La Domenica del Bosco

Buona Domenica

Prosegue il nostro incontro settimanale  per augurarci La Buona Domenica con un racconto inviatoci dall'amico Cicco che ha voluto presentarci una storia ripescata dalle sue memorie di gioventù.

 

PENSIERI  DELLA GIORNALAIA ALL’ANGOLO DELLA  VIA

Aprendo il mio cassetto dei  ricordi, mi affiora alla  mente l’edicola dove noi compriamo i nostri giornali, sorgeva all’angolo della strada ed era  gestita da  una  anziana venditrice, amica di tutti i clienti abituali. Sotto le feste di Natale il misero spazio veniva ricoperto di luce dipinti di vari colori che quando passavo per curiosare le varie riviste e a chiedere quando sarebbe arrivato il nuovo Topolino, Tex ecc. mi appariva il suo pallido viso sorridente ed io pure le sorridevo che a volte mi sembrava di vivere con i riflessi delle luci che emanavano calore e un sottofondo musicale di una canzone  tipica natalizia, in una  terra lontana dove regna la pace. Il suo sguardo mi dava sicurezza e mi chiedevo che cosa penserà ella nelle lunghe giornate di lavoro?  La sua mente correrà ai parenti, alla casa, alla sua  terra, ma forse anche, tutta  circondata com’è di giornali, i suoi pensieri volteggeranno intorno al mondo della carta stampata! Ella si è alzata all’alba per poter ricevere i giornali che arrivano freschi di stampa, e ricevendoli  cosi ancora  umidi, ella pensa al lavoro notturno di tanti e tanti che vi hanno collaborato: al giovane cronista pieno di passione e di speranza, al critico consumato e severo che stronca o innalza un  autore, un artista con poche autorevoli righe di lode o di biasimo; al lavoro delle macchine, al febbrile movimento degli uomini intorno ad esse. Ed ora, eccoli i giornali!  Già arriva il primo cliente :<<Per favore “Corriere”>>. Il primo è sempre lui il vecchio signore mattiniero: ordinato, meticoloso, apre il giornale e scuote la testa scontento: <<Ai miei tempi i parlamentari …….>> <<Tutti  cosi >> pensa la  giornalaia <<Ai nostri tempi tutto andava meglio! Macché meglio! Erano i nostri  occhi, il nostro giovane spirito a giudicare tutto con ottimismo! >>. I clienti cominciavano ad affluire svelti e numerosi, non c’è tempo per pensare. Ecco la solita  giovane domestica: dalla sporta spunta  la  bottiglia del latte ed esce un buon odore di pane fresco . Il solito <<Corriere>> per i padroni, e un giornalaccio illustrato, evidentemente per la sua personale lettura. <<Che peccato! con quel bel viso ridente ed ingenuo…… che peccato non poter dire: “oh figliola, non codesta robaccia!...” Ma forse sarebbero parole sprecate ; non mi crederebbe .E se ne vendono tanti!>>. I compratori si succedono . Arriva l’ora dei bambini <<Per favore quando esce “Topolino “? Ella risponde benevole, e pensa che bisognerà aumentare l’ordinazione di <<Topolino>>, altrimenti ne rimarrebbero privi troppi bambini. Ormai tutti lo chiedono! Poi vengono le ore di sosta. Li ferma per ore e ore, sente di più la stanchezza e forse, più il freddo. Ha sempre con sé il lavoro a maglia, e quando riposa, sferruzza. Con questo, accompagna. i suoi pensieri che ora vanno solo alla casa, ai suoi figlioli, agli affari. Poi vengono i giornali della sera e il lavoro riprende: <<Per favore “Corriere”; per favore L’Avanti>>. Il mio sguardo di adolescente, penetra in questa figura, di tanta pacatezza a porsi in ascolto a tutti, indistintamente, maturava in me la consapevolezza che le situazioni le creiamo noi con piccoli gesti dal sorriso. Questa buffa anziana era  un punto di riferimento, in attesa al mattino del pullman, per andare a scuola che più delle volte lo perdevo, perché  dialogando con lei, forse l’atmosfera Natalizia, le luci, la musica ecc. stavo  bene, e rimanevo incantato dal fascino e dalle parole che l’anziana giornalaia emanava. Buona lettura augurandovi una Buona Domenica.

