La Domenica del Bosco

 

LE PIETRE DELLA STORIA

(LA PAROLA ALLE  PIETRE )

Giovanni Lilliu

l’uomo che parlava con le pietre

“Juanni, Juanni, seus nosus, seus innoi”

“Giovanni, Giovanni, siamo noi, siamo qui.”

Si, è la voce delle pietre sarde che parlano il sardo ma soprattutto parlano una lingua di cultura millenaria che pochi studiosi hanno saputo scoprire, interpretare e tradurre per portarla alla conoscenza dei contemporanei e dei posteri. Tra questi si è distinto, al di sopra di ogni altro,

 

Giovanni Lilliu

(Barumini, 13 marzo 1914 – Cagliari 19 febbraio 2012),

archeologo di fama internazionale, conosciuto soprattutto per aver riportato alla luce la reggia nuragica

Su Nuraxi (Barumini), dichiarata nel 2000 patrimonio dell'umanità da parte dell'UNESCO. È stato membro di numerosi istituti scientifici italiani e stranieri e dal 1990 Accademico dell'Accademia dei Lincei. Nel 2007 ha ricevuto dalla Regione Autonoma della Sardegna l'onorificenza "Sardus Pater" istituita proprio in quell'anno quale riconoscimento da assegnare a cittadini italiani e stranieri che si siano distinti per particolari meriti di valore culturale, sociale o morale e abbiano dato lustro alla Sardegna. Per Giovanni Lilliu, ritenuto il massimo conoscitore della Civiltà nuragica, dolmen, menhir,  domus de janas, tombe dei giganti, pozzi sacri, nuraghi, non avevano segreti e nelle sue letture delle pietre ci ha lasciato trattati di immenso valore culturale.

L’amica Monica Cuomo, interpretando il pensiero nell’anima delle grandi pietre ha scritto questa meravigliosa lirica in omaggio al grande uomo di cultura, sardo di convinzione oltre che di nascita.

 

GIOVANNI e le grandi pietre

“Giovanni, Giovanni, siamo noi, siamo qui.”

Così gemevano le grandi pietre che la arida e brulla terra, con il tempo, aveva ormai sepolto. Ancor più gemevano perché i figli del popolo che le aveva abitate  le avevano dimenticate, perché preferivano non credere ad un libero passato. Perché quei figli, nella sofferenza dei  secoli, avevano chinato il capo sotto il giogo di antichi Dòmini [1]. Perché l’oblio forse è meno doloroso . Quanti passi di quei figli le avevano percosse, derise, ignorate. Ma loro erano pazienti,  speravano,  aspettavano. E così un giorno sentirono un calpestio sulle loro torri sepolte, si accorsero che era diverso, che non era un calpestio d’oblio e disprezzo, era una carezza che le faceva fremere e sperare, era speranza di luce e voce.

Ogni volta che quella carezza le avvolgeva iniziavano a fremere e vibrare e Giovanni un ragazzo, un piccolo uomo, un figlio di quel popolo … Le udiva. Ah … con quanta struggente passione le udiva, sentiva le loro voci, vedeva la loro luce. Quanto tempo è passato da quel giorno, ora le grandi pietre sono avvolte dal caldo e cocente sole di Sardegna, quel sole abbagliante che su di loro, nude e grandi pietre, crea magici bagliori scintillanti di sogno. Il vento, che ora libero passa tra le loro fessure, è una  dolce ed impetuosa voce di ricordi che dal tempo lontano torna con fantastici racconti. Cosa raccontano? Raccontano ai figli del loro popolo quale grandezza passò nei loro antri, quali colori e genti passarono per le loro strade, quali mari e orizzonti e sogni si vedevano dalle loro torri. Per secoli hanno avuto grande dignità e pazienza ed ora, grazie al piccolo uomo Giovanni,  le loro torri vogliono ricordare che dalla brulla ed arida terra ci si può sollevare. Giovanni   sentì e capì  quelle voci, amò loro e i suoi fratelli, i figli di quel popolo antico, credette nell’amaro sapore  della pazienza e della dignità che le grandi pietre avevano avuto per secoli. E così come il suo passo fu non semplice calpestio,  ma carezza e speranza  per le grandi pietre, capì che le grandi pietre volevano dire ai figli di quell’antico popolo: “Ecco,  le nostre torri sono risalite alla luce e di nuovo dominano la brulla ed arida terra, pazientate, conoscerete il dolore, non dimenticate la dignità, e quando udrete un passo amorevole fatevi sentire con forza e risollevate il vostro capo”. Un tempo un piccolo uomo di nome Giovanni fu luce e voce delle grandi pietre, ma ora le grandi pietre saranno PER SEMPRE luce e voce del grande uomo Giovanni.

