  avvincente: si tratta della vita vissuta di Lorenzo con i suoi gatti. A noi è piaciuta la semplicità con la quale è raccontata, nonché la sensibilità e l’amore per queste  belle creature. L'articolo è stato già pubblicato in Eldy qualche tempo fa. Possiamo rileggerlo, tant non fa male, visto che si tratta dei miei animali preferiti, i gatti. Rispetto al lavoro originale c'è una piccola aggiunta conclusiva di Lorenzo.

   

 

 

 Sono numeri per il lotto? Fate voi. Per me sono gatti. I miei gatti. I primi tre vivono in casa. Due, più vecchietti, ex orfanelli. Una, più giovane, trovatella. Uno è maschio, senza un occhio. Vedeste quanto è buffo se ti vuole guardare diritto. Semplicemente non può. Allora assume una posa tutta sua, reclina il capo e il suo occhio ti fissa e non ti lascia. Salta, poi, su di te e sta’ sicuro che non c’è forza al mondo che possa allontanarlo. Io sono suo e di nessun altro. Le sorelle lo sanno e non ci provano. La seconda, è una filosofa, capisce tutto. Come si suol dire, tu le puoi parlare. E, in effetti, la guardi, le dici di avvicinarsi, si siede vicino a te, e il colloquio inizia, lungo o breve che sia, a seconda delle necessità. Lei t’ascolta, capisce, e con un cenno del capo ti dice che va bene o no, ma tutto finisce con la solita carezza. Al prossimo colloquio! La piccola piagnucola per ogni dove fino a quando non l’hai presa in braccio o non le hai dato una pulitina al suo folto manto. Ha occhi belli e giallissimi.

 

 I miei gatti. Qualche incidente potrebbe capitare con le due canarine che stanno di là. Una volta l’ho trovata, Pauline, appoggiata per lungo sulla gabbia. Ma non è successo nulla di grave. Mosé e Nicoletta, niente. A uno, due chilometri da casa, altre due mie gatte, Sarah e Lilletta. Due furbette che lévati. Padrone assolute di un grande terrazzo, fanno, se le circostanze lo permettono, una caccia spietata agli uccellini. Li ho visti qualche volta, povere vittime di una natura senza crudeltà. Ma belle, belle, le gatte, anche se assassine. Dai grandi manti colorati, unici, dico, perché originali, non di tutti i gatti. Anch’esse, peraltro, trovatelle e fortunate perché hanno trovato famiglia. Quanti ce l’hanno? Questi gatti, un gatto e quattro gatte, appartengono al mio privato, fanno parte di me, ma anche quelli della casa-famiglia di cui ho parlato a suo tempo, quella di Vanna e Marella, sono miei. Gatti dai nomi d’accatto, sempre mutevoli perché sempre diversi i gatti. Qualcuno, più fortunato, è adottato, qualche altro, dopo breve o lunga malattia, si accomiata dal mondo. Sono forse i gatti a cui sono più affezionato e quelli, d’altra parte, che mostrano più affetto. Dovreste vederli quando vengono in braccio a farsi accarezzare, spazzolare. Quando sono con loro dico fra me: davvero il mondo è gatto. Stupidi quanti, non conoscendoli, dicono che sono diffidenti, non si affezionano, si fanno gli affari loro. Giuro che non è vero. Gatto è amore, amicizia, gioia di stare insieme.

 

 

Piccolo epilogo, che non guasta l’armonia dell’insieme.

Da quando ho scritto il racconto, Mosé,  malauguratamente, è venuto a mancare, si è aggiunta un’altra gattina, che chiamo Cleopatra (Cleo), mentre la casa-famiglia si èallargata con una struttura fuori Roma.

Riassumendo, i numeri sono diventati     

   

 

 


COMMENTI

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  1. il 30 giugno, 2012 Lorenzo.rm dice:

    2,5 e 50, dunque. Se qualcuno ha la passione del lotto se li può giocare. Chissà che non vinca. Io, quando si parla di gatti, vinco sempre. Fantastiche creature.