  CICCO53   

AFORISMA DEL  GIORNO

Se sono stato di aiuto a qualcuno, se ho scorto di sfuggita un particolare in più della natura e dell'essenza del bene assoluto, se sono stato ispirato a raggiunger più ampi orizzonti di pensiero e azione,  se sono in pace con me stesso, è stata una giornata di successo.    (Alex Noble)

Giuseppe3.ca

http://www.youtube.com/watch?v=LMX1ll6KNwI  


COMMENTI

Both comments and pings are currently closed.

  1. il 22 gennaio, 2012 franco muzzioli dice:

    Dal taglio del bel racconto arguisco che Giuseppe è decisamente più giovane di me.
    Io attendevo a casa l’arrivo per posta del Vittorioso ,bellissimo giornale per ragazzi che mi arrivava d’imperio in quanto allievo di un istituto Salesiano.
    Ma c’era un edicola che frequentavo quotidianamente.
    Abitavo nel centro di Modena a trecento metri dal Duomo e proprio nella piazza all’inizio del portico c’era una edicola molto grande ed anche questa era gestita da una vecchia signora e dai suoi tre figli, soprattutto da Giuseppe ,ormai uomo ,che arrivava con una vecchia bicicletta ,credo una Bianchi e scaricava i giornali che aveva su di un enorme portapacchi applicato alla bicicletta.
    Ma quello che mi attirava in quel chiosco un pò liberty erano le figurine , stampate a colori su di un cartoncino ….Bartali, Coppi , Magni….o il grande Toro…Mazzola, Ballarin, Maroso, Bacigalupo . Erano le figurine che il giovane Giuseppe faceva stampare ad una vecchia tipografia modenese,per la gioia di noi bambini.
    Sono passati tanti anni da allora ed anche Giuseppe Panini non c’è più ….sì lui proprio lui , quello delle figurine che poi hanno invaso tutto il mondo.

  2. il 22 gennaio, 2012 giuseppe dice:

    Franco, noi l’età ce la siamo già confrontata e io ti seguo a ruota per cui ho percorso la tua stessa strada delle figurine Panini e del tifo per gli idoli del grande Toro e della Nazionale di calcio. Poi la tragedia di Superga ci ha spiazzati, la nostra squadra non vinceva più come noi ci aspettavamo ma ci è rimasta ugualmente nel cuore.
    Il racconto è di Cicco, sicuramente più giovane di noi ed è lì che hai notato la differenza. BUONA DOMENICA.

  3. il 22 gennaio, 2012 Lorenzo.rm dice:

    Il giornalaio, o la giornalaia, rappresentava e rappresenta un preciso punto di riferimento, come il barbiere (fino a quando avevo tanti capelli), il meccanico di fiducia, ecc. Non potremmo fare a meno di queste persone, credo. A proposito di giornalai, confesso lo choc che provai quando cambiammo casa e quindi fui costretto ad allontanarmi. Ricordo che per diveri mesi ci andai di proposito da Alvaro e fu con grande sollievo che appresi da lui che aveva messo su una libreria di libri usati per cui cambiava mestiere e fui costretto a cambiarlo. E da allora cominciò l’amicizia con il mio giornalaio attuale, Franco, che ha l’unico difetto di essere romanista. Le introspezioni di Cicco, come sempre, sono azzeccate e utili. Grazie, Cicco.