 “ Al grande Giovanni Lilliu “,    Indegnamente

                                Monica Cuomo            .

Cagliari 20 Febbraio 2012

 [1] - inteso dominanti

Un ringraziamento personale all’amica Monica per la sua splendida e spontanea testimonianza scaturita dall’animo di studiosa e profonda estimatrice della cultura sarda e non solo. Messaggio per Monica: Confesso che ho lasciato l’ultima parola per mantenere integro il tuo scritto ma ho avuto l’impulso di cancellare la parola ‘indegnamente’ e l’avrei tolta volentieri perché non ritengo giusto che la tua innata modestia nasconda i tuoi veri meriti. Ancora grazie.

                                    Giuseppe 

  http://www.youtube.com/watch?v=T8ohqnZihIk&feature=related  


COMMENTI

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  1. il 26 febbraio, 2012 Lorenzo.rm dice:

    Che meraviglia, Giuseppe. Le pietre antiche della Sardegna. Il grandissimo Giovanni Lilliu che le fa rivivere. La delicata e tenera Monica Cuomo che le veste con indimenticabili versi. Vorrei che l’incanto non finisse più in questa indimenticabile alba di domenica. Gli occhi mi si inumidiscono e lacrimano. Tutto stupendo, in questo quadro lo sono anche Sanremo e la urlante Emma.

  2. il 26 febbraio, 2012 giuseppe3.ca dice:

    Bene Lorenzo quando si riesce a destare emozioni positive si può essere contenti. Ti ringrazio per il tuo lodevole commento e ringraziamo insieme Monica per la delicata lirica delle pietre in omaggio al grande Giovanni Lilliu e Sabrina per l’impeccabile esposizione grafica e il video di Emma.

  3. il 26 febbraio, 2012 giovanna3.rm dice:

    Veramente affascinante l’esposizione delle pietre antiche della Sardegna. Quando visitai diversi Nuraghi ne fui particolarmente colpita.
    Grazie Giuseppe per averci fatto gustare quasta ulteriore particolarità sarda.

  4. il 26 febbraio, 2012 ANGELOM dice:

    Le meravigliose forme che queste pietre secolari sono state scoperte, parlano da sole,in esse troviamo l’antico sapore della terra e la contemporaneità dell’aspetto fisico. Grazie Giuseppe a farci conoscere queste meraviglie della natura e del tempo e sopratutto a questi importanti personaggi della tua amata terra, con parole che riscaldano i cuori e le menti .

  5. il 26 febbraio, 2012 giuseppe dice:

    Grazie a te Giovanna, personalmente penso che la Sardegna per le sue particolari peculiarità di isola antica è ancora tutta da scoprire e sono convinto che la sua gente, nel suo carattere fiero e tenace, sa mantenerne e conservare tutto il suo valore.

  6. il 26 febbraio, 2012 giuseppe dice:

    Bene Angelo, come vedi il mio è solo un lavoro di contorno. Ho solo cercato di mettere in evidenza il valore di un Grande come Giovanni Lilliu e la spontaneità dell’amica Monica con il suo idilliaco omaggio alle grandi pietre della Sardegna e all’uomo che ha saputo darle voce consentendo loro di urlare al mondo la loro storia millenaria.

  7. il 26 febbraio, 2012 nico....b... dice:

    Barumini,ragazzi io , sono entrato in quel nuraghe nel 1960,mi domando ancora come avranno fatto a edificarlo,un saluto a tutti gli amici del Campidano,se si ricordanodi Battistin,e delle mietitrebbiatrici “arruvie”che operavano in quei campi,ciao a tutti,azzibiri.

  8. il 26 febbraio, 2012 lieta dice:

    mi piace la definizione di lorenzo de la urlante emma, pietre antike pietre di vita ke ancora oggi co animo impregnate dei vissuti ke han avuto so na fonte di calore vero tutti sensi culturale umano spirituale….stupore infinito indefinito, Divino

  9. il 26 febbraio, 2012 sandra vi dice:

    Grazie Giuseppe per questa pagina che ci dai ogni domenica della tua Sardegna,me la gusto in silenzio commmossa….

