Archive for maggio, 2012

Terremoto Emilia-Romagna – Nuove scosse

 

NOTIZIE ANSA -  29.05-2012

FORTI SCOSSE IN EMILIA E NEL NORD, ALMENO 16 LE VITTIME

Epicentro tra Modena e Ferrara

 

Una fabbrica crollata a Medolla (Modena)

Sedici i morti. Sale il bilancio delle vittime del terremoto che continua a sconvolgere l'Emilia. Stamani verso le 9 la scossa piu' forte di magnitudo 5.8, avvertita in tutto il Nord.

Poi una successione rapida di 3 scosse, tutte con magnitudo oltre a 5 (le prime due localizzate a Mirandola), hanno scatenato il panico tra la gente alle 13. Molte persone, da Bologna a Modena, sono scese in strada per la paura. Per precauzione scuole, università, uffici pubblici, palazzi storici e aziende sono state evacuate: tra queste Ferrari, Lamborghini e Ducati.

 

Cavezzo (Modena)

Cavezzo non esiste più.

Ciao ROSARIA !!

La Domenica del Bosco

   

Dopo una settimana intensa, satura di cronache e argomenti tragici e impegnati, finalmente arriva la domenica, una giornata da dedicare al relax e al rinnovamento del corpo e dello spirito.

 

 

Con tale intento propongo la lettura di questo raccontino fantastico risalente alla antica cultura rurale della Sardegna e tramandato di generazione in generazione tanto che oggi può permettersi l'onore di essere presente in rete. Questo tipo di prosa fa parte di una serie di raccontini denominata “Contus de forredda” ovvero storielle che venivano raccontate quando, d’inverno, ci si riuniva attorno al calore di un caminetto, oppure d’estate, ci si radunava fuori della soglia di casa per godere di un po’ della frescura serale, dopo cena, prima di andare a dormire.

   Mi piace condividere con gli amici le cose che trovo belle, gioiose, utili e interessanti. Ringrazio coloro che sono d’accordo e chiedo scusa agli altri.

 

                       

 

   

Fra le rocce della Gallura viveva un povero pastore con il suo gregge che era stato preso di mira dal servo di San Martino, un folletto maligno chiamato lu Pundaccju che, dopo aver lasciato il servizio del Santo, si era rivelato per quel che era veramente: un diavoletto goffo e grassottello, cattivo e dispettoso. Il folletto aveva sette berrette in testa, che, alla morte del Santo, gli erano state donate dal Diavolo, in cambio dei segreti di San Martino.

La settima berretta, quella che stava sopra, era ciò che dava potere alle altre sei. Nella notte il pastore sentì dei rumori all'esterno come se le sue capre cozzassero le une contro le altre. Spaventato, l’uomo uscì alla luce della luna e vide il folletto che faceva sbattere le capre. Allora il pastore si mise a gridare: "Non c’è bisogno che le conti tu, Pundaccju! Le ho già contate io e sono più di cento". In realtà erano solo una cinquantina ma non poteva dire la verità, altrimenti le sue capre sarebbero morte nel giro di poche notti. Il folletto, vistosi scoperto, saltò sul cavallo e lo lanciò al galoppo lungo i sentieri sassosi, ritornando da dove era venuto. Da quel giorno il povero pastore fu tormentato dalla presenza del folletto.

 

Una notte, mentre dormiva nel suo letto, sentì qualcosa che lo toccava, come due mani che lo palpassero in tutto il corpo. Il folletto allora incominciò a saltargli sulla pancia, rimbalzando fino al soffitto come una palla; a ogni salto il povero pastore si sentiva soffocare, ma continuò a stare fermo. E quando il folletto gli saltò dalla pancia al petto, il pastore si alzò di colpo e gli rubò la prima berretta delle sette che aveva in testa. Il folletto si fermò di scatto: nessuno era mai stato così veloce da rubargli una delle sue berrette. "Ridammi la mia berretta, ladro di un pastore!" strillò adirato. "Nemmeno per sogno!" rispose il pastore "Prima dovrai dirmi dove nascondi il tesoro!". "Quale tesoro? Io non ho nessun tesoro!". Ma il pastore non mollò: "Io so, invece, che tu sei molto ricco, mio caro folletto. Perciò se non mi risponderai, io butterò la berretta nel fuoco" Niente poteva spaventare di più il folletto. "No, tra la cenere no!!!" strillò il folletto. "E allora dimmi dove si trova il tesoro" ribatté il pastore. Il folletto si arrese e rispose: "Si trova a due passi dal tuo letto! E ora ridammi la mia berretta." "Non adesso- rispose il pastore- altrimenti tu potresti ridurre il mio tesoro in cenere". Dopo di che il pastore incominciò a scavare fino a trovare il tesoro. La sua fortuna era fatta! "Io ho mantenuto la mia parola e ora tu ridammi la berretta" gridò il folletto. Ma il pastore, con un gesto improvviso scagliò la berretta nella cenere e, mentre il folletto si avvicinava al caminetto, lo spinse, facendolo cadere nella cenere. Subito dopo se la svignò con il tesoro. Da quel giorno il pastore non ebbe più bisogno di allevare capre.

