Archive for febbraio 23rd, 2012

La Democrazia e le sue possibili “sospensioni”

 

 La democrazia e le sue possibili "sospensioni"

Rileggo l’articolo con questo titolo pubblicato da Piero Ottone in “Vizi e virtù”, in un vecchio Venerdì di Repubblica,  e penso che anche voi, se non l’avete letto, possiate leggerlo con  interesse. L’articolo è questo: “Negli ultimi tempi si è parlato molto di democrazia, ed è forse utile qualche riflessione. Democrazia, questo lo sanno tutti, significa governo del popolo: niente di più bello, niente di più giusto. Ma non è sempre facile capire, tanto per cominciare, che cosa il popolo voglia. Gheddafi aveva risolto il problema a modo suo: nel famoso Libretto Verde aveva scritto che in Libia vigeva la democrazia perfetta, perché lui eseguiva senza mediazioni la volontà del popolo tutto intero. Quindi non occorrevano organi intermedi.

Atene - Democrazia e Filosofia

In realtà, la faccenda è un po’ più complessa. In primo luogo, questo popolo, la cui volontà è così importante, deve essere individuato, diciamo così, nei suoi elementi costitutivi: bisogna passare dall’astratto al concreto. In altri tempi si pensava che facessero parte del popolo, ai fini di governo, solo i maschi, e quei maschi che disponessero di un certo reddito. Adesso fanno parte del popolo anche le femmine, ed è stata abolita, giustamente, la barriera pecuniaria: si ammettono anche i poveri. C’è però una limitazione legata all’età.

La pianLa pianta della Democrazia

 Altro problema: il popolo può cambiare idea. Nelle tragedie di Shakespeare il popolo dà sempre ragione a chi parla per ultimo. Nella vita reale è un po’ meno volubile, però non la pensa sempre allo stesso modo. Si stabiliscono pertanto certe scadenze per sapere come la pensa di volta in volta. Insomma: la voce del popolo  non è la voce di Dio, come non era la voce di Dio, nei regimi assoluti, la volontà del monarca.

Atene - Democrazia

 Gli americani vogliono esportare la democrazia dappertutto, come se fosse una virtù. Aveva piuttosto ragione Churchill: è un sistema di governo, con i suoi difetti. Il migliore disponibile? Sì: ma non esportabile in ogni luogo. Richiede, per funzionare, un certo grado di istruzione e di maturità fra i cittadini. Richiede una guida sicura, sensibilità politica, maturità. Con periodi di sospensione: in guerra, per esempio. O quando sia necessario un programma di risanamento economico. Come adesso?”   Ottone finisce l’articolo con il punto di domanda. Vi pare che non si possa osservare, eccepire, e, soprattutto, dialogare fra noi?