Archive for giugno, 2012

Buona Domenica

 

 

 

Il nostro amico Giuseppe per questa volta, a giusta ragione, ha voluto fare una pausa. Buona Domenica, tuttavia, non vuole venire meno alla sua consuetudine. Pertanto,  abbiamo pensato di proporvi una storiella  avvincente: si tratta della vita vissuta di Lorenzo con i suoi gatti. A noi è piaciuta la semplicità con la quale è raccontata, nonché la sensibilità e l’amore per queste  belle creature. L’articolo è stato già pubblicato in Eldy qualche tempo fa. Possiamo rileggerlo, tant non fa male, visto che si tratta dei miei animali preferiti, i gatti. Rispetto al lavoro originale c’è una piccola aggiunta conclusiva di Lorenzo.


 

 

 

 

 Sono numeri per il lotto? Fate voi. Per me sono gatti. I miei gatti. I primi tre vivono in casa. Due, più vecchietti, ex orfanelli. Una, più giovane, trovatella. Uno è maschio, senza un occhio. Vedeste quanto è buffo se ti vuole guardare diritto. Semplicemente non può. Allora assume una posa tutta sua, reclina il capo e il suo occhio ti fissa e non ti lascia. Salta, poi, su di te e sta’ sicuro che non c’è forza al mondo che possa allontanarlo. Io sono suo e di nessun altro. Le sorelle lo sanno e non ci provano. La seconda, è una filosofa, capisce tutto. Come si suol dire, tu le puoi parlare. E, in effetti, la guardi, le dici di avvicinarsi, si siede vicino a te, e il colloquio inizia, lungo o breve che sia, a seconda delle necessità. Lei t’ascolta, capisce, e con un cenno del capo ti dice che va bene o no, ma tutto finisce con la solita carezza. Al prossimo colloquio! La piccola piagnucola per ogni dove fino a quando non l’hai presa in braccio o non le hai dato una pulitina al suo folto manto. Ha occhi belli e giallissimi.

 


 I miei gatti. Qualche incidente potrebbe capitare con le due canarine che stanno di là. Una volta l’ho trovata, Pauline, appoggiata per lungo sulla gabbia. Ma non è successo nulla di grave. Mosé e Nicoletta, niente. A uno, due chilometri da casa, altre due mie gatte, Sarah e Lilletta. Due furbette che lévati. Padrone assolute di un grande terrazzo, fanno, se le circostanze lo permettono, una caccia spietata agli uccellini. Li ho visti qualche volta, povere vittime di una natura senza crudeltà. Ma belle, belle, le gatte, anche se assassine. Dai grandi manti colorati, unici, dico, perché originali, non di tutti i gatti. Anch’esse, peraltro, trovatelle e fortunate perché hanno trovato famiglia. Quanti ce l’hanno? Questi gatti, un gatto e quattro gatte, appartengono al mio privato, fanno parte di me, ma anche quelli della casa-famiglia di cui ho parlato a suo tempo, quella di Vanna e Marella, sono miei. Gatti dai nomi d’accatto, sempre mutevoli perché sempre diversi i gatti. Qualcuno, più fortunato, è adottato, qualche altro, dopo breve o lunga malattia, si accomiata dal mondo. Sono forse i gatti a cui sono più affezionato e quelli, d’altra parte, che mostrano più affetto. Dovreste vederli quando vengono in braccio a farsi accarezzare, spazzolare. Quando sono con loro dico fra me: davvero il mondo è gatto. Stupidi quanti, non conoscendoli, dicono che sono diffidenti, non si affezionano, si fanno gli affari loro. Giuro che non è vero. Gatto è amore, amicizia, gioia di stare insieme.

 

 

Piccolo epilogo, che non guasta l’armonia dell’insieme.

Da quando ho scritto il racconto, Mosé,  malauguratamente, è venuto a mancare, si è aggiunta un’altra gattina, che chiamo Cleopatra (Cleo), mentre la casa-famiglia si èallargata con una struttura fuori Roma.

Riassumendo, i numeri sono diventati   


 

 

 


 

 

Grande ITALIA

GRANDE ITALIA……..

UNA GRAN BELLA PARTITA CONTRO LA GERMANIA

…….SIAMO IN FINALE

FORZA AZZURRI BATTIAMO ANCHE LA SPAGNA ……

….SIAMO TUTTI CON VOI

 

 

SORPRESAAAAAAAAA !!

