Archive for maggio 8th, 2012

L’angolo del dialogo

 

E’ un articolo a firma di Raffaele La Capria apparso sul Corriere della Sera del 24 maggio 2011 a pag 41. Ve lo propongo un po’ scorciato a causa della sua lunghezza.  Ma è rimasto tutto il suo significato. Ve lo propongo all’indomani di una consultazione elettorale che fa capire e non fa capire. Ma una cosa è chiara: non ci sono più margini  per chiacchierare. O almeno non ce ne dovrebbero essere.

Ecco l’articolo:

...............

“Non c’entra più l’antipolitica, non c’entra più il governo o l’opposizione, l’appartenenza a questo o quel partito: la questione è fisiologica. Parlo della quantità di chiacchiera politica, di discorso politico, soprattutto di televisione politica, del dibattito, scontro, battibecco politico-televisivo quotidiano che siamo costretti a ingurgitare; e dico che la questione è fisiologica perché la mente, il cervello, la fantasia non ce la fanno più a fronteggiare la caterva di opinioni, spiegazioni, concioni, che ci vengono propinate senza pietà, e c’è un limite a tutto.. Dopo la sovrabbondanza viene il rigetto. Rigetto fisiologico, rigetto del fisico che non regge, del metabolismo che non funziona. Troppo cibo forzatamente ingerito non ce la fai a digerirlo, provoca maldistomaco, maldipancia, vomito. Se la situazione è questa, l’unico rimedio è la dieta. Una dieta ferrea da osservare con poche semplici regole che ti devi imporre per un certo periodo di tempo, quello necessario a riportarti a una situazione di più sopportabile normalità.

     

Prima regola: divieto di ascoltare ogni trasmissione televisiva dove vengono discusse, analizzate, spiegate le ragioni dell’uno e dell’altro, basate su sondaggi, percentuali, numeri e numeretti, e via dicendo: tanto non se ne ricava gran che, oltre il fastidio. Divieto di ascoltare quelle sottili analisi proustiane, raffinate e avvolgenti, su una materia vile che non lo consente; quelle analisi dedicate al nulla e con esito nullo, per esempio sulla battuta di un politico, su un suo malaccorto comportamento e relativo “arrière pensée”, su quel che ha detto e su quel che intendeva dire e su quel che invece gli vogliono far dire, su quel che ha dichiarato davvero o per finta. …………………

 

Divieto di accettare l’invito a partecipare al  famoso dibattito settimanale su questa o quella questione politicamente rilevante scelta da un qualsiasi conduttore per sua insindacabile volontà: accettare l’invito sarebbe un’arma offerta al nemico, quello che strumentalizzerà a proprio favore qualunque cosa si dica, perché qualunque cosa si dica, a favore o contro, servirà a teatralizzare la trasmissione con vantaggio della televisione e del conduttore. Faccio presente che quanto ho detto non vale e non sarebbe nemmeno democraticamente proponibile se le due parti si parlassero ed instaurassero un vero dialogo. Ma siccome non si parlano e danno solo spettacolo di sé, a chi giova il loro furore o il loro cicaleccio se non alla tv? ………. Ultima regola della dieta (e vale soprattutto per i partecipanti alle trasmissioni) sarebbe non sorridere in queste occasioni, non sorridere di soddisfazione, di compiacenza, di superiorità o d’altro come se si stesse parlando in un salotto qualsiasi. Meglio mostrarsi severi e gravi come la situazione richiede. Siamo o no un paese in guerra? Qualcuno se n’è accorto? Chi è che applaude? Zitti per favore. Non c’è niente da applaudire. Non ci sono guai dovunque intorno a noi? E morti, e feriti, e dolore, e barconi carichi di disperati?

  .....................

Ho tagliato qui l’articolo. Il succo del ragionamento c’era tutto, ed è inutile dire che lo condivido interamente nella sua sostanza. Semmai sarei propenso addirittura ad ampliare le regole della dieta e proporre un digiuno completo, Personalmente non ne posso più di precisazioni, puntualizzazioni, polemiche, critiche, casini vari. Dico solo una cosa, in conclusione, lasciando a voi  il compito di partecipare al dibattito: ma è mai possibile che in politica ci sia qualcuno che abbia sempre, sistematicamente, ragione e qualche altro che abbia sempre, sistematicamente, torto? E che, sulla base di questo, ci siano sempre duelli invece che pacate discussioni? E ora si scateneranno sui risultati delle amministrative. Come se l’unico risultato lampante non fosse il disinteresse della gente. Tecnici o non tecnici, politici o antipolitici, non ne possiamo più. Vero?