Claude Monet

      Con Claude Monet si entra nel vivo della vicenda dell’Impressionismo.Fu proprio lui, infatti, l’umile pittore che portò alla sua espressione più matura i suoi risultati più entusiasmanti e ricchi d’avvenire la pittura “en plein air”. Monet guardò con amore e con gioia le mille piccole meraviglie di cui è colma la natura, e fu il poeta che tradusse sulla tela, con  intatta freschezza di sentimento, la sua impressione visiva.

Ninfee

Quello che Monet cercò di cogliere era il fermento fuggevole della vita stessa, l’accendersi improvviso del verde di una foglia, colpita da un raggio di sole, gli irripetibili riflessi di una superficie d’acqua su cui la luce e l’ombra tessono i loro arabeschi, il vivo palpitare di una distesa erbosa nell’ora del mezzogiorno.

Il sorgere del Sole

I paesaggi rappresentano senz’altro la produzione più altamente riuscita di Monet; ma anche l’essere umano è visto da lui in questo limpido rapporto atmosferico,  come  ci dimostrano i frammenti e il bozzetto rimasti del suo perduto capolavoro: “Le déjeuner sur l’herbe”. Ed è sorprendente che, nelle difficoltà di una vita povera e dolorosa, il genio di Monet abbia sempre saputo attingere dalla natura impressioni di una felicità così inalterabile e radiosa. Senza mai  concedere nulla al gusto corrente, alle pretese della critica contemporanea, Monet proseguì per la sua strada, sostenendo la parte di guida nel gruppo degli Impressionisti, contribuendo ad organizzare la loro prima mostra nel 1874.

Donne in giardino

Alla fine, la sua costanza e il suo genio furono premiati: dopo il 1890 la sua pittura ottenne tutti i riconoscimenti ufficiali e nel secolo nuovo, quando Monet si ritirò, ormai vecchio a Giverny, non dipinse che fiori e le famose,  innumerevoli ninfee del suo giardino, con una sensibilità e una perfezione stilistica che non hanno precedenti: tutti i pittori di Francia guardarono a lui come a un maestro da venerare. Per Claude Monet, l’acqua è l’elemento fondamentale della pittura impressionista. Essa è costituzionalmente mobile e riflettente, tutto ciò che la sovrasta e la circonda vi si specchia, con i suoi diversi colori, influenzando tutto l’ambiente.

Per l’artista, l’acqua esprime il senso della relatività del nostro essere, non soltanto perché i riflessi variano continuamente, ma ancor più perché essa, pur presente e tangibile fisicamente, pur apparentemente sempre uguale, non è mai la stessa. Le  ninfee di Monet sono, infatti, il punto d’arrivo di un’utopia progettata e realizzata nell’ultima stagione della sua vita, che dipingeva nel laboratorio, specialmente ideato, nel suo meraviglioso giardino.

 

La Grenouillère

Ristorante sull’isolotto di Croissy, sulla Senna. In questo quadro la natura, invece di essere rappresentata come qualcosa  di distaccato da noi, vive in tutta la sua mobilità e dinamicità e noi viviamo in mezzo ad essa. L’acqua è la  protagonista della scena, poiché esprime la relatività dell’essere: come noi cambiamo continuamente anche l’acqua  non è mai la stessa.

                   


COMMENTI

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  1. il 22 febbraio, 2012 Lorenzo.rm dice:

    Quando, nella mia aurea ignoranza, guardo, leggo, ascolto, vedo opere di questo Grande Pittore mi prende gioia ed inquietudine. E godo tantissimo.

  2. il 22 febbraio, 2012 giuseppe dice:

    Pur stimatore dell’Arte Pittorica, da profano, mi fermo all’aspetto visivo del quadro che osservo, cioè all’impressione che l’occhio percepisce nello stare davanti al dipinto. Ecco perché Monet con il suo ‘Impressionismo’ mi ha attratto sempre più di tanti altri.
    Grazie ancora a Giovanna e Sabrina per l’impeccabile servizio che arricchisce il Bosco e tutti noi insieme.