 

Anche in questo periodo di crisi si avrebbe bisogno di trovare il tesoro nascosto di un folletto, buono o maligno non importa, ma quei folletti, oggi, non esistono più. Sono rimasti i cattivi folletti camuffati da buoni ma quelli, il tesoretto, se ce l'hai, te lo portano via.

Auguro a tutti una serena Domenica.

 

Non li avete uccisi …………20 anni dopo !!

L’angolo del dialogo!!

     

Il titolo esatto dell’articolo di Piero Ottone, pubblicato sul Venerdì di Repubblica n. 1261 del 18 maggio 2012 a pa. 109, è  “ Perché un partito con ideali spenti non può risorgere”. Mi è piaciuto per la sua semplicità nella forma, ma anche per il suo rigore nella sostanza. Penso che faccia bene a tutti noi parlarne.

Ecco l’articolo:

 

I partiti, i partiti…non si parla d’altro, ormai. Si dice che sono corrotti, che sono inefficienti, che sono la causa di tutti i mali. E tutti li esortano a ravvedersi, a mettere giudizio. Avremo le elezioni nel 2013, se non prima: presto, presto, ravvedersi subito, il tempo stringe.

 

Ci riusciranno? Se lo chiedono tutti: e qualcuno chiede perfino a me, sebbene io non sia né sociologo, né politologo, che cosa prevedo. Il mio mestiere è raccontare quel che succede e (quando ci riesco) perché succede: non è prevedere quel che succederà. Però una profezia oso farla: è impossibile che i partiti oggi esistenti siano in grado di ravvedersi.

 

Concetto di fratellanza

 

Chiediamoci innanzi tutto, se vogliamo capire quel che succede, perché i partiti sono in crisi. Ed ecco una possibile risposta: sono in crisi perché non è più valida la ragione per cui sono nati. All’origine di ogni partito politico c’era infatti un grande ideale: la libertà dei cittadini, la fine dei privilegi, la giustizia, l’uguaglianza.

 

Liberté, égalité, fraternité. Gli uomini, quando credono in un ideale, mettono in seconda linea il tornaconto personale. Il che non significa che nei partiti di ieri fossero tutti santi: ma i capi carismatici davano il buon esempio, diffondevano il senso del dovere, lo spirito di sacrificio. Oggi le grandi ideologie, il liberalismo, il socialismo, il comunismo, sono decadute. E’ affievolito anche lo spirito religioso, che ispirava a sua volta un movimento politico. Gli ideali sono spenti. E’ per questo che primeggia l’interesse materiale: la tangente, la vacanza ai Caraibi, il conto in Svizzera. Gli uomini animati da un ideale sono capaci di grandi cose: senza ideali possono diventare meschini. Se questo è vero, i partiti nati intorno agli ideali ormai dimenticati non possono risorgere. Ed ecco comparire sulla scena uomini la cui sola credenziale è la capacità di governo, per dare ai cittadini “panem et circenses”. Ecco dunque il cesarismo, o populismo che dir si voglia”.

   

Questo l’articolo di Ottone. Penso che possa darci diversi spunti di riflessione. Siete d’accordo?

   

     

CIAO MELISSA

BRINDISI, ORDIGNO ESPLODE DAVANTI ALLA SCUOLA MORVILLO-FALCONE MUORE UNA  RAGAZZA DI SEDICI ANNI – MELISSA – E NE FERISCE ALTRE QUATTRO, UNA DELLE QUALI MOLTO GRAVE. Due persone sono state interrogate nella notte dalle forze dell’ordine per l’attentato alla scuola Morvillo-Falcone di Brindisi, secondo quanto riporta il sito BrindisiReport.it: ‘La pista imboccata dalla polizia a Brindisi è quella dell’azione terroristica. In queste ore ci sono due persone in questura sottoposte ad interrogatori e verifiche da parte degli investigatori della Digos e della Squadra Mobile. Si tratta di soggetti identificati attraverso le registrazioni di una videocamera di sorveglianza, dei quali si stava approfondendo la posizione. In un caso si tratta di un ex militare di professione, con conoscenze di elettronica, e parenti con rivendita di bombole di Gpl per uso domestico‘. Dunque secondo i cronisti di BrindisiReport,  la pista mafiosa è da escludere e nelle prossime ore potremmo sapere se le due persone interrogate nella notte saranno sottoposte a fermo giudiziario. Secondo fonti ufficiose, che attendono conferme o smentite, il detonatore a timer dell’ordigno esplosivo, fabbricato con bombole di gas propano liquido, era di fattura piuttosto artigianale. Resta da capire il motivo per cui sia stata scelta la scuola Morvillo-Falcone come obiettivo per compiere una strage.  

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CIAO MELISSA