  4. il 22 gennaio, 2012 ANGELOM dice:

    Cicco con il suo racconto ci ha fatto passare una mattina davanti ad una edicola di giornali con vari personaggi e varie situazioni, quello che ancora oggi facciamo, ma se ritorniamo indietro nel tempo, non era questo il clima, si andava dal giornalaio, in verità pochi, prima si sbirciavano le ultime uscite poi si decideva cosa leggere. Ricordo che ero abbonato al “Monello” un giornale per ragazzi con storie e consigli oltre all’indimenticabile” Vittorioso” ,“Mandrake” e “ Tex Willer”.che leggevo saltuariamente “
    Oggi purtroppo l’edicola è diventata un’esposizione di giornali porno, troppo facilitata ad acquisti per i ragazzi.Cicco sicuramente è più al passo dei tempi, grazie e buona domenica.

  5. il 22 gennaio, 2012 cicco53 dice:

    Ciao, sono felice di aver raccontato questo piccolo spazio ,che per me è stato importante, allora il ritrovo culturale era l’edicola ,le biblioteche erano ,lontane in città,non avendo la possibilità di andarci,per noi provinciali la cultura con i vari avvenimenti sia di sport ,di fumetti e i vari personaggi venivano stampati sulle varie riviste ecc. Miei cari amici ,io sono nato il 10/03/1953,prossimi compirò 59 anni .Il ricordo bello Franco,che anche io ho gioito con le figurine dei nostri idoli,l’aspetto molto significativo che dietro le figurine vi era una sorte di solidarietà di scambio con gli altri ,con tanta armonia e soddisfazione che tutti dovevamo avere le figurine. Questo modo di essere ,penso che ha segnato una era che oggi i giovani (i nostri figli non provano),perché non percepiscono le cose belle ,questo concetto a me cara ,si potrebbe sviluppare con l’occhio della maturità, di dibattito per un confronto di come eravamo noi e i giovani di oggi. Il mio scritto ha come significato le cose semplice e belle ,come avete espresso nei vostri commenti ,vi chiedo grazie con grande stima ciao buona domenica

  6. il 23 gennaio, 2012 lieve dice:

    Che bello leggervi , raga…i vostri ricordi sono diversi dai nostri, noi avevano la latteria, dove andavamo a comperare il latte.
    Ricordo che allora il latte costava un tot, non so quante lire, so che di resto c’era un centesimo e mezzo, che mi veniva dato con un pesciolino, ricordate i pesciolini di liquirizia? quelli neri? (a Genova si chiamavano “pescetti”) .Bene per non perdere quel mezzo centesimo, mi ero accordata col lattaio per avere tre “pescetti ” un giorno sì ed uno no.Già da allora mi piacevano le cose giuste…

  7. il 23 gennaio, 2012 giuseppe dice:

    Lieve, sono bellissimi i tuoi ricordi di bambina/ragazza, raccontaci anche tu una storiella per la delizia della Domenica. Grazie.

  8. il 23 gennaio, 2012 franco muzzioli dice:

    Lieve ….che bei ricordi ….le caramelle da 1 lira …le Valda ……le spiraline di liquerizia …….i ciuinga (i primi chewingum)…Anche io andavo dal lattaio o dal fornaio e se c’era quelche “scarso” resto mi beccavo una di queste squisitezze.

  9. il 23 gennaio, 2012 giuseppe dice:

    Ma questo è un Bosco veramente incantato: ha la capacità di farci ritornar bambini. Ciaooooooo

  10. il 24 gennaio, 2012 silvana1.ge dice:

    E’ proprio vero che quando si riapre il baule dei ricordi, riemerge un tempo senza tempo, fatto di sensazioni dolci, di freschezza giovanile, di gioia provata allora ma ancora viva oggi. Cicco, attraverso quella figura femminile dallo sguardo fermo e pensoso, che ancora ricordi volentieri come una donna che sapeva comunicare qualcosa di sè, al di là delle parole, hai rivisitato non solo il tuo passato di giovane studente, ma tutto un mondo che non c’è più. Quello di una vita semplice in cui gli stimoli per i giovani non erano così numerosi come adesso, ma tutto si gustava di più : anche il giornalino settimanale era una festa perchè avevamo il tempo dell’attesa, il desiderare era già un piacere, la nuova lettura, una scoperta non anticipata dalla martellante pubblicità, quindi un’esperienza del tutto personale, avvincente a cui dedicavamo il tempo necessario senza correre.
    Grazie per avermi dato modo di ripescare anche nel mio passato, rivivendo ancora emozioni di un tempo piuttosto lontano ma molto vivo, ancora, dentro di me.