  3. il 22 febbraio, 2012 ANGELOM dice:

    Con l’esauriente articolo su Monet che Giovanna e Sabrina hanno esposto, troviamo questo artista il più rappresentativo dell’impressionismo. Mi permetto di dare qualche notizia in più. Con l’assidua frequenza al “Caffè Guarbois” Monet si dedica a dipingere momenti romantici della natura, ma oltre a questo esegue anche caricature, un genere a lui geniale fin dall’infanzia. Monet trova finalmente un atelier personale, dove elabora alcune celebri tele due delle quali “La foce della Senna a Honfleur” e “Punta di Cap de Héve con la bassa marea”, queste opere ebbero una critica tanto lusinghiera da spingere “Colazione sull’erba”, dipinto famoso ma che al committente non aggrada, Monet lo lascia incompiuto come pegno della pensione. Nello stesso anno si ammala di una doppia cataratta. I problemi agli occhi si aggravano. Successivamente di tumore al polmone e nel 1926 morirà. Con lui termina la pittura della delicatezza dell’eleganza, oltre ad essere tormentata e girovaga, per trovare un punto d’incontro per realizzare le sue tele cambiando nuove idee e nuovi soggetti, fino ad arrivare ad un insieme di forme vaghe, che dà al lettore l’impressione riportata sulla tela, un’emozione suggestiva e indefinita.

  4. il 22 febbraio, 2012 francesca (franci) dice:

    Tra gli Impressionisti, Monet è uno dei miei artisti preferiti insieme a Renoir. Ed è proprio loro due insieme che si sono cimentati nel ritrarre la stessa opera, quella tela che tu, Giovanna, hai riportato qui sopra: La Grenouillère, la piccola isola con l’albero al centro. E vuoi sapere una cosa? Se sposto lo sguardo dallo schermo alla parete della mia stanza vedo proprio quel dipinto. No…non quello vero!!! Magari!!! Ma una bella stampa che non ho potuto fare a meno di acquistare in una delle ultime mostre di Monet che ho visto a Palazzo Reale a Milano, e che come tu ben saprai, aveva come titolo LE NINFEE di MONET.
    Grazie Giovanna, fa sempre piacere leggere d’arte.

  5. il 22 febbraio, 2012 giovanna3.rm dice:

    Grazie a te Franci. So che sei appassionata di arte e non manco mai di leggerti quando ne parli. Anche a me piace molto Monet: La Grenouillère e le sue Ninfee mi affascinano sempre. Un caro saluto.

  6. il 22 febbraio, 2012 laura.pc dice:

    Diceva Monet: ” E’ quasi impossibile, dipingere la luminosità del mare e lo scintillio dell’acqua: Ci vorrebbe una tavolozza di diamanti e pietre preziose”. I riflessi della luce nell’acqua, erano diventati, per il pittore, una vera e propria ossessione, tanto da portarlo ad allestire, un atelier galleggiante, con il quale, si spostava lungo le rive della Senna, per dipingere a contatto diretto con la natura, i cambiamenti della luce, nelle diverse ore del giorno. Una passione smisurata, che ha dato risultati veramente splendidi. Bellissimo articolo, grazie!

  7. il 23 febbraio, 2012 lieve dice:

    Ah!Monet, Chi non ci ha provato a dipingere come lui? Chi come me pasticcia coi pennelli, ci prova sempre;
    magari senza risultati, ma bisogna provarci:leggere le sue pennellate e il suo modo di cogliere la luce
    è un punto di partenza , e, (per chi ce la fa) un punto d’arrivo.
    Quando affrontò lo stesso tema di Manet “colazione sull’erba” lo fece in plein air. Dipingere soggetti umani
    all’aperto, era una novità per il periodo.Ritrasse una coppia di fidanzati suoi amici per tutte le figure,
    nelle varie posizioni.
    La bellezza di quel quadro sta nell’aver colto la luce naturale ed il suggestivo gioco dei riflressi delle
    foglie e la luce che penetra fra le piante che macchia la tovaglia,le spalle delle coppie
    in ombra,e dell’abito della modella di spalle, sono a mio modesto parere un vero capolavoro di natura e di
    impressionismo.
    Quando ci riprovò, sempre all’aperto, in”donne in giardino”lo fece direttamente sul supporto difinitivo,
    che era talmente grande che si dovette scavare una fossa per poter dipingere la parte alta.Anche in questo
    caso le 4 figure rappresentate, sono la stessa persona in pose diverse.
    Amo Monet x quello che ci ha lasciato, la sua pittura è alla portata di tutti,tanto che delle sue ninfee,
    ne hanno fatto delle lenzuola….
    GRAZIE GIO’!

  8. il 23 febbraio, 2012 nikodireggio dice:

    bellissimi