  2. il 30 giugno, 2012 giovanna3.rm dice:

    Lorenzo, la descrizione che fai dei tuoi gatti è deliziosa. Ti posso capire totalmente, giacché sono anche la mia passione.
    Volevo solo aggiungere una particolarità della mia ultima arrivata, Khali. E’ una vera portiera: detesta le porte chiuse, quindi fa un balzo sulla maniglia, vi si appoggia finché scatta e la porta si apre. Non avevo ancora visto un gatto così abile, ma degli amici mi hanno confermato che anche loro ne avevano uno che si comportava nello stesso modo.

  3. il 01 luglio, 2012 giuseppe3.CA dice:

    É una bella storiella che è stato piacevole rileggere. A casa mia abbiamo avuto sempre tanti gatti e tra questi, molti, potrebbero essere il soggetto di una storia per simpatici episodi particolari che varrebbe la pena raccontare. Non è escluso che, prima o poi, lo faccia per rallegrar lo spirito di tanti di noi che amano questo simpatico animale domestico. Anche la mia ‘Nerina’ saltava
    sulla maniglia per aprire la porta, nessuno glielo aveva insegnato di proposito ma lei aveva visto, aveva capito e da sola aveva imparato come fare. Anche negli animali esiste l’intelligenza che noi, poveri illusi, continuiamo a dire che sia prerogativa solo dell’essere umano. Abbiamo, invece, tanto da imparare proprio dagli animali. Grazie di tutto, ciaooooo.

  4. il 01 luglio, 2012 giovanna3.rm dice:

    Giuseppe, che i gatti abbiano un’intelligenza sopraffina mi era noto. Sono sempre sorprendenti e sono anche molto eleganti in tutti i loro movimenti, dato il loro fisico, l’agilità e la grande quantità di muscoli.
    Insomma, per me sono dei grandi amici: ho sempre vissuto con loro, non saprei farne a meno.

  5. il 01 luglio, 2012 giuseppe3.CA dice:

    Giovanna anche io ho vissuto tantissimo con i gatti e ho imparato a conoscerne i caratteri e le loro diversità. Senza farlo di proposito ma nella convivenza con loro ne ho studiato i comportamenti a seconda delle circostanze. Mi sono rimaste impresse almeno tre storie molto significative.
    I tuoi racconti su questi animali mi stimolano a raccontare anche le mie: cercherò di farlo e ne riparliamo. SERENA DOMENICA.

  6. il 01 luglio, 2012 lieve dice:

    lorèèèèèèè!!!! 2/5/50! se ho ben capito sono tutti gatti! vero?? 57? azz! un esercito!
    vorrei riepilogare ,perchè non so se ho capito , due sono tuoi,quelli che hai in casa,ne avevi tre,ma mosè è “passato oltre”) 5 sono di giò, vero? ma li ami tanto da considerarli tuoi,è così?
    50 sono i gatti del gattile , dove vai a fare volontariato.
    Un amore smisurato per i gatti direi…
    E’ bello pensare che si possa amare tanto….
    E, se è vero che i gatti regalano altrettanto amore , sei fortunato ed amatissimo!!!

  7. il 01 luglio, 2012 lorenzo.rm dice:

    Una precisazione per Lieve. Intendo, sui numeri. I miei non si aggiugono progressivamente, ma comprendono, nel senso che si parte da due, che poi diventano cinque, che poi diventano cinquanta. Sono tutti in me, che li comprendo e contengo. Capito? Così non ci sono i miei, i tuoi e quelli degli altri ma son tutti miei. Spero di essere stato chiaro. Quanto ai numeri, giocateveli: chissà che non vi escano.

  8. il 01 luglio, 2012 lieve dice:

    Ah! lorenzo, verrai sommerso dalle creaturine, se andrai avanti così….Però , che cuore…;-)))

  9. il 01 luglio, 2012 Lorenzo.rm dice:

    Ma sì, il mio cuore è grande.