REGALINO REGALETTO ………CARA GIOVANNA INSOLITAMENTE NON FACCIAMO GLI AUGURI DI COMPLEANNO COSI…..MA VISTO CHE IO NON RICORDO MAI LE DATE …….E TU TI SEI SALVAGUARDATA BENE DI DIRLO ……ECCO  QUA UN REGALO TUTTO PER TE ……QUESTO BELLISSIMO ARTICOLO D’ARTE DI ROSALBA CARRIERA OVM SCRITTO DA TE CON MOLTA CURA …..  DA TUTTI GLI AMICI DEL BOSCO ……..

AUGURONIIIIIIIIIIII GIOVANNAAAAAAAAAAA BUON COMPLEANNO

                    

Arte – Rosalba Carriera

 

A proposito del servizio che riguardava la pittrice Rosalba Carriera, pubblicato di recente, abbiamo omesso che le notizie relative alla biografia dell’artista sono il risultato di una ricerca approfondita nel Web e precisamente da “Il segreto nello sguardo. Memorie di Rosalba Carriera“, a cura della Prof. ssa Valentina Casarotto che, per correttezza, ci preme precisare.

La “pittura al femminile” non ha mai suscitato grandi dibattiti,  ahimé! Vi siete mai domandati perché il numero delle  pittrici-donne, soprattutto nei secoli passati, fosse tanto  limitato? La risposta non è molto difficile. Anzitutto la pittura era  esclusivo appannaggio maschile. Per la famiglia, poi, non era certo producente  investire in una figlia femmina,  per gli studi, l’apprendistato ecc,. poiché  essa  doveva, innanzitutto, occuparsi   della casa e della famiglia, in seguito si sarebbe sposata, preferibilmente molto giovane,   quindi….Era poi inammissibile che  una donna frequentasse da sola ambienti artistici e si intrattenesse alla pari con uomini, giacché il mondo della pittura ruotava esclusivamente intorno a loro. Sembra, infine, che fossero anche alquanto impedite nei movimenti, a causa delle gonne lunghe del tempo, soprattutto per trasportare la pesante cassetta  con  gli arnesi necessari per dipingere. E’ chiaro che, chi avesse voluto perserguire le proprie inclinazioni artistiche dovesse avere un temperamento assai particolare  e del tutto determinato,  per affrontare ogni sorta di difficoltà.  Tutto ciò  ne ha, inevitabilmente, limitato il numero. Questa è la ragione per la quale si conoscono le opere di poche artiste di grande talento e  temperamento a tutto tondo. Ve ne elenchiamo alcune, tra le le più conosciute e famose:    Artemisia Gentileschi, Sofonisba Anguissola, Lavinia Fontana e Fede Galizia, – nate nel ‘500 –  Elisabetta Sirani e Rosalba Carriera  nel ‘600. In tempi più recenti, spiccano Tamara de Lempicka, Polacca nata nel 1898,  Frida Khalò, messicana nel 1907, Felicita Frai,  Cecoslovacca  nel 1909 e, ancora più vicina a noi, Novella Parigini, nata negli anni ’20. Le stesse remore riguardavano, naturalmente, anche le donne  portate  alla scultura, alla musica  e ad ogni altra espressione artistica.

 


 

 

Rosalba Carriera nacque  a Venezia il 12 gennaio 1673 . Crebbe in una famiglia borghese: il padre Andrea, uomo schivo e sfuggente, era impiegato presso i territori della Serenissima e la madre,  Alba Foresti, donna certamente di carattere, era una sapiente merlettaia.
Assieme alle sue sorelle Giovanna e Angela  ricevette un’educazione completa per l’epoca, studiando le belle lettere e poesia, inglese e francese, e imparando a suonare il violino.
 Il suo apprendistato ebbe inizio presso il pittore Giuseppe Diamantini e, in seguito, nella bottega del più noto Antonio Balestra, allora apprezzato maestro in Venezia.
Si applicò subito alla realizzazione di miniature su osso e avorio, che all’epoca erano la naturale decorazione di tabacchiere e cofanetti per nèi e gioielli.

 

 

                        Tabacchiere

 

 

 

 

Nell’atelier di Rosalba, a parte  la sorella Giovanna, lavorava anche l’altra sorella Angela, oltre a Felicita Sartori e Marianna Carlevarijs, tutte sapientemente consacrate a disegnare con i pastelli.
Ed eccola a ritrarre, dunque, gente famosa e meno famosa, da Clemente Augusto di Baviera, principe elettore di Colonia, a Lord Boyne, irlandese, dalla sua amata sorella Giovanna, alla pittrice Felicita Sartori,  dalla cantante Faustina Hasse Bordoni a un ritratto di Bambina con ciambella e  a una giovane donna con pappagallo, senza dimenticare una graziosa Madonna con le mani intrecciate sul cuore e un Cristo dal volto gentile.