  11. il 24 gennaio, 2012 lieve dice:

    “Il giornalino” Veeeroooo!!! Silvana!A casa nostra arrivava la domenica , insieme a “Famiglia Cristiana” che i miei comperavano alla fine della Messa domenicale, in chiesa.
    Era l’unica rivista che potevamo leggere, insieme ad una sbirciatina all’Intrepido, che invece era una lettura per mio fratello,(Eh! lui era maschio)….Noi ragazzine, potevamo leggere i libri di una sorta di biblioteca che c’era nel “circolino parrocchiale”. Mia madre si fidava solo di quelli…

  12. il 24 gennaio, 2012 lieve dice:

    …. e i formaggini?? Franco? ti ricordi i formaggini di cioccolato? triangoli deliziosi con schegge di noccioline dentro , che faceva la Ferrero, un paradiso di delizie, che ancora oggi al ricordo mi viene l’acquolina…Noi tre sorelle, ci dividevamo quella delizia, e ce la sbocconcellavamo mugolando , accompagnata dal pane, che non mancava mai…Lo mangiavano anche con la frutta: le ciliegie venivano spalmate sul pane che diventava rosso e gustoso… ho provato a farlo coi miei figli, ma nn hanno gradito ” sta schifezza”….”Noi lo facevamo con i fichi, con le noci”,ho detto,”le nostre merende erano stupende”…”Perchè non facevano ancora le girelle” hanno risposto….
    Giovetù bruciata…..

  13. il 25 gennaio, 2012 lieve dice:

    Giuseppe, io mi accontento di molto meno per affermare che la mia giornata è stata buona…. mi basta ricevere e ragalare un sorriso.
    Lo stilista inglese di Lady Gaga (se è di costui l’aforisma), mi sa che aspira alla santità, o forse all’ascetismo?

  14. il 25 gennaio, 2012 giuseppe dice:

    Lieve, il tuo sorriso può comprendere tutto ciò che è menzionato nell’aforisma citato, infatti:
    – può essere di aiuto a qualcuno;
    – può scaturire dal notare un particolare della natura
    (il profumo di un fiore, il colore del cielo o del mare);
    – il sorriso può contenere l’essenza del bene
    (assoluto o meno, non è rilevante);
    – il sorriso, nella sua semplicità, tende a raggiungere più
    ampi orizzonti (se di pensiero o azione, non importa);
    – se sorridi lo fai perché sei in pace con te stessa.
    Quindi, vedi bene, concordo con te: basta un sorriso per darti una giornata di successo e questo indipendentemente dalla personalità e dalle aspirazioni dell’autore dell’aforisma, chiunque esso sia.
    Intanto ti regalo un sorriso, buona giornata, ciao.

  15. il 25 gennaio, 2012 lieve dice:

    Caspita! Giuseppe, allora posso concorrere anche io?? hahahahaha scherzo naturalmente….
    Hai raione , comunque , quante cose può fare un sorriso…

  16. il 25 gennaio, 2012 giuseppe dice:

    Lieve, con il sorriso sei già vincente ma attendiamo un tuo raccontino da pubblicare in questo bosco incantato che, come sai, vuole bene a tutti, anche a te e ai tuoi splendidi sorrisi. Ciao.

  17. il 26 gennaio, 2012 lieve dice:

    Giuseppe, è pronto, devo inviarlo a Sco??

  18. il 26 gennaio, 2012 giuseppe dice:

    Indifferente, puoi inviarlo a Sco che poi me lo passa, oppure anche direttamente alla mia mail:
    giuseppe.pau@tin.it
    Ti auguro una buona giornata, ciao