  10. il 26 febbraio, 2012 edis.maria dice:

    Giuseppe, non potevi non ricordare Giovanni Lilliu che il 19 febbraio ci ha lasciati! L’insigne archeologo lascia alla sua amata terra tracce dell’ingegno del popolo sardo, che fin dall’epoca megalitica ha dimostrato al mondo intero la sua capacità architettoniche.Ho visitato Barumini ed altri siti, e ne sono rimasta stupita per come quelle ” pietre” potessero reggersi, oltre tutto a distanza di centinaia di anni,solo per la capacità del taglio e dell’incastro. Ogni notizia che riguarda la Sardegna mi commuove, perchè conosco a fondo i Sardi , con la loro capacità di stupirci sempre , in ogni campo si impegnino.Forse sono un po’ di parte???? Ho vissuto per 41 anni con un sardegnolo splendido!

  11. il 26 febbraio, 2012 nikodireggio dice:

    bellissimo grazie a giuseppe e monica con la sardegna sempre grandi vibrazioni

  12. il 26 febbraio, 2012 giuseppe dice:

    Care amiche, LIETA, SANDRA, EDIS MARIA, NICOLETTA, nei vostri commenti leggo tanta dimostrazione di stima per la Sardegna, per la gente sarda in generale nonchè per quei sardi che la vita vi ha dato modo di conoscere da vicino e che avete saputo apprezzare in diretta (vale per te Edis, ma non solo). Naturalmente sento anche la vostra stima nei miei confronti e di questo vi ringrazio infinitamente.

  13. il 26 febbraio, 2012 giuseppe dice:

    Nico….b… a te posso dire à si biri, arrivederci, con piacere perché anche tu hai un pò di Sardegna nel cuore. Grazie.

  14. il 27 febbraio, 2012 lieve dice:

    Che meraviglia! Grazie giuseppe,E grazie a lillu. Ci ha lasciato la testimonianza del suo passaggio attraverso le “sue pietre”.Riposa in pace Lillu, ora le stesse pietre che ti hanno parlato, parleranno a noi,di te e per te.

  15. il 27 febbraio, 2012 giuseppe dice:

    É vero LIEVE quelle pietre parleranno ancora per millenni della loro storia parallela alla storia degli uomini che nei secoli passati le hanno raccolte, lavorate e messe in opera nonché del grande Lilliu che ne ha capito il loro valore storico/culturale ed è riuscito a parlare con loro per portare la loro storia vissuta a fianco del popolo sardo a conoscenza dell’umana gente. Grazie.

  16. il 27 febbraio, 2012 nico....b... dice:

    e come si fà a non averla,quando in due anni si sono passati quasi otto mesi accanto ai sardi più genuini,quelli che lavorano la terra del Campidano,e averne conosciuta l’ospitalità?

  17. il 27 febbraio, 2012 giovanna vc dice:

    Grazie Giuseppe x aveci fatto vedere questi squarci di una terra meravigliosa in tutto ,il suo splendore ,quelle pietre stupende che sano di tanta storia

  18. il 27 febbraio, 2012 giuseppe dice:

    Giò è sempre piacevole condividere le cose belle con le amiche che le sanno apprezzare. Grazie.

  19. il 28 febbraio, 2012 PaoloCA dice:

    Antica terra di Sardegna, terra di pietre millenarie, di ospitali generose genti! Grazie Giuseppe, condivido le tue parole conclusive e grazie all’amica Monica che ha voluto ricordare “il grande Giovanni Lilliu” che ha fatto diventare la nostra isola grande e importante agli occhi del mondo.

  20. il 28 febbraio, 2012 giuseppe dice:

    Ti ringrazio, Paolo, non dubitavo del tuo benevole commento.

  21. il 29 febbraio, 2012 nico....b... dice:

    non riesco a trovare il gioco matematico che hò visto in queste righe,chi mi può aiutare? vorrei stamparlo per i miei nipoti,grazie e ciao ragazzi!

  22. il 29 febbraio, 2012 giuseppe dice:

    Nico, forse il gioco di cui parli non era nel Bosco.