 

 

 

In questa casa-gineceo si creò un salotto in cui cosmopolite conversazioni accompagnavano la realizzazione dei ritratti di tutta la società veneta, tra i quali citiamo i più famosi: il procuratore Recanati, la cantante Faustina Bordoni e il compositore Johann Hasse, la ballerina Barbara Campanini. Rosalba Carriera fu legata da cordiali rapporti d’amicizia con la maggior parte delle donne attive nei vari campi del sapere e delle arti, legami che si tradussero in ritratti particolarmente toccanti come quello della poetessa Luisa Bergalli o della contessa Caterina Sagredo Barbarigo.
Molto singolare  fu  l’occasione in cui eseguì il ritratto del Re Federico IV di Danimarca. Il sovrano, che soggiornò in incognito a Venezia nel 1708 per alcuni mesi, si fece ritrarre e le commissionò il ritratto di tutte le più belle dame della città.

 Primavera

 La fama internazionale di Rosalba Carriera si deve ai ritratti dei forestieri, soprattutto inglesi,  come Lord Boyne o  quelli del secondo Duca di Newcastle, che soggiornavano a Venezia per vivere l’euforia del Carnevale più famoso del mondo. Riportando  in patria  questi pastelli  –  raffinati per  le particolari colorazioni  leggerissime,  intessuti di sottile interpretazione psicologica, e sapientemente orchestrati tra moderata idealizzazione e perspicacia fisiognomica – decretarono il successo della pittrice in tutta Europa.

 

 

Estate

 Il viaggio a Parigi del 1720-21 sancì il trionfo della pittrice. Ospite del celebre collezionista Pierre Crozat, realizzò il sofisticato ritratto del giovane Luigi XV, e i suoi lavori furono contesi da tutta la corte francese, deliziata dai suoi ritratti considerati alla moda. Lusinghiera fu l’accoglienza dei colleghi pittori francesi, tra i quali spiccava il celebre Antoine Watteau. La nomina all’unanimità all’Académie Royale confermò il suo trionfo e la sua affermazione.
Ritornata a Venezia, nel 1723 trascorse alcuni mesi a Modena per ritrarre le Principesse Enrichetta, Benedetta e Anna d’Este e tutta la famiglia del Duca Rinaldo. Nel 1730 soggiornò per circa sei mesi alla corte degli Asburgo di Vienna, assieme alla sorella Angela e al cognato, il noto pittore Antonio Pellegrini.
Il suo più appassionato collezionista certamente fu Augusto III re di Polonia che, nel Palazzo Reale di Dresda, raccolse più di cento opere attribuite alla pittrice e alle sue allieve, tra cui il superbo ritratto della contessa Anna Orzelska.

 

 

Madonna con le mani incrociate

Se nei ritratti per i suoi committenti  Rosalba Carriera esprimeva una misurata  adulazione, nei suoi autoritratti la pittrice si scrutava senza artifici, non mascherando la sua scarsa avvenenza, concependo opere di sconcertante modernità e di forte pathos, come il suo ultimo autoritratto intitolato la Tragedia, dipinto attorno al 1746, poco prima di  perdere  progressivamente la vista, a causa di una grave malattia. Ormai settantenne, nei successivi dieci anni la pittrice si sottopose a tre operazioni agli occhi per tentare di recuperare forse la serenità nell’ultima vecchiaia, senza riuscirvi.
 Ormai compromessa nella lucidità dall’avanzare del morbo, Rosalba Carriera morì il 15 aprile 1757, e fu sepolta nella Chiesa dei Santi Vito e Modesto di Venezia.

 

N,B. – La melodia che ascoltate è la famosa

                “Per Elisa” di Beethoven

 

 

 

 

 

Italia in lutto !!

Grande ITALIA

UNA GRANDE ITALIA CONTRO L’INGHILTERRA …….

SIAMO IN SEMIFINALE …….

ORA DOBBIAMO INCONTRARE LA GERMANIA ……

FORZA RAGAZZI SIETE UN BEL GRUPPO

E STASERA LO AVETE DIMOSTATO …..

AVANTI SIAMO CON VOI