Archive for marzo 4th, 2012

La Domenica del Bosco

I bambini amano il bosco

Non solo il bosco spesso illustrato nelle favole ma anche il Bosco incantato di Eldy dove hanno scoperto di poter leggere le storie delle loro nonne che raccontano episodi di quando esse stesse erano bambine. Oggi riportiamo due piccole storie adatte a nonne e nipotini.

La Pentolaccia

Una tradizione che si sta piano, piano perdendo ma che in molte cittadine o rioni di alcune città mantiene ancora il suo fascino, almeno per i bambini. È una manifestazione che fa parte del carnevale, ricade nella prima domenica di quaresima ed è destinata prevalentemente per la gioia dei bambini ma l’organizzazione è compito dei ‘grandi’, cioè dei nonni. La preparazione richiede giorni di lavoro: l’acquisto di una ventina di pentole d’argilla cruda (un tempo si reperivano in casa le pentole di terracotta non più in uso); la raccolta dei “premi sorpresa” per il riempimento delle stesse insieme a coriandoli e stelle filanti. Oggettini premio che in genere vengono offerti dai commercianti della zona quindi si può trovare un po’ di tutto: giocattoli, pupazzetti, trombette, caramelle, cioccolatini, penne, matite e pastelli colorati, qualche macchina fotografica usa e getta ed altro. In passato si inseriva nelle pentole anche qualche biglietto da mille lire per la gioia di chi l’avesse trovato. Ricordo che una volta era stato inserito in una pentola ben chiusa anche un topolino vivo e si può immaginare lo scompiglio creato tra la gente al momento della fuga del povero incolpevole animaletto.    Fa parte dei compiti di noi adulti la sistemazione di una robusta corda tesa tra due alberi, e gli addobbi di festoni, bandierine e palloncini nonché l’aggancio delle pentole  alla predetta corda in modo che tutto sia pronto per l’ora fissata dell’arrivo dei bambini. Ed ecco che la festa può avere inizio. I bambini, uno alla volta, vengono bendati e gli viene consegnato il bastone con il quale deve assestare un bel colpo sulla pentola in modo da provocarne la rottura e la conseguente caduta del contenuto sul quale si tuffano i bambini presenti nell’intento di arraffare  qualcosa. I grandicelli hanno la meglio sui piccoli che tornano piangenti dalle loro mamme, delusi per non essere riusciti a raccogliere niente e offesi per l’intemperanza di quelli più grandi. Ma gli organizzatori, questa volta, hanno pensato anche a loro, distribuendo, brevi mano, ai bambini rimasti senza, una parte dei premi che non erano stati inseriti nelle pentole. Alla fine distribuzione di zeppole e bibite per tutti i presenti, la festa è finita, non rimane che provvedere alla pulizia della piazza. Questo il resoconto della pentolaccia della mia cittadina, svoltasi la scorsa domenica.

                                                                               Giuseppe

 

 

 

La storia di nonna Maria Sirena

La violetta

Mio figlio Carlo stava osservando nel computer delle foto della vecchia Cagliari, mi chiese se volevo vederle e accettando l’invito guardavo con lui le foto che scorrevano nel monitor. Una di queste mi fece ritornare alla mente l’episodio che ora vi racconto. Correva l’anno 1950, frequentavo la prima classe della scuola di avviamento professionale “Manno” in via Collegio Per la lezione di educazione fisica, chiamata allora ginnastica, la classe doveva recarsi negli spazi all’aperto della Scuola “Mereu” situata alla fine del Terrapieno (poco prima dei Giardini Pubblici). Un giorno che avevamo lezione di ginnastica, con la mia compagna di banco Armida, percorrendo il tragitto che porta al Terrapieno, giunte in piazza Costituzione, rimasi incantata da una aiuola fiorita al centro della piazza, colma di viole del pensiero, con dei colori assortiti da fare invidia all’arcobaleno. Sapevo che i fiori non si potevano toccare ma la tentazione prevalse, mi chinai e raccolsi una viola nell’intento di custodirla poi tra le pagine del mio diario, non vidi il vigile che mi stava osservando. Il vigile si avvicinò e dopo avermi chiesto perché lo avevo fatto, alla risposta che volevo metterla nel diario non accettò ragioni, prese il blocchetto delle contravvenzioni e mi chiese le generalità, risposi: “xxxx Maria Sirena, nata a Mogadiscio il xx/xx/1938”.  Lo vidi storcere il naso e un po’ sgarbato mi chiese dove abitavo. Alla mia risposta “via Dritta, n° 21 Decimomannu”, perse la pazienza e credendomi bugiarda si rivolse alla mia compagna Armida e chiede le generalità anche a lei. Questa fu la risposta: “xxxx Armida nata a Berchidda”. Gli sembrarono risposte troppo strane e non la fece proseguire, strappò il foglio che stava compilando e ci disse di sparire dalla sua presenza perché due bugiarde così non le aveva mai incontrate. Ripreso il cammino alla svelta per non arrivare in ritardo alla lezione, non riuscivamo a capire come mai, avendo detto la pura verità, non eravamo state credute, ma in compenso, la verità anche non creduta, mi aveva risparmiato una contravvenzione. Da quella volta non raccolsi mai più fiori non miei.

                                                                                                    Maria Sirena

Foto della Pentolaccia

 

Ciao Lucio !!

CIAO LUCIO

FUTURA http://www.dailymotion.com/video/xdtptq_lucio-dalla-futura_music L'ANNO CHE VERRA' http://www.youtube.com/watch?v=9QX6BytODKc PIAZZA GRANDE http://www.youtube.com/watch?v=wqYVbW7IWQE CANZONE http://www.youtube.com/watch?v=hIEiUFG6lPw&feature=related 4 MARZO 1943 ATTENTI AL LUPO http://www.youtube.com/watch?v=TugYlZ8ZkQQ&feature=related CARUSO